Ad Aleppo per pianificare nuovi aiuti

Il 20 dicembre scorso una nostra squadra si è recata presso il distretto di Masaken Hanano, ad Aleppo, in cui si trovano oggi circa 19.000 persone, per valutare i bisogni idrici e igienici dei civili siriani, sfollati in questa zona che alla fine di Novembre è stata ripresa dall’esercito siriano e dai suoi alleati. La squadra, composta da 5 membri, ha effettuato un sopralluogo in 16 edifici su 150, quasi tutti gravemente danneggiati. La maggior parte delle cirsterne sono andate distrutte a causa dei combattimenti, e la maggior parte dei rubinetti negli appartamenti sono inutilizzabili.

Per venire incontro ai bisogni idrici più urgenti, la Croce Rossa arabo siriana ha installato 20 cisterne con capacità di 5.000 litri ciascuna, che riforniscono circa 6.600 persone, secondo fonti Unicef. Per gli altri civili della zona, rimangono le autobotti e i pozzi. Alcune organizzazioni locali hanno cominciato a distribuire aiuti, come pasti caldi, abiti, alimenti e denaro.

Stiamo pianificando un intervento in 62 edifici, tra cui i 16 visitati durante il sopralluogo (ciascuno dei quali ha 5 piani, con 4 appartamenti per piano di 2 o 4 stanze). Questi palazzi ospitano 41 famiglie (200 bambini, 60 donne, 40 uomini). Dieci famiglie sono tornate dopo che il governo ha ripreso il controllo della zona, mentre gli altri sono sfollati da varie parti di Aleppo Est.

C’è un enorme bisogno di taniche per l’acqua, kit igienici, porte e finestre per le abitazioni, scaldabagni, anche in previsione ai mesi invernali più freddi che attendono gli sfollati di Aleppo.

Alaa, 10 anni, ha perso suo padre due anni fa, e vive con la madre e otto fratelli e sorelle. Si sono rifugiati qui a Masaken Hanano da poco, fuggendo da est Aleppo, assediata dall’esercito siriano e dai suoi alleati per mesi. Ricorda la sua vita a Est Aleppo come paura e povertà. Senza l’unica persona che potesse provvedere a loro, la famiglia ha lottato per sopravvivere. Hanno venduto le poche cose che erano loro rimaste, dal momento che il cibo che ricevevano di tanto in tanto non era mai sufficiente. Spesso, Alaa e la sua famiglia andavano a letto a stomaco vuoto. Ora a Masaken Hanano abitano in un appartamento vuoto senza acqua o mobili. Ogni giorno, Alaa deve fare più di un’ora di fila per riempire la sua tanica d’acqua. Subhi invece ha 55 anni, ed è uno dei proprietari degli appartamenti recentemente tornati a Masaken Hanano.

Anche Ahmad, 52 anni e quattro figli, è tornato da poco a Masaken Hanano. Per quattro anni si è spostato con la famiglia da un luogo a un altro. Nel 2012, ha lasciato la sua casa per la prima volta per andare in un’altra zona di Aleppo, dove però non riusciva a pagare l’affitto; si è quindi spostato in un residence universitario, dove l’intera famiglia viveva in una stanza garantitagli dall’ente per cui lavorava. Oggi è tornato in una casa quasi interamente distrutta, ma è felice di avere un tetto sulla testa finalmente suo.