Sopravvivere a Moria

Sopravvivere a Moria
21 Marzo 2018

Amal, rifigiata siriana, campo Moria, Lesbo

La primavera prova a riscaldare i nostri cuori e i nostri corpi. Ma a Moria, il campo profughi di Lesbo dove vivo da quando sono arrivata in Europa, il freddo ancora ti entra dentro, e quando ti guardi attorno ti senti in prigione. Un inverno che sembra non finire mai, soprattutto quando il vento e la pioggia gelida sferzano le tende dove siamo ammassati.

Lesbo è una bellissima isola greca, ma il campo è un inferno. Per questo invito tutti i politici europei a venire qui di persona per rendersi conto delle difficoltà, della fame, che dobbiamo affrontare ogni giorno. Per toccare con mano come ci si sente quando il tuo destino è nelle mani di altri. E come al contrario politiche migratorie più umane potrebbero restituirci la dignità, la protezione e l’aiuto che meritiamo.

Essere un rifugiato non è una scelta. Sono bloccata a Lesbo perché la Siria non è posto sicuro in cui vivere. La guerra mi costringe a restare qui, se voglio restare viva.

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