Summit a Bruxelles sulla crisi migratoria

La riforma del Trattato di Dublino e del sistema di asilo europeo

I leader europei, riuniti oggi a Bruxelles per il summit sulla crisi migratoria, non sono riusciti a trovare un accordo per una vera riforma del sistema europeo di asilo.

Sulla riforma del Trattato di Dublino i leader europei continuano a scaricare le loro responsabilità per la tutela dei diritti umani dei migranti.

In un momento in cui sarebbe necessario dimostrare una vera leadership europea, i capi di stato europei e i governi continuano a scaricare le loro responsabilità per il controllo delle frontiere fuori dall’Unione sui paesi africani, ma Paesi come la Libia si sono già dimostrati non in grado di garantire la tutela dei diritti umani dei migranti: nelle carceri di questo paese le persone sono quotidianamente vittime di abusi e torture.

A tutto questo si aggiunge il via libera degli Stati Membri alla creazione solo su base volontaria di aree di sbarco dei migranti e di centri “controllati” chiusi, che rischiano di assomigliare a veri e propri centri di detenzione. Un altro punto che rappresenta l’ennesimo fallimento di un approccio europeo che minaccia direttamente i diritti di donne, uomini e bambini in fuga da guerre e persecuzioni nei propri paesi di origine.

Una migrazione ben gestita e un sistema di asilo europeo efficace dovrebbero andare al di là dei Paesi di primo approdo dei migranti e per questo sarebbe stato fondamentale una riforma del Trattato di Dublino nella direzione di una ridistribuzione automatica e obbligatoria dei richiedenti asilo tra i Paesi Membri.

La campagna Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie

Oxfam sostiene la campagna Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie che ha l’obiettivo di raccogliere 1 milione di firme nei prossimi 12 mesi in almeno 7 paesi membri per.

  • il cambiamento delle politiche europee sui migranti
  • la creazione di passaggi sicuri per i rifugiati
  • la protezione delle vittime di abusi, sfruttamento e violazioni dei diritti umani

Le firme saranno consegnate alla Commissione europea con la richiesta di presentare un atto legislativo di riforma in materia di immigrazione, volto a superare le difficoltà dei Governi nazionali nella gestione dei flussi migratori.

Summit del Presidente Obama sulla crisi dei rifugiati

Oxfam accoglie positivamente le conclusioni emerse dal summit convocato dal Presidente Obama sulla crisi dei rifugiati che si è chiuso ieri a New York.

In particolare lascia ben sperare la promessa avanzata da oltre 50 paesi, sullo stanziamento complessivo di 4,5 miliardi di dollari in assistenza finanziaria per permettere ai rifugiati nei diversi contesti di ottenere più facilmente un lavoro e avere accesso al sistema educativo.

“Si tratta di un primo, importante passo in avanti, ma adesso è necessario definire modalità stringenti e soprattutto trasparenti per garantire che agli impegni presi dai leader mondiali seguano azioni concrete.dichiara la direttrice delle campagne di Oxfam Italia, Elisa Bacciotti –  In questa direzione è perciò necessario fornire prima di tutto assistenza sia ai rifugiati che alle comunità che li ospitano, con l’obiettivo di assicurargli l’accesso al mercato del lavoro e un’educazione ai loro figli”.

Per questo motivo Oxfam chiede che i finanziamenti degli appelli umanitari siano accompagnati dalla definizione di concreti programmi di reinsediamento di rifugiati, e che assieme siano rafforzati altri ma non meno importanti percorsi di accoglienza, come i ricongiungimenti familiari.

Ciò che i leader mondiali riusciranno a fare oggi avrà un enorme impatto sulle generazioni future – aggiunge Bacciotti –  Affrontare una crisi globale che investe oltre 65 milioni di sfollati, di cui oltre 20 milioni di persone che hanno cercato un rifugio sicuro in un altro Paese, richiederà il supporto delle nazioni di tutto il mondo a partire dai paesi ricchi, che possono mettere in campo maggiori risorse per rendere efficace la risposta umanitaria.  L’impegno assunto a New York da Obama è un passo in avanti molto incoraggiante, – continua Bacciotti –  ma il vero test rispetto agli impegni presi saranno la trasparenza e l’affidabilità che i governi dimostreranno nei giorni e nei mesi a venire”.

Positivo anche l’impegno assunto dal Presidente Renzi per un aumento del 30% del budget per rispondere alle emergenze umanitarie.

 “Un aumento degli investimenti nei Paesi in via di sviluppo è necessario e benvenuto quando a beneficiarne sono le persone, in particolare le persone più vulnerabili. – conclude Bacciotti – In questo senso l’impegno del Governo Italiano è benvenuto e ci aspettiamo che sia presto concretizzato. Condividiamo inoltre lo spirito alla base della proposta italiana di un nuovo patto per gestire il fenomeno migratorio: ci auguriamo che l’Italia possa realizzare, nell’anno del G7, qualcosa di diverso dalle recenti misure poste in essere dall’Unione Europea, che, al di là di qualsiasi logica di partenariato, appaiono sempre più un mezzo per convincere i paesi poveri a gestire l’emergenza migranti, facendo affidamento, in alcuni casi, su paesi retti da regimi dittatoriali in cui abusi e repressione sono all’ordine del giorno”.

Summit di New York sulla crisi migratoria

Ieri a New York si è concluso il primo summit della storia dedicato a migranti e rifugiati convocato dalle Nazioni Unite.

“I governi del mondo intero hanno avuto l’occasione per affrontare con coraggio e lealtà la più grande crisi migratoria del nostro tempo” – dichiara la direttrice delle campagne di Oxfam Italia, Elisa Bacciotti.

“Ma la Dichiarazione di New York sui Rifugiati e i Migranti non contempla alcun impegno concreto per cambiare lo status quo. E’ inaccettabile che al posto di soluzioni concrete e un approccio più umano, i governi diano risposte così inadeguate. I paesi più ricchi devono allargare prima possibile le maglie dell’accoglienza, garantendo protezione e aiuto ai rifugiati. – continua Bacciotti – Da un recente studio di Oxfam risulta che i 6 paesi più ricchi, che rappresentano il 50% dell’economia mondiale, ospitano meno del 9% dei rifugiati e richiedenti asilo. In altre parole, chi ha maggiori responsabilità e risorse continua a ignorare la condizione dei più disperati”.

“Ma questo vertice ha anche mostrato un’altra realtà. – conclude Bacciotti –  Quella di paesi e comunità che accolgono e lavorano al fianco dei migranti, chiedendo a gran voce che vengano rispettati i diritti dei milioni di persone in fuga da violenza, disastri e povertà. Uno spirito di cui dovrebbero animarsi anche i maggiori leader mondiali”.

Il vertice convocato dal presidente Obama, in programma oggi, avverte Oxfam, rappresenta la seconda e fondamentale possibilità che i leader arrivati a New York, hanno a disposizione per mostrare di essere all’altezza della sfida imposta dalla più grave crisi umanitaria dalla Seconda Guerra Mondiale.

Quasi 4 milioni di rifugiati in fuga da un conflitto all’altro

Fuggire da violenza, guerra e persecuzioni solo per ritrovarsi in un’altra zona di conflitto o esposti ad un rischio altissimo per sé stessi e i propri cari. E’ la sorte a cui son andati incontro quasi 4 milioni di rifugiati e richiedenti asilo, solo l’anno scorso. Si tratta del 16% del totale a livello mondiale, accolti da 15 Paesi in cui solo nel 2015 si sono registrate 161.250 vittime a causa dei conflitti in corso.

A rivelarlo è il nostro nuovo report “Conflitti diversi, stesso destino”  diffuso oggi, alla vigilia dei summit di New York del 19 e 20 settembre sulla crisi migratoria globale.

Quasi 20 milioni di persone costrette ad abbandonare il proprio Paese

Di fronte una situazione globale senza precedenti, con oltre 65 milioni di persone costrette ad abbandonare le proprie case a causa di atrocità, violenze o persecuzioni, ossia il più alto numero dalla Seconda Guerra Mondiale. E mentre la maggior parte di loro sono profughi interni – spesso intrappolati nel loro stesso paese – sono quasi 20 milioni le persone che hanno cercato rifugio in un altro Paese, in diversi casi però finendo per passare da una zona di conflitto all’altra.

Una tragica realtà che solo nel 2015 ha coinvolto oltre 3 milioni e 790 mila rifugiati e richiedenti asilo. Uomini, donne e bambini fuggiti in Paesi come lo Yemen – dove nonostante un conflitto atroce che l’anno scorso ha causato 7.500 vittime si sono rifugiate oltre 277 mila persone in fuga da Eritrea, Etiopia, Iraq, Somalia e Siria – o la Siria, che a fronte di una guerra in oltre 5 anni ha causato milioni di sfollati interni e solo l’anno scorso 55 mila vittime, a fine 2015 ospitava oltre 550 mila rifugiati e richiedenti asilo da Iraq, Afghanistan e Territorio Occupato Palestinese.

Una chiara mancanza di alternative per milioni di profughi che ha coinvolto anche l’Iraq dove hanno cercato rifugio oltre 285 mila persone, il Sud Sudan dove ne sono arrivate più di 263 mila, l’Afghanistan che ne ospitava oltre 237 mila, il Pakistan dove sono fuggiti oltre 1 milione e mezzo di rifugiati e l’Egitto dove hanno cercato salvezza oltre 250 mila persone.

“Il fatto che molte persone fuggono da conflitti solo per ritrovarsi in paesi anch’essi dilaniati da violenza e persecuzioni, dimostra la mancanza di alternative per molti rifugiati.afferma la direttrice delle campagne di Oxfam Italia, Elisa Bacciotti –   Si tratta spesso di intere famiglie, già traumatizzate e distrutte dall’orrore della guerra oppure di minori costretti lasciare da soli il proprio paese, che meritano l’opportunità di un futuro migliore”.

L’appello ai leader di governo che si riuniranno a New York

Oxfam chiede quindi a tutti i leader di governo che parteciperanno ai summit di New York di assumere un impegno deciso rivolto ad una condivisione degli sforzi per garantire accoglienza e protezione ai milioni di persone costrette nel mondo ad abbandonare le proprie case alla ricerca di un rifugio sicuro.

I Paesi ricchi devono individuare soluzioni ambiziose per affrontare in modo condiviso una crisi epocale che coinvolge un numero senza precedenti di uomini, donne e bambini in tutto il mondo. – conclude Bacciotti – Fino a quando i leader mondiali non mostreranno la volontà politica di affrontare alla radice le cause dei conflitti e della violenza che si ripercuote in primo luogo sulla popolazione, non faremo che assistere alla crescita delle migrazioni forzate che stanno coinvolgendo milioni di persone”.

Chiedi al Governo Italiano di impegnarsi per garantire sicurezza, dignità e la speranza in un futuro migliore alle persone costrette a fuggire.

Firma la petizione: Stand as One. Insieme alle persone in fuga

G20 in Cina, serve ai più poveri del pianeta?

ll prossimo Summit del G20 dovrà dar prova di saper diradare i crescenti dubbi sulla sua efficacia, soprattutto per le persone più povere del pianeta.

Il G20 si terrà il 4 e 5 Settembre ad Hangzhou in Cina in un contesto in cui l’economia globale rimane fiacca e incerta, la crescente disuguaglianza mina qualsiasi efficace risultato raggiunto nella lotta alla povertà globale, e due tra le peggiori crisi umanitarie – la crisi dei rifugiati e i livelli record della crisi climatica – minacciano ulteriormente l’economia.

Il G20 di quest’anno focalizzerà la sua attenzione su uno sviluppo guidato dall’ “innovazione”.

“Si vogliono tenere separate le questioni economiche dalle preoccupazioni riguardo la sicurezza, ma sarà difficile” dichiara Elisa Bacciotti, Direttrice Dipartimento Campagne di Oxfam Italia “E sarà ancora più difficile far cooperare 20 paesi diversi in un momento in cui molti si stanno richiudendo in se stessi o addirittura perseguono politiche economiche che sono in contradizione l’una con l’altra”

Il tema della fiscalità rimarrà uno degli ambiti di discussione principali al tavolo del G20, come parte integrante delle riforme necessarie per rendere la governance economica più bilanciata, affidabile ed efficace.

“I paesi del G20 devono mettere in chiaro che lavoreranno insieme per smantellare i paradisi fiscali e mettere fine all’agguerrita concorrenza fiscale tra i Paesi. Senza regole fiscali eque e trasparenti, l’accaparramento della ricchezza da parte di pochi ricchi e potenti diventerà ancora più scandalosa e metterà in pericolo la prosperità futura di tutti” ha aggiunto Bacciotti.

Milioni di persone si aspettano dal G20 un forte pronunciamento riguardo al cambiamento climatico. La NASA ha dichiarato che ogni mese del 2016 fino ad oggi è stato il più caldo mai registrato da quando si sono iniziati a raccogliere i dati nel 1880. Oxfam lavora al fianco di persone che in tutto il mondo, e in particolare nelle comunità rurali, sono fortemente colpite dagli impatti del cambiamento climatico al punto da rischiare la fame e la rovina a causa dei cattivi raccolti.

Il mondo sta letteralmente bruciando, con crisi alimentari sempre più gravi e distruttive, come quelle causate da El Niňo” continua Bacciotti. “I Paesi del G20 sono responsabili del 74% delle emissioni di gas serra a livello mondiale e per questo devono muoversi molto più velocemente per trovare alternative energetiche pulite e fornire maggiori finanziamenti ai paesi più poveri per far fronte alle crisi causate dal cambiamento climatico”

Il G20 di quest’anno vuole anche favorire un maggior supporto alle banche multilaterali di sviluppo, soprattutto per investimenti industriali e infrastrutturali in Africa. Una strategia appoggiata con forza dal B20 – l’influente raggruppamento di rappresentanti della comunità del business dei paesi del G20.

“Oxfam guarderà con diffidenza a questo tema. Gli investimenti nello sviluppo hanno aiutato ad affrancare dalla povertà milioni di persone e per questo, ovviamente, sosteniamo questo genere di politiche, specialmente con la nascita della Banca Asiatica d’Investimento per le Infrastrutture – a guida cinese – del valore di 100 miliardi di dollari – ha aggiunto Bacciotti – Tuttavia l’anno scorso Oxfam ha smascherato, ad esempio, il Gruppo della Banca Mondiale per aver mancato di controllare i miliardi di dollari destinati a progetti di sviluppo e dati in prestito a terzi “a scatola chiusa” provocando così gravi abusi dei diritti umani e favorendo pericolose politiche di privatizzazione che vanno a minare gli stessi standard ambientali e sociali che la Banca si è data. Se il G20 vuole sostenere con più forza le banche multilaterali, deve allora esserci anche un impegno maggiore da parte di queste banche nell’assicurare che l’erogazione di questi prestiti non produca conseguenze dannose. Il G20 dovrebbe incoraggiare le nuove banche, come la AIIB e la BRICS New Development Bank, e dimostrare alla Banca Mondiale come un prestito profittevole possa essere anche un prestito sicuro per le persone al centro dei loro investimenti”

Oxfam sottolinea che il G20 non deve relegare la questione migratoria e dei rifugiati in coda al summit. “La crisi odierna porta con sé implicazioni economiche a lungo termine. E c’è l’urgenza di agire anche su soluzioni di breve termine. Oxfam ha già svelato come le sei nazioni più ricche del G20 non stanno accogliendo la quota che potrebbero di migranti e rifugiati. Questo Summit è una buona occasione per ravvedersi e avviare un nuovo corso in risposta a questa crisi.