Tsunami in Indonesia

INDONESIA: oltre 200 le vittime. È di nuovo lotta contro il tempo.Oxfam è al lavoro in queste ore in una corsa contro il tempo per soccorrere la popolazione colpita dal devastante tsunami che si è abbattuto sullo stretto della Sonda tra Giava e Sumatra in Indonesia il 22 dicembre scorso, causando oltre 370 vittime e più di 1500 feriti.

Stando agli ultimi dati, anche se la tragica conta delle vittime continua a crescere ora dopo ora.

Le comunità che vivono sulla costa dello Stretto hanno subito gli effetti più devastanti dello tsunami, causato dalle frane sottomarine seguite a un’eruzione ad Anak Krakatau. Mentre sale l’allarme per la possibilità di un nuovo Tsunami.

Portiamo beni di prima necessità

Oxfam, che ha già soccorso dallo scorso ottobre 100 mila persone nell’isola di Sulawesi, è in queste ore sul terreno per portare agli sfollati, beni di prima necessità, soprattutto cibo, kit igienico-sanitari, acqua pulita e latrine, e valutare i danni complessivi in accordo con le autorità indonesiane.

In questo momento l’aiuto di ciascuno può fare la differenza.

Emergenza Indonesia

Emergenza IndonesiaVenerdì 28 settembre un potente terremoto di magnitudo 7,4 ha innescato uno tsunami devastante sull’isola di Sulawesi, in Indonesia.

Sono oltre 1200 le vittime già accertate e oltre 2 milioni le persone che subiranno le conseguenze della doppia catastrofe in un’area che comprende Palu, le province di Donggala, Sigi e Parigi Mountog, dove le coltivazioni, da cui dipende buona parte dell’economia locale, sono rimaste completamente distrutte.

Centinaia di migliaia di persone, sparse in una regione molto vasta, hanno bisogno di aiuto immediato.

 

L’intervento di Oxfam in Indonesia

Nei prossimi due giorni porteremo nelle zone maggiormente colpite 7 depuratori portatili in grado di garantire alla popolazione 300 litri di acqua pulita al giorno ciascuno e installare i servizi igienici necessari a più di 500.000 persone.

I danni sono davvero ingenti e il timore è che molte persone siano ancora intrappolate sotto le macerie degli edifici crollati, degli hotel, dei supermercati distrutti dall’impatto di uno dei peggiori cataclismi degli ultimi anni nell’area. Mentre le ricerche dei sopravvissuti continuano senza sosta, le scosse di assestamento generano paura, impedendo a migliaia di persone di fare ritorno a casa.