Uomini e donne, fra 170 anni guadagneranno la stessa cifra

Giornata internazionale della donna. Nel mondo, la mancanza di indipendenza economica lascia le donne esposte alla discriminazione e alla violenza. Donne che hanno l'onere di sfamare la famiglia ma che sono le prime a non avere accesso a reddito, risorse e mezzi per guadagnarsi da vivere. Siamo al loro fianco, ieri, oggi e sempre. Perché combattere la disuguaglianza, investire sulle donne, promuoverne i diritti è la condizione indispensabile per vincere povertà e fame. E perché vi sia giustizia.

8 marzo: c’è ben poco da festeggiare, in un mondo dove la disuguaglianza tra i sessi è in crescita.

 

Retribuzione salariale, accesso al mercato del lavoro e ai fattori produttivi: la disuguaglianza tra uomini e donne è in continuo aumento. La differenza media nella retribuzione è a oggi del 23% a livello globale, e la disparità di salario e di opportunità di accesso al mercato del lavoro è ancora più significativa nei paesi più poveri. Qui costa infatti fino a 9mila miliardi dollari all’anno di mancate risorse, risorse che potrebbero permettere l’uscita dalla povertà estrema di una fetta sempre maggiore di quei 795 milioni di persone che ancora oggi soffrono la fame.

Questo e altri dati sono contenuti nel rapporto “Un’economia che funziona per le donne” che presentiamo oggi in occasione della Giornata internazionale della donna.

Un altro esempio? La quota di lavoro non retribuito (soprattutto di cura delle persone) che a seconda dei diversi paesi viene svolto da 2 a 10 volte in più dalle donne rispetto agli uomini. Il settore è in grado di generare un valore economico complessivo di circa 10 mila miliardi di dollari all’anno, ossia più del Pil di Giappone, Brasile e India messi insieme. Un’enormità di risorse che potrebbero non solo garantire un reddito dignitoso a milioni di famiglie nei paesi in via di sviluppo, ma anche migliori servizi pubblici essenziali come istruzione e sanità.

Sconfiggere la disuguaglianza e investire sulle donne è quindi la chiave per vincere povertà e fame. E’ per questo che abbiamo lanciato la campagna di raccolta fondi SFIDO LA FAME, grazie alla quale fino al 31 marzo sarà possibile donare un aiuto (di 2, 5 o 10 euro) con un sms solidale o chiamata da telefono fisso al 45528 per permetterci di sostenere le donne e le loro comunità in due paesi particolarmente vulnerabili, quali Sudan e Senegal.