Table for everyone: centinaia di attivisti al flashmob a Expo Milano 2015

Guarda il video del flashmob e delle interviste a Roberto Barbieri e Birtkuan Dagnachew Tegegn


Centinaia di attivisti e volontari di Oxfam nel flash-mob realizzato in occasione dell’Oxfam Day, il 15 ottobre 2015, a Expo, davanti al Padiglione Zero, per chiedere a Matteo Renzi e ai leader mondiali un Piano di azione che renda realtà l’obiettivo “fame zero” entro il 2030.


Flashmob #sfidolafame

Flashmob #sfidolafame. credit Davide Aiello

Centinaia di attivisti e volontari di Oxfam seduti in silenzio a terra, battendo simbolicamente un cucchiaio contro un piatto vuoto, a simboleggiare la quotidiana condizione di chi ogni giorno non ha cibo sufficiente per nutrirsi. E’ il flash-mob “Table for Everyone: Sfidiamo la fame”, realizzato ieri, in occasione dell’Oxfam Day a EXPO Milano 2015, davanti al Padiglione Zero. Un’iniziativa con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico dell’Esposizione Universale sulla condizione di insicurezza alimentare che ancora oggi 795 milioni di persone nel mondo sono costretti ad affrontare ogni giorno, e  lanciare un appello alla vigilia del World Food Day al premier Matteo Renzi e ai leader mondiali affinché venga definito un concreto Piano di azione per sconfiggere la fame nel mondo entro il 2030, come previsto dalla nuova Agenda dello Sviluppo post 2015.


Aderisci alla petizione di #sfidolafame: sfida Renzi!
http://www.sfidolafame.it/sfida-renzi/


Roberto Barbieri, direttore Oxfam ItaliaE’ inaccettabile che ancora oggi 795 milioni di persone soffrano la fame nel mondo. – afferma il direttore generale di Oxfam Italia, Roberto Barbieri – La fame può e deve essere sconfitta: se davvero, come previsto dalla nuova Agenda dello Sviluppo post 2015, si vuole raggiungere l’obiettivo della “fame zero” entro il 2030, è indispensabile che il premier Renzi e tutti i leader mondiali mettano in campo le risorse necessarie per arrivare a questo importante traguardo. L’Italia deve tornare ad essere leader nella cooperazione per lo sviluppo rurale a partire dalla prossima Legge di Stabilità e tra un mese, in occasione della COP 21 di Parigi, essere in grado di giocare un ruolo di primo piano nella lotta contro il cambiamento climatico principale minaccia per la lotta alla fame”.

L’obiettivo della “fame zero” – continua Barbieri – non potrà mai essere raggiunto senza il contributo fondamentale delle donne: se uomini e donne avessero pari opportunità, 150 milioni di persone in meno soffrirebbero la fame. E’ per questo motivo che oggi, in occasione dell’Oxfam Day e dell’International Day of Rural Women, abbiamo voluto che fosse con noi Birtkuan Dagnachew Tegegn contadina divenuta Food Female Hero in Etiopia nel 2013;  i leader di tutto il mondo dovrebbero dar prova della stessa determinazione e della stessa forza di Birtukan che ogni giorno, insieme a milioni di donne, lotta per assicurare una vita dignitosa alle propria famiglia e alle propria comunità”.

Oxfam day a Expo Milano 2015

Oxfam Day a Expo Milano 2015 - 15 ottobre

Programma Oxfam Day

Condividere soluzioni per salvaguardare l’ambiente e garantire a tutti nel mondo un equo diritto al cibo e alle risorse: questo significa per Oxfam essere Civil Society Participant di EXPO Milano 2015. Il tema di Expo Milano 2015, “Feeding the Planet, Energy for Life” offre l’opportunità di portare l’attenzione dell’opinione pubblica sui problemi strutturali dell’attuale sistema alimentare e sulle soluzioni in grado di mettere la parola “fine” alle grandi disuguaglianze che oggi determinano a livello globale un’ingiusta distribuzione della ricchezza e dell’accesso a risorse primarie come terra e cibo.  Contribuire a migliorare l’accesso al cibo per gli 795 milioni di persone che ancora oggi soffrono al fame nel mondo è infatti uno degli obiettivi primari del lavoro realizzato da Oxfam in oltre 90 paesi del mondo; ed è stato al centro di iniziative, incontri e dibattiti che abbiamo promosso fino adesso.


Torniamo a Expo Milano 2015 giovedì 15 ottobre per l’OXFAM DAY: un’intera giornata dedicata al nostro lavoro e alla campagna #sfidolafame.


A partire dalle ore 12:00 Spazio Antistante Padiglione 0
TABLE FOR EVERYONE: SFIDIAMO LA FAME

Alla vigilia del World Food Day un flash mob, promosso da Oxfam, per chiedere al Premier Renzi e ai leader mondiali un impegno concreto contro la fame nel mondo


A seguire speech di:
ROBERTO BARBIERI, Direttore generale di Oxfam Italia, e BIRTUKAN TEGEGN, Food Female Hero 2013 in Etiopia


Ore 13:00 Cluster Bio Mediterraneo – Cluster Zone Aride
Presentazione dei progetti Oxfam in Albania e Palestina

alla presenza degli operatori impegnati sul campo


Ore 14:00 Palco Padiglione Bio Mediterraneo
Ritratti dall’Albania: presentazione del progetto di Oxfam con il fotografo MARCO MARUCCI


Dalle 15 alle 16 Twitter Action per chiedere a Matteo Renzi di impegnarsi per far sì che nel 2030 la fame sia solo un ricordo.
Chiederemo ai nostri sostenitori di twittare @matteorenzi e @OxfamItalia per partecipare alla sfida globale alla fame e chiedere al governo un impegno concreto.


Ore 16:30 Padiglione KIP
Cooking experience con TESSA GELISIO

Uno show cooking per imparare a cucinare senza sprechi, privilegiando prodotti locali


Ore 18:00-20:00 Spazio Ferrero antistante Cascina Triulza
CREATE A BETTER CLIMATE

Cosa possono fare i Governi per combattere
il cambiamento climatico?
Street event


Ore 19:15-20:00 Palco del Belgio
SONGS FOR THE EARTH – ENSEMBLE VOCALE AMBROSIANO
Live street performance



Diritto al cibo: ritratti di donne speciali in un mondo normale

Coltivatori di cacao in Ecuador

L’impegno di Oxfam a fianco delle donne del Sud Mondo, al centro dell’incontro in programma giovedì 8 ottobre, alle ore 16:30, presso la Sala Workshop di Cascina Triulza in Expo Milano 2015.


Intervengono la Presidente di Oxfam Italia, Maurizia Iachino, la fotografa e giornalista Elisabetta Illy e la responsabile per il Sud-Est asiatico e l’America Latina di Oxfam Italia, Sabina Morosini, la giovane contadina e ingegnere cingalese J. Dilani Renuka Chandrarathne


Il ruolo delle donne nella lotta a fame e povertà nel mondo, al centro dell’incontro che si terrà giovedì 8 ottobre, alle ore 16:30, presso la Sala Workshop di Cascina Triulza. Un’occasione unica per scoprire attraverso immagini, storie e racconti, le best-practice che Oxfam, Civil Society Participant di EXPO Milano 2015, realizza ogni giorno per garantire il diritto al cibo in alcune delle zone più povere del pianeta, valorizzando il ruolo delle donne all’interno della società come vero motore di cambiamento e di uscita dalla povertà per se stesse e le proprie comunità.


Storie come quella di J. Dilani Renuka Chandrarathne, una giovane contadina e ingegnere cingalese che attraverso la propria esperienza personale, racconterà al pubblico di Expo il lavoro che Oxfam realizza in Sri Lanka a fianco dei piccoli produttori di riso, per migliorarne i sistemi di coltivazione attraverso l’utilizzo di fertilizzanti organici, favorendo così una produzione agricola eco-sostenibile. Un racconto per parole e immagini che continuerà quindi attraverso gli scatti di Elisabetta Illy, giornalista e fotografa, che ha visitato i progetti che Oxfam realizza in Ecuador in sostegno delle piccole produttrici di cacao.


Ancora oggi, in un mondo in cui regna l’abbondanza, 795 milioni di persone soffrono la fame, e la maggior parte di queste sono donne. – spiega la Presidente di Oxfam Italia, Maurizia IachinoSe uomini e donne avessero gli stessi diritti e le stesse opportunità, si potrebbero sfamare 150 milioni di persone in più. Oxfam lavora ogni giorno per rendere tutto ciò possibile: per dare alle donne di tutto il mondo gli strumenti e le competenze necessarie per diventare motore di cambiamento e contribuire a eliminare la fame nel mondo. Le storie che racconteremo, all’interno dell’importante cornice di EXPO Milano 2015, sono soltanto piccoli esempi di come sia possibile dare un contributo concreto a chi ne ha più bisogno”.


Nel viaggio in Ecuador insieme ad Oxfam, ho potuto essere testimone del valore aggiunto inestimabile che una donna può portare alla propria comunità se solo viene messa in condizione di esercitare alla pari degli uomini i propri diritti – conclude Elisabetta Illy – Ora desidero solo raccontare queste storie per fare in modo che, quel che avviene di rado, diventi consuetudine, affinché le donne possano sempre di più fare la differenza“.

Coffee4Change: un caffè sospeso contro la povertà

International Coffee Day

In occasione del primo International Coffee Day, dal 1° al 31 ottobre Expo ospita la campagna di raccolta fondi Coffee4Change, promossa da Oxfam e ICO in collaborazione con EXPO Milano 2015, illy e Lavazza. I fondi sosterranno i piccoli produttori di caffè in Repubblica Dominicana, Haiti, Honduras, Uganda, Timor Est e Papua Nuova Guinea.


La campagna sarà presentata giovedì 1° ottobre alle ore 15.00 presso l’Expo Center,
in occasione della II giornata del Global Coffee Forum


Ogni anno nel mondo si consumano 500 miliardi di tazzine di caffè. Di queste ben 700 milioni vengono consumate ogni giorno in Europa. Eppure, nonostante questi numeri, ancora la maggior parte dei piccoli produttori di caffè nel Sud del mondo vive in povertà. Ecco perché con l’obiettivo di garantire migliori condizioni di vita e lavoro a coloro che per primi contribuiscono a portare il caffè nelle nostre case, Oxfam e International Coffee Organization (ICO), in collaborazione con EXPO Milano 2015, illy e Lavazza, lanciano la campagna di raccolta fondi Coffee4Change – Un caffè sospeso contro la povertà. Dal 1° al 31 ottobre, infatti, all’interno dell’Esposizione Universale e sul sito coffee4change.oxfam.org, sarà possibile effettuare una donazione libera a partire dall’equivalente del prezzo di un caffè o di un cappuccino, offrendo così un sostegno ai progetti di aiuto allo sviluppo che Oxfam, Civil Society Participant di EXPO Milano 2015, realizza nel Sud del mondo.


Un piccolo gesto che può fare la differenza per tanti: i fondi raccolti verranno infatti utilizzati per incrementare le capacità produttive e la sostenibilità della produzione del caffè in Repubblica Dominicana, Haiti, Honduras, Uganda, Timor Est e Papua Nuova Guinea, sostenendo i piccoli produttori nel processo di lavorazione e commercializzazione del caffè e migliorando quindi le condizioni di vita e di lavoro per loro e le loro comunità.
La campagna sarà presentata giovedì 1° ottobre in occasione dell’International Coffee Day, il primo evento mondiale sulla sostenibilità della filiera del caffè promosso da ICO, nella cornice del Global Coffee Forum, l’evento promosso da ICO, Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Comitato Italiano del Caffè, EXPO Milano e Fiera Milano Congressi, grazie al contributo delle maggiori aziende di caffè, in programma dal 30 settembre al 1° ottobre 2015 presso l’Auditorium del Centro Congressi Stella Polare di Rho – Fiera Milano.


Dentro ogni tazzina di caffè che beviamo, c’è il lavoro di oltre 25 milioni di piccoli produttori del Sud del mondo: molti di loro però ancora oggi vivono in povertà. – afferma il direttore generale di Oxfam Italia, Roberto BarbieriCoffee4Change è una straordinaria occasione per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei piccoli produttori di caffè. Per tutto il mese di ottobre ai tanti visitatori dell’Esposizione Universale, basterà l’equivalente di un caffè o di un cappuccino per fare la differenza e aiutare concretamente chi ha più bisogno: grazie alla generosità di tutti potremo così raggiungere migliaia di contadini in Repubblica Dominicana, Haiti, Honduras, Uganda, Timor Est e Papua Nuova Guinea. Permettendo loro una salario e una vita dignitosa”.


Coffee4Change – Un caffè sospeso contro la povertà
La campagna Coffee4Change si ispira alla tradizione del “caffè sospeso”, l’usanza tutta napoletana, diffusasi in Italia e nel mondo, di lasciare un caffè pagato a beneficio di uno sconosciuto che non può permetterselo: un gesto semplice e un atto di pura generosità che, attraverso la campagna di Oxfam, offrirà ai consumatori italiani la possibilità di contribuire a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei piccoli produttori di caffè.


Come sostenere la campagna

  • Per tutto il mese di ottobre all’interno di Expo Milano 2015 sarà quindi possibile effettuare una donazione libera a partire dal valore equivalente a quello di un caffè, lasciando un piccolo contributo presso le apposite urne presenti in tutti i punti vendita illy del Coffee cluster e dei padiglioni Usa, Spagna, Germania e di Eataly e in quelli Lavazza, di Piazzetta del caffè, all’interno di Padiglione Italia, Terrazza Martini & Rossi, Eataly e presso il Supermercato del Futuro Coop di Expo Milano 2015.
  • Sempre dal 1° ottobre, inoltre, anche sul sito coffee4change.oxfam.org, sarà possibile effettuare una donazione a partire dall’equivalente di un “caffè virtuale”.

Si ringraziano Costa Crociere, Coop, Eataly e Martini & Rossi per il sostegno offerto alla diffusione della campagna.


Il lavoro di Oxfam per il caffè sostenibile
Repubblica Dominicana e Haiti

Oxfam è al lavoro in Repubblica Dominicana e Haiti dal 1999, a fianco dei piccoli produttori di caffè per migliorare la loro attività di produzione e vendita all’interno della filiera e spezzare così il circolo vizioso che costringe i contadini a vendere i propri prodotti a prezzi stracciati. Un impegno che è aumentato dopo il devastante terremoto che ha colpito Haiti nel 2010, danneggiando le coltivazioni di oltre 4.000 famiglie, aggravato dal 2012 dalla recrudescenza della Ruggine del Caffè (malattia fungina che defolia le piante e azzera la produzione). Oxfam punta a incrementare del 30%, i redditi familiari per 3.000 produttori di caffè, in particolare per le donne, contribuendo alla diversificazione della produzione agricola, al miglioramento della filiera del caffè, e favorendo la collaborazione tra le cooperative di produttori e le istituzioni pubbliche.

“I piccoli produttori sostenuti da Oxfam in Repubblica Dominicana”: clicca qui per guardare il video


Honduras
Anche se è classificato come un paese a medio reddito, l’Honduras presenta uno dei più alti livelli di povertà dell’America Latina: nonostante il suo enorme potenziale produttivo, infatti, negli anni la crescita economica è stata molto irregolare e squilibrata, e ancora oggi la maggior parte delle famiglie è costretta a vivere grazie a produzioni agricole di piccola scala. In questo contesto, il recente ritorno della Ruggine del Caffè ha ulteriormente aggravato le condizioni di vita di quella larga parte di popolazione che basa il proprio reddito su questo settore. Dopo la grave siccità e le successive inondazioni del 2014, Oxfam è quindi intervenuta a fianco dei piccoli produttori per migliorare le tecniche di produzione e di trasformazione del caffè, rendendo inoltre le piante di caffè più resistenti a funghi e parassiti. Un lavoro realizzato prima di tutto a fianco delle donne, attraverso un sostegno economico rivolto all’apertura di nuove attività agricole.


Uganda
In Uganda il caffè è la principale fonte di reddito: solo nella parte nord-occidentale del paese, si contano circa 80.000 famiglie di coltivatori che producono fino a 5 mila tonnellate di caffè ogni anno. Tuttavia, gli introiti derivanti da questo volume di produzione sono sufficienti solo alla sopravvivenza dei piccoli produttori e delle loro famiglie. Si stima infatti che solo il 10% del caffè prodotto sia di qualità elevata e che almeno il 70% della produzione potrebbe migliorare grazie a nuove e diverse tecniche di raccolta e trattamento. Qui Oxfam è al lavoro per sostenere la produzione e commercializzazione del caffè in 20 villaggi in cui vivono circa 100 coltivatori, prima di tutto aiutandoli a migliorare la qualità del caffè prodotto.


Timor Est
Timor Est è uno dei paesi più poveri del Sud-Est asiatico. La stragrande maggioranza della popolazione, ben il 75% degli abitanti, vive in zone rurali ed è impiegata nell’agricoltura: qui la malnutrizione è ancora molto diffusa e la maggior parte delle famiglie soffre di carenze alimentari almeno un mese all’anno. Oxfam, in collaborazione con Movimento Cooperativo Economico-Agricola (MCE-A), sta aiutando oltre 2.500 agricoltori ad aumentare la produttività di riso, caffè e altre colture attraverso il miglioramento delle pratiche agricole e sessioni di formazione sulle più moderne tecniche di coltivazione: un impegno che, secondo Oxfam, può consentire alle famiglie coinvolte un incremento del 400% del loro reddito.


Papua Nuova Guinea
In Papua Nuova Guinea, Oxfam sta fornendo a circa 4000 contadini competenze agricole e conoscenze tecniche per migliorare le coltivazioni e, di conseguenza, le condizioni di vita per migliaia di famiglie. In particolare, l’intervento di Oxfam coinvolge circa 600 apicoltori e produttori di caffè con l’obiettivo di migliorare l’impollinazione dei fiori del caffè incrementando così la produttività delle coltivazioni: si stima che le api, migliorando l’impollinazione, potranno aumentare la produzione di caffè del 35%, elevando così il reddito degli agricoltori derivante dalla vendita di caffè e miele.


Dona ora

La campagna “Sfido la Fame” torna a Expo Milano 2015

Be a cultiv-actor

Questa settimana torniamo a Expo Milano 2015 con una serie di eventi per pubblicizzare la campagna “Sfido la fame”.


Si parte con lo street-event “Be a cultiv-actor”, che da martedì 22 a domenica 27 settembre coinvolgerà il pubblico di Expo in un divertente quiz sulle abitudini alimentari sostenibili.


Domenica 27 settembre spazio invece alle suggestioni musicali delle work song afroamericane con l’evento di vocal street art “Songs for the Earth”, proposto dall’Ensemble Vocale Ambrosiano.


Tanti i nostri appuntamenti  in programma questa settimana a EXPO Milano 2015 con la campagna #sfidolafame per sensibilizzare l’opinione pubblica, le aziende e le istituzioni sull’ingiustizia della fame nel mondo, coinvolgendo in prima persona i cittadini nell’adozione di stili di vita, produzione e consumo più equi e sostenibili (www.sfidolafame.it).


Gli appuntamenti in programma


Be a cultiv-actor
Si parte martedì 22 settembre con lo street-event “Be a cultiv-actor”, in programma dalle 15:00 alle 18:00 al padiglione KIP, in concomitanza con il KIP Day. L’iniziativa proseguirà poi anche il 23, 25, 26 e 27 settembre, dalle 14:00 alle 18:00, in prossimità dei padiglioni di Kazakistan e Giappone, e degli spazi Ferrero.
I volontari di Oxfam coinvolgeranno il pubblico di Expo in un breve e divertente quiz sulle loro abitudini alimentari, al termine del quale verrà proposto a ciascuno degli intervistati di assumersi almeno un impegno concreto per rendere il proprio stile di consumo alimentare più equo e sostenibile, compiendo almeno una tra le cinque azioni proposte da Oxfam, attraverso il metodo “COLTIVA”: dal ridurre gli sprechi alimentari e il consumo di carne, a preferire il consumo di cibo stagionale, all’impegnarsi nel sostenere i piccoli produttori, ad abituarsi a cucinare risparmiando acqua ed energia. Piccoli accorgimenti nella vita di tutti i giorni che possono però fare la differenza per gli altri e per il pianeta, contribuendo a migliorare e rendere più giusto il sistema alimentare globale. Per saperne di più


Songs for the Earth

Chiusura all’insegna dell’insegna della musica dal mondo invece domenica 27 settembre, con l’evento di vocal street art “Songs for the Earth”, promosso da Oxfam Italia e dall’Ensemble Vocale Ambrosiano onlus. L’appuntamento in programma dalle 18:00 alle 20:00, in prossimità del padiglione Belgio, proporrà al pubblico tre spettacoli di 30 minuti, con un’accurata selezione delle migliori work songs sulle tracce della musica afroamericana nata nel Sud degli Stati Uniti, che offriranno agli spettatori un repertorio di 7 brani tra canti popolari e canzoni divenute inni della lotta per i diritti civili, eseguiti dall’Ensemble Vocale Ambrosiano. Un’occasione per riflettere su una delle pagine più oscure della nostra storia.
Clicca qui per consultare il  repertorio in programma

La campagna “You save lives” arriva a Expo

Campo profughi di Zaatari - credit Luigi Baldelli

Un weekend dedicato ai profughi del mondo.


#rendilivisibili


Oggi nel mondo 59,5 milioni di persone sono in fuga da guerre e conflitti, una popolazione quasi pari a quella italiana. Sono uomini, donne, anziani e bambini costretti a lasciarsi tutto alle spalle, a cui è necessario garantire acqua, cibo e un riparo sicuro. Feeding the Planet, Energy for Life significa anche questo: offrire accesso alle risorse fondamentali ai milioni di persone che a causa di violenza, persecuzioni e conflitti hanno perso ogni diritto a un presente e un futuro nel proprio paese.


Ecco perché in occasione di Expo Milano 2015, Commissione Europea e Oxfam, Civil Society Participant dell’Esposizione Universale, hanno deciso di presentare al pubblico del grande evento milanese You Save Lives, la campagna che si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica europea e fare il punto sul dramma dei profughi nel mondo, attraverso le storie e le testimonianze di quanti sono stati costretti ad abbandonare tutto,  a causa delle tre principali crisi umanitarie del momento in Siria, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana. Voci e storie che sono state raccolte in una piattaforma digitale (www.eusavelives.org), con l’obiettivo di restituire un volto e un nome a questo immenso esercito di invisibili.


Due giorni di eventi con la partecipazione di Christos Stylianides, Commissario europeo agli aiuti umanitari e gestione delle crisi e Winnie Byanyima, Direttrice esecutiva di Oxfam International per parlare di crisi troppo spesso “dimenticate”, dove Oxfam e Ue sono al lavoro da anni a fianco di milioni di persone che divengono inevitabilmente le prime vittime dell’insicurezza alimentare che la guerra genera. L’ONU stima che solo in Siria 12,2 milioni di persone abbiano bisogno di assistenza umanitaria, tra questi 9,8 milioni necessitano di assistenza alimentare. Lo stesso vale per circa 4,6 milioni di persone in Sud Sudan e circa 1,5 milioni in Repubblica Centrafricana, che hanno gravi difficoltà di accesso al cibo. Milioni di persone in tutto il mondo sopravvivono solo grazie al cibo e agli aiuti umanitari forniti da donatori, organizzazioni internazionali e ONG.

Sud Sudan - credit Luigi Baldelli


I cittadini dell’Unione europea sono la fonte principale degli aiuti impiegati per prestare soccorso ai rifugiati. – ha detto Christos Stylianides, Commissario europeo per gli aiuti umanitari – Promuovere la campagna “You Save Lives” significa informare i cittadini e dar loro conto di come vengono spesi i fondi che sono stati stanziati. Nel 2014 la Commissione europea ha stanziato 854 milioni di euro per aiutare le popolazioni sfollate in 33 diversi paesi. Questi fondi ci permettono di alleviare le sofferenze e ridare una speranza a coloro che hanno perso tutto”.


Oxfam lavora da sempre per aiutare le popolazioni che hanno visto la propria vita devastata da guerre e crisi umanitarie. – ha aggiunto Winnie Byanyima, Direttrice esecutiva di Oxfam International. – Oggi più che mai, è necessario puntare i riflettori sui bisogni, le speranze e i sogni di quanti sono stati costretti a lasciarsi tutto alle spalle”.


Tre gli eventi in programma:


  • L’anteprima internazionale di District Zero, un documentario che racconta la vita dei rifugiati siriani nel campo profughi di Zaatari in Giordania, attraverso i ricordi custoditi nei loro smartphone. Maamun è il protagonista di “District Zero”, il documentario prodotto da Unione Europea e Oxfam, realizzato da Arena Comunicatiòn e Txalap.art, e diretto da Jorge Fernandez Mayoral, Pablo Tosco e Pablo Iraburu, che sarà presentato il 6 settembre alle 17,00 presso l’auditorium di Cascina Triulza, dal Commissario europeo per gli aiuti umanitari Christos Stylianides, dalla Direttrice esecutiva di Oxfam International, Winnie Byanyima e dal regista Pablo Iraburu.  District Zero perché ferme a un “punto zero” sono le vite dei profughi siriani che, a più di quattro anni dallo scoppio della guerra, hanno varcato i confini per cercare un miraggio di pace e tranquillità in un paese straniero. Il documentario verrà presentato al San Sebastian International Film Festival a fine settembre.Clicca qui per vedere il trailer
  • La mostra fotografica “Rendili visibili” di Luigi Baldelli al Padiglione dell’Unione Europea fino al 13 settembre con foto scattate in Libano, Giordania, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana. Volti, e ritratti di vita quotidiana tra tende e rifugi di fortuna, per mostrare al pubblico dell’Esposizione Universale cosa significa essere un rifugiato e vivere in un’attesa che sembra non avere mai fine. Un viaggio nei Paesi dove la disperazione di uomini, donne e bambini non nasce tanto dal dover dormire in una tenda, quanto dalla consapevolezza che quella tenda per molto tempo sarà l’unica scelta possibile.
  • La street performance gli “Invisibili” della compagnia teatrale Teatribù, il gruppo d’improvvisazione protagonista dell’ultima edizione di Italia’s Got Talent, domenica 6 settembre alle 15 sul Decumano di EXPO Milano 2015 (all’ingresso di Cascina Triulza) per portare il pubblico ad immedesimarsi nella condizione di quanti sono stati costretti ad abbandonare i propri affetti più cari e adesso non riescono più ad immaginarsi presente e futuro.

Eventi Oxfam a Expo 2015 il 29 giugno e il 2 luglio

"IO ho visto donne", scrittrici e imprenditrici con Oxfam

IO HO VISTO DONNE…
Si deve partire dalle donne per abbattere le barriere e battere la povertà


Serata – evento alle Women’s Weeks di Expo2015, per l’anteprima assoluta del documentario Affamati di spreco di Maite Carpio per RAI CULTURA, e il racconto dei due numeri speciali dedicati a Oxfam da IO Donna. Conduce Diamante D’Alessio.


Intervengono Silvia Avallone, Camilla Baresani, Maurizia Iachino, Camilla Lunelli, Beatrice Masini, Candida Morvillo, Valeria Parrella, Pulsatilla

29 giugno 2015 ore 19.00 – Auditorium Cascina Triulza


Un incontro speciale con scrittrici, giornaliste, film maker, imprenditrici che hanno intrapreso viaggi in Ecuador, Ciad, Cambogia, Bosnia Erzegovina, Libano, Tanzania, Palestina, Italia per conoscere, raccontare, sostenere le donne che lavorano con Oxfam nei contesti rurali più remoti e spesso più poveri. Ne sono scaturiti racconti, diari di viaggio, un documentario, video-interviste, proposte concrete di progetti di sviluppo. Tutto legato a un unico filo rosso: le donne e il cibo.


Condotta da Diamante D’Alessio, direttore di IO Donna, la serata si aprirà con la visione in anteprima assoluta di Affamati di spreco di Maite Carpio, prodotto da Anthos in collaborazione con Oxfam per RAI Cultura, in onda su RAI STORIA, canale 54 del digitale terrestre, il 4 luglio alle ore 21,30. Un documentario che racconta il più grande paradosso dei nostri tempi: la fame in un mondo di abbondanza che spreca e getta nella spazzatura più di un terzo delle risorse alimentari. Si calcola che ogni famiglia dei paesi ricchi compri circa il 25% in più del cibo che riesce a consumare mentre nei paesi in via di sviluppo, quasi 5 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno per cause legate alla malnutrizione.

Guarda il trailer di “Affamati di spreco


Sei scrittrici, mille voci di donne è stato un numero speciale di IO Donna 2014. Silvia Avallone, Camilla Baresani, Beatrice Masini, Candida Morvillo, Valeria Parrella, Pulsatilla, sei tra le più importanti scrittrici italiane, rievocheranno i viaggi intrapresi l’estate scorsa per dare voce a milioni di donne nel mondo. I reportage d’autore che ne sono scaturiti hanno fatto conoscere alcuni dei programmi di sviluppo di Oxfam, raccontando storie di speranza e solidarietà. Per il 16 agosto di quest’anno, sarà invece in edicola un nuovo speciale di Io Donna, nel quale verrà raccontata l’esperienza di 5 imprenditrici italiane (con 5 progetti di sviluppo): Alessandra Argiolas (Argiolas Formaggi), Camilla Lunelli (Cantine Ferrari), Marina Piccinini (Ressolar), Gemma Fiorentino (Avanade) e Chiara Rossetto (Molino-Rossetto). I loro saperi in fatto di filiere del latte e del vino, energie rinnovabili, produzione di farine e piattaforme digitali si metteranno al servizio dei programmi di Oxfam in Palestina, Libano, Ecuador, Albania e Repubblica Dominicana/Haiti. IO Donna, settimanale femminile del Corriere della Sera, pubblicherà i loro diari di viaggio e offrirà al mercato e al pubblico i progetti messi a punto insieme alle donne dei paesi visitati.


“Aver messo insieme tutte queste donne attorno alla tavola apparecchiata da Oxfam in occasione delle Women’s Weeks di Expo2015 è per noi motivo di grande orgoglio – ha detto Maurizia Iachino, presidente di Oxfam Italia – Ciascuna ha generosamente regalato un pezzo di sé, del suo tempo e del suo lavoro alle donne con le quali lavoriamo nelle regioni più povere del mondo, quelle con meno diritti. Al centro abbiamo tenuto il tema del cibo e delle donne che quotidianamente e con fatica lo producono, lo vendono o lo portano in tavola, per ricavarne un reddito. In nome e per conto di una convinzione che ci stringe il cuore e dà slancio ai nostri progetti: si deve partire dalle donne per abbattere le barriere e battere la povertà!”.


Modera: Diamante D’Alessio (direttore IO Donna)

Intervengono:
Maite Bulgari (regista)
Silvia Avallone (scrittrice)
Camilla Baresani (scrittrice)
Maurizia Iachino (presidente Oxfam Italia)
Camilla Lunelli (imprenditrice)
Beatrice Masini (scrittrice)
Candida Morvillo (scrittrice)
Valeria Parrella (scrittrice)
Pulsatilla (scrittrice)


FEEDING THE BRAIN

2 luglio 2015 ore 17.30 – Expo Conference Centre


In collaborazione con We-Women for Expo e nell’ambito delle Women’s Weeks in Expo, Oxfam propone una riflessione sulla costruzione dello stereotipo femminile attraverso analisi e testimonianze dei protagonisti del mondo dello sport. Nel settore sportivo, le diversità di genere vengono acutizzate, confinando spesso con la discriminazione, la marginalizzazione delle donne in alcune discipline sportive e la riproduzione continua di cliché.  In alcuni contesti, inoltre, questa differenza può essere drammatizzata fino al punto di non consentire, non solo la pratica dello sport, ma anche la fruizione: come ad esempio il caso di Ghoncheh, arrestata e ufficialmente condannata per aver assistito a una partita di pallavolo Iran – Italia, tenutasi a Teheran il 20 giugno 2014.  Gli esempi potrebbero essere molteplici ed è per questo che Oxfam e altre organizzazioni della società civile lavorano utilizzando le discipline sportive non solo come strumento di aggregazione e inclusione sociale, ma anche per combattere gli stereotipi e la costruzione dell’immaginario dell’altro, specie del “femminile”.


In Afghanistan, ad esempio, Oxfam ha sostenuto la squadra di box femminile in collaborazione con l’associazione locale Cooperation for Peace and Unity. Attraverso il lavoro della squadra di box e la determinazione del loro allenatore (uomo), una ventina di ragazze tra i 12 e 22 anni hanno avuto l’opportunità di uscire di casa, viaggiare verso le Olimpiadi e conquistare una propria dignità. Pur correndo rischi e affrontando le minacce del regime, lo sport ha rinforzato in loro, e nelle loro famiglie, la volontà di riscatto e il desiderio di lottare non solo per difendersi, ma anche per costruire un futuro diverso, migliore.


L’evento si pone l’obiettivo di portare l’attenzione su discipline o in ambiti sportivi dove le donne stanno sempre più emergendo a vari livelli e con differenti specializzazioni. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione/supporto Sportwide.


PROGRAMMA

Saluti:

Marta Dassù (Presidente esecutivo di WE-Women for Expo)

Maurizia Iachino (Presidente Oxfam Italia)
Moderatore: Sabrina Gandolfi (giornalista, conduttrice La Domenica Sportiva)

Prima Parte: Il problema

Jo Ann Buysse, Università del Minnesota, attiva nella parità di genere e nelle attività di inclusione sociale
Gertrude Pfister, Università di Copenaghen (Sport in migrant communities: Transnational spaces and gender relations ha contribuito alla carta dei Diritti delle Donne nello Sport)

Seconda Parte: Le esperienze

Nella seconda parte del convegno, porteranno le loro testimonianze donne inserite ad alto livello in diversi ambiti dello sport.

Maurizia Cacciatori, Pallavolista
Stefania Demetz, CEO – Coppa del Mondo Val Gardena
Barbara Ricci, CEO – Sportwide
Contributo speciale di Francesca Schiavone, tennista, testimonial Oxfam


Sarà portata inoltre la testimonianza, attraverso l’allestimento di una mostra fotografica, del progetto che Oxfam ha sviluppato in Afghanistan: The Boxing Girls. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Sportwide.

– Maggiori informazioni qui