Quality for Equality

L’eccellenza della moda italiana al fianco di Oxfam per contrastare la povertà in ItaliaIl nuovo progetto di Oxfam in contrasto alla povertà in Italia

Giovedì 13 giugno alle ore 15, nell’ambito del 96° Pitti Uomo in Fortezza da Basso a Firenze, verrà presentato “Quality for Equality“.

L’eccellenza della moda italiana sarà al fianco di Oxfam per sensibilizzare sul tema della disuguaglianza e sostenere i programmi di contrasto alla povertà in Italia.

Dal prossimo autunno, sarà online il nostro shop online che, grazie al contributo di importanti brand del mondo moda, proporrà capi d’abbigliamento, accessori e outfit completi.

Il ricavato delle vendite sarà devoluto ai programmi in Italia sulle nuove povertà, rafforzando l’impatto sul territorio dei Community Center presenti ad Arezzo, Bologna, Campi Bisenzio (FI), Catania, Empoli (FI), Firenze, Milano, Napoli, Prato e Torino. 

CaseWORK: un progetto per sostenere i volontari nel settore migrazione

Nel momento i cui conosci i ragazzi, di fronte non hai più il migrante,
ma è Mohammed che viene da un determinato paese, con una determinata storia,
diventa una persona che se ha un problema diventa un tuo problema

(da intervista a volontaria)

Aiutiamo chi aiuta!

progetto CaseWORKL’integrazione di rifugiati e richiedenti asilo, e in generale di tutti i migranti, costituisce un’importante sfida per il futuro anche se il numero degli arrivi in Italia e in Europa è in calo. L’integrazione è un processo a lungo corso, e in questo processo possono giocare un ruolo fondamentale volontari e attivisti impegnati nel settore. Questi però hanno bisogno a loro volta di essere guidati e supportati, soprattutto in termini di informazioni a disposizione, competenze interculturali e sostegno psicologico. In Italia e in tutta Europa sono infatti migliaia le persone impegnate come volontari e attivisti nel settore migrazione. Più sono preparate, più il loro lavoro contribuisce a società fatte di integrazione e diritti.

Con il progetto caseWORK – attivo in Italia, Germania, Grecia, Austria e Slovenia – vogliamo supportare i volontari che operano con rifugiati e richiedenti asilo attraverso un corso di formazione online che approfondisce in particolare le tre questioni sopra menzionate. Il corso sarà disponibile sul sito dall’estate 2019, e sarà accessibile gratuitamente da chiunque sia interessato e in più lingue.

Migliorando le conoscenze che i volontari hanno del settore in cui operano, potenziando le loro competenze interculturali, e fornendo loro supporto psicologico per affrontare le situazioni più stressanti e difficili, il lavoro del volontario sarà senza dubbio più efficace, e questo avrà di conseguenza ricadute importanti sul processo di integrazione, svolgendo una funzione di connessione e costruzione di legami all’interno della comunità. Questo è quanto confermato dalla ricerca, realizzata all’interno del progetto, “Attivisti per la solidarietà. Situazione e bisogni dei volontari che operano con rifugiati e richiedenti asilo in 5 paesi europei”.

Vuoi saperne di più?

Per scoprire di più sul progetto caseWORK ti invitiamo a:

Progetto CaseWORK

Progetto Provide

La violenza di genere

Secondo l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), la violenza di genere è definita come “violenza diretta contro una persona sulla base del genere o del sesso“.

Sebbene uomini e ragazzi possano anche subire violenze sessuali, la maggior parte delle vittime sono donne e ragazze, che tendono ad essere le più vulnerabili e ad essere soggette a rapporti di potere ineguali.

L’attuale movimento di migrazione forzata verso l’Europa ha creato molteplici forme di vulnerabilità e insicurezza per le donne, i minori e le persone vulnerabili rifugiate e richiedenti asilo, incluse varie forme di violenza sessuale e di genere.

Le donne migranti, e in particolare le donne richiedenti asilo e rifugiate, sono vittime di violenze nel Paese d’origine, durante il loro viaggio e all’arrivo nel paese di destinazione.

La presenza di donne, minori e uomini rifugiati che hanno vissuto una storia traumatica di tratta di esseri umani, tortura e detenzione, richiede al personale dei centri di accoglienza ed ai servizi preposti alla tutela delle vittime delle competenze specifiche per un percorso di identificazione dei casi e di riabilitazione efficace.

Contrasto alla violenza di prossimità e di genere

Contrasto alla violenza di genereIl progetto PROVIDE ha come obiettivo il contrasto alla violenza di prossimità e di genere rivolto a richiedenti asilo e rifugiati (donne, uomini, minori, LGBT ed anziani) accolti in Europa.

Le organizzazioni, le Istituzioni e le Università coinvolte sono impegnate in una ricerca internazionale volta alla creazione di un protocollo sperimentale per l’identificazione, la presa in carico e la tutela delle vittime di violenza di prossimità nel contesto delle migrazioni forzate.

Al termine della ricerca per l’individuazione di buone pratiche di prevenzione e presa in carico delle vittime di violenza, che coinvolge centri di accoglienza, ospedali, centri anti-violenza, enti anti-tratta e Istituzioni pubbliche che si occupano di richiedenti asilo e rifugiati,  è stata prevista una formazione specialistica per rafforzare le competenze professionali del personale che lavora con il gruppo target.

Corso di formazione

Il corso “Identificazione e presa in carico delle vittime di violenza di genere e di prossimità nel contesto delle migrazioni forzate” ha come obiettivo l’identificazione delle vittime e la loro presa in carico attraverso la formazione specializzata pratica e teorica degli operatori dell’accoglienza, delle Istituzioni e dei servizi rivolti a richiedenti asilo e rifugiati.

La formazione si svolgerà a Firenze, Palermo, Parigi e Jaen nei mesi di gennaio e febbraio 2019 adattandosi ai contesti specifici di intervento.

La formazione è gratuita ed è finanziata dalla Commissione Europea nell’ambito del progetto Provide, fondi DG Justice REC (grant Agreement n. 776957).

Info e modalità di iscrizione per Firenze

Il programma di Firenze è promosso da Oxfam Italia Intercultura in collaborazione con il Centro di Salute Globale e la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni.

Partner di progetto

  • Università Degli Studi di Palermo – Ente Capo fila
  • Universidad de Jaén
  • Fondazione ISMU: Iniziative e Studi Sulla Multietnicità
  • ASEIS: Asociación por el Empleo y la Integración Social
  • Agencia Sanitaria Alto Guadalquivir
  • Cooperativa Sociale Badia Grande
  • Samusocial International
  • Telefono Donna

Progetto WEMIN

Accanto alle donne migranti e rifugiate in Europa

Accanto alle donne migranti e rifugiate in EuropaWEMIN è un progetto di 2 anni che mira a sviluppare e realizzare un modello innovativo di integrazione per donne migranti e rifugiate di tutte le età nelle comunità coinvolte.

Consentirà alle donne migranti e rifugiate di migliorare la propria posizione e di avere un ruolo attivo nelle loro comunità, diventando a propria volta dei moltiplicatori di competenze sociali all’interno delle loro famiglie e dei contesti locali.

Promuovendo una stretta interazione tra le donne della società ospitante e le comunità migranti, verranno affrontati gli stereotipi che entrambe le parti hanno, sfidando le narrative esistenti sulla migrazione e rafforzando le capacità di interazione, comunicazione e inclusione delle comunità coinvolte.

Le attività di formazione

Le attività di formazione sono strutturate per garantire la partecipazione delle donne migranti e rifugiate al fine di migliorare le loro competenze di comunicazione e la loro sicurezza di movimento e interazione nella società ospitante.

È risultato importante come la formazione debba essere connessa alla vita quotidiana delle donne, in modo che possano immediatamente vedere il valore delle abilità e delle competenze appena apprese. Non è importante lavorare solo sui contenuti, anche contesto personale e la famiglia svolgono un ruolo importante nel percorso di apprendimento.

Verranno implementate le seguenti attività in otto Paesi Europei (Irlanda, Svezia, Portogallo, Spagna, Francia, Germania, Italia e Grecia):

  • Identificare buone pratiche di integrazione rivolte a donne migranti e rifugiate: ricerca integrata e raccomandazioni/linee guida per politiche di inclusione sociale
  • Realizzare corsi di lingua per principianti e di livello intermedio rivolti allo stesso target
  • Orientamento ai servizi e tutoring
  • Laboratori di attività manuali e di socializzazione che coinvolgano non solo donne migranti e rifugiate, ma anche le comunità locali.

Le attività in Toscana

Accanto alle donne migranti e rifugiate in EuropaSaranno coinvolte donne migranti, rifugiate, ma anche italiane, che vivono in Toscana (nelle città di Arezzo, San Casciano ed Empoli) per le seguenti attività che si svolgeranno da ottobre 2018 a novembre 2019:

  • Corso di lingua e cultura Italiana per donne migranti e rifugiate – Da ottobre 2018 a settembre 2019
  • Formazione per l’orientamento ai servizi e il rafforzamento delle competenze di donne migranti e rifugiate – Da gennaio a ottobre 2019
  • Sessioni di mentoring per piccoli gruppi di donne migranti e rifugiate – Da gennaio a ottobre 2019
  • Laboratori pratici e di socializzazione aperti a donne migranti e rifugiati e donne della comunità locale – Da aprile a novembre 2019

La partecipazione a tutte le attività di WEMIN è gratuita.

I partner di Wemin

I partner sono istituti di ricerca e università, istituti di formazione e organizzazioni della società civile presenti in Grecia, Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Germania e Svezia.

  • Hellenic Open University, Grecia – Capofila
  • ALDA – European Association for Local Democracy, Francia
  • Folkuniversitetet Stiftelsen Vid Lunds Universitet, Svezia
  • Ifa Akademie, Germania
  • Oxfam Italia Intercultura, Italia
  • Associação Renovar a Mouraria, Portogallo
  • Southside Partnership DLR, Irlanda
  • Colectic, Spagna
  • Olympic Training and Consulting Ltd, Grecia

Il progetto WEMIN (Migrant Women Empowerment and Integration) è finanziato dall’Unione Europea con il sostegno della Commissione attraverso il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (AMIF) ai sensi dell’accordo n. 776211.

Ulteriori informazioni su WEMIN sono disponibili sul sito web del progetto: www.wemin-project.eu/it

La Guida delle buone pratiche

La guida delle buone pratiche è un vademecum per operatori del settore e per decisori politici al fine di orientare buone prassi e azioni sociali per l’inclusione sociale, economica e politica delle donne migranti e rifugiate in Europa. Clicca sul bottone per scaricarla:

Per visionare la versione sintetica, clicca qui

 

 

Accanto alle donne migranti e rifugiate in Europa

Progetto “Filmare l’Alterità”

Il progetto “Filmare l’Alterità”

Filmare l'AlteritàIl progetto “Filmare l’Alterità” è un’occasione per ribadire che Firenze è una città aperta, un luogo di conoscenza, di incontro e di confronto tra persone, storie e sguardi altri.

“Filmare l’Alterità” si propone di essere, oltre ad un progetto di ricerca ed un laboratorio, un’opportunità per conoscere e riflettere sull’esperienza che i nostri nuovi concittadini vivono nel quotidiano.

Concorso Filmare l’alterità

La rassegna stampa di “Filmare l’Alterità”

Storni, A Firenze gli stranieri raccontano le periferie (fisiche e no)
Corriere della sera, 12/09/18

La periferia vista dai migranti 
Servizio televisivo andato in onda su Italia 7 il 13/09/2018

Gli altri siamo noi: come ci vedono i migranti
Ufficio Stampa – Università degli Studi di Firenze, 11/09/18

“La città vista dagli immigrati”, gli stranieri raccontano Firenze con gli smartphone
Redattore Sociale, 11/09/18

‘Filmare l’alterità’, concorso video: come ci vedono i migranti
Controradio, 11/09/18

Filmare l'Alterità

Sviluppare capacità insieme

Sviluppare capacità insieme. Società Civile e Università europee per un’educazione globale su migrazioni, sicurezza e sviluppo sostenibile in un mondo interconnesso

Sviluppare capacità insiemeLanciato a novembre 2017, entra adesso nel vivo il progetto triennale InterCap, finanziato dall’Unione Europea e del quale Oxfam Italia Intercultura è partner. Il progetto, che coinvolge ben 13 organizzazioni di 12 paesi europei, mira a creare delle reti tra società civile e Università europee per promuovere l’educazione alla cittadinanza globale, introducendo o aumentando le conoscenze e competenze relative a migrazioni, (in)sicurezza e sviluppo sostenibile in un mondo interdipendente.

Il progetto ha un focus particolare sull’agenda globale sullo sviluppo e in modo più specifico sugli SDGs, sull’Accordo di Parigi e su Habitat III. L’obiettivo principale del progetto è quello di aumentare la comprensione critica delle migrazioni e dello sviluppo sostenibile, nel contesto degli SDGs, tra coloro che si occupano di educazione dei docenti o si stanno formando come docenti, per migliorare la comprensione della relazione tra mondo interdipendente, (in)sicurezza e rischio.

Più nello specifico, il progetto vuole:

  • Assicurare coerenza e consistenza nell’educazione alla cittadinanza globale sulle tematiche delle migrazioni, dello sviluppo sostenibile e delle interdipendenze tra il contesto locale e globale;
  • Rafforzare le competenze di educazione alla cittadinanza globale dei formatori dei docenti delle CSOs e delle Università;
  • Aumentare la disponibilità di risorse educative di qualità per la formazione dei docenti.

Attività a livello europeo

Le attività prevedono la creazione di una Community of Practice, formazioni internazionali, mentoring, reti, conferenze internazionali, risorse digitali e una piattaforma e-learning.

A questo proposito il prossimo 12 ottobre si terrà a Vilnius (Lituania) la conferenza internazionale “International migration, sustainable development and development education: ways forward”.

La conferenza porrà enfasi sul modo in cui la percezione pubblica dell’insicurezza possa influenzare il concetto delle migrazioni internazionali e il discorso pubblico e politico relativo alle tematiche migratorie, quali integrazione e asilo.

La parte teorica affronterà il legame tra migrazioni internazionali e sviluppo sostenibile, con un focus particolare sulle disuguaglianze globali e le politiche migratorie.

La parte educativa sarà composta da 3 workshop per i rappresentanti degli istituti educativi e un workshop per gli esperti degli enti governativi e le ONG, con l’obiettivo di presentare diversi metodi di educazione allo sviluppo per migliorare la conoscenza delle migrazioni internazionali.

Attività a livello nazionale

Le attività del progetto comprendono la formazione dei formatori dei docenti e dei futuri docenti, esperienze di stage per i futuri docenti ed esperienze pratiche di progettazione e implementazione di interventi educativi che coinvolgono organizzazioni della società civile, autorità locali, Università e scuole.

In particolare sono adottate le seguenti metodologie partecipative:

  1. Philosophy for Children (P4C), focalizzato sul pensiero, sul ragionamento e sulla curiosità;
  2. Open Spaces for Dialogue and Enquiry (OSDE), che prevede la creazione di uno spazio sicuro aperto per il pensiero critico e la discussione sui temi globali; e
  3. Theatre for Living (T4L), dramma e teatro come agenti del cambiamento sociale.

Per maggiori informazioni sul progetto potete contattare Alessia Martini alessia.martini@oxfam.it o visitare il sito del progetto.