Flash mob per dire basta ai paradisi fiscali

Un’isola caraibica nel cuore di Firenze, popolata da elusori fiscali intenti a brindare al motto di “sole, spiagge e niente tasse”.

Intorno il “resto del mondo”, che armato di cartelli semplicemente dice “no”, a questo status quo.

E’ il flash-mob messo in scena stamani alla Biblioteca delle Oblate di Firenze da decine di nostri attivisti, arrivati da tutta Italia per l’evento nazionale dei volontari, per chiedere la fine dell’era dei paradisi fiscali che alimentano disuguaglianza e povertà, riducendo le risorse indispensabili ai governi per garantire, soprattutto nei paesi poveri, l’erogazione dei servizi pubblici essenziali.

Uno stunt realizzato a due anni dallo scandalo “Luxleaks”, per rilanciare la nostra petizione Basta con i paradisi fiscali, che ad oggi ha raccolto oltre 340 mila firme.

L’iniziativa è stata il momento centrale di una giornata, dedicata all’ex parlamentare inglese ed attivista di Oxfam Jo Cox uccisa lo scorso giugno, ricca di incontri che hanno coinvolto giornalisti, economisti ed esperti intorno ai temi dell’elusione fiscale e del ricorso ai paradisi fiscali, che ogni anno sottraggono solo nei paesi poveri oltre 100 miliardi di dollari alle casse degli stati.

Table for everyone: centinaia di attivisti al flashmob a Expo Milano 2015

Guarda il video del flashmob e delle interviste a Roberto Barbieri e Birtkuan Dagnachew Tegegn


Centinaia di attivisti e volontari di Oxfam nel flash-mob realizzato in occasione dell’Oxfam Day, il 15 ottobre 2015, a Expo, davanti al Padiglione Zero, per chiedere a Matteo Renzi e ai leader mondiali un Piano di azione che renda realtà l’obiettivo “fame zero” entro il 2030.


Flashmob #sfidolafame

Flashmob #sfidolafame. credit Davide Aiello

Centinaia di attivisti e volontari di Oxfam seduti in silenzio a terra, battendo simbolicamente un cucchiaio contro un piatto vuoto, a simboleggiare la quotidiana condizione di chi ogni giorno non ha cibo sufficiente per nutrirsi. E’ il flash-mob “Table for Everyone: Sfidiamo la fame”, realizzato ieri, in occasione dell’Oxfam Day a EXPO Milano 2015, davanti al Padiglione Zero. Un’iniziativa con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico dell’Esposizione Universale sulla condizione di insicurezza alimentare che ancora oggi 795 milioni di persone nel mondo sono costretti ad affrontare ogni giorno, e  lanciare un appello alla vigilia del World Food Day al premier Matteo Renzi e ai leader mondiali affinché venga definito un concreto Piano di azione per sconfiggere la fame nel mondo entro il 2030, come previsto dalla nuova Agenda dello Sviluppo post 2015.


Aderisci alla petizione di #sfidolafame: sfida Renzi!
http://www.sfidolafame.it/sfida-renzi/


Roberto Barbieri, direttore Oxfam ItaliaE’ inaccettabile che ancora oggi 795 milioni di persone soffrano la fame nel mondo. – afferma il direttore generale di Oxfam Italia, Roberto Barbieri – La fame può e deve essere sconfitta: se davvero, come previsto dalla nuova Agenda dello Sviluppo post 2015, si vuole raggiungere l’obiettivo della “fame zero” entro il 2030, è indispensabile che il premier Renzi e tutti i leader mondiali mettano in campo le risorse necessarie per arrivare a questo importante traguardo. L’Italia deve tornare ad essere leader nella cooperazione per lo sviluppo rurale a partire dalla prossima Legge di Stabilità e tra un mese, in occasione della COP 21 di Parigi, essere in grado di giocare un ruolo di primo piano nella lotta contro il cambiamento climatico principale minaccia per la lotta alla fame”.

L’obiettivo della “fame zero” – continua Barbieri – non potrà mai essere raggiunto senza il contributo fondamentale delle donne: se uomini e donne avessero pari opportunità, 150 milioni di persone in meno soffrirebbero la fame. E’ per questo motivo che oggi, in occasione dell’Oxfam Day e dell’International Day of Rural Women, abbiamo voluto che fosse con noi Birtkuan Dagnachew Tegegn contadina divenuta Food Female Hero in Etiopia nel 2013;  i leader di tutto il mondo dovrebbero dar prova della stessa determinazione e della stessa forza di Birtukan che ogni giorno, insieme a milioni di donne, lotta per assicurare una vita dignitosa alle propria famiglia e alle propria comunità”.

Flashmob di Oxfam, un ponte tra Firenze, Siria e Giordania

Flashmob di Oxfam a Firenze

GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

#StandingTogether


Ieri sera, alla Fortezza da Basso di Firenze, il flash-mob di Oxfam: migranti e fiorentini insieme per riaccendere l’attenzione sulla condizione dei rifugiati nel mondo. Mani e colori su tela per creare un ponte di solidarietà fra Firenze, la Siria e la Giordania alla vigilia della Giornata Mondiale del Rifugiato.

L’iniziativa verrà presentata al grande concerto promosso dall’UNHCR sabato 20 giugno alla Visarno Arena.


Migranti, fiorentini e associazioni umanitarie insieme per riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla drammatica condizione dei rifugiati nel Mondo. Un flash-mob per creare un ponte di solidarietà fra Firenze, la Siria e la Giordania alla vigilia della Giornata Mondiale del Rifugiato di sabato 20 giugno.  E’ l’iniziativa promossa da Oxfam Italia ieri sera all’OFF Bar della Fortezza da Basso di Firenze, in collaborazione il consorzio Coeso. Tante mani e colori su tela per sottolineare come, con il contributo di tutti noi, si possa davvero aiutare e sostenere quanti sono stati costretti ad abbandonare il proprio Paese per sfuggire alla follia della guerra. Gli attivisti di Oxfam, assieme a tanti fiorentini e ai migranti, accolti in Toscana e a Firenze dall’associazione umanitaria e da Coeso, hanno srotolato un telo bianco su cui poi hanno impresso le orme delle proprie mani dipinte di vari colori.


Un’iniziativa svolta in parallelo con tante altre simili lanciate sempre con l’hashtag #StandingTogether, che sono state  realizzate  in Giordania,  da Oxfam, UNHCR e altre agenzie umanitarie tra Amman,  Zaatari e i campi profughi che accolgono parte dei quasi 4 milioni di profughi costretti ad abbandonare la Siria.Tanti teli vuoti, riempiti dalle impronte di tanti, che hanno voluto testimoniare la loro vicinanza verso chi oggi nel mondo è in fuga da guerra e atrocità.


E’ necessario che tutti siano consapevoli della drammatica condizione in cui versano oggi oltre 59 milioni di rifugiati e sfollati nel Mondo. – afferma Alessandro Bechini, Direttore dei Programmi in Italia di OxfamCome Oxfam stiamo attualmente accogliendo in Toscana oltre 100 persone in fuga da alcune delle aree più povere del pianeta, spesso sconvolte dalla guerra. Ringraziamo l’UNHCR per il sostegno dato a questa iniziativa che speriamo possa riaccendere l’attenzione su un tema che non può essere dimenticato”


La tela realizzata ieri sera a Firenze verrà inoltre presentata dal palco del grande concerto promosso  dall’UNHCR questo sabato 20 giugno alla Visarno Arena di Firenze. Una serata di musica e solidarietà durante cui anche il pubblico presente potrà lasciare la propria impronta per testimoniare la propria solidarietà verso chi è stato costretto a lasciarsi tutto alle spalle.


Abbiamo raccolto l’invito di Oxfam a partecipare al flash mob e a ospitare la tela al concerto del 20 giugno – afferma Carlotta Sami, Portavoce per il Sud Europa dell’Agenzia ONU per i Rifugiati A –  perché è necessario unire le forze sia per far sapere cosa stia ancora succedendo in Siria e ai confini con Turchia, Giordania e Libano, sia per chiedere con decisione che tutti facciano la loro parte per accogliere chi sta fuggendo da guerre e violazioni dei diritti umani ed è alla ricerca di un posto sicuro da chiamare casa.”

Flashmob di Oxfam al G7

 

Flashmob delle "big heads" al G7

 

LA GIUSTA STRADA PER LA FINE DELLA DISUGUAGLIANZA

Alla vigilia del vertice di Elmau, il flash-mob di Oxfam: Matteo Renzi, Barack Obama, Angela Merkel, David Cameron e gli altri leader del G7 nelle insolite vesti di esploratori alla ricerca della strada giusta per porre fine alla crescente disuguaglianza economica globale.

Alla vigilia del G7 dei capi di governo in programma domani e lunedì allo Schloss Elmau di Garmisch-Partenkirchen in Baviera, Oxfam accende i riflettori sulla drammatica crescita della disuguaglianza economica globale e organizza un flash mob con le famose “big heads” dei leader presenti al summit: Matteo Renzi, Barack Obama, Angela Merkel, David Cameron, Francoise Hollande, Stephen Harper e Shinzo Abe ritratti nelle insolite vesti di esploratori a cui il mondo chiede di individuare con urgenza la strada giusta per porre fine ad un trend che costringe centinaia di milioni di persone nel mondo a vivere in condizioni di estrema povertà.

Economia globale e crescita saranno infatti due dei temi centrali in discussione nella sessione di domenica mattina del summit. Oxfam chiede perciò che i leader mondiali mettano in atto tutte le misure necessarie per porre fine all’elusione fiscale delle grandi multinazionali, all’interno dei singoli Stati e in tutto il mondo, promuovendo un’equa riforma del sistema fiscale globale che permetta di combattere la povertà, frenare la disuguaglianza e ottenere una crescita economica sostenibile. Mentre l’attuale mancanza di regole chiare e definite permette alle multinazionali di prosperare, ad alcune delle aree più povere del Mondo vengono sottratte risorse vitali per il proprio sviluppo. Aree come l’Africa che, nonostante una forte crescita economica negli ultimi anni, non è riuscita a cogliere i frutti di questo straordinario sviluppo a causa dell’elusione fiscale delle grandi multinazionali. Solo nel 2010, gli investitori e le aziende con sede nei Paesi appartenenti al G7, attraverso il trade mispricing, hanno di fatto impedito che risorse per circa 6 miliardi di dollari rimanessero a disposizione dei paesi africani: si tratta di una forma di elusione fiscale che consente di alterare in maniera legale la base imponibile in alcuni paesi spostando i profitti all’interno dello stesso gruppo verso paradisi fiscali o Paesi a più bassa tassazione. Il risultato è un elusione fiscale complessiva tre volte superiore all’ammontare necessario per assicurare la copertura sanitaria universale nei Paesi colpiti dall’epidemia di Ebola, che in un anno ha causato oltre 9.600 decessi e oltre 23.700 persone contagiate tra Sierra Leone, Liberia, Guinea e Guinea Bissau.

“Se i leader del G7 vogliono seriamente sostenere la crescita economica e uno sviluppo sostenibile in Africa, devono impegnarsi a promuovere riforme ambiziose della governance fiscale globale. – afferma il direttore generale di Oxfam Italia, Roberto Barbieri – E’ perciò necessario correggere quelle pratiche che oggi permettono alle multinazionali di eludere le tasse e di alimentare una “corsa al ribasso” dei diversi governi  che offrono agevolazioni fiscali sempre più generose per attrarre aziende e investitori nei propri Paesi. E’ un sistema che non funziona, che toglie risorse a chi ne avrebbe estremo bisogno, alimentando così il circolo vizioso della disuguaglianza”.

Allo stesso tempo, i Paesi donatori, tra cui alcuni membri del G7, continuano ancora a non mantenere le promesse di investimento in aiuto pubblico allo sviluppo: molti sono ancora loro lontani dal raggiungimento dell’obiettivo dello 0,7% del PIL e dallo stanziamento delle risorse aggiuntive necessarie per contrastare il cambiamento climatico. Oxfam perciò chiede che anche in vista della Conferenza delle Nazioni Unite sul Finanziamento allo Sviluppo che si terrà ad Addis Abeba a luglio, i governi del G7  assumano degli impegni concreti per raggiungere il prima possibile questi obiettivi.