Concorso DiMMi – Storie migranti cercansi

Racconta la tua storia

Sei un ragazzo o una ragazza, un uomo o una donna di origine straniera? Vivi o hai vissuto in Italia?
Ti piacerebbe raccontare la tua storia, il luogo da cui provieni, il viaggio che hai affrontato per arrivare in questo Paese e la tua vita di oggi?
Partecipa al progetto DIMMI (DIARI MULTIMEDIALI MIGRANTI) e condividi la tua esperienza con tante persone che desiderano conoscerla.
Scrivi la tua storia in lingua italiana o raccontala a voce, se vuoi utilizza anche video, fotografie, immagini, e-mail, i tuoi post su facebook o i tuoi tweet, disegni, cartoline, musiche.
Se non conosci perfettamente l’italiano, non ti preoccupare: DIMMI non è un concorso letterario.
Non conta la forma, ma la voglia di descrivere la tua vita con passione.

Come si partecipa al concorso?

Leggi il regolamento del concorso DiMMi

Compila il modulo di iscrizione al concorso e invia la tua testimonianza.

Il concorso prevede 3 categorie di partecipazione e di premiazione: donne, giovani, uomini.

Requisiti fondamentali

  • La tua storia deve essere scritta o raccontata in italiano
  • La tua storia deve essere basata sulla realtà e non deve contenere elementi di fantasia
  • La tua storia deve essere consegnata entro il 30 giugno 2017

Come si invia la storia?

Puoi inviare la tua storia:

  • con consegna a mano
  • via posta
  • tramite mail

A uno dei seguenti contatti:

Oxfam Italia Intercultura
Casa delle Culture, Via Fanfani 5, 52100 Arezzo
intercultura@oxfam.it

Fondazione Archivio diaristico nazionale onlus
Piazza Plinio Pellegrini, 1 52036, Pieve Santo Stefano (Ar)
adn@archiviodiari.it

Centro d’ascolto per cittadini stranieri del Valdarno, Comune di San Giovanni Valdarno
Via Rosai 1 – 52027 San Giovanni Valdarno (AR)
tel. 3470334390 – invaldarno@gmail.com

Biblioteca G. Gronchi
Viale R. Piaggio 9/F – 56025 Pontedera (PI)
tel. 0587299530 – dimmi@unione.valdera.pi.it

Biblioteca Comunale
Via Tanzini 23 – 50065 Pontassieve(FI)
tel. 0558360255 – cint@comune.pontassieve.fi.it

Arci
Piazza dei Ciompi 11 – 50122 Firenze
tel. 05526297210 – toscana@arci.it

Cos’è il progetto DiMMi?

DIARI MULTIMEDIALI MIGRANTI è un progetto finanziato dalla Regione Toscana con l’obiettivo di sensibilizzare e coinvolgere i cittadini sui temi della pace, della memoria e del dialogo interculturale, e di incrementare inoltre un “fondo speciale di diari di migranti” in sede archivistica

Le finalità

  • promuovere il dialogo tra cittadini di diverse origini attraverso la narrazione delle loro esperienze di vita;
  • promuovere e rafforzare un fondo di raccolta e archiviazione in Toscana dei diari di immigrati di prima e seconda generazione;
  • promuovere la costruzione di una memoria collettiva che tenga conto delle diverse provenienze dei cittadini e delle cittadine.

I soggetti promotori

Il Comitato Scientifico del progetto è formato dai membri del gruppo di lavoro che si è costituito sotto l’egida della Regione Toscana (Oxfam Italia Intercultura, Archivio diaristico Nazionale, Associazione Fratelli dell’Uomo, Comune di Pontassieve, Comune di San Giovanni Valdarno, Senegal Solidarietà, Casto, Unione dei Comuni della Valdera) e dai partner che, a livello nazionale, hanno deciso di aderire e promuovere le linee generali del progetto (Arci, Archivio delle memorie migranti, Circolo Gianni Bosio, Centro di ricerca sull’emigrazione-Museo dell’Emigrante della Repubblica di San Marino, Comitato 3 Ottobre, Rete italiana di cultura popolare).

Closed Borders – le donne intrappolate sulla rotta dei Balcani

Bloccate alle porte dell’Europa, a un passo dalla Germania e dagli altri paesi del nord verso il quale sono dirette. Ora che l’attenzione dei governi europei si è spostata verso nuovi fronti e guerre, le voci di molte donne, in viaggio da sole coi loro bambini lungo la rotta balcanica, non ci raggiungono più e restano escluse alle porte di un’Europa che ha scelto di chiudere le proprie frontiere. Leggi il nostro report  Closed_Borders,  le conseguenze della chiusura delle frontiere sui flussi migratori, con un focus su donne e bambini in Serbia e Macedonia.

Con la chiusura “ufficiale” del corridoio umanitario nei Balcani Occidentali, migliaia di persone in fuga da guerre e povertà sono rimaste intrappolate in Serbia, con l’unica speranza di raggiungere l’Europa attraverso le reti dei trafficanti.
A Belgrado abbiamo incontrato molte di queste donne migranti, ospitate nei centri di accoglienza e centri diurni sostenuti da noi e dai partner in Serbia. Con loro abbiamo organizzato attività ricreative, per ricreare una sorta di normalità in una situazione di transito, ma anche per condividere paure e speranze per un futuro molto incerto.
E i racconti sono diventati lettere, indirizzate ad altre donne e sorelle, anch’esse in viaggio o in procinto di partire, per affrontare il viaggio con coraggio e fiducia. Perché indietro non c’è più un posto sicuro dove vivere, si può solo andare avanti.

Vai all’articolo Dear Sister  leggi le lettere e le testimonianze delle donne rifugiate che hanno attraversato la Serbia e la Macedonia.