Nepal due anni dopo

In Nepal ancora oggi la priorità rimane ancora quella degli alloggi, indispensabili per permettere alle famiglie di riprendere una vita normale

Grazie all’aiuto di donatori privati, istituzioni, aziende, fondazioni, organizzazioni internazionali, in due anni abbiamo aiutato più di 500.000 persone

Il terremoto in Nepal

Il 25 aprile 2015 il Nepal è stato colpito da un terremoto del 7.8 grado della scala Richter, che ha causato più di 8.969 morti e 22.300 feriti. 8 milioni di persone, circa un terzo della popolazione, sono rimasti coinvolte e quasi 800.000 abitazioni sono andate distrutte o danneggiate. Il sisma ha avuto effetti tragici anche sul tessuto sociale ed economico, in un paese già drammaticamente provato dalla povertà e dall’assenza di servizi di base. Oxfam ha e sta lavorando nei 7 distretti più colpiti dal terremoto: in due anni abbiamo aiutato 534.092 persone:

  • 130 persone attraverso il programma RIFUGI, garantendo tende, materiali, assistenza per la richiesta di contributi governativi alla ricostruzione.
  • 829 persone attraverso il programma WASH (Acqua e igiene), garantendo kit igienico sanitari, latrine, acqua potabile.
  • 451 persone attraverso il programma di SICUREZZA ALIMENTARE, garantendo cibo, sementi, e coinvolgendo le persone in programmi di cash for work – 35.000 famiglie ne hanno beneficiato, ricevendo denaro in cambio di lavori socialmente utili.
  • 134 persone attraverso il programma di GENERE volto a promuovere equità e giustizia tra uomini e donne e garantire a queste ultime pari accesso a servizi e risorse e protezione.

Ancora oggi la priorità rimane ancora quella degli alloggi, indispensabili per permettere alle famiglie di riprendere una vita normale. A questo stiamo affiancando attività che garantiscano la sicurezza alimentare, la salute e l’igiene attraverso una costante fornitura e disponibilità di acqua potabile, l’uguaglianza di genere e la riduzione dei rischi, portando avanti attività che aumentino la resilienza della popolazione a livello familiare, istituzionale e ambientale.

Scarica il report completo “Nepal due anni dopo”.

 

Aiutaci a salvare vite nelle emergenze

Bimala Belami

Dopo il terremoto, il canale di irrigazione dei campi è andato distrutto e l’acqua è stata contaminata da quella proveniente dalle fognature. Non si poteva nemmeno camminarci vicino. Ci abbiamo lavorato per sette giorni e ora almeno si può passare. Con il tempo concluderemo il lavoro e sarà possibile poter tornare ad utilizzare il canale per irrigare di nuovo i raccolti.

Il lavoro che faccio tutti i giorni a casa è molto più difficile rispetto al lavoro che faccio in questo momento.

Mi piace quello, perché so che è per il bene di tutto il mio paese. Le persone hanno bisogno di irrigare i campi, e so che se non facessi quello che faccio non sarebbero nemmeno in grado di mangiare. Mi piace molto anche perché alla fine verrò pagata molto bene.

Ho già fatto questo tipo di lavoro in passato, spesso quando c’è il monsone si creano frane e ogni volta che questo accade la gente del villaggio si riunisce e costruisce nuovi canali.

Questo villaggio non è come gli altri del Nepal. Gli uomini escono di casa e lasciano fare tutto alle donne, dalle attività manuali a quelle domestiche. Le donne del villaggio sono molto forti e sono indispensabili per il recupero di tutto il paese.

Dopo il terremoto, gli abitanti del villaggio non sapevano cosa avrebbero potuto fare per poter guadagnare di nuovo. Oxfam ha fornito un compenso per il lavoro manuale, e questo è stato molto utile per le donne perché ora, grazie ai loro guadagni, possono provvedere alle loro famiglie.

Sento che il terremoto ha colpito due generi diversi in due modi diversi. Gli uomini si sono preoccupati per il fatto che le loro case sono state distrutte e hanno vagato chiedendosi, “Cosa farò?” Le donne invece hanno dovuto occuparsi dei figli e della casa, perché alla fine, la casa è la loro. Così le donne hanno dovuto lavorare duro per i bambini e la casa.

Stavo guardando la televisione con il mio bambino quando è battuto il terremoto. Improvvisamente è andata via la corrente e il televisore si è spento. La stanza ha cominciato a tremare e guardando fuori dalla finestra mi sono resa conto che era una scossa di terremoto. Ho sceso le scale tenendo con una mano il mio bambino e con l’altra la ringhiera. Non riesco a ricordare tutto, ma mi ricordo che era una sensazione davvero spaventosa.

La mia mente si è bloccata, non riuscivo a pensare ad altro. Mi interessava solo il mio bambino e volevo proteggerlo da qualsiasi cosa. Tutto tremava e la mia mente era completamente insensibile.

La maggior parte delle case sono state distrutte dal terremoto, ma la mia, in cui sono in affitto, era ancora in piedi. Per fortuna non era successo nulla alla mia famiglia.

Credo che il terremoto batterà di nuovo.
Non ho preparato niente se questo accadrà. So solo che se colpirà di nuovo dovrò correre e trovare un posto sicuro dove stare, un rifugio sicuro in cui vivere, e prendermi cura di mio figlio.

Non conosco il processo scientifico che causa il terremoto, so solo che ci sono delle placche sotto terra e quando si scontrano c’è un terremoto.

Ho intenzione di risparmiare un po’ di soldi che sto guadagnando per mandare a scuola i miei figli e per riparare casa.

Vi prego di continuare ad aiutare il nostro paese con i vostri programmi umanitari. Soprattutto per le donne.

Nepal, un anno dopo

Un anno fa, la vita di Bimala è stata devastata da un terribile terremoto, che ha distrutto la sua casa e quella di altre 850.000 persone, causando quasi 9.000 morti.

Leggi la sua storia, clicca qui.

Oxfam lavora in Nepal da più di 20 anni, e fin dal primo giorno è intervenuta a fianco della popolazione e del governo nepalese per garantire assistenza e soccorsi portando kit igienico sanitari, tende, materiali per i rifugi ma anche cisterne mobili e pastiglie per la potabilizzazione dell’acqua che hanno salvato migliaia di vite e impedito il diffondersi di malattie, raggiungendo grazie alle guide locali anche i più remoti paesi di montagna, rimasti isolati da frane e smottamenti. Grazie alla generosità dei tanti che hanno risposto al nostro appello siamo stati in grado di aiutare più di 300.000 persone nei primi tre mesi dal sisma.

Dopo la fase di prima emergenza, ci siamo concentrati sulla fornitura di cibo e sementi e sulla riparazione delle tubature e delle condotte idriche per favorire la ripresa dell’economia locale e soprattutto delle attività agricole, garantendo forme di reddito per coloro che sono rimasti senza lavoro, principalmente donne e famiglie povere.

Bimala, insieme ad altri gruppi di donne, ha lavorato per ripristinare un canale di irrigazione: “Con il terremoto, l’acqua è stata contaminata da quella proveniente dalle fognature. Non si poteva nemmeno camminarci vicino. Presto concluderemo il lavoro e sarà possibile poter tornare ad utilizzare il canale per irrigare di nuovo i raccolti”. Con il denaro guadagnato potrà mandare i bambini di nuovo a scuola. Come Bimala, oggi centinaia di migliaia di persone possono nuovamente guardare al futuro con speranza.

Durante tutto il primo anno infatti, grazie a tutti i nostri donatori, abbiamo aiutato più di 481.900 persone, distribuendo 49.978 rifugi di emergenza, 54.365 kit igienico sanitari e 13.097 kit invernali, costruendo 5.000 latrine  coinvolgendo 20.422 famiglie come quella di Bimala in programmi di cash for work.

Per saperne di più, scarica il report RICOSTRUIRE IL NEPAL – Le attività di Oxfam a un anno dal terremoto

In questo momento Oxfam lavora alla fase di recupero, in cui le priorità riguardano il miglioramento della situazione abitativa dei rifugi, la creazione di opportunità generatrici di reddito per lavoratori qualificati e non, e il sostegno alla produzione agricola. Milioni di persone ancora sono infatti costrette a vivere in rifugi di emergenza, e i più poveri e vulnerabili lottano per sfamarsi e guadagnarsi da vivere, dal momento che il tessuto sociale ed economico stenta a riprendersi.

Aveda per Oxfam nel 2016

Stramilano

La collaborazione con Aveda, iniziata nel 2015, si è concretizzata nel 2016 con la partecipazione alla Stramilano e al Mese della Terra, la campagna solidale di raccolta fondi a favore del pianeta, un’iniziativa che dura ormai da 16 anni. Il contributo di Aveda ha contribuito a finanziare i progetti di Oxfam ad Haiti, incentrati sul tema dell’acqua.

In particolare, sono stati tre punti di distribuzione d’acqua e costruita una cisterna per la raccolta d’acqua pluviale nel comune di Cornillon, per permettere a circa 15.000 abitanti della zona di avere accesso all’acqua potabile; è stato inoltre realizzato un pozzo nel comune di Fonds Verrettes che, grazie a una fontana pubblica, garantisce l’approvvigionamento idrico a favore di circa 12.000 abitanti.

 

Stramilano 2015

 

 

Anche nel 2016 AVEDA è stata sponsor di Stramilano, con la sua RUN FOR WATER 2016: tutti i milanesi runner hanno avuto l’occasione di partecipare alla più importante gara podistica meneghina con una motivazione davvero particolare. Il ricavato delle iscrizioni è andato infatti a sostenere il lavoro di Oxfam ad Haiti. La quota di partecipazione è stata di 14 euro, di cui 6 donati a Oxfam. Ogni partecipante Aveda ha ricevuto una borsa contenente una T-shirt personalizzata Aveda Mese della Terra e un Voucher per un trattamento omaggio presso un salone Aveda.

Per ogni colore effettuato in un salone Aveda nel mese di aprile, Aveda ha donato 2€ a Oxfam Italia.

In occasione poi della Giornata della terra, l’11 aprile 2016, i saloni che hanno aderito all’iniziativa sono rimasti aperti, e per ogni servizio effettuato a scelta del cliente, questi hanno potuto fare una donazione (minima di 20€) che è stata interamente devoluta a Oxfam Italia.

Non solo: a fronte di una donazione minima, i clienti hanno potuto acquistare uno specchietto da borsa personalizzato Mese della Terra Aveda 2016 ed è stata inoltre allestita una “lotteria” all’interno dei saloni: i clienti hanno potuto comprare il biglietto per la Lotteria del Mese della Terra con donazione minima di 5€, e il vincitore ha ricevuto in omaggio un set di prodotti Aveda.

Cosa è stato fatto nel 2015 con i fondi raccolti

Nel 2015, Aveda Italia ha raccolto 51.000 euro per Oxfam, destinati a garantire la risposta all’emergenza alla popolazione colpita dal terremoto del 25 aprile 2015 in Nepal. Oxfam ha sostenuto le comunità più colpite garantendo, tra l’altro, acqua potabile a 35.000 persone, installando 54.000 rifugi di emergenza, distribuendo cibo a 9.702 famiglie e installando oltre 8.000 latrine.

Emergenza Nepal: a 6 mesi dal terremoto la ricostruzione è ferma

Villaggio di Burunchili, Kathmandu

Prioritario garantire un riparo e carburante a decine di migliaia di persone nei rifugi provvisori prima che le temperature scendano sotto lo zero. Appello al Governo per il ripristino della National Reconstruction Agency e una soluzione urgente per la crisi del carburante.


A sei mesi dal terremoto che ha sconvolto il Nepal e causato oltre 8.600 vittime, il processo di ricostruzione, fondamentale per il presente e il futuro di 8 milioni di nepalesi (un terzo della popolazione), è di nuovo fermo, con l’Agenzia di Ricostruzione Nazionale (National Reconstruction Agency) in attesa da due mesi di vedere rinnovato il suo mandato da parte del Parlamento nepalese.


A complicare il quadro umanitario, alla vigilia dell’inverno, si aggiunge la crisi nei rifornimenti di carburante dall’India, che sta mettendo a rischio la salute e la sicurezza di migliaia di persone, in un contesto dove circa 850 mila abitazioni sono state distrutte o gravemente danneggiate dal terremoto di magnitudo 7.6 di sei mesi fa e dalle successive scosse di assestamento.  Decine di migliaia di persone stanno ancora vivendo in rifugi provvisori del tutto inadatti ad affrontare il rigido inverno nepalese: attualmente 81 mila famiglie hanno bisogno di rifugi, coperte e materiale utile a fronteggiare il freddo imminente.


Il governo nepalese deve mettere in campo il prima possibile interventi per soccorrere la popolazione e far passare immediatamente il disegno di legge che reintroduce l’Agenzia di Ricostruzione. – afferma il responsabile emergenze umanitarie di Oxfam Italia, Riccardo SansoneE’ prioritario risolvere subito la crisi del carburante, rischiamo altrimenti di non poter consegnare i rifornimenti a migliaia di persone, assieme a tutto quello che serve per affrontare l’inverno. Le temperature scenderanno presto sotto lo zero e i primi ad essere colpiti saranno gli anziani, le donne incinte ed i bambini“.


La risposta di Oxfam all’emergenza
Grazie alla generosità delle persone in tutto il mondo e all’appello diffuso in Italia assieme al network AGIRE, Oxfam ha potuto raggiungere oltre 445.000 persone in sette dei distretti maggiormente colpiti dal terremoto dello scorso aprile. Oxfam è al lavoro per fornire alla popolazione coperte, materassi e vestiti caldi per aiutarli a fronteggiare il freddo, e nella distribuzione di acqua potabile, servizi igienici, materiale per l’igiene e semi di riso.

Due mesi dal terremoto in Nepal

Due mesi dal terremoto in Nepal

Il 25 giugno saranno due mesi dal primo terremoto che ha colpito il Nepal.


A sinistra: una lavagna pende da un muro crepato a Shree Krishna Ratna Ganga, una scuola secondaria superiore. 1.200 studenti frequentano questa scuola sei giorni a settimana. Fortunatamente il sabato è l’unico giorno in cui non c’è scuola e il terremoto si è verificato un sabato a mezzogiorno.


A destra: Ravi* 11 anni e sua sorella Pabritra di 10 (nomi di fantasia) vivono con i loro genitori in un rifugio temporaneo a Chautara – un villaggio gravemente colpito dal terremoto in Nepal del 25 aprile – e dormono insieme a centinaia di altre persone in tende allestite su un campo da gioco nel centro del paese. La madre lavora come infermiera presso l’ospedale da campo che è stato istituito sul campo da gioco, dato che il vicino ospedale distrettuale è rimasto danneggiato in maniera irreparabile.  Oxfam ha costruito un serbatoio di 10.000 litri che sta fornendo acqua potabile sia all’ospedale che alle persone che soggiornano nel campo, e ha fornito sei latrine.


Ravi: “Mi sono sentita molto triste quando ho visto la scuola, prima era bellissima, ma adesso è orribile. Vorrei andare a scuola oggi, ma non sappiamo cosa accadrà mentre siamo lì a studiare. La mia materia preferita è scienze sociali e mi piace anche giocare con i miei amici. Voglio tornare a scuola e quando la finirò entrare nell’esercito.
Pabrita: “Non mi piace guardare la mia scuola andare in rovina. Voglio tornare a scuola il prima possibile, ma non so cosa accadrà. Abbiamo studiato a casa i libri che potevamo leggere, ma voglio comunque tornare. Anche la mia materia preferita è scienze sociali e quando avrò finito la scuola voglio diventare un’insegnante”.


Oxfam ha già aiutato 150.000 persone nel primo mese e adesso puntiamo a raggiungerne 400.000 persone entro la fine di giugno, quando inizierà la stagione dei monsoni.