Al G7 un grande nulla di fatto

Al G7 un grande nulla di fatto

I leader del G7 non hanno dimostrato la capacità e la volontà di affrontare, seriamente, le grandi questioni del nostro tempo.

L’attenzione ai temi della sicurezza e del terrorismo è certamente comprensibile dopo i recenti attacchi terroristici, ma questo non può essere l’unico argomento affrontato in profondità a discapito di altre questioni, come la fame e le sfide collegate alla gestione della crisi migratoria, altrettanto centrali per milioni di persone – afferma Roberto Barbieri, nostro Direttore Generale – Il Presidente Trump ha contribuito, più di qualsiasi altro leader, ad impedire un avanzamento positivo della discussione su molti di questi temi, ponendo più di un dubbio sulla rilevanza del Gruppo dei Sette e sul loro effettivo impegno nel perseguire gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”.

Clima: 6 Leader contro 1 sull’Accordo di Parigi

Sei paesi del G7 hanno riaffermato con decisione il loro impegno ad attuare gli impegni presi nel quadro dell’Accordo di Parigi, nonostante gli Stati Uniti vogliano distanziarsi dalla comunità internazionale su questo tema. A loro chiediamo di continuare il dialogo con gli Stati Uniti in modo da favorire la loro permanenza negli Accordi di Parigi.

Lotta alla fame: il summit si dimentica di 30 milioni di persone sull’orlo della carestia

Per i 30 milioni di persone a rischio di essere colpite dalla carestia in Nigeria Somalia Sud Sudan e Yemen, il G7 ha fatto poco o nulla. Nessuno dei paesi membri ha fatto interamente la propria parte nello stanziare gli aiuti necessari – rispondendo all’appello delle Nazioni Unite che ha richiesto lo stanziamento di 6,3 miliardi di dollari –  per evitare quella che rischia di trasformarsi in una vera e propria catastrofe umanitaria.

Inoltre il G7, non aderendo alla proposta italiana di un’iniziativa straordinaria per la sicurezza alimentare in Africa Sub-Sahariana che prevedeva investimenti di lungo periodo sull’agricoltura di piccola scala, non ha compiuto quel passo avanti necessario per realizzare l’obiettivo di liberare dalla fame e dalla malnutrizione 500 milioni di persone entro il 2030. Nessun impegno finanziario è stato infatti annunciato dai paesi G7.

Crisi migratoria: la difesa delle frontiere prevale sulla tutela dei diritti dei migranti

Nonostante la scelta simbolica di Taormina come sede del summit, il G7 non ha voluto raggiungere un accordo in grado di definire strategie e misure concrete per proteggere i migranti più vulnerabili o per affrontare le cause profonde delle migrazioni: fame, povertà, conflitti. La proposta italiana di una visione più avanzata centrata sul tema della mobilità umana è stata bloccata dall’amministrazione USA e da alcuni altri paesi: ancora una volta il G7 guarda più alla difesa delle rispettive frontiere e degli interessi nazionali, nel fissare tetti e limiti invalicabili ai flussi migratori, che alla definizione di un approccio inclusivo e integrato in grado di gestire efficacemente e nel rispetto dei diritti umani un fenomeno epocale, ma anche naturale. Il tutto mentre, tragicamente, continuano i naufragi nel Mediterraneo che hanno causato oltre 1.300 vittime solo dall’inizio dell’anno.

Disuguaglianze: manca un piano d’azione

Accogliamo positivamente il riconoscimento da parte del G7 della disuguaglianza economica e sociale come problema globale su cui occorre lavorare, partendo dal favorire l’empowerment femminile, con l’adozione su questo di una specifica roadmap. Tuttavia, il G7 non ha ancora adottato misure concrete per affrontare questo problema, né internamente ai singoli stati né a livello internazionale. “Senza lo sviluppo di un piano d’azione inclusivo ed efficace e senza il riconoscimento del proprio ruolo nel promuovere le tante “corse al ribasso” che alimentano la disuguaglianza e scuotono le fondamenta della fiducia dei cittadini nei loro governi, è difficile che il G7 possa pensare di aiutare le persone più povere e promuovere l’eguaglianza di genere”, conclude Roberto Barbieri.

G7 TAORMINA: clima, cosa farà Trump?

I leader del G7 in marcia verso Parigi. Il Presidente USA Trump però non ha ancora deciso cosa fare, tra incertezze e cambi di rotta.

Stunt su insicurezza alimentare dal G7 a Taormina

Stunt da Taormina: i leader del G7 “banchettano” mentre 30 milioni di persone sono minacciate dalla fame

In attesa del G7 di Taormina

I leader del G7 non possono lasciare Taormina, senza aver prima definito soluzioni politiche chiare e stanziato gli aiuti necessari per evitare una catastrofe umanitaria senza precedenti

G7 TAORMINA: clima, cosa farà Trump?

Clima, i leader del G7 in marcia verso Parigi, ma Trump siede da solo in disparte

Stunt su migrazione nell’ultimo giorno G7

Con il terzo flash mob realizzato al G7 di Taormina, Oxfam accende l’attenzione sul tema della migrazione

Stunt su insicurezza alimentare dal G7 a Taormina

Stunt da Taormina: i leader del G7 “banchettano” mentre 30 milioni di persone sono minacciate dalla fame

In attesa del G7 di Taormina

I leader del G7 non possono lasciare Taormina, senza aver prima definito soluzioni politiche chiare e stanziato gli aiuti necessari per evitare una catastrofe umanitaria senza precedenti

Stunt su insicurezza alimentare dal G7 a Taormina

I leader del G7 “banchettano” mentre 30 milioni di persone sono minacciate dalla fame

G7 TAORMINA, a tavola mancano 30 milioni di persone

Stamani a un giorno dall’inizio del summit di Taormina il flash-mob con le “big heads” di Donald Trump, Paolo Gentiloni, Theresa May, Angela Merkel, Emmanuel Macron, Justin Trudeau e Shinzo Abe.

Cosa succede mentre i leader del G7 mangiano?

I leader sono comodamente seduti davanti ad abbondanti piatti di spaghetti al pomodoro, pronti per essere mangiati. Alle loro spalle però scorrono le immagini delle quattro gravissime carestie, dei conflitti, che in questo momento stanno minacciando la vita di 30 milioni di persone in Yemen, Nigeria, Somalia e Sud Sudan.

Cosa chiediamo loro di fare quando avranno finito?

Vogliamo che i leader del G7 rispondano all’appello urgente dell’ONU per lo stanziamento di 6,3 miliardi di dollari per garantire gli aiuti necessari a salvare la vita di 4,9 milioni di persone in Sud Sudan, 17 milioni in Yemen, quasi 3 milioni in Somalia, almeno 4,7 milioni nel nord-est della Nigeria. Uomini, donne e bambini che stanno rimanendo senza cibo, acqua pulita e in molti casi non hanno più una casa.

Dal G7 di Taormina

Ciao Nadia

Ricorderemo sempre Nadia, straordinaria e insostituibile compagna di viaggio, per l’entusiasmo e la professionalità con cui ci ha sempre sostenuto.

Giornata Internazionale della Gioventù

4 persone su 10 oggi (il 42% della popolazione mondiale) hanno meno di 25 anni. Per la Giornata internazionale della…

Provide: gli operatori raccontano

Gli operatori legali raccolgono le memorie delle donne, dei minori e degli uomini che chiedono asilo al fine di supportarli nella loro richiesta di asilo.

In attesa del G7 di Taormina

La vita di milioni di persone è a rischio dove la carestia è già realtà

G7 di Taormina: un posto a tavola per 30 milioni di affamati

Il 26 e 27 maggio i leader del G7 si incontreranno a Taormina: emergenza fame in Africa, cambiamenti climatici, migrazioni e disuguaglianza saranno i temi trattati.

Emergenza carestia in Africa

Nel 2015, il G7 si è impegnato a far uscire dalla fame 500 milioni di persone. Ma oggi solo in Sud Sudan, Somalia, Yemen e Nigeria, circa 30 milioni di persone sono in una condizione di grave insicurezza alimentare, di cui 10 milioni colpiti da carestia.

Cosa chiediamo ai leader del G7

  • Il primo passo che chiediamo alla comunità internazionale è stanziare circa la metà – 2,9 miliardi di dollari – dei fondi richiesti dall’ONU per far fronte alle più gravi emergenze umanitarie che il mondo stia vivendo oggi. A oggi la comunità internazionale ha destinato solo il 30% dei 6,3 miliardi di dollari richiesti dalle Nazioni Unite per le carestie: ma se ogni governo del G7 facesse la sua parte, si potrebbe arrivare a coprire quasi la metà dei fondi necessari per portare cibo e aiuti fondamentali alla popolazione.
  • Accanto a una risposta umanitaria necessaria nel breve periodo, i leader del G7 devoo lavorare sin da ora per prevenire nuove crisi e investendo risorse volte a migliorare nel medio periodo la sicurezza alimentare e la capacità di resilienza dei piccoli agricoltori nei paesi poveri.
  • I leader del G7 dovrebbero inoltre adoperarsi per raggiungere immediatamente dei cessate il fuoco nei paesi in conflitto e avviare processi di pace inclusivi, garantendo alle organizzazioni umanitarie di raggiungere tutte quelle persone che, in grave stato di bisogno, vivono in aree del tutto inaccessibili.

I leader del G7 non possono lasciare Taormina, senza aver prima definito soluzioni politiche chiare e stanziato gli aiuti necessari per evitare una catastrofe umanitaria senza precedenti. La vita di milioni persone è a rischio dove la carestia è già realtà: se i leader G7 visitassero questi paesi potrebbero rendersi conto da soli di quante persone oggi muoiano per fame, guerra, malattie. Un fatto inaccettabile in un mondo di abbondanza come il nostro.” ha detto Winnie Byanyima, direttrice generale di Oxfam International

Cambiamenti climatici, migrazioni e disuguaglianze

  • Chiediamo ai Governi G7 di sviluppare, congiuntamente, politiche per proteggere e tutelare la dignità e il rispetto dei diritti umani delle persone migranti, e non solo la sicurezza dei propri confini”.
  • Chiediamo di ribadire, in maniera chiara e forte, l’impegno di rendere operativo l’Accordo di Parigi sul clima.
  • Invitiamo i leader del G7 a compiere un passo in avanti nella definizione di un vero e proprio piano d’azione che dettagli misure di politica domestica e internazionale volte a contrastare la disuguaglianza nei propri contesti nazionali. Un piano inclusivo e dotato di un sistema di monitoraggio sulla base del quale rendere conto ai propri cittadini, in linea con l’impegno di ridurre le disparità socio-economiche e di sradicare la povertà estrema entro il 2030, come definito dall’Agenda degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Dal G7 di Taormina

Ciao Nadia

Ricorderemo sempre Nadia, straordinaria e insostituibile compagna di viaggio, per l’entusiasmo e la professionalità con cui ci ha sempre sostenuto.

Giornata Internazionale della Gioventù

4 persone su 10 oggi (il 42% della popolazione mondiale) hanno meno di 25 anni. Per la Giornata internazionale della…

Provide: gli operatori raccontano

Gli operatori legali raccolgono le memorie delle donne, dei minori e degli uomini che chiedono asilo al fine di supportarli nella loro richiesta di asilo.

G7 Finanze: buoni propositi, nessun impegno

Il G7 Finanze di Bari si è appena chiuso, e purtroppo, oltre alle dichiarazioni di intenti non vi è un piano d’azione concreto e politiche misurabili per la lotta contro le disuguaglianze. In particolare, non vi è un impegno condiviso di porre fine alla corsa globale al ribasso in materia di fiscalità.

In particolare:

Riduzione delle disuguaglianze

Oggi 7 cittadini su 10 nel mondo vivono in un Paese in cui la disuguaglianza economica è sensibilmente aumentata negli ultimi 30 anni.

La Presidenza italiana del G7 aveva inserito tra le priorità dell’agenda il tema della riduzione delle disuguaglianze: il summit non ha però prodotto un piano d’azione concreto e misurabile.

Riforma del sistema fiscale

Il G7 ha effettuato progressi nella cooperazione sul contrasto a crimini fiscali e finanziari e rinnovato l’impegno sul fronte anti-corruzione, ma mancano impegni concreti –  più volte chiesti dalla società civile –  per riformare l’attuale sistema fiscale globale e combattere pratiche di abuso.

Il finanziamento di politiche di riduzione delle disuguaglianze richiede infatti sistemi fiscali nazionali con una maggiore portata redistributiva e misure ambiziose di contrasto all’evasione ed elusione fiscale, che possano mobilitare maggiormente le risorse domestiche.

Lotta alla povertà in Italia

In Italia 1 persona su 4 oggi è a rischio povertà e 4,6 milioni di persone vivono già in povertà assoluta. Il nostro paese può e deve fare di più in questa direzione con politiche più inclusive in grado di offrire un sostegno concreto. E proprio per affrontare quella che sta divenendo una situazione sempre più preoccupante abbiamo lanciato la campagna Un pezzo alla volta con l’obiettivo di sostenere oltre 25 mila persone nelle periferie di Torino, Firenze, Arezzo e Catania per offrire sostegno e riscatto a quanti si trovano in situazioni di fragilità economica e sociale. Fino al 15 maggio si può contribuire con un SMS al 45528.

Lotta alla povertà nel mondo

Le discussioni a Bari hanno riguardato il contrasto alla disuguaglianza solo nei Paesi del G7, trascurando i contesti più vulnerabili dei Paesi in via di sviluppo dove le disparità impediscono a milioni di persone di affrancarsi dalla trappola della povertà. Le politiche di cooperazione internazionale, l’aiuto pubblico allo sviluppo, sono ancora le grandi assenti di questo summit. Di questo passo l’obiettivo di eliminare la povertà estrema entro il 2030 –  così come definito dalla Nazioni Unite – difficilmente potrà essere raggiunto.

G7: niente di concreto per la lotta alla povertà

Pochi passi avanti sul clima e nessun impegno concreto per la lotta alla povertà

Flashmob di Oxfam al G7

Flashmob di Oxfam al G7 per accendere i riflettori sui milioni di persone che nel mondo vivono in condizioni di estrema povertà

Apri le orecchie! Un appello ai leader del G7

Al G7 a Taormina chiediamo di non ignorare i problemi che colpiscono l’umanità e il pianeta e di agire concretamente per cambiare le cose

Apri le orecchie! Un appello ai leader del G7

Il 26 e il 27 maggio prossimi i capi di Stato e di Governo dei Paesi appartenenti al G7 (Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Giappone), insieme all’Unione Europea, si riuniranno a Taormina sotto la Presidenza italiana: la Coalizione Italiana contro la Povertà chiede loro di non ignorare i problemi che colpiscono l’umanità e il pianeta e di agire concretamente per cambiare le cose.

Perché l’appello della Coalizione Italiana contro la Povertà

Quasi 800 milioni di persone al mondo che soffrono ancora la fame; 400 milioni che non hanno accesso alle cure mediche di base; 263 milioni di bambini, giovani e adolescenti che non possono andare a scuola; gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici; la discriminazione e la violenza subita dalle donne, le migrazioni e i 65 milioni di uomini, donne, bambini e bambine in fuga da guerre, violenza, fame e povertà. Non c’è più tempo: serve maggiore coraggio e determinazione per adottare una risposta globale.

Qual è l’obiettivo della campagna

La campagna ha l’obiettivo di sensibilizzare, coinvolgere e mobilitare l’opinione pubblica italiana su 7 temi ritenuti prioritari dalla Coalizione:

  • fame
  • salute
  • educazione
  • clima
  • donne
  • migrazioni
  • sviluppo

Vogliamo attivare una mobilitazione di massa online e offline che possa fare pressione sulle istituzioni, richiamandole alla loro responsabilità pubblica.

Cosa puoi fare tu

  • Vai sul sito www.gcapitalia.it
  • Visita la pagina Facebook: facebook.com/gcap.italia
  • Segui li profilo @GCAPItalia globale su Twitter
  • Aderisci e condividi i messaggi sui profili social: registra un video in cui urli lo slogan che ti sta più a cuore: tutti i video saranno contemporaneamente pubblicati a maggio in un flashmob online.
  • Nella settimana che precede il Summit, posta sui tuoi profili social una foto buffa nella quale indossi un paio di orecchie.

La campagna G7 APRI LE ORECCHIE! si sviluppa in aprile e maggio in avvicinamento al Vertice di Taormina e avrà i suoi momenti di maggiore visibilità in occasione degli appuntamenti ufficiali della Presidenza italiana, che rappresentano un’ottima occasione per fare appello alle istituzioni. È possibile seguire la campagna online tramite gli hashtag #G7 e #aprileorecchie.

G7: niente di concreto per la lotta alla povertà

 

Flashmob di Oxfam al G7

“POCHI PASSI AVANTI SUL CLIMA E ANCORA NESSUN IMPEGNO CONCRETO PER LA LOTTA ALLA POVERTA’”


Pochi passi avanti nell’adozione di politiche efficaci per la lotta ai cambiamenti climatici e nessuna correzione di rotta per invertire il trend che ha visto negli ultimi anni una crescita esponenziale della disuguaglianza economica nel mondo. Questo in sintesi quanto emerge, secondo Oxfam, dalle conclusioni del G7 dei capi di stato che si è appena chiuso in Germania.


I leader del G7 hanno riconosciuto la necessità di eliminazione progressiva dell’impiego di combustibili fossili. – afferma Roberto Barbieri, Direttore Generale di Oxfam Italia – Un passo in avanti, sebbene risultino ancora inadeguati o non chiari gli obiettivi di riduzione delle emissioni che i vari Stati stanno assumendo in vista dell’importante conferenza sul cambiamento climatico del prossimo dicembre a Parigi. I Capi di Stato e di Governo presenti al summit hanno imboccato la giusta strada, ma adesso occorre passare il prima possibile dalle parole ai fatti. In questo quadro diviene perciò prioritario, mantenere la promessa relativa allo stanziamento di 100 miliardi di dollari entro il 2020, per far fronte al cambiamento climatico nei paesi via di sviluppo, che rappresenta un punto fondamentale per il successo dei negoziati in vista dell’accordo sul clima a Parigi”.

 


E se sono ancora molto deboli i progressi fatti nella lotta ai cambiamenti climatici, secondo Oxfam è preoccupante il pressoché totale disinteresse dei leader presenti al summit per le politiche di riduzione della povertà globale.
I leader del G7 – aggiunge Barbieri – non hanno indicato alcun piano concreto per il miglioramento delle condizioni di vita di un miliardo di persone che nel mondo vivono in condizioni di estrema povertà. Le iniziative messe in campo, per la maggior parte senza che sia stato associato alcun impegno finanziario, appaiono infatti inadeguate a sostenere le enormi sfide che devono essere affrontate sulla lotta alla fame, alla disuguaglianza economica e alle epidemie che colpiscono il Sud del mondo”.


Esemplificativo il riferimento al proposito di voler liberare 500 milioni di persone dall’ingiustizia della fame, obiettivo in sé molto positivo che però manca di chiare indicazioni su come e con quali risorse possa essere raggiunto. Anche in relazione al tema salute è positivo che il G7 abbia voluto trarre insegnamento dall’emergenza Ebola che ha colpito l’Africa occidentale. Tuttavia, ai leader del G7 il mondo chiede di mettere a fuoco obiettivi lungimiranti in grado di sostenere con adeguate risorse finanziarie il raggiungimento della copertura sanitaria universale, essenziale per dotare i Paesi poveri di sistemi e competenze sanitarie utili alla prevenzione di nuove epidemie.


In merito alla crescita economica, inoltre, non vi è stata una focalizzazione sul crescente divario nei livelli di disuguaglianza nei Paesi e tra i Paesi. Misure di contrasto all’elusione fiscale da parte di grandi aziende ed il supporto ai sistemi fiscali nei Paesi poveri sono sicuramente dei passi in avanti, ma è necessario che una riforma della governance fiscale globale non sia decisa soltanto dal club del G7. Secondo Oxfam, è necessario infatti che tutti i Paesi siedano al tavolo del negoziato, in particolare i Paesi in via di sviluppo che ogni perdono miliardi di dollari in entrate fiscali dirottate verso i paradisi fiscali.


“Per fortuna, non mancheranno nuove occasioni per i leader del G7 per compiere quei decisivi passi in avanti che non sono stati in grado di compiere durante il summit in Germania.- conclude Barbieri – Il primo appuntamento sarà già il prossimo mese con la Conferenza delle Nazioni Unite sul Finanziamento allo Sviluppo che si terrà a luglio ad Addis Abeba, a cui il Premier Renzi prenderà parte: l’auspicio è che manifesti la stessa ambizione con cui oggi a margine del G7 ha dichiarato di non voler più che l’Italia sia fanalino di coda nella cooperazione allo sviluppo. L’appuntamento di Addis Abeba può essere infatti il punto di partenza per concordare un’ambiziosa riforma del sistema fiscale globale e per mantenere le promesse assunte per l’investimento in aiuto pubblico allo sviluppo. Queste due misure aiuterebbero a sbloccare i fondi necessari a finanziare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che guideranno le politiche di cooperazione e sviluppo dei prossimi quindici anni”.

 

Flashmob di Oxfam al G7

 

Flashmob delle "big heads" al G7

 

LA GIUSTA STRADA PER LA FINE DELLA DISUGUAGLIANZA

Alla vigilia del vertice di Elmau, il flash-mob di Oxfam: Matteo Renzi, Barack Obama, Angela Merkel, David Cameron e gli altri leader del G7 nelle insolite vesti di esploratori alla ricerca della strada giusta per porre fine alla crescente disuguaglianza economica globale.

Alla vigilia del G7 dei capi di governo in programma domani e lunedì allo Schloss Elmau di Garmisch-Partenkirchen in Baviera, Oxfam accende i riflettori sulla drammatica crescita della disuguaglianza economica globale e organizza un flash mob con le famose “big heads” dei leader presenti al summit: Matteo Renzi, Barack Obama, Angela Merkel, David Cameron, Francoise Hollande, Stephen Harper e Shinzo Abe ritratti nelle insolite vesti di esploratori a cui il mondo chiede di individuare con urgenza la strada giusta per porre fine ad un trend che costringe centinaia di milioni di persone nel mondo a vivere in condizioni di estrema povertà.

Economia globale e crescita saranno infatti due dei temi centrali in discussione nella sessione di domenica mattina del summit. Oxfam chiede perciò che i leader mondiali mettano in atto tutte le misure necessarie per porre fine all’elusione fiscale delle grandi multinazionali, all’interno dei singoli Stati e in tutto il mondo, promuovendo un’equa riforma del sistema fiscale globale che permetta di combattere la povertà, frenare la disuguaglianza e ottenere una crescita economica sostenibile. Mentre l’attuale mancanza di regole chiare e definite permette alle multinazionali di prosperare, ad alcune delle aree più povere del Mondo vengono sottratte risorse vitali per il proprio sviluppo. Aree come l’Africa che, nonostante una forte crescita economica negli ultimi anni, non è riuscita a cogliere i frutti di questo straordinario sviluppo a causa dell’elusione fiscale delle grandi multinazionali. Solo nel 2010, gli investitori e le aziende con sede nei Paesi appartenenti al G7, attraverso il trade mispricing, hanno di fatto impedito che risorse per circa 6 miliardi di dollari rimanessero a disposizione dei paesi africani: si tratta di una forma di elusione fiscale che consente di alterare in maniera legale la base imponibile in alcuni paesi spostando i profitti all’interno dello stesso gruppo verso paradisi fiscali o Paesi a più bassa tassazione. Il risultato è un elusione fiscale complessiva tre volte superiore all’ammontare necessario per assicurare la copertura sanitaria universale nei Paesi colpiti dall’epidemia di Ebola, che in un anno ha causato oltre 9.600 decessi e oltre 23.700 persone contagiate tra Sierra Leone, Liberia, Guinea e Guinea Bissau.

“Se i leader del G7 vogliono seriamente sostenere la crescita economica e uno sviluppo sostenibile in Africa, devono impegnarsi a promuovere riforme ambiziose della governance fiscale globale. – afferma il direttore generale di Oxfam Italia, Roberto Barbieri – E’ perciò necessario correggere quelle pratiche che oggi permettono alle multinazionali di eludere le tasse e di alimentare una “corsa al ribasso” dei diversi governi  che offrono agevolazioni fiscali sempre più generose per attrarre aziende e investitori nei propri Paesi. E’ un sistema che non funziona, che toglie risorse a chi ne avrebbe estremo bisogno, alimentando così il circolo vizioso della disuguaglianza”.

Allo stesso tempo, i Paesi donatori, tra cui alcuni membri del G7, continuano ancora a non mantenere le promesse di investimento in aiuto pubblico allo sviluppo: molti sono ancora loro lontani dal raggiungimento dell’obiettivo dello 0,7% del PIL e dallo stanziamento delle risorse aggiuntive necessarie per contrastare il cambiamento climatico. Oxfam perciò chiede che anche in vista della Conferenza delle Nazioni Unite sul Finanziamento allo Sviluppo che si terrà ad Addis Abeba a luglio, i governi del G7  assumano degli impegni concreti per raggiungere il prima possibile questi obiettivi.