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Oxfam: in Siria emergenza profughi senza fine

Libano, Bekaa valley, Hanin nella sua "casa", priva di mobili e riscaldamento. Credits: Luca Sola/Oxfam

Nella valle della Bekaa, Libano

La crisi in Siria diventa sempre più grave e le organizzazioni umanitarie non hanno mezzi e risorse per soccorrere la popolazione in fuga dalla guerra. Gli aiuti promessi non sono arrivati ed è impossibile soccorrere l’ondata di profughi: si calcola che ogni giorno 5.000 persone abbandonino il paese, vale a dire il 36% in più rispetto a dicembre. Le previsioni ONU dicono che i profughi potrebbero essere più di un milione entro giugno.


Solo il 20% di 1,5 miliardi di dollari, promessi alla conferenza dei donatori in Kuwait il mese scorso, è arrivato a destinazione
L’emergenza si fa ogni giorno più preoccupante, non lasciando alle agenzie la possibilità di fornire l’aiuto di cui si ha disperatamente bisogno – dichiara Riccardo Sansone, responsabile del coordinamento umanitario di Oxfam Italia – I soldi generosamente promessi un mese fa, servono ora per garantire servizi essenziali come cibo, acqua, un tetto a una popolazione di profughi in aumento vertiginoso. Oltre 5.000 persone fuggono dalla Siria ogni giorno, generando grandi difficoltà tra le comunità ospitanti; l’intera regione è a rischio di stabilità”.

Dall’inizio del conflitto, 2 anni fa, hanno lasciato il paese 925.000 persone. In Siria più di 2 milioni hanno lasciato le proprie case, i prezzi dei beni di prima necessità sono aumentati, le strutture sanitarie sono state distrutte o danneggiate, l’acqua è inquinata con un aumento di malattie come epatite A e tifo. Libano e Giordania, che ospitano il maggior numero di profughi, devono continuare a tenere aperte le frontiere per consentire i soccorsi necessari, nonostante le scarse risorse a disposizione.
Negli ultimi 3 mesi, il numero dei rifugiati è più che raddoppiato in Egitto, è aumentato più di un quinto in Turchia dall’inizio dell’anno e l’Iraq accoglie numeri di gran lunga superiori al previsto. In Giordania, il campo profughi di Zaatari, che conta ufficialmente 120.000 persone, è ormai al limite e i continui arrivi generano tensioni per le poche risorse disponibili. Il governo della Giordania sta lavorando all’apertura di 2 nuovi campi e ha urgente bisogno di aiuti per garantire sicurezza ai rifugiati e alla popolazione.
Anche le agenzie umanitarie sono in affanno per l’improvvisa impennata del numero di profughi: Oxfam lavora alla costruzione di impianti idrici e sanitari, ma la situazione di emergenza ha reso necessaria anche l’installazione di strutture temporanee.
La maggior parte dei siriani vive comunque fuori dai campi, sparpagliata in città e villaggi in Giordania e altri paesi confinanti, senza possibilità di avere accesso agli aiuti. Gli affitti sono alle stelle e le strutture sanitarie e scolastiche non reggono la pressione di nuovi arrivi e nuove richieste.
“Sarà una crisi di lungo periodo, e governi e agenzie devono essere preparati. Se anche il conflitto e le violenze dovessero cessare oggi, ci sarebbe bisogno di interventi umanitari per i prossimi anni a venire. – ha concluso Sansone. L’appello di Oxfam di 12 milioni di dollari necessari per soccorrere 120.000 persone è stato finanziato meno del 5%.
Il piano di aiuti di Oxfam prevede di fornire assistenza a 120.000 profughi. Per donare clicca qui oppure fai un versamento sul Ccp N° 14301527 intestato a Oxfam Italia (causale Emergenza Siria)