Consiglio Affari Esteri Sviluppo: conclusioni deludenti

Snaturato il Fondo fiduciario per l'Africa

Consiglio Affari esteri Sviluppo a Lussemburgo
OXFAM: “FILO SPINATO INVECE DI SCUOLE E OSPEDALI”


Il Fondo fiduciario per l’Africa rischia di essere snaturato: obiettivi di sviluppo e di lotta alla povertà scambiati con obiettivi di sicurezza.


Delusione per le conclusioni del Consiglio degli Affari esteri Sviluppo che si è tenuto ieri a Lussemburgo: il nuovo Fondo fiduciario per l’Africa dell’Unione europea, destinato ad affrontare le cause strutturali delle migrazioni, rischia di essere utilizzato per rafforzare le misure di sicurezza alle frontiere e non per sradicare povertà e disuguaglianza.
Nessuna conferma è infatti giunta dai Ministri dello sviluppo Ue che il Fondo sarà effettivamente usato per progetti di sviluppo, invece che per la sicurezza delle frontiere e per il contenimento della mobilità delle persone.


L’Unione europea confonde gli obiettivi della cooperazione allo sviluppo che hanno come scopo l’aiuto alle persone costrette a lasciare la propria casa, con quelli della cooperazione di sicurezza che invece servono a impedire a quelle stesse persone di entrare in Europa”, afferma la direttrice delle Campagne di Oxfam Italia, Elisa Bacciotti.
In altre parole, l’Ue rischia di dare priorità al controllo delle frontiere e alla sicurezza piuttosto che alla salvezza di persone che si trovano in grave stato di bisogno. – continua Bacciotti –  Da subito serve che l’Europa si impegni a utilizzare il Fondo per lo scopo con cui è nato: sradicare la povertà, costruire scuole, cliniche e non muri di filo spinato e checkpoint”.


Il Fondo fiduciario per l’Africa dell’Ue deve essere messo in sicurezza, salvaguardando i suoi scopi attraverso strumenti di trasparenza e accountability: il 100% dei fondi per lo sviluppo devono continuare a essere impiegati per sradicare la povertà e ridurre la disuguaglianza.



Il Fondo fiduciario per l’Africa si chiama ufficialmente Fondo fiduciario di emergenza per la stabilità e per la risoluzione delle cause strutturali della migrazione irregolare e l’aiuto agli sfollati in Africa. Il Fondo dovrebbe essere lanciato in occasione del vertice della Valletta il prossimo 11-12 novembre.


Il lavoro di Oxfam per i migranti
“I migranti non sono invasori”: la petizione “Adesso Basta!”
In Europa ci sono ancora voci che chiedono agli stati membri di accettare la loro giusta quota di rifugiati e un Piano efficace per rispondere ai bisogni di chi è in fuga da conflitti, fame e persecuzioni. Per amplificare la voce dei cittadini Oxfam lancia la petizione “Adesso, Basta!” .
Oxfam è al lavoro, oltre che in Italia per l’accoglienza dei migranti richiedenti asilo, in Serbia nei centri di transito al confine con la Croazia, la Macedonia e la Bulgaria per garantire a migliaia di persone l’accesso all’acqua e ai servizi igienici attraverso l’istallazione di docce e toilette, la distribuzione di kit igienici, e di tutto quanto necessario per affrontare l’inverno in arrivo (sacchi a pelo, impermeabili, calzettoni, cappelli, guanti).

Siccità nel Corno d’Africa

Siccità nel Corno d’Africa

Kenya, Il bambino di Namanakwee Ngamor è morto di fame. Credits: Irina Fuhrmann/Oxfam

Pastori a Turkana

La più grave siccità degli ultimi 60 anni ha colpito tutto il Corno d’Africa a partire dall’autunno del 2010 ed ha interessato circa 12,4 milioni di persone tra Somalia, Etiopia, Kenya e Gibuti. L’emergenza è aggravata dall’aumento dei prezzi del cibo (il prezzo del sorgo è cresciuto ad esempio del 240%), del petrolio, da una elevata mortalità del bestiame che in alcune zone ha raggiunto il 90%, dalla crescente desertificazione di alcune aree e dai limitati investimenti nelle politiche agricole a favore dei contadini.

Cosa ha fatto Oxfam Italia

Oxfam Italia ha messo in campo interventi di emergenza finalizzati nel dare assistenza immediata a comunità autoctone vittime di grave crisi alimentare, e al tempo stesso strutturando azioni di lungo periodo con lo scopo di mettere la popolazione in grado di affrontare al meglio situazioni climatiche sfavorevoli e ridurre il rischio nelle emergenze future.

Gli aiuti hanno raggiunto oltre 20.000 individui e si sono concentrati sia nel breve periodo (fornitura di aiuti alimentari) che attraverso azioni di medio e lungo periodo come ripristino di allevamenti e coltivazioni, diversificazione agricola, accesso all’acqua, miglioramento della sanità pubblica nelle aree maggiormente esposte a malattie e, infine, azioni di lobby e advocacy per promuovere cambiamenti di lungo termine.

In particolare

  • Promozione di pratiche igieniche per 1.382 famiglie;
  • Riabilitazione bacino d’acqua nella zona di Hargedeb, utilizzabile sia per l’allevamento che a uno personale (6.500 persone e 38.000 capi di bestiame);
  • Promozione di pratiche igieniche attraverso il trasporto di acqua tramite autocisterne nella zone di Goro Bakaska (16.000 beneficiari).

Oxfam International è intervenuta in Etiopia, Kenya e Somalia:

In Etiopia Oxfam sta sostenendo oltre 425.000 persone nell’area con attività per garantire acqua potabile, cercando fonti di acqua sostenibili, scavando nuovi pozzi, migliorando il sistema tradizionale di fornitura d’acqua.
Nel campo della sicurezza alimentare Oxfam sta assicurando la fornitura di mangime e cure adeguate a 500.000 capi di bestiame. Supporto agli agricoltori e allevatori locali (250.000 agricoltori)

In Kenya Oxfam ha sostenuto circa 1 milione di persone costruendo latrine, fornendo carburante per il funzionamento delle pompe per il pompaggio dell’acqua,sostenendo la popolazione locale con programmi di cash for work, migliorando le condizioni di vita della popolazione locale, specialmente nei campi profughi.

In Somalia Oxfam ha sostenuto circa 1.3 milioni di persone. In particolare nelle zone vicino a Mogadiscio le azioni si sono indirizzate nel combattere la malnutrizione, assistendo in primis mamme e bambini.
900.000 persone hanno beneficiato del sistema idrico implementato e mantenuto in loco da Oxfam, 320.000 persone hanno beneficiato di attività di Cash transfer per soddisfare i bisogni primari come acqua, cibo, attrezzi per il lavoro.