Immigrazione: fortezza Europa schiaccia i più deboli

Alla vigilia del Consiglio europeo in programma a Bruxelles il 20 e 21 ottobre, abbiamo lanciato un appello attraverso il rapporto Fortezza Europa, l’inadeguatezza della risposta europea alla crisi migratoria. Un documento che rende conto delle condizioni di vita degradanti a cui sono costrette migliaia di uomini, donne e bambini, a cui oggi è negata anche la sola speranza di un futuro libero dalla paura.

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La risposta dell’Unione europea all’arrivo dei migranti sul proprio territorio sta provocando troppe sofferenze inutili alle migliaia di persone bloccate lungo la rotta balcanica o in fuga attraverso il Mediterraneo alla ricerca di un rifugio sicuro. Per questo motivo è prioritario che i leader europei cambino radicalmente il loro approccio alla gestione di questo fenomeno, sostituendo l’attuale modello incentrato sulla difesa della Fortezza Europa con una politica basata prima di tutto sul rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani. Per questo è importante sostenere la nostra campagna Stand as one a fianco di chi fugge da guerra e violenza, DONA QUI

Vogliamo denunciare le condizioni di sfruttamento a cui sono esposti migliaia di persone lungo la “rotta balcanica”: oltre 5 mila persone bloccate in Serbia, viaggi moltiplicati attraverso “rotte illegali” e i casi di abusi sulle donne da parte dei trafficanti.

Elisa Bacciotti, direttrice delle nostre campagne, afferma: “La chiusura dei confini europei di fronte alle migliaia di persone in fuga da guerre e persecuzioni, le costringe a percorrere le rotte più pericolose e spesso a cadere nelle mani dei trafficanti di esseri umani. L’Europa deve intervenire al più presto non solo per garantire vie sicure e legali, ma anche per costruire un sistema di asilo degno di questo nome”.

Con i nostri partner abbiamo raccolto sul campo testimonianze di abusi subiti dalle donne costrette a prostituirsi per sopravvivere o per ottenere riparo, cibo o la prosecuzione del viaggio. Una ragazza diciassettenne arrivata dalla Siria ha descritto così il trattamento riservato alle donne che viaggiavano con lei: “In Macedonia, abbiamo provato a entrare in contatto con dei trafficanti, ma non avevamo abbastanza denaro. Allora hanno proposto di portarci in Serbia in cambio di sesso con le donne del nostro gruppo. Eravamo terrorizzate, perché erano armati”.

balcan-route-3Le procedure d’asilo e di ricongiungimento familiare in Grecia sono spesso inefficienti e molto lente. Sono migliaia i richiedenti asilo che, senza indicazioni chiare sui passaggi da seguire, attendono per mesi di ricevere risposte riguardanti il loro status legale, trovandosi spesso costretti a sopravvivere in condizioni terribili. L’assistenza legale è pressoché inesistente, i ricongiungimenti familiari spesso impossibili anche se si hanno effettivamente parenti in altri paesi europei. Nei campi sempre più spesso scoppiano tensioni tra migranti bloccati a tempo indeterminato, che perdono la speranza di veder migliorare le proprie condizioni.  Da qui la necessità di intervenire quanto prima per garantire ai 60.000 profughi presenti nel paese (secondo le stime) assistenza sanitaria, istruzione per i minori e sostegno psicologico soprattutto verso le donne, più a rischio di violenze e abusi.

In Italia: 28 minori al giorno scompaiono dal sistema di accoglienza

Sono già 19.429 i bambini e i ragazzi non accompagnati arrivati in Europa attraverso l’Italia quest’anno, contro i 12.360 arrivati nel 2015. Un significativo aumento che trova però il sistema di accoglienza italiano inadeguato a rispondere ai loro bisogni, anche i più essenziali, e rispettare i loro diritti. Solo nei primi sei mesi del 2016, 5.222 minori non accompagnati sono stati dichiarati “scomparsi” dai centri di accoglienza: ragazzi che diventano così invisibili e conseguentemente ancor più vulnerabili a fenomeni di abuso, violenza e sfruttamento.

Attraverso gli accordi che si sono succeduti negli ultimi mesi (Conferenza de La Valletta che ha dato vita all’EU Trust Fund for Africa, accordo UE-Turchia, Partnership Framework, accordo UE-Afghanistan) è evidente che, con la promessa di stanziamenti di fondi, l’UE sta esternalizzando il controllo dei propri confini, di fatto attuando una politica estera il cui solo obiettivo è porre un freno ai flussi migratori e procedere con i rimpatri.

Per quanto riguarda le dinamiche interne all’Unione, la procedura di ricollocamento (relocation), messa a punto ufficialmente per condividere la responsabilità dell’accoglienza e alleggerire il peso dei paesi frontalieri, non è mai realmente partita. A settembre di quest’anno soltanto una minima parte dei ricollocamenti promessi sono stati attuati: su un totale di 66.400 persone da ricollocare, soltanto 4.455 persone dalla Grecia e 1.196 dall’Italia sono state trasferite verso altri paesi europei.

Per questo è importante il tuo aiuto,  sostieni la risposta di Oxfam a fianco di chi fugge da guerra e violenza, DONA ORA

 

Il nostro lavoro a fianco dei richiedenti asilo in Italia

Richiedenti asilo a Lampedusa

La situazione a cui siamo di fronte, che spinge migliaia di disperati a lasciare le proprie case e i propri affetti in cerca di un futuro e di speranza non è solo un “problema europeo”, ma è conseguenza di una vera e propria tragedia umanitaria che coinvolge più paesi e più zone del mondo. Le persone che continuano a sbarcare sulle nostre coste o che percorrono la rotta balcanica sono le stesse che Oxfam aiuta intervenendo in Siria, in Libano come in Sud Sudan. Persone che hanno bisogno del nostro aiuto. Ovunque si trovino.

La nostra risposta non si concentra unicamente nel provvedere ai bisogni essenziali delle vittime, ma ha l’obiettivo di garantire quei cambiamenti strutturali che permettano di risolvere alla radice le cause delle crisi.

I programmi in Italia

Oxfam provvede a garantire assistenza e alloggio direttamente a richiedenti asilo e rifugiati in Toscana dal 2011, quando il Governo Italiano ha dichiarato lo stato di emergenza a causa di massicci afflussi di persone provenienti dai Paesi del Nord Africa a seguito di una serie di manifestazioni e proteste. Fin dall’inizio della sua attività, Oxfam ha lavorato con circa 450 persone, provenienti da vari paesi.
La maggior parte di loro sono uomini. Nel corso degli ultimi mesi, Oxfam Italia ha iniziato ad accogliere, in unità indipendenti, anche donne che viaggiano sole e minori non accompagnati.
A settembre 2015, ospitiamo 142 richiedenti asilo di varie nazionalità.
Le strutture Oxfam, che rientrano nel quadro nazionale dei “Centri di Accoglienza Straordinaria” (CAS) finanziati dal Ministero degli Interni tramite le Prefetture territoriali, si trovano in Toscana (Arezzo, Firenze, San Casciano, Vicchio). I richiedenti asilo sono alloggiati in appartamenti (2/4/6 persone) e in un edificio più grande (un ex hotel), che ospita 35 persone in camere doppie.

Oxfam garantisce servizi di prima accoglienza (Ricevimento delle persone al punto di incontro – generalmente caselli autostradali dove i richiedenti asilo sono condotti dai rappresentanti delle forze dell’ordine subito dopo averli intercettati ai punti di sbarco, fornitura di cibo, vestiti, scarpe, kit per l’igiene personale, condivisione delle regole abitative, raccolta dati anagrafici); supporto amministrativo (inoltro della domanda di asilo, registrazione al servizio sanitario nazionale); supporto legale (Preparazione del colloquio con la Commissione del Ministero dell’Interno, raccolta di informazioni rilevanti al fine di chiedere la protezione internazionale); corsi di lingua; orientamento ai servizi sociali – sanitari; formazione professionale in casi specifici; attività di integrazione e dialogo con le comunità di accoglienza; attività per il tempo libero; volontariato.

Dal 1 settembre Oxfam lavora sulle coste della Sicilia orientale in collaborazione con partner e organizzazioni locali selezionati, per rafforzare le loro capacità di risposta all’emergenza e potenziare le attività in corso. Il programma finanziato ha due obiettivi principali:
– Fornire assistenza legale e psicologica ai richiedenti asilo ospitati nei CAS
– Ampliare un’esperienza innovativa – già sperimentata in Toscana nelle scuole – di tutoraggio dei minori non accompagnati ospitati in centri per minori, per dar loro assistenza legale nella richiesta di asilo e un riferimento psicologico.

Oxfam fa inoltre pressione sui responsabili delle istituzioni e ai Ministri Europei di agire per salvare le vite, condividendo questa responsabilità su basi eque tra tutti gli stati membri, dimostrando la stessa solidarietà che i cittadini italiani ed europei stanno dimostrando non solo in queste ultime settimane.

COSA POTREMMO FARE CON MAGGIORI FONDI A DISPOSIZIONE?

C’è assoluto bisogno di incrementare le attività di accoglienza e integrazione a livello regionale e nazionale, per rispondere alle esigenze e ai bisogni dei richiedenti asilo e allo stesso tempo della comunità ospitante nei confronti di futuri nuovi cittadini, affiancando ad esempio servizi di assistenza psicologica dedicata o specifica per certe categorie. In particolare, in Sicilia maggiori fondi permetterebbero di ampliare l’assistenza nei CAS, fornendo assistenza sanitaria e psicologica attraverso partner specializzati; essere presenti nei porti di sbarco (come Lampedusa) per fare distribuzione di coperte, kit igienici, vestiti e materiale di prima necessità; rispondere ai bisogni primari di coloro i quali chiedono asilo già dall’azione di salvataggio in mare.

L’appello lanciato da Winnie Byanyima, direttrice esecutiva di Oxfam International (La Stampa):

“Alla fine del 2014, secondo l’Onu, 59,9 milioni di persone sono fuggite dalle loro case, il più alto numero dalla Seconda Guerra Mondiale. Lavorando in 9 dei 10 Paesi dai quali i profughi provengono, Oxfam conosce i loro punti di partenza e di arrivo, ne segue le rotte. Ci rende testimoni diretti di queste terribili tragedie umane che ogni giorno spingono le persone all’esilio. La priorità delle politiche migratorie in UE deve essere quella di salvare e proteggere vite umane, non importa da dove arrivino e perché. Crediamo che l’Europa debba assicurare i bisogni umanitari e il rispetto dei diritti dei rifugiati, come quelli di tutti i migranti. Ora c’è bisogno di solidarietà e per questo rivolgiamo un appello alle società civili di tutto il mondo, affinché sia restituita umanità e dignità ai migranti. Dobbiamo condividere le loro storie, promuovere campagne, rimanere saldi nella convinzione che il valore e la difesa della vita umana vengono prima di tutto”.


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OXFAM NEWS la sezione del nostro sito costantemente aggiornata sull’argomento, che ospita i contributi di UMBERTO DE GIOVANNANGELI


I LUOGHI COMUNI DA SFATARE QUANDO PARLIAMO DI IMMIGRAZIONE – di UMBERTO DE GIOVANNANGELI esperto di temi internazionali, consulente Oxfam


Interviste ai richiedenti asilo ospitati in Toscana – Demba

Video con testimonianze di alcuni dei richiedenti asilo in Italia e all’estero

Un colpo al cuore dell’Europa

Basta tragedie nel Mediterraneo

La foto del bambino tragicamente morto sulla spiaggia della Turchia, fuggito con i genitori e il fratellino dalla guerra in Siria, ha prepotentemente catturato l’attenzione dei media, e scosso le coscienze di tutti. Ma l’indignazione, l’angoscia e anche la rabbia di fronte a una morte tanto assurda sono del tutto insufficienti se non vengono seguite da azioni concrete, le sole che permettano di salvare la vita e dare speranza di futuro alle migliaia di bambini e bambine che in questo momento sono pronti a imbarcarsi con le loro famiglie. Bambini che noi non vediamo, ma che sappiamo esistono e che, soprattutto, possiamo ancora salvare.


E’ necessario, urgente e vitale che l’Europa tutta si impegni con coraggio e forza in questa impresa. E’ necessario che vengano aperti e tutelati canali sicuri perché i migranti possano raggiungere l’Europa e chiedere asilo da guerre, fame e carestia. Che trovino accoglienza e riparo e che abbiano, come tutti noi, la possibilità di dare un futuro sicuro a se stessi e ai loro figli.


Perché è questo che i genitori di quei bambini cercano. Ed è questo che cerca ciascuno di noi. Riteniamo infatti imprescindibile che ognuno di noi, ovunque si trovi, abbia il diritto a costruirsi una vita dignitosa e a un futuro, a prescindere dal luogo della propria nascita o dall’estrazione sociale da cui proviene.  Perché quei bambini divengano a tutti i diritti i nuovi cittadini di domani.


Aylan era un curdo, curdo come la popolazione che più sta resistendo all’avanzata dell’Isis, difendendo e portando avanti i valori della nostra cara, vecchia Europa di fronte alla barbarie, alla violenza e alla morte. Quegli stessi valori che la stessa Europa si sta dimenticando. Con la sua morte, paradossalmente, Aylan sembra aver dato la sveglia ai nostri governi perché si prendano in carico le sorti e le speranze dei suoi futuri cittadini.
Oxfam si impegna fornendo ai migranti assistenza e accoglienza, servizi di base e assistenza psicologica e legale. Stiamo lavorando anche perché abbiano un ambiente più sicuro nei loro paesi d’origine.


Anche la Direttrice Esecutiva di Oxfam International Winnie Byanyima è intervenuta in questi giorni sul tema, scrivendo un articolo per Al Jazeera che potete leggere qui
La sua testimonianza è preziosa, essendosi anche lei ritrovata in passato a dover fuggire insieme alla sua famiglia dal proprio paese, l’Uganda, a causa della brutale dittatura di Idi Amin e riuscendo poi a costruirsi una nuova vita nel Regno Unito.
E’ scandaloso e inaccettabile che ci siano voluti così tanti morti perché ci fosse un risveglio delle coscienze. Alla base di questa negligenza c’è una sensazione di paura che possiamo riassumere nella domanda: “Cosa comporterà la presenza di questi migranti per la nostra comunità? Chi sono queste persone?” Sono sentimenti forti, ma fuori luogo”, afferma Byanima, che continua “è giusto dire che dobbiamo portare pace e sicurezza nei paesi di origine dei migranti, ma usare questo argomento per non accoglierli è vigliaccheria”.


Non abbiamo salvato Aylan. Ma siamo ancora in tempo perché una tragedia simile non si ripeta.


Aiutaci dare una speranza a chi fugge da guerra e fame.

Dona ora su http://donazioni.oxfamitalia.org/helpmigrants.html

STOP STRAGI, SUBITO CANALI LEGALI PER L’INGRESSO IN EUROPA DEGLI IMMIGRATI

Migranti

“Se dall’Europa non arriva uno scatto di coraggio e di lungimiranza, aprendo canali legali di transito per chi vuole raggiungere l’Europa e chiedere asilo, le stragi di profughi continueranno senza fine, sia nel Mediterraneo che lungo la rotta Balcanica” – ha detto Alessandro Bechini, Direttore dei Programmi in Italia di Oxfam.


“Serve innanzitutto un allargamento del programma di ricollocazione dei profughi verso l’Europa. Chi arriva dalla Siria, dalla Somalia e dagli altri stati in conflitto, sappiamo già che otterrà lo status di rifugiato quindi non ha alcun senso costringerli a pericolosissime traversate via terra o via mare per raggiungere l’Europa – ha proseguito Bechini – E’ necessario inoltre dare mandato all’UNHCR perché possa allestire nei paesi di transito degli uffici per la valutazione direttamente in loco dello status di rifugiato. Europa e Governi Nazionali devono adopersi al contempo per un maggiore sforzo di assistenza umanitaria sia nella rotta terrestre (che passa attraverso la Turchia, la Grecia e i Balcani Occidentali) sia nella rotta marittima che unisce la Libia con l’Europa. L’atteggiamento di alcuni Paesi Europei, che credono di fermare questo flusso epocale innalzando improbabili muri o schierando truppe al confine, dimostra che questa Europa ha soltanto un’anima economica e non quella politica e solidale rivendicata dai suoi padri fondatori.


Le ennesime stragi di ieri, le condizioni inumane in cui i profughi sono costretti a viaggiare sono una vergogna per tutta l’Europa. Le dichiarazioni di indignazione non bastano e serve agire. Come Oxfam aumenteremo gli sforzi per fronteggiare quella che sta diventando una gigantesca emergenza umanitaria, ma serve che la politica a livello nazionale ed europeo, si renda conto che da queste rotte non passa soltanto il futuro dei profughi, ma il futuro dell’intera Europa”.

Ennesimo naufragio di migranti nel Mediterraneo

Ennesimo naufragio nel Mediterraneo

“IL CONTROLLO DELLE FRONTIERE MARITTIME NON BASTA A SALVARE LE VITE”


Appello urgente per l’apertura di canali di immigrazione legale che prevengano nuove tragedie. Oltre 2 mila le vittime dall’inizio dell’anno


All’indomani dell’ennesima tragedia avvenuta nel Mediterraneo, Oxfam Italia esprime cordoglio per le vittime del terribile naufragio, questa volta avvenuto a poche miglia dalle coste libiche, ma anche grande indignazione nei confronti di una politica europea che, al di là degli aridi calcoli sulle quote di migranti e rifugiati da spostare e ricollocare tra i vari paesi, non sembra essere in grado di affrontare le vere cause di una tragedia che dall’inizio dell’anno ha causato più di 2000 vittime.


“Le prime stime parlano di 25 corpi recuperati, ma siamo ancora lontani dal conoscere esattamente il numero delle vittime di questa ennesima tragedia, se mai riusciremo ad averne un conteggio esatto. – afferma la direttrice dei programmi e delle campagne in Italia di Oxfam, Elisa BacciottiUomini, donne, anziani e bambini, che hanno il diritto a non dover metter a repentaglio la loro vita, semplicemente perché costretti a fuggire da guerre, persecuzioni e povertà nei loro paesi di origine. Ma al contrario devono ad essere accolti e protetti nel modo migliore. L’Europa non può accettare che questa situazione prosegua ulteriormente”.


Oxfam esprime un forte apprezzamento per il potenziamento delle operazioni europee di ricerca e salvataggio, che, dalla fine di Aprile, hanno consentito di salvare migliaia di vite umane. “Ringraziamo chi si è impegnato nelle attività di soccorso, che hanno visto coinvolti numerosi mezzi e, anche in questo frangente, tratto in salvo centinaia di migranti. Tuttavia dobbiamo riconoscere che, al di là dell’impegno di uomini e mezzi, il Sistema Europeo di Asilo, espressione della precisa volontà politica dei 28 Stati Membri, non sembra riuscire a trovare per questi “disperati” un’alternativa politica, in grado di garantire protezione e tutela dei diritti. –  continua Bacciotti – Queste ormai continue tragedie non sono, purtroppo, che la dimostrazione evidente che aumentare il controllo delle frontiere marittime semplicemente non è sufficiente per salvare la vita a queste persone”.


Oxfam Italia, che con il suo lavoro è impegnata nell’accoglienza dei richiedenti asilo in Italia, stimolando anche il loro impegno concreto a servizio dei territori in cui essi risiedono, chiede quindi che priorità assoluta nell’Agenda UE sull’immigrazione sia l’individuazione di nuovi e più ampi canali di immigrazione legale, sia per le persone bisognose di protezione internazionale, che per chi si mette in viaggio in cerca di opportunità di vita migliori per sé e la propria famiglia.