Oxfam interviene in Centro Italia

Il terribile terremoto del 24 agosto che ha fatto tremare la terra nel Centro Italia lascia un devastante bilancio ufficiale di 294 vittime, 238 persone estratte vive dalle macerie, 388 feriti e 4.013 sfollati, già ospitati nelle strutture allestite in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, oltre a enormi danni alle infrastrutture, alle strutture pubbliche, alle vie di comunicazione e al patrimonio culturale.

Abbiamo scelto di intervenire e sostenere il partner GUS – Gruppo Umana Solidarietà “Guido Puletti”, organizzazione attiva dal 1993 nell’ambito dell’accoglienza e del sostegno a coloro che fuggono da guerre e persecuzioni o che vivono disagi sociali quotidiani sul nostro territorio, e con un’esperienza riconosciuta sul campo nell’ambito delle emergenze causate dai terremoti in Centro Italia, a partire dal sisma del 1997 in Marche e Umbria fino al terremoto de L’Aquila nel 2009.

Immediatamente dopo il terremoto, il GUS si è subito mobilitato e ha inviato gli operatori sui luoghi del terremoto, mettendo base ad Arquata del Tronto, per dare supporto alla popolazione. Il centro di ascolto attivato dal GUS in collaborazione con l’ASUR (Azienda Sanitaria Unica Regionale), che vede impegnati equipe di psicologi e operatori, risponde proprio a questo bisogno.

Sono già attive 2 postazioni fisse e 4 mobili in provincia di Ascoli Piceno e Macerata. Più in dettaglio, una tenda come postazione fissa si trova ad Arquata del Tronto e due postazioni mobili (camper) sono a disposizione degli operatori per raggiungere le frazioni colpite; mentre in provincia di Macerata una tenda come postazione fissa si trova a Castel Sant’Angelo sul Nera e due postazioni mobili servono per raggiungere Visso e Ussita.

Vogliamo sostenere l’intervento di prevenzione realizzato con i centri d’ascolto mettendo a disposizione la nostra expertise nell’ambito delle emergenze in tutto il mondo e nell’ambito dell’accoglienza e del sostegno materiale e psicologico ai richiedenti asilo in Italia.

In particolare l’intervento che sosteniamo prevede:

  1. attivazione dei centri d’ascolto con personale volontario formato e professionisti;
  2. azioni di prevenzione con i centri d’ascolto mobili e fissi nelle comunità colpite dal sisma, riunioni assembleari nei campi allestiti e nelle frazioni con le autorità locali, con la sanità pubblica, con il tessuto sociale;

Oltre ai costi per il sostegno logistico ai centri di ascolto, si prevede l’acquisto di generi alimentari (o altri beni non alimentari come indumenti specifici per persone anziane, kit igienici, …) da servire alla popolazione durante il servizio di ascolto.

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La risposta di Oxfam all’emergenza terremoto centro Italia

  • A seguito del terremoto che ha colpito il centro Italia la notte tra martedì 23 e mercoledì 24 agosto, Oxfam Italia si è immediatamente attivata con il proprio protocollo di emergenza per valutare come contribuire in questo contesto portando un proprio valore aggiunto.
  • Oxfam non è intervenuta nell’immediato con le funzioni che notoriamente svolge in situazioni di prima emergenza simili all’estero, cioè garantire alle popolazioni colpite accesso al cibo e all’acqua, poiché in Italia sono assicurate dalla Protezione Civile e non è emerso un bisogno in quest’area di intervento.
  • Oxfam si è attivata nei giorni immediatamente successivi al sisma per organizzare un assessment sul campo e contattare le organizzazioni attive sul territorio per valutare i bisogni prioritari incolmati, in linea con la propria missione e visione.
  • Oxfam ha deciso di impegnarsi con un partner locale, il GUS (Gruppo Umana Solidarietà) in un progetto specifico che vuole proteggere le persone colpite dal disastro (popolazione e soccorritori) offrendo, per i prossimi mesi, centri di ascolto fissi e mobili sul territorio con esperti in grado di valutare e segnalare specifiche esigenze di assistenza e sostegno psicologico per un più efficace e veloce ritorno alla normalità in una situazione di grande vulnerabilità.
  • Oxfam ha già sperimentato con successo questo modello di risposta nella crisi dei rifugiati in Sicilia e nei Balcani, con operatori dedicati e formati per l’ascolto e organizzati in unità mobili.