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Emergenza alluvioni in Bosnia, Oxfam raggiunge le zone colpite

In Bosnia è emergenza per migliaia di persone

Interi villaggi sono sommersi dall'acqua

Oxfam Italia raggiunge le aree distrutte dalle devastanti inondazioni che hanno colpito la Bosnia Erzegovina e la Serbia per portare acqua potabile, viveri e beni di prima necessità


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Una squadra di esperti di Oxfam Italia è al lavoro nella zone di Šamac, Domaljevac, Zavidovići, Bijeljina e Brčko nel centro e nord della Bosnia Erzegovina all’indomani del disastro. In corso una verifica delle condizioni igienico-sanitarie e sui bisogni primari ai quali dare risposta.


Bisogna per prima cosa assicurare che la popolazione colpita abbia accesso ad acqua potabile, decenti condizioni igienico-sanitarie e cibo (specialmente per i bambini) – ha dichiarato Silvana Grispino, direttrice di Oxfam in Bosnia Erzegovina. – Questa tragedia colpisce soprattutto le persone più povere nelle zone rurali che vivono di piccola agricoltura e allevamento. Hanno perso tutto. Sono centinaia i volontari impegnati nelle operazioni di soccorso. Ma non basta. Serve il nostro aiuto oggi e nei mesi a venire


Servono cibo per bambini, acqua, materiali per il trattamento e potabilizzazione dell’acqua, cibo e kit igienico sanitari.
Le prime testimonianze del personale Oxfam raccontano di intere aree sommerse dall’acqua e interessate dalle frane, villaggi isolati, da giorni senza elettricità e accesso ad acqua potabile, edifici e case distrutti.
Nella zona centrale e nord del paese la devastazione è molto grave e in alcune località come Bijeljina si pensa che il peggio debba ancora venire dato che il fiume Sava, affluente del Danubio, ha raggiunto una portata idrica mai registrata prima.
Le precipitazioni che in pochi giorni si sono riversate su Bosnia Erzegovina e Serbia sono state le più abbondanti degli ultimi 120 anni e hanno portato all’esondazione di molti fiumi che hanno sommerso interi villaggi, distrutto ponti e strade e isolato un terzo della Bosnia. Le frane e gli smottamenti del terreno provocati dalle piogge torrenziali oltre a travolgere i villaggi hanno divelto anche i cartelli che delimitavano i campi minati e causato lo spostamento delle mine, stimate ancora in 120 mila, rendendo ancora più drammatica la situazione.


In Bosnia Erzegovina circa 1.000.000 persone, un abitante su quattro, sono state colpite dalle alluvioni.
Sono soprattutto le persone che vivono nelle aree rurali già fortemente esposte alla povertà; circa 40.000 le persone evacuate, ma questa cifra è in continuo aumento. Gli sfollati trovano rifugio in case di parenti, amici e centri di prima accoglienza allestiti dalla protezione civile in scuole e centri sportivi. I numeri purtroppo sono destinati a crescere tragicamente nelle prossime ore poiché le inondazioni si stanno concentrando verso il nord del paese.


Non ci sono ancora dati certi su quante siano le case completamente inagibili e su quante persone non avranno un riparo  nei prossimi mesi.
Il repentino aumento delle temperature previsto nei prossimi giorni potrebbe generare il diffondersi di epidemie e altre situazioni di rischio legate alle scarse condizioni igienico sanitarie che potrebbero aggravare ulteriormente il quadro.


Oxfam fa parte del team di risposta delle Nazioni unite in Bosnia Ezegovina e porta avanti il proprio impegno a fianco delle persone colpite dalle inondazioni
in coordinamento con le altre agenzie e donatori presenti nel paese.

Aiutiamo la famiglie in Bosnia Erzegovina. Non lasciamole sole.

È possibile donare con:
– Carta di credito telefonando al Numero Verde 800 99 13 99 o facendo una donazione on line cliccando qui
– Una donazione periodica tramite Rid bancario o postale compilando e inviando il coupon
Bollettino postale, c/c n. 14301527 intestato a Oxfam Italia (causale Emergenza inondazioni Balcani)

Oxfam Italia – ufficio stampa – mariateresa.alvino@oxfam.it  348.9803541

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HAITI
Sono 1,4 milioni le persone che hanno bisogno di aiuto umanitario in seguito al passaggio dell’uragano Matthew su Haiti, che ha lasciato dietro di sé morte e distruzione in un contesto già enormemente vulnerabile, in cui ancora oggi vi sono 60.000 sfollati dal terremoto del 2010. Migliaia di abitazioni sono andate distrutte, e in intere regioni i raccolti sono andati perduti; c’è un reale rischio di epidemie di colera e di casi di malnutrizione. Il nostro staff sta distribuendo kit igienico-sanitari, pasticche per la potabilizzazione dell’acqua e installando serbatoi di acqua pulita.
SIRIA
In Siria, centinaia di migliaia di persone vivono sotto la minaccia della violenza e delle bombe. Metà degli abitanti del paese sono fuggiti, e coloro che rimangono hanno disperato bisogno di aiuto. Più di 4.8 milioni di persone hanno trovato rifugio nei paesi limitrofi, come Giordania, Libano e Turchia. Tre quarti di loro sono donne e bambini. Il continuo arrivo di rifugiati preme drammaticamente sulle fragili infrastrutture ed economie di questi paesi: nel solo Libano, una persona su quattro è un rifugiato siriano, e la Turchia ospita più di 2.7 milioni di siriani, oltre a un quarto di rifugiati di altre nazionalità, più di ogni altro paese nel mondo. In Siria, Giordania e Libano, Oxfam aiuta più di 1.5 milioni di persone garantendo acqua potabile, servizi igienico sanitari e sostegno economico.
SUDAN
El Nino, aggravato dai cambiamenti climatici, sta spingendo alla fame e alla sete milioni di persone nel mondo. In Sudan 3,5 milioni di persone, di cui 250.000 in Darfur, sono stati colpiti dall’emergenza siccità. Oxfam lavorerà con le comunità pastorali e agro-pastorali più vulnerabili e i rifugiati provenienti dalle aree di conflitto al confine con il Sud Sudan, riabilitando pozzi e fornendo kit igienici e latrine nei campi per sfollati Nei territori meridionali dello stato del nord Darfur, dove si concentra il maggior numero di sfollati e comunità colpite dalla siccità, Oxfam riabiliterà 3 pozzi dotandoli di pompa manuale per fornire acqua potabile a circa 30.000 persone.
GAZA
Dopo nove anni di blocco israeliano, 1.8 milioni di palestinesi sono ancora intrappolati nella Striscia, e due anni dopo la guerra del 2014 la loro vita è peggiorata. I bisogni umanitari sono enormi: più di 100.000 persone non hanno più una casa, 75.000 sono sfollati, il 96% dell’acqua non è potabile e solo il 9.7% delle abitazioni è stato ricostruito. Oxfam sta aiutando 700.000 persone garantendo acqua potabile, servizi igienico sanitari e sostenendo l’economia locale, facendo pressione per la fine del blocco e perché venga fatta una pace duratura che garantisca sicurezza ai civili.
BACINO DEL LAGO CHAD
Quasi sette anni di violento conflitto che ha coinvolto le milizie di Boko Haram e l’esercito ha portato a una crisi umanitaria devastante nel bacino del Lago Chad, interessando Nigeria, Niger, Chad e Camerun. 2.6 milioni di persone hanno abbandonato le proprie case e terre. Una crisi che riporta livelli allarmanti di violenze sessuali e violazioni dei diritti umani, che ha devastato le attività agricole e produttive, spingendo alla fame intere comunità. In alcune regioni da tre anni non vi sono raccolti e i prezzi degli alimenti sono alle stelle. 6.3 milioni di persone sono vittime di insicurezza alimentare, e mezzo milione di bambini sono gravemente malnutriti. Dal maggio 2014, Oxfam ha aiutato 268.000 persone; stiamo lavorando oggi in tre paesi, e pianifichiamo di raggiungere più di 1.5 milioni di persone per la fine del 2017. Distribuiamo cibo, acqua potabile, kit igienico sanitari, rifugi di emergenza, semi e attrezzi agricoli, promuovendo attività generatrici di reddito e prevenendo la trasmissione di malattie all’interno dei campi per sfollati.
SUD SUDAN
Dalla crisi politica del 2013, il Sud Sudan è precipitato in una spirale di violenza che sembra non avere fine. Più di 2.5 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case nel tentativo di salvarsi: 1.6 milioni di loro sono sfollati all’interno del paese, e più di 830.000 hanno cercato rifugio nei paesi vicini come Etiopia, Kenya, Sudan e Uganda. 4.8 milioni di persone hanno disperatamente bisogno di assistenza umanitaria. Dall’inizio della crisi, Oxfam ha portato aiuto a quasi 860.000 persone in otto stati, garantendo accesso ad acqua potabile, costruendo latrine e servizi igienici nei campi per sfollati, coordinando la distribuzione di cibo, provvedendo carburante e incentivando la creazione di fonti di reddito. Abbiamo lavorato a fianco di 350.000 contadini e produttori per aiutarli a migliorare la produzione agricola e ricostruire il proprio futuro. A Juba, abbiamo aiutato 20.000 persone a fronteggiare l’epidemia di colera somministrando acqua potabile e promuovendo pratiche igieniche.
ECUADOR
Il 18 aprile 2016 un terremoto di 7.8 gradi della scala Richter ha colpito l’Ecuador causando 670 morti, , più di 6.274 feriti, oltre 10.500 edifici distrutti colpendo quasi 750.000 persone. Oxfam ha iniziato fin da subito, in collaborazione con le istituzioni governative e le associazioni locali, le attività relative alla somministrazione di acqua potabile e l'installazione di strutture igieniche (docce e latrine) a beneficio delle persone ospitate nel rifugio vicino al vecchio aeroporto di Portoviejo, lavorando per riabilitare le condotte idriche in 5 municipalità e 8 comunità della provincia più colpita. Fino a oggi, abbiamo aiutato 75.000 persone in 30 comunità.
ITALIA
Tra gennaio e agosto 2016 più di 100.000 persone sono arrivate in Europa dal Mediterraneo, una delle rotte più pericolose al mondo. Purtroppo molto spesso, anche all’arrivo, queste stesse persone sono vittime di abusi e violazioni dei propri diritti. Oxfam lavora con i richiedenti asilo in Sicilia e in Toscana garantendo assistenza legale e psicologica, attraverso progetti di accoglienza diffusa che hanno come obiettivo quello della piena indipendenza e integrazione delle persone, nel rispetto dei loro diritti fondamentali.
ITALIA
Le scosse degli ultimi giorni in Centro Italia hanno pesantemente aggravato le condizioni della popolazione coinvolta nel terremoto del 24 agosto scorso, che ha causato 297 vittime e 4.013 sfollati, già ospitati nelle strutture allestite in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Oggi siamo di fronte a ulteriori danni alle infrastrutture, alle strutture pubbliche, alle vie di comunicazione e al patrimonio culturale e a un aumento considerevole del numero di sfollati. Oxfam Italia si è attivata nei giorni immediatamente successivi al sisma di agosto insieme alle organizzazioni sul territorio per valutare i bisogni prioritari non ancora coperti, in linea con la propria missione e visione. Il nostro intervento, allora come oggi, si focalizza sull'assistenza psicologica comunitaria alle vittime, attraverso il sostegno e la collaborazione con il partner GUS (Gruppo Umana Solidarietà), offrendo un aiuto personalizzato in base alle singole esigenze, con una media di 30 interventi realizzati e 20 utenti raggiunti ogni settimana.
IRAQ
La situazione in Iraq si sta facendo sempre più grave. Più di 10 milioni di persone – metà delle quali bambini – hanno bisogno di assistenza umanitaria, mentre 3.4 milioni sono sfollati. Dal marzo di quest’anno le operazioni militari hanno causato la fuga di quasi 150 mila profughi lungo il cosiddetto “corridoio di Mosul” e oggi centinaia di migliaia di civili rischiano di essere intrappolati durante l’offensiva in corso per riprendere la città dall’ISIS, che rischia di creare più di un milione di profughi. Oxfam lavora in più di 50 villaggi lungo il governatorato di Diyala; recentemente ha incrementato le proprie attività lungo il corridoio di Mosul, nei governatorati di Salah Al-Din e Ninewa. Lavoriamo inoltre a Qayyarat, 80 km a sud di Mosul, una zona strategica tra due territori controllati dall’ISIS, garantendo acqua, servizi igienici, coperte e rifugi. Durante l’offensiva verso Mosul prevediamo di aiutare 60.000 persone.
YEMEN
Dal marzo 2015, violenze e raid aerei hanno spinto 3.1 milioni di persone ad abbandonare le proprie case; 21 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria, e 14.1 milioni non possono permettersi abbastanza cibo. Dai primi di agosto, dopo un periodo di trattative e parziale cessate il fuoco, le violenze sono ricominciate; i prezzi del cibo sono alle stelle e sono milioni i bambini che rischiano letteralmente di morire di fame. Oxfam ha aiutato a oggi più di 900.000 persone portando acqua, buoni pasto, aiuti in denaro e kit igienico sanitari.