OXFAM-IN MIGRAZIONE: “IL SISTEMA DI ACCOGLIENZA PERDERÀ I SUOI NAVIGATOR”

Il modello italiano di accoglienza diffusa – che ha permesso fino a oggi di assistere e integrare decine di migliaia di persone in fuga da guerre, persecuzioni e miseria, contenendo allo stesso tempo l’impatto sulle comunità locali – rischia oggi di venire completamente smantellato. A farne le spese non saranno solo i migranti e richiedenti asilo, che si vedranno negati servizi essenziali per il loro processo di integrazione, ma anche migliaia di giovani operatori.

 

Educatori, operatori legali, mediatori culturali, insegnanti di italiano, psicologi si ritroveranno infatti senza lavoro o dequalificati, con un costo sociale ed economico altissimo per il nostro paese: secondo le stime,potenzialmente oltre 200 milioni di euro in ammortizzatori sociali (1).

 

È quanto emerge dal rapporto Invece si può!, lanciato oggi da Oxfam e In Migrazione, attraverso le voci e le esperienze di chi in tutta Italia ha lavorato a progetti di integrazione e accoglienza,proprio nei Centri di accoglienza straordinaria(CAS). Qui infatti ha trovato ospitalità l’80% dei migranti, qui hanno lavorato oltre 36 mila operatori.