Sudan. Acqua, igiene e cibo per i rifugiati, gli sfollati e le comunità ospitanti in Est e Nord Darfur

Foto: Riccardo Sansone

L'emergenza

La zona di Sortony, Nord Darfur, e il Darfur orientale, ospitano migliaia di sfollati sud sudanesi, fuggiti dalle violenze e dalla fame, che hanno costante bisogno di aiuto umanitario e pongono una pressione insostenibile sulle comunità ospitanti, già povere e dotate di scarsi servizi. Donne e bambini rifugiati a Sortony sono costretti a rifornirsi d’acqua a Kubi, a circa 5 km dai campi; l’acqua raccolta non è trattata, e viene utilizzata anche per abbeverare il bestiame, ponendo serie minacce alla salute. Solo poche famiglie riescono a consumare una dieta variata, e a causa della mancanza di cibo i bambini sono denutriti e le madri non hanno latte a sufficienza.

I beneficiari

I beneficiari sono circa 77.000 di cui il 37% bambini tra i 5 e i 17 anni, principalmente rifugiati Sud Sudanesi, sfollati e comunità ospitanti.  In Est Darfur, i beneficiari vivono in due campi e in altri insediamenti. Oxfam pianifica di assistenerne 35.964, rifugiati Sud Sudanesi, di cui 16.293 nei campi (8,793 in El Nimir e 7500 in Kario), mentre 19,671 in insediamenti fuori dai campi ufficiali (6075 in El Ferdous, 9030 in Abu Karinka, 1836 in Alriyad, 2250 in Abumatarig and 480 in Jadalseed). Circa 15,000 persone delle comunità ospitanti gli sfollati beneficeranno delle attività WASH. E il 10% delle famiglie che riceveranno aiuti in termini di sicurezza alimentare saranno scelte tra le comunità ospitanti più vulnerabili.  In Nord Darfur, i beneficiari sono sfollati e pastori nomadi. A Sortony il progetto riguarderà 26,536 persone (21,536 sfollati nel campo di Sortony e circa 5.000 appartenenti a comunità di nomadi nelle zone circostanti e comunità ospitanti).

Cosa facciamo

Il progetto si pone in continuità con il lavoro precedente nel campo di Sortony, dove a causa delle violenze e della mancanza di carburante, le attività si sono rallentate e comunque non sono state concluse, specialmente quella riguardante la costruzione di una tubatura da Kubi a Sortony. 

Attività principali

EAST DARFUR

  • Fornitura idrica, scavando pozzi negli insediamenti di Abu Karinka e Elriyad e Abumatarig, formando la comunità per la manutenzione dei pozzi e dei macchinari e per sensibilizzare sull’importanza delle buone pratiche igieniche.  
  • Salute e igiene, costruendo 700 nuove latrine, per altrettante famiglie, e ripararne 1.800, garantendo gli strumenti per lo scavo e per la pulizia e manutenzione. 
  • Sicurezza alimentare, garantendo aiuti in denaro per 3500 famiglie nell’Est Darfur incluse 1500 famiglie per venire incontro alle necessità alimentari.  

NORD DARFUR 

  • Fornitura idrica, continuando a portare acqua con le autobotti da Kubie a Sortony fino al completamento della costruzione della tubatura di 5 km e di tutte le infrastrutture ad essa connesse.
  • Salute e igiene, costruendo 300 latrine per i residenti di Sortony che si sono spostati nella zona orientale del campo, a seguito delle forti piogge che hanno danneggiato le latrine preesistenti e le abitazioni, e riparandone altre 300.  Saranno distribuiti kit igienici per 1000 famiglie e realizzati percorsi di sensibilizzazione sull’igiene personale.  
  • Sicurezza alimentare, garantendo voucher per macinare i cereali per 2000 famiglie tra le più vulnerabili di Sortony e aiuti in denaro per sostenere l’alimentazione di 2500 famiglie.  

PROTECTION

In Est e Nord Darfur Oxfam pianifica di installare lampioni e lampade solari nelle zone dove si trovano i servizi igienici a protezione di donne e bambini che vi si recano la notte. Lavorerà inoltre per introdurre strategie di protezione nei piani comunitari e influenzare il governo e gli altri partner affinché sia garantita protezione ai rifugiati e agli sfollati, specialmente in Est Darfur dove si prevedono nuovi arrivi.  

Grazie all’aiuto di Oxfam mi sono costruita una latrina per la mia famiglia. Ho poi imparato moltissimo sull’importanza dell’igiene, sull’importanza di lavarsi le mani per una corretta prevenzione da malattie come la diarrea grazie alle campagne di sensibilizzazione nel campo

Christine, 29 anni, rifugiata Sud Sudanese in un campo profughi.