Rai per il sociale

PRIMA EDIZIONE PREMIO OXFAM

“COMBATTERE LA DISUGUAGLIANZA - SI PUÒ FARE”

in memoria di Alessandra Appiano

Scopri i vincitori

Raccontare la disuguaglianza

Il premio della categoria “Raccontare la disuguaglianza” va a Giuseppe Smorto per il reportage “Per la Calabria non c’è cura” (Il Venerdì di Repubblica, 26 marzo 2021) con il video reportage di Antonio Nasso “Calabria oltre il Covid, il deserto della sanità e le storie di chi resiste” (Repubblica.it).

La motivazione della giuria

Ad Arghillà si muore molto, ma molto giovani. Qui c’è una popolazione che ha perso consapevolezza dei diritti, che non sa cosa siano i loro diritti”, dice Lino Caserta, medico del polo sanitario di prossimità nel quartiere ghetto di Reggio Calabria. I racconti dalla Calabria di Giuseppe Smorto e Antonio Nasso per La Repubblica parlano di questo e molto altro: del morire e del vivere sopra e dentro una terra incrostata di disuguaglianze, malasanità, corruzioni, mancate cure, interessi poco collettivi e disinteresse diffuso, ma anche di caparbie resilienze, voglia di capire i perché e combatterli, tentativi isolati di riscatto. Lo spirito è quello del documento di denuncia, ma parole e immagini sono percorse anche dalla forza di una speranza: che, finalmente, tutti insieme si riesca a produrre un cambiamento.
Dopo una intera carriera giornalistica spesa a organizzare ai più alti livelli il lavoro degli altri, Smorto si sta dedicando in prima persona alla sua regione d’origine proprio per contribuire a produrre quel cambiamento. Alessandra Appiano gli avrebbe detto: “Dimmi se e come posso aiutarti, e lo farò!”

Giuseppe Smorto

Giornalista, ha iniziato a “Repubblica” oltre quarant’anni fa. È stato caporedattore dello Sport, del “Venerdì”, della redazione di Torino, per poi dedicarsi all’online: è stato responsabile e poi direttore di “Repubblica.it”. Ha chiuso la sua carriera in redazione come vicedirettore del quotidiano. Ora scrive – quando capita – di cause buone e di storie belle.

 

Antonio Nasso

Antonio Nasso è un video-giornalista e documentarista di Repubblica.it. Appassionato di politica, musica e cultura, scrive e realizza format web e reportage internazionali.

 

Menzione speciale a Vito Finocchiaro per “Frank, la rotta mediterranea”.

La motivazione della giuria

Negli ultimi anni siamo stati sommersi da immagini tragiche o salvifiche di un esodo senza fine e senza speranza. Le immagini potenti in bianco e nero di Vito Finocchiaro vanno oltre e raccontano il dopo, quello che accade dopo la salvezza, la dimensione psicologica del ritrovare sé stessi e una vita lontani dalla propria terra.
Le mattonelle di una cucina, la carta da parati, la fodera di un divano s’intrecciano alle treccine di una parrucchiera improvvisata sul tavolo della cucina, prendono forma e sostanza al di là dei luoghi comuni, accompagnati dalla sicurezza delle persone che accompagnano il lento percorso dell’accoglienza e delle identità da riacciuffare.
Fino al sorriso liberatorio di un uomo, che riaccende la speranza dopo trenta fotogrammi. Nulla sarà come prima ma è iniziato il ritorno all’esistenza, forse più difficile da trovare e mostrare.

Vito Finocchiaro

Vito Finocchiaro è fotografo freelance e vincitore di Awards nazionali ed internazionali. La sua fotografia è una continua crescita, ricerca e confronto con fotografi del panorama nazionale ed internazionale. Un modo di raccontare, che lo porta a cercare i luoghi dove luce, ombre e colori diventano gli elementi di base per capire e descrivere un territorio.

Affrontare la disuguaglianza

A  CIES Onlus/MaTeMù Spazio giovani e scuola d’arti per il progetto “Il tango dell’intercultura” eseguito dalla voce di Fatou Sokhna ed il piano di Andrea Pantaleone con la poesia di Fabrizio Coresi.

La motivazione della giuria

“‘Sti pischelli coi destini appesi so’ come lucciole in un monno coi fari accesi”, canta Fatou Sokhna nel Tango dell’intercultura presentato da MateMù. La canzone però non si ferma alla bellezza poetica del verso e ne aggiunge altri che riescono a renderla anche piccolo manifesto e grande programma di una meritevole attività sullo sconfinato campo delle disuguaglianze sociali e culturali: “Qua diverso nun è mai diviso. Qua l’intercultura è pratica d’azione”.
MaTeMù è uno Spazio Giovani e Scuola d’Arti, creato e gestito dal CIES Onlus, in collaborazione con il Municipio Roma I. È un punto di incontro, di crescita artistica e culturale, di ascolto, orientamento e divertimento, incrocio di idee e futuri possibili, a disposizione di ragazze e ragazzi di tutte le culture e provenienze che vogliono esprimere creatività nel proprio tempo libero. Offre sostegno, tratta le differenze come valori e stimoli per esplorare nuove possibilità, coltiva e sviluppa idee e iniziative, fornisce supporto scolastico e aiuto nei momenti di difficoltà, insegna a suonare, cantare, rappare, recitare e danzare.
In questo caso ha scelto una canzone, la più non violenta delle armi, per combattere la disuguaglianza, ma il suo motivo entra nel cuore e nella mente di chi la ascolta.

CIES Onlus

Il CIES opera per la promozione della partecipazione della società civile in una dimensione di cittadinanza globale e per costruire processi di sviluppo sostenibili, basati sulla pace, sul rispetto dei diritti umani e sulla democrazia e il dialogo tra culture e religioni diverse.

 

MaTeMù Spazio giovani e scuola d’arti

MaTeMù è lo Spazio Giovani e Scuola d’Arti, creato e gestito dal CIES Onlus, in collaborazione con il Municipio Roma I, nei cui locali è ospitato: è un punto di incontro, di crescita artistica e culturale, di ascolto, orientamento e divertimento. È un incredibile incrocio di idee e futuri possibili.

Costruire alternative alla disuguaglianza

A Princes Industrie Alimentari per il progetto “Lavoro senza frontiere”.

La motivazione della giuria

“Un contributo concreto al miglioramento delle condizioni lavorative di coloro che, in mancanza di alternative, possono finire nella rete di chi sfrutta la manodopera a basso costo, compreso il fenomeno del caporalato.” Il progetto Lavoro senza frontiere di Princes Industrie Alimentari promuove condizioni di lavoro etico nella problematica e inquinata filiera del pomodoro. L’assunzione di 11 migranti effettuata da Princes dimostra che un’azienda può affrontare le aree di rischio della propria filiera. Una goccia nel mare della lotta allo sfruttamento lavorativo, il primo passo di un percorso che si ha l’ambizione di ampliare nel tempo, anche con partner del territorio (in questo caso Caritas di Foggia), perché la rete di relazioni e supporto crei fiducia e sostenibilità nei confronti di iniziative del genere. Il riconoscimento vuole ribadire l’importanza di una analisi interna, per identificare flussi, attività, pratiche che con un opportuno adeguamento permettono di prevenire e gestire rischi di impatto negativi sulle persone coinvolte dall’attività dell’impresa, e premia un’iniziativa che, creando opportunità di lavoro dignitoso per chi altrimenti si troverebbe in condizioni di vulnerabilità, dimostra di conoscere le iniquità presenti lungo la propria filiera, offrendo un contributo concreto per affrontarle.

Princes Industrie Alimentari

Princes Industrie Alimentari, parte di Princes Ltd. gruppo leader nel settore alimentare a livello internazionale, nel 2018 ha dato il via a “Lavoro senza frontiere”, un progetto volto a promuovere condizioni di lavoro etico nella filiera del pomodoro: ad oggi, nello stabilimento di Foggia, il più grande in Europa per la trasformazione del pomodoro, Princes ha assunto undici nuovi dipendenti migranti provenienti dalla Nigeria, i quali dopo adeguata formazione sono stati inseriti nelle attività dell’azienda in diversi ruoli, in base alle loro attitudini e competenze.

La disuguaglianza, così come la povertà, non è inevitabile.
È creata dall’uomo e può essere combattuta, oltre che denunciata.

Oxfam Italia, associazione in prima linea contro ogni forma di disuguaglianza, ogni anno attribuisce un triplice riconoscimento pubblico a persone o enti (professionisti della comunicazione, operatori/associazioni, aziende) che con il loro lavoro abbiano lasciato un segno, dimostrando che è possibile combattere la disuguaglianza generando un impatto positivo per le comunità, in Italia e nel mondo.

PREMIO OXFAM

SEZIONE - RACCONTARE LA DISUGUAGLIANZA

Il premio ha periodicità annuale, è organizzato da Oxfam Italia ed è promosso in collaborazione con l’Associazione Alessandra Appiano - Amici di salvataggio. Alessandra Appiano è stata giornalista, autrice televisiva, scrittrice e ambasciatrice di Oxfam Italia.

Il riconoscimento di questa sezione sarà conferito in nome di Alessandra Appiano, scomparsa prematuramente nel 2018, ad un professionista della comunicazione, che abbia saputo raccontare la disuguaglianza, attraverso articoli, video, foto o qualunque altro strumento.

LA PARTECIPAZIONE È STATA APERTA A

La partecipazione è stata aperta a professionisti della comunicazione, che abbiano combattuto la disuguaglianza con il loro lavoro, attraverso articoli, video, foto o qualunque altro strumento mediatico

La giuria

Camilla Baresani, scrittrice Roberto Natale, giornalista a capo di Responsabilità sociale RAI, Roberto Giovannini, responsabile sostenibilità di Terna; per conto dell’Associazione Alessandra Appiano - Amici di Salvataggio: Nanni Delbecchi, giornalista Il Fatto quotidiano Vito Oliva, giornalista e Maria Teresa Alvino, media manager, Oxfam Italia.

PREMIO OXFAM

SEZIONE - AFFRONTARE LA DISUGUAGLIANZA

LA PARTECIPAZIONE È STATA APERTA A

La partecipazione è stata aperta a operatori o associazioni che abbiano dimostrato, con il loro impegno quotidiano, che la disuguaglianza può essere combattuta e che le persone che ne sono vittima possono emanciparsi.

La giuria

La Giuria porrà particolare attenzione alle attività e ai progetti che abbiano avuto, o stiano avendo, un impatto positivo, alla loro capacità di generare un cambiamento rispetto alla situazione di partenza. Membri ufficiali della Giuria della sezione: Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia politica - Università di Roma Tor Vergata, Riccardo Bonacina, giornalista e fondatore di Vita, don Antonio Rizzolo, direttore di Famiglia Cristiana, Mariateresa Alvino, media manager di Oxfam Italia, Francesco Petrelli, responsabile delle relazioni istituzionali, Marta Pieri, corporate manager di Oxfam Italia.

PREMIO OXFAM

SEZIONE – COSTRUIRE ALTERNATIVE ALLA DISUGUAGLIANZA

LA PARTECIPAZIONE È STATA APERTA A

La partecipazione è stata aperta ad aziende che abbiano dimostrato, con un investimento e l’avvio di un progetto dedicato, che si possono promuovere modelli di produzione e crescita nel pieno rispetto e promozione dei diritti umani di tutte le comunità coinvolte dal proprio business.

La giuria

La Giuria porrà particolare attenzione alle attività e ai progetti che abbiano avuto, o stiano avendo, un impatto positivo, alla loro capacità di generare un cambiamento rispetto alla situazione di partenza. Membri ufficiali della Giuria della sezione: Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia politica - Università di Roma Tor Vergata, Riccardo Bonacina, giornalista e fondatore di Vita, don Antonio Rizzolo, direttore di Famiglia Cristiana, Mariateresa Alvino, media manager di Oxfam Italia, Francesco Petrelli, responsabile delle relazioni istituzionali, Marta Pieri, corporate manager di Oxfam Italia.

#SIAMOOXFAM

Oxfam è un movimento globale di persone che combattono la disuguaglianza per vincere la povertà. Salviamo e ricostruiamo le vite nelle emergenze, promuoviamo lo sviluppo sostenibile e ci battiamo per costruire un futuro senza ingiustizie in cui tutti, ovunque, abbiano garantiti i propri diritti essenziali e in cui nessuno sia lasciato indietro.