Il dramma delle persone in fuga dall’ISIS

In fuga dall'ISIS hanno urgentemente bisogno di acqua, cibo e riparo

Le testimonianze di civili che sono riusciti a scappare da Tal Afar, una delle ultime roccaforti dell’ISIS, sono drammatiche e raccontano di morte, sofferenza, fame, paura.

Secondo le Nazioni Unite oltre 30.000 persone tra uomini, donne e bambini sono già fuggiti da Tal Afar, a ovest di Mosul verso il confine con la Siria e altre 40.000 si trovano ancora nella città e nei dintorni.

Cosa succede a Tal Afar

Dopo l’inizio dell’offensiva iniziata domenica 20 agosto da parte dell’esercito iracheno per liberare la città di Tal Afar, una delle ultime roccaforti dell’ISIS, molti miliziani dello Stato Islamico si stanno dando alla fuga e migliaia di civili stanno scappando. Molti non ce l’hanno fatta a superare il trauma della fuga attraverso il deserto, dove le temperature raggiungono i 50 gradi.

Tutti hanno urgentemente bisogno di acqua, cibo e riparo.

Il dramma delle persone in fuga da Tal Afar e dall’ISIS

Abbiamo incontrato e ascoltato alcune delle persone fuggite dalla città nel centro sanitario di Badush, a circa 60 km a est di Tal Afar.

I civili in fuga erano tutti esausti e traumatizzati da quella terrificante esperienza. Dopo giorni interi di cammino nel deserto, hanno urgentemente bisogno di acqua, cibo, riparo.

Alcuni sono stati costretti a fuggire di notte, perché l’ISIS impediva loro di andarsene e a Tal Afar non era rimasto più niente da mangiare.

Cosa chiede Oxfam al governo iracheno e alle parti in conflitto

Chiediamo al governo iracheno di assicurare l’incolumità dei civili e consentire che ricevano gli aiuti di cui hanno disperatamente bisogno.

Rivolgiamo inoltre un appello a tutte le parti in conflitto affinché siano risparmiate le vite di chi è rimasto in città, evitando l’uso di armi capaci di distruggere intere aree e infrastrutture civili.

Come possiamo aiutare le persone in fuga

Nel centro di screening sanitario di Badush stiamo distribuendo kit contenenti saponi, pannolini, biancheria intima e assorbenti, prima che venga data loro la possibilità di trovare rifugio all’interno dei campi sfollati.

I nostri team in Iraq sono al lavoro in queste ore per sostenere quanti stanno fuggendo, distribuendo loro alimenti salvavita e acqua, sia nei campi profughi che nelle zone liberate, dove le famiglie in fuga stanno cercando protezione.

AIUTACI A SALVARE QUANTE PIÙ VITE POSSIBILI

 

Mosul: la corsa per salvare la vita a 1,2 milioni di civili

Il destino appeso a un filo per 1,2 milioni di persone – di cui 600.000 bambini

Iraq: l’offensiva su Mosul e la catastrofe umanitaria

L’offensiva per riprendere Mosul dall’ISIS potrebbe causare una catastrofe umanitaria coinvolgendo un milione di persone

Storie in fuga

Qasm ha 4 anni. Ha trovato rifugio nel campo per sfollati nel villaggio di Tinah, a Sud di Mosul.

Storie di chi è costretto a fuggire

Oltre 65 milioni di persone sono costretti ad abbandonare le proprie case a causa di guerre, catastrofi naturali, fame e povertà. Queste sono le storie di alcuni di loro.

Dalla Siria all’Italia

Khalil e Fatem sono fuggiti dalla loro città natale, Raqqa, in Siria, nel 2013, quando il loro figlio Mohamed era appena nato.

Khalil e Fatem sono fuggiti dalla loro città natale, Raqqa, in Siria, nel 2013, quando il loro figlio Mohamed era appena nato. Hanno raggiunto il Libano, dove è nato Ahmad e dove hanno vissuto condividendo una sola stanza senza riscaldamento. I bambini si ammalavano spesso e Khalil non riusciva a trovare lavoro, per cui era costretto a elemosinare cibo o denaro dai vicini. Una volta saputo che questi erano stati selezionati per partecipare al programma dei corridoi umanitari e accolti in Italia, Khalil ha deciso di provare a chiedere lo stesso per la sua famiglia.

Dopo due interviste, è arrivata la bella notizia: non avrebbero mai immaginato che il destino li avrebbe portati nel nostro paese, dove vogliono imparare al più presto la lingua e lavorare per far studiare i loro figli, dando loro un futuro migliore.

La famiglia di Kahlil è stata accolta in Italia grazie al programma dei Corridoi umanitari, che gestiamo in collaborazione con la Chiesa Valdese, che garantirà a 500 rifugiati, tra l’altro, assistenza legale, mediazione linguistico culturale, corsi di lingua italiana.

Iraq

Qasm ha 4 anni. Ha trovato rifugio con la sua famiglia nel campo per sfollati nel villaggio di Tinah, circa 70 km a Sud di Mosul. Abitavano poco lontano, nel villaggio di Imam Gharbi, quando questo è stato occupato dalle milizie dell’ISIS. L’esercito iracheno ha ripreso possesso della zona, ma le operazioni militari nel corridoio di Mosul hanno spinto centinaia di migliaia di civili ad abbandonare le proprie case. Abbiamo aiutato la famiglia di Qasm e tante altre come la sua distribuendo acqua, cibo, coperte e generi di prima necessità per permettere loro di sopravvivere.

Qasm ha 4 anni. Ha trovato rifugio nel campo per sfollati nel villaggio di Tinah, a Sud di Mosul.

Più di 10 milioni di persone – di cui la metà bambini – hanno bisogno di assistenza umanitaria in Iraq, e 3.4 milioni sono gli sfollati a causa della guerra.

Sud Sudan

In seguito alle violenze nel loro villaggio, Nyandiew e Nyachak sono riuscite a fuggire in canoa con i figli.

In seguito alle violenze nel loro villaggio, Nyandiew e  Nyachak sono riuscite a fuggire in canoa con i figli. I mariti purtroppo sono rimasti indietro, e di loro non si sa nulla. Nyandiew e  Nyachak si  sono rifugiate nelle paludi, dove hanno più possibilità di trovare cibo e sopravvivere. Non hanno una casa dove tornare: tutto quello che avevano è andato perduto. A causa del conflitto e della siccità, il Sud Sudan è vittima di una drammatica carestia che ha spinto milioni di persone alla fame.

Per aiutare le famiglie come quella di Nyandiew e Nyachak abbiamo retribuito le persone perché conducano le canoe e consegnino gli aiuti a chi ha bisogno. Abbiamo inoltre installato pompe, pozzi e latrine, in modo da garantire acqua e potabile e prevenire la diffusione del colera e di altre malattie potenzialmente mortali.

Nigeria

Quando le milizie di Boko Haram sono arrivate nel suo villaggio, Fatimata è fuggita e ha cercato rifugio nel campo di Muna Garage; ora, con molte donne come lei, attende di essere intervistata per essere accolta. Il campo ospita più di 30mila sfollati. E’ una crisi di proporzioni drammatiche quella che interessa i paesi del bacino del lago Chad. Il conflitto che è iniziato in Nigeria otto anni fa tra Boko Haram e i militari che gli si sono opposti si è diffuso in Niger, Chad e Camerun.

Quando le milizie di Boko Haram sono arrivate nel suo villaggio, Fatimata è fuggita e ha cercato rifugio nel campo di Muna Garage

Più di 2.6 milioni di persone, di cui 1.5 milioni di bambini, sono fuggiti per salvarsi e quasi 11 milioni hanno urgente bisogno di aiuto. Quasi 7 milioni soffrono la fame e 500.000 bambini sono malnutriti.

Lavoriamo in Nigeria, Niger e Chad aiutando sfollati, rifugiati e comunità locali distribuendo cibo, acqua potabile, installando servizi igienici e facendo pressione su governi e istituzioni perché soccorrano e proteggano i civili.

Il cuore viola con i bambini in fuga

La solidarietà scende in campo allo Stadio Artemio Franchi al fianco di Oxfam Italia, in occasione di Fiorentina-Milan, per raccogliere…

Nel mondo muore 1 persona ogni 80 minuti lungo le rotte migratorie

Dal ritrovamento del corpo del piccolo Alan Kurdi, i decessi delle persone in fuga dai loro paesi aumentati di oltre 1/5

Insieme alle persone in fuga

Oggi, in piena estate, migliaia di persone sono ancora in attesa di conoscere il proprio destino.