Un’altra filiera è possibile

29 Maggio 2019

Un’alter­nativa concreta allo sfruttamento del lavoro nella filiera agroalimentare

Oggi a Roma, presso la sede di Oxfam Italia, è stato siglato il contratto di rete 2019 tra Funky Tomato, Cooperativa (R)esi­stenza, La Fiammante, Oxfam Italia, Storytelling Meridiano, DOL (Di Origine Laziale), AgroBIO srl e OP Mediterraneo, che lancia ufficialmente la Campagna Preacquisto 2019.

Parliamo di una filiera trasparente e partecipata di produzione del pomodoro che promuove rapporti di scambio orizzontali, democratici e mutualistici, finalizzati al sostegno di progetti culturali e sociali.

L’industria italiana del pomodoro rappresenta oltre il 12% della produzione mondiale e il 55% della produzione europea, coinvolgendo quasi 10 mila agricoltori e 120 aziende di trasformazione, per un giro di affari annuo compreso tra 1,4 e 2 miliardi di euro.

Ma dietro a questo business si cela spesso un meccanismo polarizzato di pochi grandi attori, tra industrie alimentari e attori della grande distribuzione, che dominano il mercato praticando politiche di prezzo al ribasso che hanno conseguenze drammatiche sulle condizioni di lavoro, la salute, l’ambiente e la sostenibilità economica di lungo periodo di un’intera filiera.

La filiera italiana del pomodoro teatro di episodi di grave sfruttamento

Secondo le stime sono circa 400 mila i lavoratori a rischio caporalato in Italia nell’intero settore agricolo, mentre metà dei rapporti di lavoro lungo la sola filiera del pomodoro sarebbe illecita.

Piccoli contadini che non riescono a rientrare nei costi di produzione molto spesso finiscono per chiudere la propria azienda agricola. Migliaia di braccianti stranieri, per lo più originari dell’Africa sub-sahariana, che giungono nel meridione per cercare impiego nella raccolta del pomodoro, finiscono per vivere e lavorare al di fuori della legalità e della dignità.

Nel giugno 2018 abbiamo pubbilcato testimonianze drammatiche nel caso studio sull’Italia “Sfruttati” sul fenomeno del caporalato e dello sfruttamento dei lavoratori informali in agricoltura.

Etica, equità, partecipazione

Funky Tomato propone un modello di filiera che individua nella partecipazione l’atto fondante di un cambiamento migliorativo delle condizioni economiche e sociali di individui e comunità nel loro insieme.

Dal 2015, anno di avvio del progetto con 4 beneficiari e circa 90 quintali di prodotto trasformato, i volumi di produzione di Funky Tomato sono aumentati di 55 volte arrivando nel 2018 a 5.000 quintali di prodotto finito, realizzato col coinvolgimento di una trentina di lavoratori presi in carico dagli agricoltori della filiera, tutti del Sud d’Italia, nella prospettiva di dare loro continuità e rinsaldarne le relazioni.

Grazie al contratto di rete, Funky Tomato è una realtà in grado di offrire ai consumatori un prodotto di alta qualità e al contempo sostenere le dinamiche di mercato.

Agli attori della Grande distribuzione organizzata viene offerta l’opportunità di orientare le scelte di consumo e di contribuire a scardinare il legame che troppo spesso unisce il mercato alle dinamiche di sfruttamento.

Attraverso il meccanismo del preacquisto, inoltre, i sostenitori del progetto e i sottoscrittori del contratto di rete, entrano a far parte della “comunità economica solidale” Funky Tomato.

Anche nel 2019, sarà infatti possibile a GAS, ristoratori, privati cittadini prefinanziare la campagna del pomodoro, sostenendo direttamente gli agricoltori della rete.