Siria, triste anniversario

A sei anni dall’inizio della guerra milioni di siriani sono intrappolati nel paese o bloccati ai confini.

Cosa succede in Siria?

 

A sei anni dall’inizio della guerra milioni di siriani sono intrappolati nel paese o bloccati ai confini. In Italia Oxfam aderisce al progetto Corridoi umanitari che garantisce una via di approdo sicura a centinaia di rifugiati.

Secondo le stime Nazioni Unite

  • il conflitto ha causato 300.000 vittime ma il conteggio effettivo potrebbe essere di gran lunga superiore
  • in Siria circa 13 milioni e mezzo di uomini, donne e bambini, hanno bisogno di assistenza umanitaria e di protezione
  • 78.000 siriani bloccati al confine con la Giordania
  • centinaia di migliaia respinti alla frontiera con la Turchia
  • 640.000 in Siria, sotto l’assedio militare imposto dal governo e i suoi alleati, dai gruppi armati di opposizione e dall’ISIS.

Quasi cinque milioni di siriani che sono riusciti a scappare vivono oggi sulla propria pelle le conseguenze delle decisioni dei paesi più ricchi del mondo che si traducono per moltissimi nell’impossibilità di trovare un luogo sicuro in cui vivere.

Il 15 marzo coincide anche con l’anniversario dell’accordo UE-Turchia, esemplificativo della volontà dell’Europa a non prendersi carico delle richieste d’asilo di chi è in fuga dalla guerra.

Il nostro aiuto: i Corridoi umanitari in Italia

 

“Siamo di fronte alla più grande tragedia umanitaria dal secondo dopo guerra. Come rappresentanti della società civile non potevamo rimanere con le mani in mano. – ha detto Alessandro Bechini, direttore dei programmi in Italia – Da aprile Oxfam aderisce al progetto Corridoi umanitari, inaugurato più di un anno fa dalla Diaconia valdese e dalla Comunità di S. Egidio, che ha già portato in Italia 700 rifugiati siriani vulnerabili, attraverso una via sicura e grazie a visti umanitari previsti dal diritto internazionale. L’obiettivo è ospitarne 1.000 entro la fine del 2017 in varie città italiane e il primo gruppo di rifugiati di cui Oxfam si farà carico, sarà accolto nel Comune di Rosignano Marittimo. L’appello che rivolgiamo ai leader del mondo è di smettere la politica dei muri e di rispettare gli impegni di reinsediamento assunti nei confronti di chi fugge dalla guerra.”

L’aiuto in Siria, Libano e Giordania

 

  • Dall’inizio della crisi abbiamo aiutato oltre 2 milioni di siriani.
  • In Siria abbiamo fornito acqua pulita a più di un milione di persone attraverso camion cisterna, riparando reti idriche e pozzi e fornendo servizi igienico-sanitari.
  • Lo scorso novembre, abbiamo installato anche un generatore nella principale stazione idrica di Aleppo, Suleiman al-Halabi, appena riconquistata dalle forze governative, garantendo così acqua pulita ai 2 milioni di abitanti della città.
  • In Giordania e in Libano abbiamo sostenuto oltre 186 mila rifugiati siriani e persone vulnerabili ospitate nelle comunità locali con acqua, cibo e servizi igienici di base.
  • Nell’immenso campo profughi di Zaatari, in Giordania, coordiniamo inoltre il lavoro di potabilizzazione dell’acqua a servizio delle decine di migliaia di persone che qui hanno trovato rifugio.
Sostieni l’intervento di Oxfam a fianco di profughi siriani, attraverso la campagna #Savinglives

Appello alla conferenza donatori crisi siriana

Oltre 13 milioni di persone hanno urgente bisogno di aiuto: all’indomani di uno dei peggiori anni dall’inizio della guerra in Siria, con altre sette organizzazioni che lavorano nel paese lanciamo un appello per sostenere la risposta umanitaria.

Siria: il nostro aiuto continua

Almeno 400.000 siriani sono stati uccisi e più di 13 milioni hanno disperato bisogno di aiuto umanitario, inclusi quasi tre milioni di persone intrappolate in zone assediate e difficili da raggiungere, come Ghouta orientale. Più di 5.6 milioni di rifugiati vivono nei paesi confinanti, la maggioranza in povertà estrema.

Condanniamo fermamente i terribili attacchi di Idlib in Siria

Condanniamo fermamente i terribili attacchi di Idlib in Siria “Le immagini di bambini asfissiati dalle armi chimiche sono scioccanti e…

La campagna “You save lives” arriva a Expo

Campo profughi di Zaatari - credit Luigi Baldelli

Un weekend dedicato ai profughi del mondo.


#rendilivisibili


Oggi nel mondo 59,5 milioni di persone sono in fuga da guerre e conflitti, una popolazione quasi pari a quella italiana. Sono uomini, donne, anziani e bambini costretti a lasciarsi tutto alle spalle, a cui è necessario garantire acqua, cibo e un riparo sicuro. Feeding the Planet, Energy for Life significa anche questo: offrire accesso alle risorse fondamentali ai milioni di persone che a causa di violenza, persecuzioni e conflitti hanno perso ogni diritto a un presente e un futuro nel proprio paese.


Ecco perché in occasione di Expo Milano 2015, Commissione Europea e Oxfam, Civil Society Participant dell’Esposizione Universale, hanno deciso di presentare al pubblico del grande evento milanese You Save Lives, la campagna che si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica europea e fare il punto sul dramma dei profughi nel mondo, attraverso le storie e le testimonianze di quanti sono stati costretti ad abbandonare tutto,  a causa delle tre principali crisi umanitarie del momento in Siria, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana. Voci e storie che sono state raccolte in una piattaforma digitale (www.eusavelives.org), con l’obiettivo di restituire un volto e un nome a questo immenso esercito di invisibili.


Due giorni di eventi con la partecipazione di Christos Stylianides, Commissario europeo agli aiuti umanitari e gestione delle crisi e Winnie Byanyima, Direttrice esecutiva di Oxfam International per parlare di crisi troppo spesso “dimenticate”, dove Oxfam e Ue sono al lavoro da anni a fianco di milioni di persone che divengono inevitabilmente le prime vittime dell’insicurezza alimentare che la guerra genera. L’ONU stima che solo in Siria 12,2 milioni di persone abbiano bisogno di assistenza umanitaria, tra questi 9,8 milioni necessitano di assistenza alimentare. Lo stesso vale per circa 4,6 milioni di persone in Sud Sudan e circa 1,5 milioni in Repubblica Centrafricana, che hanno gravi difficoltà di accesso al cibo. Milioni di persone in tutto il mondo sopravvivono solo grazie al cibo e agli aiuti umanitari forniti da donatori, organizzazioni internazionali e ONG.

Sud Sudan - credit Luigi Baldelli


I cittadini dell’Unione europea sono la fonte principale degli aiuti impiegati per prestare soccorso ai rifugiati. – ha detto Christos Stylianides, Commissario europeo per gli aiuti umanitari – Promuovere la campagna “You Save Lives” significa informare i cittadini e dar loro conto di come vengono spesi i fondi che sono stati stanziati. Nel 2014 la Commissione europea ha stanziato 854 milioni di euro per aiutare le popolazioni sfollate in 33 diversi paesi. Questi fondi ci permettono di alleviare le sofferenze e ridare una speranza a coloro che hanno perso tutto”.


Oxfam lavora da sempre per aiutare le popolazioni che hanno visto la propria vita devastata da guerre e crisi umanitarie. – ha aggiunto Winnie Byanyima, Direttrice esecutiva di Oxfam International. – Oggi più che mai, è necessario puntare i riflettori sui bisogni, le speranze e i sogni di quanti sono stati costretti a lasciarsi tutto alle spalle”.


Tre gli eventi in programma:


  • L’anteprima internazionale di District Zero, un documentario che racconta la vita dei rifugiati siriani nel campo profughi di Zaatari in Giordania, attraverso i ricordi custoditi nei loro smartphone. Maamun è il protagonista di “District Zero”, il documentario prodotto da Unione Europea e Oxfam, realizzato da Arena Comunicatiòn e Txalap.art, e diretto da Jorge Fernandez Mayoral, Pablo Tosco e Pablo Iraburu, che sarà presentato il 6 settembre alle 17,00 presso l’auditorium di Cascina Triulza, dal Commissario europeo per gli aiuti umanitari Christos Stylianides, dalla Direttrice esecutiva di Oxfam International, Winnie Byanyima e dal regista Pablo Iraburu.  District Zero perché ferme a un “punto zero” sono le vite dei profughi siriani che, a più di quattro anni dallo scoppio della guerra, hanno varcato i confini per cercare un miraggio di pace e tranquillità in un paese straniero. Il documentario verrà presentato al San Sebastian International Film Festival a fine settembre.Clicca qui per vedere il trailer
  • La mostra fotografica “Rendili visibili” di Luigi Baldelli al Padiglione dell’Unione Europea fino al 13 settembre con foto scattate in Libano, Giordania, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana. Volti, e ritratti di vita quotidiana tra tende e rifugi di fortuna, per mostrare al pubblico dell’Esposizione Universale cosa significa essere un rifugiato e vivere in un’attesa che sembra non avere mai fine. Un viaggio nei Paesi dove la disperazione di uomini, donne e bambini non nasce tanto dal dover dormire in una tenda, quanto dalla consapevolezza che quella tenda per molto tempo sarà l’unica scelta possibile.
  • La street performance gli “Invisibili” della compagnia teatrale Teatribù, il gruppo d’improvvisazione protagonista dell’ultima edizione di Italia’s Got Talent, domenica 6 settembre alle 15 sul Decumano di EXPO Milano 2015 (all’ingresso di Cascina Triulza) per portare il pubblico ad immedesimarsi nella condizione di quanti sono stati costretti ad abbandonare i propri affetti più cari e adesso non riescono più ad immaginarsi presente e futuro.

Emergenza Siria: superati i 4 milioni di profughi secondo l’UNHCR

Emergenza Siria: rifugiati in un campo profughi

Oxfam: “Negli ultimi 10 mesi un nuovo profugo ogni 27 secondi, urgenti maggiori aiuti per i paesi ospitanti ormai al collasso”.


L’associazione umanitaria lancia un appello alla comunità internazionale per lo stanziamento di 8,4 miliardi di dollari per far fronte all’emergenza, investendo nella fornitura di servizi sanitari e scolastici per i rifugiati siriani


“Un destino peggiore della morte”. Ecco come alcuni dei 4 milioni di rifugiati siriani, accolti nei paesi vicini, descrivono il dramma che hanno vissuto nel veder crollare la propria casa sotto i colpi di mortaio e delle barrel bomb che stanno insanguinando la Siria da ormai oltre 4 anni. Un conflitto che solo negli ultimi 8 mesi ha costretto ogni 27 secondi un siriano a lasciarsi tutto alle spalle, abbandonando un’intera vita andata letteralmente in pezzi. Dalla fine dello scorso agosto sono stati registrati infatti oltre 3.100 nuovi profughi ogni giorno: uomini vecchi, donne e bambini che non hanno più niente. Persone in fuga da atrocità e violenza che, ad esempio, hanno portato la popolazione di Libano e Giordania e a crescere rispettivamente del 25 e del 10 per cento dal 2011.


In seguito all’annuncio odierno dell’UNHCR sul superamento della quota di 4 milioni di profughi siriani, Oxfam lancia un appello alla comunità internazionale perché si faccia fronte al più presto  ai bisogni crescenti di un “intero popolo” in fuga dal conflitto data soprattutto la pressione demografica che sta portando al collasso i paesi ospitanti.


E’ necessario che la comunità internazionale porti a 8,4 miliardi di dollari gli stanziamenti per soccorrere i profughi. – afferma il responsabile emergenze umanitarie di Oxfam Italia, Riccardo Sansone –  E’ di fatto la misura minima d’intervento per garantire l’erogazione di servizi sanitari e scolastici nei paesi vicini alla Siria, che si stanno accollando gran parte dell’accoglienza degli oltre quattro milioni di rifugiati. Un impegno inferiore significherebbe abbandonare al suo destino il popolo siriano e le comunità, spesso molto povere, che accolgono i rifugiati “.


Di fronte un quadro umanitario in continuo peggioramento denunciato da Oxfam, insieme alle organizzazioni umanitarie che sostengono la campagna #WithSyria, in occasione del quarto anniversario dall’inizio del confitto, lo scorso marzo. Una crisi che appare sempre più fuori controllo e che, solo nell’ultimo anno, ha provocato decine di migliaia di vittime. Intanto, chi non è riuscito a fuggire dalla Siria, sta rischiando la vita ogni giorno: sono sempre di più le persone che attualmente vivono in zone e città sotto assedio all’interno del paese. Sullo sfondo, tantissimi abitanti stanno rimanendo senza cibo e acqua, a causa dei gravissimi danni causati dalla guerra ad un terzo delle infrastrutture idriche, con una conseguente riduzione della fornitura d’acqua del 50% rispetto al 2011. A questo drammatico quadro generale si aggiungono i casi di abuso, rapimenti e violenza su donne e minori, che sono diventati una vera e propria arma di guerra. A causa del conflitto in corso, solo nel 2014, si sono verificati all’interno della Siria 12.000 casi documentati di gravi violazioni dei diritti umani nei confronti dei bambini, con un quarto delle scuole, oltre 4 mila, che sono state distrutte dagli attacchi o destinate ad altri scopi.


Il numero dei profughi in fuga da quella che il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha definito la peggiore crisi umanitaria dei nostri tempi, è aumentato esponenzialmente davanti ai nostri occhi. – aggiunge Sansone – La maggior parte di loro è fuggita portando con se solo vestiti che aveva indosso, mentre milioni di persone sono ancora intrappolate in zone di guerra, dal momento che i paesi vicini hanno posto restrizioni ai propri confini a causa della drammatica escalation della crisi. Dal canto suo, la comunità internazionale ha risposto con aiuti inadeguati, limitando le disponibilità per l’accoglienza dei profughi più vulnerabili e non impegnandosi in maniera decisa a portare le parti in conflitto al tavolo dei negoziati. Se vogliamo evitare che altri milioni di siriani siano costretti ad abbandonare la propria casa, restituendo la speranza ad un’intera generazione di giovani siriani, tutto questo deve cambiare adesso”.


Il lavoro di Oxfam Italia per le vittime della crisi siriana
Dall’inizio della crisi siriana, Oxfam ha prestato soccorso fino ad oggi a oltre 1.3 milioni di persone. Solo nell’ultimo anno tra i territori della Giordania e del Libano, i paesi che stanno accogliendo il maggior numero di rifugiati siriani, sono state raggiunte circa 500.000 persone fornendo loro acqua pulita, buoni spesa, contributi per l’affitto e forniture di generi di conforto utili per il freddo come coperte e stufe o kit igienici in estate. Sono state inoltre costruite docce e bagni nei campi profughi, negli insediamenti informali, nel deserto lungo le via di fuga ed infine riparati o costruiti nuovi servizi igienici nelle zone delle città dove i rifugiati hanno trovato alloggio. L’azione di Oxfam si è inoltre spinta all’interno del territorio siriano, dove un milione di persone hanno avuto accesso all’acqua grazie agli interventi svolti ed in corso di riparazione degli acquedotti e di pozzi e ripristino del sistema idrico. Oxfam inoltre fa pressione perché si arrivi al cessate il fuoco, perché vi sia la possibilità di ingresso in sicurezza di operatori umanitari sul territorio siriano e il blocco delle forniture di armi verso le parti in conflitto.

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District Zero, il documentario sui rifugiati siriani

"District Zero" il documentario

Giornata Mondiale del Rifugiato


District Zero
documentario prodotto da Commissione europea e Oxfam


Una storia struggente tra i rifugiati siriani, intrappolati nel secondo campo profughi del mondo, raccontata dai loro cellulari nel nuovo documentario prodotto per la campagna “You save lives”.

Presentazione del trailer per la Giornata mondiale del rifugiato

Partecipazione straordinaria dell’attrice Margherita Buy, ambasciatrice di Oxfam Italia, che ha regalato la sua voce per la parte introduttiva della versione italiana del documentario.


Rifugio. Da piccola era un posto magico, protetto, magari su un albero o su una soffitta, dovunque ma sempre al sicuro. Così pensavo ma nel vedere le immagini e conoscere le storie di chi è rifugiato tutto cambia e il significato si inverte. La parola “rifugio” diventa spaventosa e il rifugiato è un uomo che si è perso e non sa più chi è”.
Margherita Buy


Vite sospese e intrappolate in “un punto zero” a causa della guerra siriana. La peggiore emergenza umanitaria degli ultimi tempi, che in oltre quattro anni di guerra ha generato quasi 4 milioni di profughi, e oltre 7.6 milioni di sfollati interni, raccontata attraverso la struggente storia in presa diretta di Maamun Al-Wadi, rifugiato siriano che inizia una nuova vita nel campo profughi di Zaatari, in Giordania, riparando telefonini e aiutando gli amici a stampare foto dei bei tempi andati. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno, Oxfam e ECHO, la Direzione per gli Aiuti Umanitari della Commissione Europea presentano il trailer del nuovo documentario District Zero, come parte della campagna “You save lives”. Partecipazione straordinaria dell’attrice Margherita Buy che ha regalato la sua voce per la parte introduttiva della versione italiana del documentario, che sarà presentato in anteprima assoluta al pubblico a settembre ad Expo Milano 2015.


Il documentario
Maamun è uno degli oltre 59,5 milioni di rifugiati e sfollati presenti oggi nel mondo e gestisce un piccolo negozio di telefonini a Zaatari, il secondo campo profughi più grande del pianeta: ripara telefoni, ricarica batterie e ripristina gli unici collegamenti che i vicini del campo hanno ancora con la Siria. Nel campo profughi sono in molti a frequentare il suo negozio, e grazie alle loro schede di memoria scopriamo com’era la loro vita in Siria un tempo: felicità, routine, vita familiare, ma anche guerra, distruzione, conflitti e terrore. Uno dei momenti più toccanti del documentario è quando Maamun decide di acquistare una stampante, perché i rifugiati del campo possano dare vita ai loro momenti felici attraverso le fotografie.  Il titolo del documentario girato a Zaatari nel marzo 2015, evoca l’idea delle vite dei profughi ferme a un “punto zero” a causa della guerra. District Zero sarà presentato in una serie di festival, in Italia e Europa nei prossimi mesi.


La campagna You save lives
District Zero è prodotto nella cornice della campagna You Save Lives, lanciata da Oxfam e Commissione Europea per dare un volto e rendere visibili i 59,5 milioni di rifugiati e sfollati presenti oggi nel mondo, a partire dalle tre peggiori crisi del momento: in Siria, dove da quando la guerra civile è iniziata oltre 4 anni fa, si contano 11,4 milioni di profughi, vale a dire metà della popolazione del paese; in Sud Sudan, uno dei paesi più poveri del mondo, dove in poco più di un anno di conflitto, siamo già a 2 milioni; e in Repubblica Centrafricana dove la guerra ne ha provocati 860.000, con metà della popolazione, 2,7 milioni di persone, dipendente dagli aiuti alimentari, ed tasso di malnutrizione nei bambini sotto 5 anni pari al 40%, uno dei più alti al Mondo.
La campagna è sostenuta da una piattaforma digitale che raccoglie le storie e le testimonianze di chi ha dovuto partire dalla propria terra alla disperata ricerca di un rifugio: donne, uomini, vecchi e bambini costretti a salvarsi la vita nella disperazione della fuga, privi di ripari, coperte, vestiti, cibo e acqua, come di sicurezza e protezione, di lavoro, istruzione e denaro per sopravvivere. Tutti senza un presente e a maggior ragione senza un futuro.


Oxfam e la Commissione Europea hanno realizzato il documentario Disctrct Zero per mettere in luce la situazione dei rifugiati siriani e di tutto il mondo, e per aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica sull’importanza vitale che gli aiuti umanitari hanno nelle vite di decine di milioni di persone.