La prolungata crisi abitativa che il nostro Paese sta attraversando è il frutto di una sempre più pronunciata tendenza che ha sbilanciato le politiche sulla casa a favore della rendita finanziaria e immobiliare, mentre si è assistito a un progressivo indebolimento delle politiche di welfare a tutela del diritto all’abitare. La conseguenza è che accedere a una casa è sempre più difficile per un numero crescente di persone in condizione di vulnerabilità, nell’attuale contesto di crisi economica.
Nel rapporto “Diritto alla casa. Non per tutti.” insieme al nostro partner Agevolando ci immergiamo nella problematica da una prospettiva specifica: quella dei giovani in uscita da strutture di accoglienza in cui, per ragioni diverse, hanno vissuto durante la minore età, che si avviano verso un percorso di vita in autonomia; percorso che risulta però fortemente minato in partenza dalla difficoltà di avere accesso a una casa, bene sempre più raro o inaccessibile. Se si è anche “stranieri” si deve fare i conti con un ancora pervasivo razzismo che discrimina ed esclude.
1 milione e mezzo
Le famiglie che versano in Italia in condizione di disagio abitativo
1/3 del proprio reddito
È la spesa per la casa delle famiglie in affitto
Meno dell’1% del PIL
La spesa pubblica destinata a politiche abitative
Solo l’11%
I proprietari disposti ad affittare con contratti a medio-lungo termine
Da Nord a Sud la crisi abitativa che attanaglia le nostre città si ripropone con la stessa gravità e urgenza. In una mini-inchiesta giornalistica condotta in collaborazione con il Venerdì di Repubblica, il giornalista Riccardo Staglianò racconta il triste primato della città di Firenze dove anche con stipendi tra i 1.500 e i 1.800 euro trovare una casa resta un sogno impossibile. E se si è migranti, non c’è partita. A testimoniarlo le storie di Hawa, Samir e Kebby, giovani lavoratori che a Catania, Milano e Napoli affrontano sulla propria pelle gli effetti di questa emergenza che investe moltissime persone e discrimina chi come loro, da stranieri e senza una famiglia alle spalle, avviano il proprio percorso di vita. Per loro tutte porte chiuse e la sensazione di vuoto, di esclusione, di un diritto negato. Ma c’è anche chi, come Trame di Quartiere, Dar=Casa e la cooperativa sociale Dedalus, offrono delle risposte ai crescenti bisogni abitativi, prendendosi cura di chi in città vive in condizione di maggior disagio. Una luce di speranza che per rispondere alla vastità dei bisogni non può rimanere isolata, ma necessita di un rilancio strutturale delle politiche abitative in Italia a tutela del diritto alla casa.
Intervenire per regolamentare un mercato che non risponde più alle esigenze primarie di ampie fasce della sua popolazione è un imperativo non più derogabile per la tenuta della coesione sociale nel nostro Paese.
Ripensare e rilanciare le politiche per l’abitare, a partire da quelle a favore dei giovani e delle fasce di popolazione in condizione di maggiore vulnerabilità, è di vitale importanza.
In questo rapporto sollecitiamo i decisori politici a un’azione politica urgente ed efficace: le proposte non mancano, serve la volontà politica di perseguirle. Per un abitare che dia dignità alla vita di ciascuno e renda possibile lo sviluppo di un benessere sociale condiviso.

Crediti: Clet
Le persone fisiche possono pertanto detrarre le erogazioni effettuate a favore della nostra associazione nei limiti e con le modalità stabilite per legge (Art. 15, comma 1.1 del DPR 917/86)Le persone giuridiche possono dedursi le erogazioni effettuate a favore della nostra associazione nei limiti e con le modalità stabilite per legge (Art. 100 comma 2, lettera h del DPR 917/86) L’associazione attesta di possedere tutti i requisiti soggettivi ed oggettivi richiesti dalle normative citate.