L’intesa con la Cisl di Firenze per il lavoro dei migranti

Un’occasione unica per chi fugge da guerra e povertà per conoscere i propri diritti e sfuggire alle insidie del mercato illegale e dello sfruttamento: orientare al mondo del lavoro i giovani migranti, richiedenti asilo e rifugiati. È questo l’impegno comune sancito dal protocollo d’intesa sottoscritto con Cisl territoriale Firenze-Prato, il primo di questo genere a livello nazionale.

 Un’occasione per orientarsi al lavoro e sentirsi meno esclusi cisl-1

 “Programmare e realizzare percorsi di formazione, approfondimento e informazione sull’orientamento al lavoro dei migranti” è questa la finalità dell’accordo siglato dall’organizzazione umanitaria e dal sindacato, che collaboreranno a iniziative “rivolte alla lotta alla povertà e alla riduzione dell’esclusione sociale, anche attraverso l’individuazione di percorsi di inserimento lavorativo” e promuoveranno insieme campagne di sensibilizzazione sul tema delle migrazioni.

Al via l’8 e il 9 novembre il primo corso di orientamento attivo al lavoro, sul modello di quelli già periodicamente svolti da Cisl, ma tarato sulle esigenze peculiari di 16 giovani migranti ospiti delle strutture di accoglienza di Oxfam a Firenze, ragazzi che sono ormai in Italia da circa 8-10 mesi. Le due giornate, in particolare, saranno dedicate all’impostazione del curriculum vitae, alla profilazione e alle informazioni sulle varie tipologie contrattuali.

 Sbocchi concreti a favore dei lavoratori onesti, contro le insidie del caporalato

 “Se la nostra Repubblica è fondata sul lavoro, è logico che il canale principale per entrare a farne parte passi da qui.dice Roberto Pistonina, segretario generale della Cisl FirenzePrato – Da tempo abbiamo avviato dei corsi di orientamento e ricerca attiva del lavoro per i giovani italiani; ci è parso dunque giusto proporli, ritarati ad hoc e in collaborazione con Oxfam, anche a questi giovani che arrivano nel nostro Paese fuggendo da fame e guerre. Perché i lavoratori non hanno colore. E perché anche così si combatte l’infamia del caporalato, che umilia i migranti e crea concorrenza sleale per i lavoratori e le imprese oneste”.

Sbocco concreto del percorso formativo è infatti quello di consentire ai migranti di proporsi sul mercato del lavoro attraverso canali legali, alternativa alle reti parallele di lavoro nero e sfruttamento, nelle quali spesso rischiano di finire.

 “Siamo molto contenti dell’accordo sottoscritto con Cisl, grazie al quale potremo avviare una serie di iniziative e progetti dall’impatto incisivo a livello territoriale, per orientare i giovani migranti che accogliamo in Toscana a seguire un percorso di legalità e formazione, che eviti il rischio per loro di cadere nelle maglie del lavoro nero e dello sfruttamento”, aggiunge Alessandro Bechini, direttore dei nostri programmi in Italia.

Attualmente offriamo infatti accoglienza e percorsi di integrazione a circa 230 migranti nelle province di Firenze, Arezzo, Siena e Livorno, provenienti da paesi come Ghana, Guinea, Nigeria, Senegal, Mali, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Eritrea, Pakistan, Afghanistan.

 Grazie alla Cisl – conclude Bechini – abbiamo già chiuso anche un accordo con cinque agenzie interinali, quali Adecco, Gi Group, Ali, Lavoropiù, Sinergy, che in seguito alle giornate di formazione si impegneranno a supportare i ragazzi nella ricerca di lavoro e nella candidatura alle posizioni per le quali hanno offerte attive. Un primo ma importante passo”.

 

Migranti: centinaia di giubbotti di salvataggio nelle capitali europee

In occasione del Consiglio europeo che si chiude oggi a Bruxelles, dove i leader europei stanno decidendo come far fronte alla più grave crisi migratoria della storia recente, centinaia di giubbotti di salvataggio raccolti dalle spiagge di Chios in Grecia, hanno invaso il centro di quattro città europee.  

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Giubbotti a Bruxelles

Quattro grandi macchie arancioni disposte nel cuore di città simbolo come Bruxelles, Berlino, Varsavia, e Poznan, a testimoniare i pericolosissimi viaggi compiuti dagli uomini, donne e bambini che li hanno indossati per attraversare il Mediterraneo e sfuggire ai conflitti e alle persecuzioni nel proprio paese di origine.

Sono gli stunt realizzati dalla nostra organizzazione con l’obiettivo di rilanciare un appello urgente all’Unione europea e ai leader di governo presenti al summit di Bruxelles, perché intervengano al più presto per garantire rotte sicure e legali verso l’Europa alle migliaia di migranti e rifugiati in fuga da guerra e persecuzioni.

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Giubotti a Varsavia

“Questi giubbotti di salvataggio rappresentano le migliaia di bambini, donne e uomini che hanno cercato di raggiungere l’Europa via mare e quanti non ce l’hanno fatta. –afferma la nostra direttrice delle campagne, Elisa Bacciotti – Un modo per ricordare ai leader europei le loro responsabilità, a partire dalla necessità di garantire protezione e il sostegno dovuto alle persone più vulnerabili in cerca di una vita dignitosa e sicura. In questo momento – continua Bacciotti – la risposta messa in campo dall’Unione europea di fronte alla più grave crisi umanitaria dalla Seconda Guerra Mondiale non solo non sta risolvendo le tantissime criticità esistenti, ma ne sta creando di nuove”.

È perciò urgente, un’inversione di rotta, che porti tutti gli stati membri dell’Unione europea a fornire un sistema di asilo equo, trasparente ed efficace.

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Giubotti a Berlino

“La difesa tout court dei confini della Fortezza Europa rappresenta un enorme fallimento di fronte ai tanti che rischiano la vita attraverso il Mediterraneo o si trovano davanti alla chiusura delle frontiere lungo la “rotta balcanica”. – conclude Bacciotti – Migliaia di persone si trovano costrette a percorrere le tratte più pericolose finendo in molti casi nella rete dei trafficanti di esseri umani”.

La campagna Stand As One La campagna di Oxfam Stand as One fa appello a un’azione globale per accogliere più rifugiati, impedire che le famiglie siano separate e garantire la sicurezza delle persone che fuggono da guerra e povertà. Fai la tua parte e DONA ORA