Insieme per vincere la povertà.

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Istruzione

Agnes è la prima della classe. Su 70 alunni. Credits: Abbie Trayler-Smith/Oxfam

Il problema

Ogni giorno 72 milioni di bambini – la maggior parte bambine – non riescono ad andare a scuola. La mancanza di istruzione e salute deruba milioni di persone del proprio futuro.

Cosa fa Oxfam

Aiutiamo insegnanti e studenti attraverso strumenti e formazione. Lottiamo contro i pregiudizi che impediscono alle bambine di frequentare la scuola. Facciamo pressione sui governi per far sì che destinino più risorse all’istruzione, e sulle comunità perché controllino l’operato di chi le governa.

In Italia, promuoviamo l’accesso ai diritti di base per la popolazione immigrata, per favorirne l’inclusione garantendo l’accesso ai servizi educativi.

In Libano, dove il 25% della popolazione è composto da rifugiati siriani, lavoriamo per assicurare continuità nell’istruzione ai bambini rifugiati, ospitati nei campi profughi palestinesi o negli insediamenti informali. organizziamo attività ricreative e culturali, fornendo materiali ludici e didattici e promuovendo pratiche igieniche.

Garantire l’accesso ai servizi educativi

Nuove forme di costruzione identitaria plurale caratterizzano sempre più il tessuto sociale delle società contemporanea, in cui emerge un’idea di cittadinanza da considerarsi non più solo come riconoscimento giuridico quanto piuttosto come “cittadinanza sociale”, concetto che si sviluppa e apprende attraverso processi di scolarizzazione e socializzazione che il contesto di appartenenza deve poter offrire alla sua popolazione. È su queste tematiche che Oxfam Italia lavora da oltre 20 anni e rafforza ogni anno il proprio ruolo, promuovendo la lotta all’esclusione sociale e culturale attraverso i suoi interventi educativi e di sensibilizzazione, volti a costruire percorsi di integrazione e cittadinanza attiva con il coinvolgimento di donne, uomini, docenti, giovani e famiglie principalmente di origine straniera.

La complessità e problematicità del contesto sociale in cui Oxfam Italia opera ci ha fatto adottare un modello d’intervento integrato volto a valorizzare le diverse competenze e risorse presenti nei territori (Enti locali, istituzioni educative, società civile, associazionismo e comunità migranti) per offrire, attraverso servizi socio-educativi di qualità ed accessibili a tutti, risposte appropriate ai bisogni delle persone, in particolare della popolazione migrante e delle famiglie più vulnerabili che oggi sempre più subiscono gli effetti della crisi socioeconomica  e culturale mondiale.

L’elemento che qualifica il nostro programma d’intervento è un approccio partecipato e democratico che riconosce nelle persone un valore ed una potenzialità che possono essere messe a disposizione per il cambiamento ed il miglioramento della società civile.

Attraverso interventi nel sistema di formazione e dell’orientamento scolastico, azioni di peer education, sensibilizzazione ed informazione e l’indirizzamento delle politiche per la famiglia e la genitorialità, e grazie all’expertise che abbiamo maturato e alla rete territoriale attivata, sono stati migliorati e implementati i servizi educativi e socio-sanitari di base volti a garantire l’esercizio dei diritti sociali e umani delle fasce più deboli della popolazione e a favorirne l’integrazione sociale e culturale.

Tramite la cooperativa Oxfam Italia Intercultura, Oxfam Italia fornisce un servizio di mediazione linguistico culturale in molte strutture pubbliche. I mediatori svolgono un importante ruolo di accompagnamento nella relazione tra operatori e utenti. Oxfam facilita inoltre l’accesso al sistema della formazione e dell’istruzione ai cittadini immigrati, in particolare donne e studenti in età di obbligo scolastico, promuovendo azioni di informazione, orientamento e formazione, principalmente sul territorio locale, ma anche a livello nazionale ed internazionale.

Dallo scorso anno, la cooperativa Oxfam Italia Intercultura gestisce ad Arezzo la Casa delle culture, occupandosi dello sportello di front-office dedicato all’utenza migrante, e lavorando per creare uno spazio fisico che sia punto di riferimento non solo per i migranti ma per tutti i cittadini: gli italiani infatti, dopo la comunità bengalese, rappresentano il secondo gruppo che utilizza la struttura, dato che sottolinea la solidità e l’efficacia del progetto a livello di inclusione sociale e culturale.

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HAITI
Sono 1,4 milioni le persone che hanno bisogno di aiuto umanitario in seguito al passaggio dell’uragano Matthew su Haiti, che ha lasciato dietro di sé morte e distruzione in un contesto già enormemente vulnerabile, in cui ancora oggi vi sono 60.000 sfollati dal terremoto del 2010. Migliaia di abitazioni sono andate distrutte, e in intere regioni i raccolti sono andati perduti; c’è un reale rischio di epidemie di colera e di casi di malnutrizione. Il nostro staff sta distribuendo kit igienico-sanitari, pasticche per la potabilizzazione dell’acqua e installando serbatoi di acqua pulita.
SIRIA
In Siria, centinaia di migliaia di persone vivono sotto la minaccia della violenza e delle bombe. Metà degli abitanti del paese sono fuggiti, e coloro che rimangono hanno disperato bisogno di aiuto. Più di 4.8 milioni di persone hanno trovato rifugio nei paesi limitrofi, come Giordania, Libano e Turchia. Tre quarti di loro sono donne e bambini. Il continuo arrivo di rifugiati preme drammaticamente sulle fragili infrastrutture ed economie di questi paesi: nel solo Libano, una persona su quattro è un rifugiato siriano, e la Turchia ospita più di 2.7 milioni di siriani, oltre a un quarto di rifugiati di altre nazionalità, più di ogni altro paese nel mondo. In Siria, Giordania e Libano, Oxfam aiuta più di 1.5 milioni di persone garantendo acqua potabile, servizi igienico sanitari e sostegno economico.
SUDAN
El Nino, aggravato dai cambiamenti climatici, sta spingendo alla fame e alla sete milioni di persone nel mondo. In Sudan 3,5 milioni di persone, di cui 250.000 in Darfur, sono stati colpiti dall’emergenza siccità. Oxfam lavorerà con le comunità pastorali e agro-pastorali più vulnerabili e i rifugiati provenienti dalle aree di conflitto al confine con il Sud Sudan, riabilitando pozzi e fornendo kit igienici e latrine nei campi per sfollati Nei territori meridionali dello stato del nord Darfur, dove si concentra il maggior numero di sfollati e comunità colpite dalla siccità, Oxfam riabiliterà 3 pozzi dotandoli di pompa manuale per fornire acqua potabile a circa 30.000 persone.
GAZA
Dopo nove anni di blocco israeliano, 1.8 milioni di palestinesi sono ancora intrappolati nella Striscia, e due anni dopo la guerra del 2014 la loro vita è peggiorata. I bisogni umanitari sono enormi: più di 100.000 persone non hanno più una casa, 75.000 sono sfollati, il 96% dell’acqua non è potabile e solo il 9.7% delle abitazioni è stato ricostruito. Oxfam sta aiutando 700.000 persone garantendo acqua potabile, servizi igienico sanitari e sostenendo l’economia locale, facendo pressione per la fine del blocco e perché venga fatta una pace duratura che garantisca sicurezza ai civili.
BACINO DEL LAGO CHAD
Quasi sette anni di violento conflitto che ha coinvolto le milizie di Boko Haram e l’esercito ha portato a una crisi umanitaria devastante nel bacino del Lago Chad, interessando Nigeria, Niger, Chad e Camerun. 2.6 milioni di persone hanno abbandonato le proprie case e terre. Una crisi che riporta livelli allarmanti di violenze sessuali e violazioni dei diritti umani, che ha devastato le attività agricole e produttive, spingendo alla fame intere comunità. In alcune regioni da tre anni non vi sono raccolti e i prezzi degli alimenti sono alle stelle. 6.3 milioni di persone sono vittime di insicurezza alimentare, e mezzo milione di bambini sono gravemente malnutriti. Dal maggio 2014, Oxfam ha aiutato 268.000 persone; stiamo lavorando oggi in tre paesi, e pianifichiamo di raggiungere più di 1.5 milioni di persone per la fine del 2017. Distribuiamo cibo, acqua potabile, kit igienico sanitari, rifugi di emergenza, semi e attrezzi agricoli, promuovendo attività generatrici di reddito e prevenendo la trasmissione di malattie all’interno dei campi per sfollati.
SUD SUDAN
Dalla crisi politica del 2013, il Sud Sudan è precipitato in una spirale di violenza che sembra non avere fine. Più di 2.5 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case nel tentativo di salvarsi: 1.6 milioni di loro sono sfollati all’interno del paese, e più di 830.000 hanno cercato rifugio nei paesi vicini come Etiopia, Kenya, Sudan e Uganda. 4.8 milioni di persone hanno disperatamente bisogno di assistenza umanitaria. Dall’inizio della crisi, Oxfam ha portato aiuto a quasi 860.000 persone in otto stati, garantendo accesso ad acqua potabile, costruendo latrine e servizi igienici nei campi per sfollati, coordinando la distribuzione di cibo, provvedendo carburante e incentivando la creazione di fonti di reddito. Abbiamo lavorato a fianco di 350.000 contadini e produttori per aiutarli a migliorare la produzione agricola e ricostruire il proprio futuro. A Juba, abbiamo aiutato 20.000 persone a fronteggiare l’epidemia di colera somministrando acqua potabile e promuovendo pratiche igieniche.
ECUADOR
Il 18 aprile 2016 un terremoto di 7.8 gradi della scala Richter ha colpito l’Ecuador causando 670 morti, , più di 6.274 feriti, oltre 10.500 edifici distrutti colpendo quasi 750.000 persone. Oxfam ha iniziato fin da subito, in collaborazione con le istituzioni governative e le associazioni locali, le attività relative alla somministrazione di acqua potabile e l'installazione di strutture igieniche (docce e latrine) a beneficio delle persone ospitate nel rifugio vicino al vecchio aeroporto di Portoviejo, lavorando per riabilitare le condotte idriche in 5 municipalità e 8 comunità della provincia più colpita. Fino a oggi, abbiamo aiutato 75.000 persone in 30 comunità.
ITALIA
Tra gennaio e agosto 2016 più di 100.000 persone sono arrivate in Europa dal Mediterraneo, una delle rotte più pericolose al mondo. Purtroppo molto spesso, anche all’arrivo, queste stesse persone sono vittime di abusi e violazioni dei propri diritti. Oxfam lavora con i richiedenti asilo in Sicilia e in Toscana garantendo assistenza legale e psicologica, attraverso progetti di accoglienza diffusa che hanno come obiettivo quello della piena indipendenza e integrazione delle persone, nel rispetto dei loro diritti fondamentali.
ITALIA
Le scosse degli ultimi giorni in Centro Italia hanno pesantemente aggravato le condizioni della popolazione coinvolta nel terremoto del 24 agosto scorso, che ha causato 297 vittime e 4.013 sfollati, già ospitati nelle strutture allestite in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Oggi siamo di fronte a ulteriori danni alle infrastrutture, alle strutture pubbliche, alle vie di comunicazione e al patrimonio culturale e a un aumento considerevole del numero di sfollati. Oxfam Italia si è attivata nei giorni immediatamente successivi al sisma di agosto insieme alle organizzazioni sul territorio per valutare i bisogni prioritari non ancora coperti, in linea con la propria missione e visione. Il nostro intervento, allora come oggi, si focalizza sull'assistenza psicologica comunitaria alle vittime, attraverso il sostegno e la collaborazione con il partner GUS (Gruppo Umana Solidarietà), offrendo un aiuto personalizzato in base alle singole esigenze, con una media di 30 interventi realizzati e 20 utenti raggiunti ogni settimana.
IRAQ
La situazione in Iraq si sta facendo sempre più grave. Più di 10 milioni di persone – metà delle quali bambini – hanno bisogno di assistenza umanitaria, mentre 3.4 milioni sono sfollati. Dal marzo di quest’anno le operazioni militari hanno causato la fuga di quasi 150 mila profughi lungo il cosiddetto “corridoio di Mosul” e oggi centinaia di migliaia di civili rischiano di essere intrappolati durante l’offensiva in corso per riprendere la città dall’ISIS, che rischia di creare più di un milione di profughi. Oxfam lavora in più di 50 villaggi lungo il governatorato di Diyala; recentemente ha incrementato le proprie attività lungo il corridoio di Mosul, nei governatorati di Salah Al-Din e Ninewa. Lavoriamo inoltre a Qayyarat, 80 km a sud di Mosul, una zona strategica tra due territori controllati dall’ISIS, garantendo acqua, servizi igienici, coperte e rifugi. Durante l’offensiva verso Mosul prevediamo di aiutare 60.000 persone.
YEMEN
Dal marzo 2015, violenze e raid aerei hanno spinto 3.1 milioni di persone ad abbandonare le proprie case; 21 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria, e 14.1 milioni non possono permettersi abbastanza cibo. Dai primi di agosto, dopo un periodo di trattative e parziale cessate il fuoco, le violenze sono ricominciate; i prezzi del cibo sono alle stelle e sono milioni i bambini che rischiano letteralmente di morire di fame. Oxfam ha aiutato a oggi più di 900.000 persone portando acqua, buoni pasto, aiuti in denaro e kit igienico sanitari.