Thailla, Brasile

La storia di Thailla che lotta contro la disuguaglianza

Nel 2015 ha manifestato contro il piano del governo di chiudere 94 scuole nella zona, inclusa la sua, che avrebbe costretto gli studenti a recarsi molto lontano da casa. Durante l’occupazione ha partecipato alle lezioni aperte e negoziato con le autorità. Dopo aver occupato 200 scuole, gli studenti sono riusciti a impedire il progetto.

Thailla studia ora per l’esame di ammissione alla Facoltà di Psicologia, e continua a lottare per il diritto all’istruzione di qualità per tutti.

L’istruzione è la base del cambiamento. Posso reclamare i diritti che mi sono stati negati perché so di cosa sto parlando. Ora stiamo lottando contro un emendamento costituzionale che vuole tagliare fondi destinati all’istruzione. Una cosa a cui non riesco a pensare, soprattutto perché viene dal governo. La scuola rappresenta il primo luogo dove imparare che siamo diversi, e rispettarci. E’ il primo passo verso la società.  Non pensavo questo prima di unirmi al movimento studentesco. Le mie aspettative erano finire il liceo, trovare un lavoro, una casa, essere libera. Poi ho capito che ho un ruolo importante nel mondo perché sono giovane e forte, e questo mi ha cambiata.

“Gli edifici scolastici sono fatiscenti. Nella mia scuola alcuni soffitti crollavano, e non c’erano abbastanza banchi. Nelle scuole private però è tutto diverso. Ma per il governo non solo non abbiamo diritto a buone scuole, ma siamo costretti ad andare nelle università private, perché in quelle pubbliche è quasi impossibile entrare. Io ci sto provando, perché non posso pensare che sia così. Voglio superare gli stereotipi, che quelli siano posti che non ci appartengono. E se posso farcela io, anche altri penseranno di potercela fare.

L’ingiustizia inizia quando si pagano più tasse e si ricevono meno servizi, o di minore qualità. Paghiamo molto, ma non abbiamo una buona copertura sanitaria, istruzione, cultura. Il governo vuole tagliare i servizi, ma non ci dà nulla in cambio. Dicono: questo per voi è abbastanza, e fine. Viviamo in un mondo diseguale. Il movimento studentesco mi ha insegnato che posso chiedere quello che mi spetta di diritto. Siamo riusciti a far rinnovare alcune scuole, ci hanno ascoltati come cittadini interessati a quello che è nostro. Stiamo lottando ancora contro i tagli alle spese su istruzione e salute: non li consideriamo spese, ma investimenti. E’ proprio perché siamo giovani che dobbiamo cambiare e fare la differenza. E prendere parte alle decisioni che riguardano il nostro futuro è estremamente importante per noi.”

Questa storia per provarti che la disuguaglianza può essere sconfitta. Servono molte, moltissime Thaila e serve che abbiano al loro fianco governi e istituzioni che mettano al centro l’interesse delle donne.

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Progetto WEMIN

Il progetto mira a sviluppare e realizzare un modello innovativo di integrazione per donne migranti e rifugiate di tutte le età nelle comunità coinvolte.

Le condizioni di disparità per le donne nel mondo del lavoro

Ancora oggi in Europa le donne sono pagate meno degli uomini, più esposte a lavori precari, in ruoli che non tengono conto delle loro reali qualifiche di studio o capacità professionali

Giornata internazionale della donna

Giornata internazionale della donna. Un esempio del nostro lavoro per promuovere la parità tra i sessi: la storia di Pauline e Opheus.

Eaetemad Rafallah Abdallah, Egitto.

La storia di Eaetemad-Rafallah che lotta contro la disuguaglianza

Nel 2004, ha avuto l’opportunità di partecipare ad un corso di formazione sull’artigianato. La formazione le ha permesso di capire l’importanza di migliorare la filiera della lana (una delle poche risorse relativamente disponibili) attraverso tecniche e attrezzature più moderne, ma al tempo stesso mantenendo e valorizzando la cultura e le tradizioni locali.
È presto diventata a sua volta una formatrice nella sua comunità, dove ha contribuito a far capire l’importanza della valorizzazione della cultura beduina, e delle poche risorse disponibili nel deserto, come ad esempio i coloranti naturali, come la curcuma, contribuendo così all’emancipazione femminile nella sua comunità.

Uno dei principali ostacoli che le donne affrontano quando intendono migliorare le proprie conoscenze e avviare iniziative economiche, è legato alle tradizioni locali, che tendono a mantenere le donne sotto il controllo patriarcale.
 
Eaetemad, con la sua forte volontà, l’intelligenza, il coraggio e la motivazione, è riuscita a convincere molti uomini sull’importanza, per le famiglie e la comunità, di permettere alle donne di condurre le attività economiche, e di dare loro maggiore libertà nella gestione del tempo e dei soldi.
Eaetemad ha contribuito a un cambiamento culturale rilevante che ha avuto un impatto positivo sulle condizioni delle donne nella sua comunità, di cui è una leader riconosciuta.

Progetto WEMIN

Il progetto mira a sviluppare e realizzare un modello innovativo di integrazione per donne migranti e rifugiate di tutte le età nelle comunità coinvolte.

Le condizioni di disparità per le donne nel mondo del lavoro

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Giornata internazionale della donna

Giornata internazionale della donna. Un esempio del nostro lavoro per promuovere la parità tra i sessi: la storia di Pauline e Opheus.

Laureen Karayi, Uganda.

La storia di Laureen che lotta contro la disuguaglianza

Laureen Karayi, è un avvocato che è riuscita a portare il tema del lavoro femminile non retribuito nel dibattito politico nazionale.
Attraverso la rete UWONET (rete delle donne ugandesi) ha contribuito alla crescita del movimento femminile ugandese, coinvolgendo donne parlamentari e diversi uomini nel dialogo sul lavoro non retribuito.

Ha organizzato una marcia di donne per sollecitare l’attenzione del Ministero riguardo il tema dell’accesso all’acqua.
La raccolta dell’acqua, infatti, obbliga tradizionalmente donne e ragazze a lunghe camminate in ambienti difficili.
Grazie al suo lavoro, il Governo ha riservato due posti su cinque alle donne all’interno dei comitati di gestione idrica e l’istituto ugandese di statistica ha iniziato a contabilizzare il lavoro femminile non retribuito.

Progetto WEMIN

Il progetto mira a sviluppare e realizzare un modello innovativo di integrazione per donne migranti e rifugiate di tutte le età nelle comunità coinvolte.

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Giornata internazionale della donna

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Madeleine, Striscia di Gaza.

La storia di Madeleine che lotta contro la disuguaglianza

Madeleine è l’unica donna pescatrice nella striscia di Gaza. Il suo coraggio nel lavorare in un settore tradizionalmente maschile, ha attirato l’attenzione globale su una attività tradizionale, fondamentale per la sussistenza di centinaia di famiglie, in crisi a causa del blocco di Israele, e per la situazione generale che sta vivendo la striscia di Gaza.

Il suo è un “caso esemplare di adattamento a una situazione difficile, spingendosi con coraggio oltre i limiti imposti dalla società e dall’economia”.

Progetto WEMIN

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Giornata internazionale della donna

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Aida, un premio per promuovere l’impegno per le donne in Bosnia

La storia di Aida che lotta contro la disuguaglianza

Aida Zubčević è la presidente dell’Associazione Business Women in Bosnia ed Erzegovina, nata nel 2013 e che oggi è formata da 300 donne.

L’associazione sta contribuendo alla creazione di una società civile forte e unita, che unisca donne urbane e rurali contro le pratiche discriminatorie e sensibilizzare le donne a esigere i loro diritti economici.

In occasione della Giornata Internazionale della donna, l’8 marzo scorso, Aida è stata selezionata, insieme con altre quattro donne, quale vincitrice del Women’s Economic Empowerment Leadership Awards 2017 di Oxfam.

Il premio viene conferito agli operatori di Oxfam, ai partner e alle organizzazioni comunitarie che hanno contribuito straordinariamente a promuovere l’empowerment femminile nel mondo.

Aida ha cambiato le norme sociali tradizionali e ha stabilito rapporti con donne nel Parlamento e nei Consigli locali, contribuendo così a dare uno status sociale alle donne in cui sia riconosciuto il loro ruolo a favore dello sviluppo comunitario.
Ha vinto, inoltre, il premio “Flower of success”, che viene assegnato a livello regionale alle donne simbolo.

L’associazione di Aida è partner di Oxfam nell’ambito del progetto “FAI – Filiere agricole inclusive per uno sviluppo sostenibile dei territori rurali in Bosnia Erzegovina e Albania”, finanziato dal Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo.

Iniziato nell’aprile 2015, il progetto è realizzato in due paesi, la Bosnia Erzegovina e l’Albania, tra i più poveri dell’area europea. Il progetto si prefigge due obiettivi principali:

  • promuovere lo sviluppo di filiere agricole inclusive come strumento di lotta alla povertà, attraverso il lavoro diretto con quattro realtà cooperative locali già attive ma che necessitano sostegno per il rafforzamento delle capacità organizzative, produttive e di commercializzazione dei loro prodotti agricoli;
  • rafforzare le capacità degli attori locali quali agenti di cambiamento per promuovere uno sviluppo territoriale sostenibile e più inclusivo rispetto alle fasce più vulnerabili e maggiormente capace di garantire uguaglianza di genere.

Progetto WEMIN

Il progetto mira a sviluppare e realizzare un modello innovativo di integrazione per donne migranti e rifugiate di tutte le età nelle comunità coinvolte.

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