Closed Borders – le donne intrappolate sulla rotta dei Balcani

Bloccate alle porte dell’Europa, a un passo dalla Germania e dagli altri paesi del nord verso il quale sono dirette. Ora che l’attenzione dei governi europei si è spostata verso nuovi fronti e guerre, le voci di molte donne, in viaggio da sole coi loro bambini lungo la rotta balcanica, non ci raggiungono più e restano escluse alle porte di un’Europa che ha scelto di chiudere le proprie frontiere. Leggi il nostro report  Closed_Borders,  le conseguenze della chiusura delle frontiere sui flussi migratori, con un focus su donne e bambini in Serbia e Macedonia.

Con la chiusura “ufficiale” del corridoio umanitario nei Balcani Occidentali, migliaia di persone in fuga da guerre e povertà sono rimaste intrappolate in Serbia, con l’unica speranza di raggiungere l’Europa attraverso le reti dei trafficanti.
A Belgrado abbiamo incontrato molte di queste donne migranti, ospitate nei centri di accoglienza e centri diurni sostenuti da noi e dai partner in Serbia. Con loro abbiamo organizzato attività ricreative, per ricreare una sorta di normalità in una situazione di transito, ma anche per condividere paure e speranze per un futuro molto incerto.
E i racconti sono diventati lettere, indirizzate ad altre donne e sorelle, anch’esse in viaggio o in procinto di partire, per affrontare il viaggio con coraggio e fiducia. Perché indietro non c’è più un posto sicuro dove vivere, si può solo andare avanti.

Vai all’articolo Dear Sister  leggi le lettere e le testimonianze delle donne rifugiate che hanno attraversato la Serbia e la Macedonia.