In questo momento nel mondo, 2 miliardi di persone non hanno ancora servizi igienici di base e utilizzano fonti di acqua sporca o contaminata. Un’emergenza che potrebbe precipitare nei prossimi 30 anni colpendo 1 miliardo di persone in più.
Dalle prime ore di una crisi, portiamo acqua dove serve. E restiamo – anche quando l’emergenza non è più in primo piano – per costruire soluzioni che continuano a funzionare negli anni.
2 MILIARDI DI PERSONE
In questo momento nel mondo, 2 miliardi di persone non hanno ancora servizi igienici di base.
1.000 BAMBINI SOTTO I 5 ANNI
Ogni giorno circa 1.000 bambini sotto i 5 anni muoiono a causa dell’acqua contaminata e per mancanza di igiene.
OLTRE 1 MILIONE DI DECESSI
1 persona su 2 utilizza una fonte di acqua contaminata: ogni anno l’uso di acqua non sicura provoca oltre 1 milione di decessi.

In Malawi, oltre il 70% della popolazione vive con meno di 1,90 dollari al giorno, in un contesto segnato da eventi climatici estremi sempre più frequenti.
Cicloni e lunghi periodi di siccità si alternano, distruggendo i raccolti e mettendo a rischio la sicurezza alimentare di intere comunità. Durante il devastante ciclone Freddy del 2023, villaggi sono stati spazzati via e ampie aree agricole rese inservibili.
In molte aree rurali, l’agricoltura dipende da sistemi di irrigazione inefficienti e fortemente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico. La produzione incerta rende le famiglie incapaci di pianificare il futuro e, di conseguenza, per molti bambini, l’istruzione viene sacrificata per contribuire alla sopravvivenza familiare.
Nella Striscia di Gaza, in questo momento, il 98% dell’acqua disponibile non è potabile.
Ben 1.700 chilometri di reti idriche (l’80%) sono inservibili; fuori uso anche 63 su 74 stazioni di pompaggio delle acque reflue, gran parte dei pozzi comunali, degli impianti di desalinizzazione e dei pozzi privati, che non possono essere messi in funzione per la mancanza di carburante e generatori.
A Rafah, 4.000 persone devono condividere una sola doccia e lo stesso bagno viene usato ogni giorno da 800 persone.

L’Etiopia è tra i 10 Paesi al mondo più colpiti dall’alternarsi di inondazioni e siccità, che negli ultimi anni hanno portato a un aumento esponenziale del numero di sfollati e alla perdita di buona parte dei raccolti, centinaia di migliaia ettari di terra coltivabile e decine di migliaia di capi di bestiame.
Oltre 60 milioni di persone (quasi metà della popolazione) non hanno accesso all’acqua potabile.
La situazione è disperata per i 4 milioni di sfollati interni e gli oltre 820 mila rifugiati che hanno bisogno di aiuti immediati, spesso costretti a percorrere decine di chilometri per procurarsi acqua da bere.
Insieme possiamo costruire un futuro, oltre l’urgenza della crisi.
Trasformiamo la risposta alle emergenze in cambiamenti duraturi: garantiamo acqua pulita e salute, sosteniamo cibo e reddito e investiamo in istruzione e opportunità.
Con il tuo aiuto, costruiamo insieme soluzioni che permettono alle comunità più vulnerabili di riconquistare autonomia e futuro.
Arrivare subito non è abbastanza. Bisogna restare finché è necessario. Il Fondo Emergenze permette di intervenire nell’immediato e, allo stesso tempo, di costruire basi solide per il futuro. ll tuo modo per far sì che una crisi possa diventare un nuovo punto di partenza.


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