Emergenza Indonesia

Emergenza IndonesiaVenerdì 28 settembre un potente terremoto di magnitudo 7,4 ha innescato uno tsunami devastante sull’isola di Sulawesi, in Indonesia.

Sono oltre 1200 le vittime già accertate e oltre 2 milioni le persone che subiranno le conseguenze della doppia catastrofe in un’area che comprende Palu, le province di Donggala, Sigi e Parigi Mountog, dove le coltivazioni, da cui dipende buona parte dell’economia locale, sono rimaste completamente distrutte.

Centinaia di migliaia di persone, sparse in una regione molto vasta, hanno bisogno di aiuto immediato.

 

L’intervento di Oxfam in Indonesia

Nei prossimi due giorni porteremo nelle zone maggiormente colpite 7 depuratori portatili in grado di garantire alla popolazione 300 litri di acqua pulita al giorno ciascuno e installare i servizi igienici necessari a più di 500.000 persone.

I danni sono davvero ingenti e il timore è che molte persone siano ancora intrappolate sotto le macerie degli edifici crollati, degli hotel, dei supermercati distrutti dall’impatto di uno dei peggiori cataclismi degli ultimi anni nell’area. Mentre le ricerche dei sopravvissuti continuano senza sosta, le scosse di assestamento generano paura, impedendo a migliaia di persone di fare ritorno a casa.

 

 

 

Nepal due anni dopo

In Nepal ancora oggi la priorità rimane ancora quella degli alloggi, indispensabili per permettere alle famiglie di riprendere una vita normale

Grazie all’aiuto di donatori privati, istituzioni, aziende, fondazioni, organizzazioni internazionali, in due anni abbiamo aiutato più di 500.000 persone

Il terremoto in Nepal

Il 25 aprile 2015 il Nepal è stato colpito da un terremoto del 7.8 grado della scala Richter, che ha causato più di 8.969 morti e 22.300 feriti. 8 milioni di persone, circa un terzo della popolazione, sono rimasti coinvolte e quasi 800.000 abitazioni sono andate distrutte o danneggiate. Il sisma ha avuto effetti tragici anche sul tessuto sociale ed economico, in un paese già drammaticamente provato dalla povertà e dall’assenza di servizi di base. Oxfam ha e sta lavorando nei 7 distretti più colpiti dal terremoto: in due anni abbiamo aiutato 534.092 persone:

  • 130 persone attraverso il programma RIFUGI, garantendo tende, materiali, assistenza per la richiesta di contributi governativi alla ricostruzione.
  • 829 persone attraverso il programma WASH (Acqua e igiene), garantendo kit igienico sanitari, latrine, acqua potabile.
  • 451 persone attraverso il programma di SICUREZZA ALIMENTARE, garantendo cibo, sementi, e coinvolgendo le persone in programmi di cash for work – 35.000 famiglie ne hanno beneficiato, ricevendo denaro in cambio di lavori socialmente utili.
  • 134 persone attraverso il programma di GENERE volto a promuovere equità e giustizia tra uomini e donne e garantire a queste ultime pari accesso a servizi e risorse e protezione.

Ancora oggi la priorità rimane ancora quella degli alloggi, indispensabili per permettere alle famiglie di riprendere una vita normale. A questo stiamo affiancando attività che garantiscano la sicurezza alimentare, la salute e l’igiene attraverso una costante fornitura e disponibilità di acqua potabile, l’uguaglianza di genere e la riduzione dei rischi, portando avanti attività che aumentino la resilienza della popolazione a livello familiare, istituzionale e ambientale.

Scarica il report completo “Nepal due anni dopo”.

 

Aiutaci a salvare vite nelle emergenze

Richiedenti asilo in aiuto dei terremotati del Centro Italia

Oxfam per l’emergenza terremoto nel Centro Italia

David Abhuluimein, Emmanuel Kareem, Ibrahima Mendy, Muriba Traorè, accolti da Oxfam a Siena, arriveranno sabato a Norcia per portare aiuto alla popolazione colpita terribile sisma che ha devastato il Centro Italia lo scorso 30 ottobre, e che purtroppo ha mietuto altre vittime nei giorni scorsi. Sono arrivati in Italia, dopo essere fuggiti da guerra e povertà nel proprio paese e aver attraversato il Mediterraneo, affrontando lunghi e pericolosissimi “viaggi della speranza”.

Grazie alla collaborazione con l’associazione Pubblica Assistenza di Siena potranno lavorare a fianco dei tanti sfollati costretti ad affrontare l’inverno nelle strutture temporanee allestite dalla Protezione Civile a Norcia per far fronte all’emergenza.
Dalla preparazione di pasti caldi nelle mense allestite nella città umbra a tutte le diverse mansioni quotidiane necessarie a sostenere la popolazione, sono tante le attività in cui i quattro ragazzi arrivati in Italia da Mali, Nigeria e Senegal saranno coinvolti, come parte di un percorso di integrazione che già li ha visti prendere parte ad attività di volontariato e formazione linguistica e professionale.

“Oltre ad essere al lavoro nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto, siamo impegnati da anni in Toscana nel realizzare un modello di accoglienza diffusa, che coinvolge oltre 230 richiedenti asilo nelle province di Siena, Arezzo, Firenze e Livorno e che ha come obiettivo principale il pieno inserimento dei richiedenti asilo in Italia. – spiega Federico Saracini responsabile dell’accoglienza a Siena per Oxfam Italia  –  Questa iniziativa di portare alcuni dei richiedenti asilo, già impegnati ogni giorno a Siena in attività di volontariato, in aiuto di chi ha subito il dramma del terremoto rappresenta un ulteriore, fondamentale passo in avanti nella costruzione di un processo di integrazione concreto”.

“L’integrazione fra richiedenti asilo e comunità locali, da sempre obiettivo della Pubblica Assistenza, si arricchisce di un nuovo importante tassello. – dichiara il Presidente Vareno Cucini –  Dopo il lavoro di volontariato svolto con noi dai ragazzi accolti da Oxfam, questa partenza per partecipare al campo allestito dalla Protezione Civile è un risultato di grande valore concreto e simbolico. Nel campo si incontreranno esperienze e culture diverse che lavoreranno fianco a fianco con lo scopo di migliorare le difficilissime condizioni di vita delle popolazioni colpite dal terremoto, ed esposte ogni giorno  a nuove scosse, a nevicate e al freddo dell‘inverno”.

Per sostenere la risposta di Oxfam per l’emergenza terremoto nel Centro Italia:

DONA

Giornata Internazionale della Gioventù

4 persone su 10 oggi (il 42% della popolazione mondiale) hanno meno di 25 anni. Per la Giornata internazionale della…

Provide: gli operatori raccontano

Gli operatori legali raccolgono le memorie delle donne, dei minori e degli uomini che chiedono asilo al fine di supportarli nella loro richiesta di asilo.

Insieme per chiedere “Stop armi italiane in Yemen”

Flash mob per chiedere lo stop alle esportazioni di armi italiane utilizzate nel conflitto armato in Yemen Nel 29esimo anniversario…

A fianco degli sfollati in Centro Italia

Continua il lavoro dei nostri operatori e volontari a fianco del GUS (Gruppo Umana Solidarietà) per prestare aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto in Centro Italia fornendo supporto logistico, materiale e psicologico.

Il GUS è un’ organizzazione autonoma e indipendente attiva dal 1993 nell’ambito dell’accoglienza e del sostegno a coloro che fuggono da guerre e persecuzioni o che vivono disagi sociali quotidiani sul nostro territorio, e con un’esperienza riconosciuta sul campo nell’ambito delle emergenze causate dai terremoti in Centro Italia, a partire dal sisma del 1997 in Marche e Umbria fino al terremoto de L’Aquila nel 2009 durante i quali il lavoro del GUS ha portato a cambiamenti positivi nella vita delle persone coinvolte.

Abbiamo quindi messo a disposizione la nostra expertise nell’ambito delle emergenze in tutto il mondo e nell’ambito dell’accoglienza e protezione dei richiedenti asilo in Italia, attivandoci per inviare volontari a sostegno delle attività nei centri d’ascolto. Già nel primo mese successivo al sisma del 24 agosto sono state avviate due postazioni fisse e quattro mobili per gli sfollati in provincia di Ascoli Piceno e Macerata. Nei primi due mesi abbiamo lavorato su progetti individualizzati cercando di offrire un aiuto personalizzato in base alle singole esigenze, con una media di 50 interventi realizzati e 40 utenti raggiunti ogni settimana.

Questi interventi sono molteplici e diversi, come molteplici e diversi sono i bisogni degli sfollati: accompagnare le persone più anziane presso le strutture sanitarie, rendere fruibili le procedure di sostegno economico, aiutare nella compilazione dei moduli per la richiesta del Contributo di Autonoma Sistemazione, sostenere psicologicamente chi ha perso nel sisma i propri cari e averi, organizzare attività culturali e ricreative per la comunità, aiutare nei trasporti, attivandosi anche per trovare sistemazioni più stabili e confortevoli.

22 volontari Oxfam hanno partecipato con entusiasmo e spirito di servizio al progetto, coinvolti direttamente nelle attività dei centri di ascolto, nell’accompagnamento delle persone ai servizi del territorio, in attività di socializzazione (come l’accompagnamento dei bambini a scuola, attività di doposcuola, sostegno agli anziani, ecc), in attività di piccola logistica quotidiana. Dopo le scosse di fine ottobre, Oxfam e il GUS hanno intensificato il sostegno alla popolazione colpita dal sisma assicurando la copertura di una zona più ampia del territorio attraverso un potenziamento dei centri di ascolto mobili e fissi, il sostegno logistico e materiale ai nuclei famigliari più vulnerabili e l’organizzazione di o la partecipazione a incontri specifici e riunioni assembleari con le vittime del sisma, il tessuto sociale, le autorità locali e la sanità pubblica. Durante il mese di dicembre le attività si sono incentrate soprattutto nei nuovi punti fissi creati nelle ultime settimane di novembre (Hotel Domus a Porto D’Ascoli e Roccafluvione), grazie anche al supporto degli psicologi volontari di “Psicologi per i Popoli”. Il lavoro del GUS e delle associazioni partner si sta intensificando soprattutto nella ricostituzione del tessuto sociale pre-esistente e al supporto comunitario. In svolgimento molte iniziative e attività volte a proseguire e sostenere le tradizioni e i legami comunitari, mentre prosegue il sostegno psicologico, soprattutto per le popolazioni e le singole persone con cui si è instaurato in questi tre mesi un rapporto di fiducia reciproca.

A oggi, insieme al GUS, è stato possibile aiutare più di 500 persone con circa 600 interventi.

Un grazie di cuore a tutti i nostri donatori, individui e aziende, che con il loro contributo ci hanno permesso di agire tempestivamente e fare la differenza per tante famiglie del Centro Italia che, improvvisamente, hanno visto cadere le più ovvie certezze della loro vita quotidiana.

Giornata Internazionale della Gioventù

4 persone su 10 oggi (il 42% della popolazione mondiale) hanno meno di 25 anni. Per la Giornata internazionale della…

Provide: gli operatori raccontano

Gli operatori legali raccolgono le memorie delle donne, dei minori e degli uomini che chiedono asilo al fine di supportarli nella loro richiesta di asilo.

Insieme per chiedere “Stop armi italiane in Yemen”

Flash mob per chiedere lo stop alle esportazioni di armi italiane utilizzate nel conflitto armato in Yemen Nel 29esimo anniversario…

Oxfam interviene in Centro Italia

Il terribile terremoto del 24 agosto che ha fatto tremare la terra nel Centro Italia lascia un devastante bilancio ufficiale di 294 vittime, 238 persone estratte vive dalle macerie, 388 feriti e 4.013 sfollati, già ospitati nelle strutture allestite in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, oltre a enormi danni alle infrastrutture, alle strutture pubbliche, alle vie di comunicazione e al patrimonio culturale.

Abbiamo scelto di intervenire e sostenere il partner GUS – Gruppo Umana Solidarietà “Guido Puletti”, organizzazione attiva dal 1993 nell’ambito dell’accoglienza e del sostegno a coloro che fuggono da guerre e persecuzioni o che vivono disagi sociali quotidiani sul nostro territorio, e con un’esperienza riconosciuta sul campo nell’ambito delle emergenze causate dai terremoti in Centro Italia, a partire dal sisma del 1997 in Marche e Umbria fino al terremoto de L’Aquila nel 2009.

Immediatamente dopo il terremoto, il GUS si è subito mobilitato e ha inviato gli operatori sui luoghi del terremoto, mettendo base ad Arquata del Tronto, per dare supporto alla popolazione. Il centro di ascolto attivato dal GUS in collaborazione con l’ASUR (Azienda Sanitaria Unica Regionale), che vede impegnati equipe di psicologi e operatori, risponde proprio a questo bisogno.

Sono già attive 2 postazioni fisse e 4 mobili in provincia di Ascoli Piceno e Macerata. Più in dettaglio, una tenda come postazione fissa si trova ad Arquata del Tronto e due postazioni mobili (camper) sono a disposizione degli operatori per raggiungere le frazioni colpite; mentre in provincia di Macerata una tenda come postazione fissa si trova a Castel Sant’Angelo sul Nera e due postazioni mobili servono per raggiungere Visso e Ussita.

Vogliamo sostenere l’intervento di prevenzione realizzato con i centri d’ascolto mettendo a disposizione la nostra expertise nell’ambito delle emergenze in tutto il mondo e nell’ambito dell’accoglienza e del sostegno materiale e psicologico ai richiedenti asilo in Italia.

In particolare l’intervento che sosteniamo prevede:

  1. attivazione dei centri d’ascolto con personale volontario formato e professionisti;
  2. azioni di prevenzione con i centri d’ascolto mobili e fissi nelle comunità colpite dal sisma, riunioni assembleari nei campi allestiti e nelle frazioni con le autorità locali, con la sanità pubblica, con il tessuto sociale;

Oltre ai costi per il sostegno logistico ai centri di ascolto, si prevede l’acquisto di generi alimentari (o altri beni non alimentari come indumenti specifici per persone anziane, kit igienici, …) da servire alla popolazione durante il servizio di ascolto.

DONA ORA

La risposta di Oxfam all’emergenza terremoto centro Italia

  • A seguito del terremoto che ha colpito il centro Italia la notte tra martedì 23 e mercoledì 24 agosto, Oxfam Italia si è immediatamente attivata con il proprio protocollo di emergenza per valutare come contribuire in questo contesto portando un proprio valore aggiunto.
  • Oxfam non è intervenuta nell’immediato con le funzioni che notoriamente svolge in situazioni di prima emergenza simili all’estero, cioè garantire alle popolazioni colpite accesso al cibo e all’acqua, poiché in Italia sono assicurate dalla Protezione Civile e non è emerso un bisogno in quest’area di intervento.
  • Oxfam si è attivata nei giorni immediatamente successivi al sisma per organizzare un assessment sul campo e contattare le organizzazioni attive sul territorio per valutare i bisogni prioritari incolmati, in linea con la propria missione e visione.
  • Oxfam ha deciso di impegnarsi con un partner locale, il GUS (Gruppo Umana Solidarietà) in un progetto specifico che vuole proteggere le persone colpite dal disastro (popolazione e soccorritori) offrendo, per i prossimi mesi, centri di ascolto fissi e mobili sul territorio con esperti in grado di valutare e segnalare specifiche esigenze di assistenza e sostegno psicologico per un più efficace e veloce ritorno alla normalità in una situazione di grande vulnerabilità.
  • Oxfam ha già sperimentato con successo questo modello di risposta nella crisi dei rifugiati in Sicilia e nei Balcani, con operatori dedicati e formati per l’ascolto e organizzati in unità mobili.

Terremoto in centro Italia

Esprimiamo vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto che oggi ha devastato le province di Rieti, Ascoli Piceno, Perugia, L’Aquila e Teramo. Fortunatamente non abbiamo notizie di danni a nostri partner e volontari.

I soccorsi sono al lavoro già da alcune ore, tuttavia ponti e strade sono poco agibili e la zona impervia rende difficile l’azione.

Le immagini che arrivano dalle agenzie fotografiche mostrano persone ferite, edifici semidistrutti e sventrati, macerie.

Consapevoli e forti delle esperienze ad Haiti nel 2010 o in Nepal nel 2015, dove siamo intervenuti tempestivamente portando acqua, servizi igienico-sanitari e rifugi, seguiamo l’evolversi della situazione pronti ad agire laddove la nostra esperienza possa dare valore aggiunto. Stiamo infatti valutando con partner locali eventuali interventi.

 

Palazzo Chigi fa sapere che sono attivi i seguenti numeri:

  • Contact center della Protezione civile: 800840840
  • Sala operativa della Protezione Civile Lazio: 803555

Scheda di approfondimento: Oxfam nelle emergenze

Aggiornamenti dall’Ecuador

Il terremoto che ha colpito l’Ecuador il 18 aprile scorso ha causato 662 morti, 32 dispersi e circa 4.600 feriti, più di 9.000 edifici distrutti e ha colpito quasi 750.000 persone.

Nei giorni dopo la prima scossa si sono registrate più di 500 scosse di assestamento tra il 4 e 5 grado della scala Richter, che hanno conseguentemente rallentato le operazioni di soccorso e contribuito ad aggravare i clima di incertezza e paura degli abitanti.

Il nostro personale ha installato una base operativa a Portoviejo, una città di 300.000 abitanti tra le più colpite, verificando che i bisogni più urgenti della popolazione sono garantire rifugi e acqua potabile.

Il rischio di infezioni e malattie tra coloro che si sono rifugiati in campi per sfollati e rifugi di emergenza è infatti molto alto: si parla di 22.000 persone già sistemate in 17 rifugi e 59 accampamenti temporanei lungo la costa, dove la mancanza di bagni e docce adeguate è un problema molto grave, mentre l’accesso all’acqua potabile resta un problema anche per coloro che sono rimasti nelle proprie case ma hanno tubature e impianti di idrici distrutti.

Tra il 24 e il 30 aprile Oxfam ha iniziato le attività relative alla somministrazione di acqua potabile e strutture igieniche a beneficio 1.000 persone ospitate nel rifugio vicino al vecchio aeroporto di Portoviejo. Nella comunità di Canoa si è poi provveduto a una prima valutazione per riparare 500 metri di conduttura idrica, a beneficio di 3.500 persone, mentre a Jama sono state prese due pompe per ripristinare le attività dei pozzi. Nella municipalità di Pedernales sono previste attività di ripristino delle condutture idriche, e 11 cisterne per distribuire acqua potabile a circa 13.500 persone. In totale, grazie a questi interventi, Oxfam assicurerà acqua potabile a 18.500 persone (3700 famiglie).

Si prevede che il nostro intervento riguarderà in tutto 35.000 persone nei primi tre mesi, garantendo assistenza umanitaria nel paese per almeno tre mesi, a sostegno di coloro che hanno perso la propria abitazione, ma anche i mezzi di sussistenza e reddito.

Nepal, un anno dopo

Un anno fa, la vita di Bimala è stata devastata da un terribile terremoto, che ha distrutto la sua casa e quella di altre 850.000 persone, causando quasi 9.000 morti.

Leggi la sua storia, clicca qui.

Oxfam lavora in Nepal da più di 20 anni, e fin dal primo giorno è intervenuta a fianco della popolazione e del governo nepalese per garantire assistenza e soccorsi portando kit igienico sanitari, tende, materiali per i rifugi ma anche cisterne mobili e pastiglie per la potabilizzazione dell’acqua che hanno salvato migliaia di vite e impedito il diffondersi di malattie, raggiungendo grazie alle guide locali anche i più remoti paesi di montagna, rimasti isolati da frane e smottamenti. Grazie alla generosità dei tanti che hanno risposto al nostro appello siamo stati in grado di aiutare più di 300.000 persone nei primi tre mesi dal sisma.

Dopo la fase di prima emergenza, ci siamo concentrati sulla fornitura di cibo e sementi e sulla riparazione delle tubature e delle condotte idriche per favorire la ripresa dell’economia locale e soprattutto delle attività agricole, garantendo forme di reddito per coloro che sono rimasti senza lavoro, principalmente donne e famiglie povere.

Bimala, insieme ad altri gruppi di donne, ha lavorato per ripristinare un canale di irrigazione: “Con il terremoto, l’acqua è stata contaminata da quella proveniente dalle fognature. Non si poteva nemmeno camminarci vicino. Presto concluderemo il lavoro e sarà possibile poter tornare ad utilizzare il canale per irrigare di nuovo i raccolti”. Con il denaro guadagnato potrà mandare i bambini di nuovo a scuola. Come Bimala, oggi centinaia di migliaia di persone possono nuovamente guardare al futuro con speranza.

Durante tutto il primo anno infatti, grazie a tutti i nostri donatori, abbiamo aiutato più di 481.900 persone, distribuendo 49.978 rifugi di emergenza, 54.365 kit igienico sanitari e 13.097 kit invernali, costruendo 5.000 latrine  coinvolgendo 20.422 famiglie come quella di Bimala in programmi di cash for work.

Per saperne di più, scarica il report RICOSTRUIRE IL NEPAL – Le attività di Oxfam a un anno dal terremoto

In questo momento Oxfam lavora alla fase di recupero, in cui le priorità riguardano il miglioramento della situazione abitativa dei rifugi, la creazione di opportunità generatrici di reddito per lavoratori qualificati e non, e il sostegno alla produzione agricola. Milioni di persone ancora sono infatti costrette a vivere in rifugi di emergenza, e i più poveri e vulnerabili lottano per sfamarsi e guadagnarsi da vivere, dal momento che il tessuto sociale ed economico stenta a riprendersi.

Qualche progresso ad Haiti a tre anni dal terremoto, ma bisogna fare di più

Campo profughi - HaitiA tre anni dal devastante terremoto che sconvolse Haiti, centinaia di migliaia di persone vivono ancora sotto tende e teloni. Il Paese e gli haitiani continuano a vivere in una condizione di vulnerabilità cronica.

Grazie alla determinazione del popolo haitiano e del suo governo, grazie alla generosità di donatori pubblici e privati in tutto il mondo, sono stati fatti progressi tangibili – commenta Andrew Pugh, direttore di Oxfam Haiti – Ma le principali sfide rimangono aperte: la ricostruzione, il recupero da uno stato di generale abbandono, il rafforzamento di una governance piuttosto debole non trovano ancora soluzioni durature. E’ come fare sempre tre passi avanti e due indietro”. (Per saperne di più clicca qui)

Circa 358.000 persone vivono ancora in 500 campi profughi intorno a Port-au-Prince e nelle aree circostanti. Qui l’accesso ai servizi igienici, all’assistenza sanitaria e all’istruzione è molto limitato e le persone che ci vivono sono esposte a ogni eventuale contraccolpo futuro.

“Nella fase più critica, subito dopo il terremoto, c’erano 1,5 milioni di persone costrette a vivere in 1.500 campi profughi intorno alla capitale, una situazione che è andata sempre migliorando negli ultimi 3 anni. Anche il processo di ricostruzione è andato avanti con migliaia di case ricostruite, quasi tutte le macerie rimosse e il ripristino di strade e illuminazione pubblica” dice Francesco Torrigiani, Responsabile America Latina di Oxfam Italia.

A questo proposito il governo si è particolarmente impegnato nell’ultimo anno con un piano di rientro di 53.000 persone nelle case mediante prestiti, agevolazioni per l’affitto, investimenti per migliorare i servizi essenziali. C’è inoltre un piano di rilancio del settore abitativo, anche se la terra per costruire nuove case è insufficiente e gli investimenti per i servizi essenziali ancora inadeguati.

“Quello che continua a mancare è un piano generale, realistico e a lungo termine di nuovo insediamento guidato e deciso dagli haitiani per gli haitiani. Il ruolo della comunità internazionale è importante, ma deve essere di supporto e non sostitutivo” ha ancora dichiarato Pugh.

Gli uragani Isaac e Sandy del 2012 hanno colpito un paese che vive una condizione di vulnerabilità cronica e che faticosamente si riprendeva dalla devastazione del terremoto e dallo scoppio di colera iniziato del 2010. “In una situazione di possibili nuove emergenze, governo e comunità internazionale devono lavorare per assicurare a tutti una casa con accesso ai servizi essenziali ed eliminare gli ultimi campi profughi.

L’altra grande sfida è ridurre l’impatto di futuri disastri che minacciano la vita di tutti gli haitiani” ha concluso Pugh.

[contributo]

Per informazioni

Mariateresa Alvino mariateresa.alvino@oxfamitalia.org +39.348.9803541

Ana Caistor Arendar, Regional Campaigns & Communications Mgr., +521 551320 9949, aarendar@oxfam.org.uk

Charles Peleg, Media Officer in Haiti, +509-3701-4933, cpeleg@oxfam.org.uk