Uragano Irma, l’aiuto ai paesi colpiti

Betty ha perso la casa e tutti i suoi averi con l'uragano

Repubblica Dominicana. Betty ha perso la casa e tutti i suoi averi col passaggio di Irma.

Il nostro intervento a Cuba, Haiti, Repubblica Dominicana

A una settimana dal passaggio dell’uragano Irma sui paesi caraibici, il nostro staff è ancora al lavoro, insieme ad altre organizzazioni umanitarie, per soccorrere la popolazione.

Stiamo inoltre seguendo con attenzione anche l’evolversi dell’uragano Maria, che arriverà sull’Isola Ispaniola a metà di questa settimana, e che si annuncia molto potente e distruttivo.

I danni dell’uragano Irma a Cuba

A Cuba 230.000 persone sono ancora ospitate in rifugi temporanei e più di 2.2 milioni non hanno accesso permanente ad acqua potabile e a energia elettrica. Sono più di 60mila le abitazioni colpite, più di 10.000 sono state distrutte. Si stimano almeno 50.000 gli ettari di colture agricole andati perduti (principalmente riso, banane e canna da zucchero).

Il 71% di ospedali, posti di salute etc sono distrutti, e almeno 1.700 scuole hanno riportati danni di vario grado.

Le province più colpite sono quelle esposte a Nord: in particolare versanti più settentrionali delle province di Camaguey, Villa Clara, Sancti Spiritus e Ciego de Aguila. In queste province sono almeno 500mila le persone coinvolte nel disastro, e almeno 1.8 milioni nel resto del paese.

Cosa facciamo a Cuba

Stiamo dando priorità alla fornitura di acqua potabile e alla riattivazione dei servizi igienici nella Provincia di Camaguey. In una seconda fase, il nostro lavoro si concentrerà sulla sicurezza alimentare e sulla riattivazione produttiva, considerando i gravi danni che l’agricoltura ha subito, da cui dipende principalmente la sopravvivenza della popolazione cubana.

I danni dell’uragano ad Haiti

Ad Haiti, 22 comuni nei dipartimenti di Artibonite, Centro, Nord, Nord Est, Nord-Ovest e Ovest hanno subito inondazioni a causa dello straripamento di alcuni fiumi, come il Rio Masacre. La zona di Ouanaminthe è la più colpita da allagamenti e inondazioni.

8.015 abitazioni sono state inondate, 2.646 case hanno subito gravi danni e 466 sono state distrutte.

Cosa facciamo ad Haiti

Stiamo intervenendo nei dipartimenti Nord, Nord-est e Centro soprattutto per portare soccorso alle persone evacuate, portando acqua e servizi igienici. La priorità è evitare l’insorgenza di focolai di colera, presente nel paese dal 2010.

L’intervento in Repubblica Dominicana

Sulla base di una stima dei danni e della capacità di risposta delle autorità locali, abbiamo deciso di dare priorità di intervento alle province di Monte Cristi, Samaná y María Trinidad Sanchez, in cui risultano perdite pari al 30% della produzione di banane e al 40% di quella di riso. Si tratta di zone già colpite da una prolungata siccità, legata al Fenomeno di El Nino.

L’accesso a acqua sicura è la nostra prima priorità: decine di acquedotti rurali sono stati colpiti, in aree in cui la dotazione di acqua era già deficitaria prima di Irma. Si temono epidemie di cólera, leptospirosi (malattia in recrudescenza, con 44 molti nell’ultimo anno, il doppio dell’anno precedente), zika e chicungonya (favoriti dalla moltiplicazione degli insetti vettori).

15mila persone hanno subito gravissimi danni alle loro abitazioni, e Oxfam seguirà gli impegni del governo dominicano nella loro riallocazione e nella ricostruzione delle abitazioni.

L’uragano Irma devasta i Caraibi, attesa e paura ad Haiti, Repubblica Dominicana e Cuba

L'uragano Irma devasta i Caraibi e si dirige verso la Florida

L’uragano Irma devasta i Caraibi

Irma è un uragano di categoria 5, il livello più alto possibile, ed è tra le perturbazioni più forti degli ultimi anni sull’Atlantico.
Al momento minaccia di colpire Haiti, Repubblica Dominicana e Cuba, dopo aver già impattato sui Caraibi, ma non è però chiaro quale potrà essere l’evoluzione: c’è l’eventualità che nei prossimi giorni s’indebolisca e diventi tempesta tropicale prima di raggiungere gli Stati Uniti.

Il presidente Donald Trump ha dichiarato lo stato di emergenza in Florida, Porto Rico e le Isole Vergini.

L’intervento di Oxfam per l’uragano Irma

Squadre di Oxfam sono già al lavoro per prepararsi ad intervenire per soccorrere la popolazione, nelle zone maggiormente colpite ad Haiti, Repubblica Dominicana e Cuba dal passaggio di Irma – che minaccia di essere una delle più gravi tempeste degli ultimi anni nell’Atlantico – e stanno inoltre monitorando attentamente la tempesta tropicale Jose, che si sta sviluppando nel sud dei Caraibi.

Nel nord di Haiti, in particolare, Oxfam ha una squadra pronta a Cap-Haitien a intervenire nelle ore immediatamente successive al passaggio di Irma.

Kit igienico sanitari, acqua pulita e beni di prima necessità sono pronti per la distribuzione.

Allo stesso tempo Repubblica Dominicana, Haiti e Cuba hanno già attivato piani di emergenza in coordinamento con le organizzazioni partner e le agenzie statali.

Uragano Matthew, la pianificazione dell’intervento

L’uragano Matthew è arrivato, e ha colpito duramente le comunità della costa di Haiti e Repubblica Dominicana. Il nostro staff sta lavorando per valutare i danni e i possibili interventi. Alcune testimonianze confermano che nel Sud di Haiti vi sono stati gravi danni.

Siamo al lavoro per rispondere tempestivamente ai bisogni più urgenti.

Nella capitale di Haiti, Port-au-Prince, case e ponti hanno subito gravi danni ma è la punta meridionale del paese, Grande Anse, Nippes, Sud e i dipartimenti del Sudest, a subire le conseguenze dell’alluvione.
Jean Claude Fignolé, direttore della campagna di Oxfam ad Haiti ha dichiarato: “La nostra prima risposta si concentrerà su come salvare vite fornendo kit igienico sanitari per evitare la diffusione del colera. In questo momento ci sono almeno 10.000 persone sfollate e in cerca di un rifugio sicuro, acqua e cibo. “

Nella Repubblica Dominicana, quasi 22.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie case. Da sabato, quattro sono le vittime. La parte meridionale del paese è la più colpita, comprese le province di San Cristobal, Azua, Barahona, Bahoruco e Pedernales.

Il nostro staff, insieme con i partner locali, ha iniziato la valutazione dei bisogni prioritari, soprattutto nella zona vicino al confine con Haiti.

Carlos Arenas, direttore umanitario di Oxfam in Repubblica Dominicana, ha dichiarato: “Stimiamo che ci sarà un bisogno immediato di acqua potabile e rifugi, ma il problema principale sarà l’impatto sulle persone più vulnerabili. Il paese si trova ad affrontare condizioni meteorologiche estreme e imprevedibili – abbiamo appena vissuto una grave siccità che ha danneggiato il raccolto, e ora subiamo l’estrema inondazione provocata dall’uragano.” Oxfam oltre a fornire kit d’emergenza per l’acqua potabile e igiene ai più bisognosi, si sta attivando per riparare reti idriche e fognarie per prevenire la diffusione di infezioni e malattie trasmesse dalle zanzare come Zika, Chikungunya e la malaria.
L’uragano Matthew rimane una calamità di categoria 4 con prossimo obbiettivo Cuba. Oxfam è già pronta a intervenire con una squadra per questa zona che è considerata altamente vulnerabile, ed è pronta a coordinare con il governo cubano una prima risposta di emergenza e un piano di ricostruzione.

“Ci stiamo concentrando prioritariamente sulla distribuzione di acqua potabile e kit igienico-sanitari per prevenire la diffusione di epidemie come il colera tra la popolazione – afferma Camilla Stecca, dell’ufficio emergenze umanitarie di Oxfam Italia –  In questo momento ci sono almeno 10 mila sfollati, che necessitano di ricoveri sicuri, acqua e cibo”.

“Secondo le prime stime, nell’immediato ci sarà bisogno di acqua pulita e di riparo per gli sfollati. – continua Gabriele Regio, responsabile degli interventi di Oxfam Italia tra Haiti e Repubblica Dominicana – Sarà inoltre prioritaria la valutazione dell’impatto che l’uragano Matthew ha avuto sui mezzi di sostentamento delle comunità più vulnerabili, che devono all’agricoltura la propria sussistenza. Nella regione si stanno alternando condizioni climatiche estreme ed imprevedibili, con un rapido passaggio dalla grave siccità che ha danneggiato nell’ultimo periodo i raccolti, alle alluvioni adesso causate dall’uragano Matthew”.