Passi indietro sull'immigrazione al Consiglio Europeo

Profughi sulla rotta balcanica; credit Pablo Tosco

Contenimento dei flussi, protezione delle frontiere esterne, salvaguardia dello spazio Schengen, riduzione delle migrazioni irregolari: così si possono riassumere gli obiettivi che il Consiglio Europeo di ieri si è posto in tema di migrazioni. Una posizione che mette al primo posto la protezione dei confini, rinviando a data da destinarsi gli aiuti alle popolazioni in fuga. La “fortezza Europa” si chiude sempre più.


Mentre si sta consumando l’ennesima tragedia al largo delle coste siciliane, l’Unione Europea continua a non esprimere una posizione adeguata a rispondere alle complessità del fenomeno migratorio – afferma Elisa Bacciotti, direttrice Campagne di Oxfam Italiatuttavia oggi il quadro sta ulteriormente peggiorando: l’Unione Europea parla apertamente di protezione delle frontiere esterne da flussi di migranti irregolari verso i quali deve cessare l’atteggiamento permissivo finora adottato e di respingimenti ai confini. I leader europei sembrano essersi completamente dimenticati che stiamo parlando di persone e famiglie in fuga da guerre, abusi, fame e povertà: sono loro che dovrebbero essere protetti, non i confini europei.


Il riferimento al piano d’azione UE-Turchia per la gestione dei flussi migratori sottolinea nuovamente come la principale preoccupazione dell’UE sia bloccare queste persone fuori dai propri confini, ignorando le disumane condizioni di vita in cui si trovano e i pericoli del viaggio che hanno dovuto affrontare.


Il Consiglio UE parla di ripristino del normale funzionamento del codice Schengenconclude Bacciottima nel frattempo gli stati membri continuano a chiudere la frontiere, senza preoccuparsi delle conseguenze. La chiusura del Brennero e degli altri valichi con l’Austria rischia di dare luogo alla creazione di veri e propri accampamenti di migranti per strada in condizioni precarie, che attendono di trovare un modo per attraversare il confine. Una situazione che abbiamo già visto a Ventimiglia e che non è dignitosa per le persone che la vivono, e per gli Stati europei che la determinano con le loro politiche.


Le conclusioni del vertice non fanno nessun cenno alla possibilità di incentivare forme di migrazione legale, l’unica soluzione possibile a nostro avviso, di fronte a un fenomeno migratorio dalle cause profonde e destinato a durare nel tempo.


Adesso basta, non possiamo trattarli come invasori, non possiamo lasciarli morire.

Chiedi insieme a noi a Governi e Istituzioni Europee di rispondere all’emergenza e affrontare le cause.

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