Filippine, il super tifone Mangkhut minaccia oltre 4 milioni di persone

Paura per il passaggio del super tifone Mangkhut

Il super tifone Mangkhut (conosciuto anche con il nome Ompong), atteso come una potenziale catastrofe nelle Filippine già nelle prossime ore con raffiche di vento fino a 250 km orari potrebbe causare nella mattina di sabato frane a nord di Cagayan mentre sta accumulando forza e impattare in un’area dove vivono 4,3 milioni di persone.

Siamo preoccupati per le comunità che stanno ancora facendo i conti con le conseguenze delle piogge monsoniche che hanno colpito l’area a luglio e agosto.

Le squadre di Oxfam pronte a intervenire

Oxfam invierà operatori sul campo per supportare i partner locali. Un team è partito oggi per Tuguegarao e un’altra squadra lo farà nei prossimi giorni per valutare i diversi bisogni della popolazione nelle aree più a rischio.

Siamo pronti assieme ai nostri partner – l’Humanitarian Response Consortium (HRC) e il Citizens ‘Disaster Response Center (CDRC) – a fornire, beni di prima necessità, acqua pulita, cibo e servizi igienico-sanitari.

In queste ore stiamo lavorando a stretto contatto con il Governo e le altre organizzazioni per mitigare il potenziale impatto sulla popolazione, con particolare attenzione alla tutela e alla protezione delle fasce più deboli, soprattutto donne e ragazze, verso cui stiamo predisponendo una risposta mirata nelle diverse fasi dell’emergenza.

 

Uragano Irma, l’aiuto ai paesi colpiti

Betty ha perso la casa e tutti i suoi averi con l'uragano

Repubblica Dominicana. Betty ha perso la casa e tutti i suoi averi col passaggio di Irma.

Il nostro intervento a Cuba, Haiti, Repubblica Dominicana

A una settimana dal passaggio dell’uragano Irma sui paesi caraibici, il nostro staff è ancora al lavoro, insieme ad altre organizzazioni umanitarie, per soccorrere la popolazione.

Stiamo inoltre seguendo con attenzione anche l’evolversi dell’uragano Maria, che arriverà sull’Isola Ispaniola a metà di questa settimana, e che si annuncia molto potente e distruttivo.

I danni dell’uragano Irma a Cuba

A Cuba 230.000 persone sono ancora ospitate in rifugi temporanei e più di 2.2 milioni non hanno accesso permanente ad acqua potabile e a energia elettrica. Sono più di 60mila le abitazioni colpite, più di 10.000 sono state distrutte. Si stimano almeno 50.000 gli ettari di colture agricole andati perduti (principalmente riso, banane e canna da zucchero).

Il 71% di ospedali, posti di salute etc sono distrutti, e almeno 1.700 scuole hanno riportati danni di vario grado.

Le province più colpite sono quelle esposte a Nord: in particolare versanti più settentrionali delle province di Camaguey, Villa Clara, Sancti Spiritus e Ciego de Aguila. In queste province sono almeno 500mila le persone coinvolte nel disastro, e almeno 1.8 milioni nel resto del paese.

Cosa facciamo a Cuba

Stiamo dando priorità alla fornitura di acqua potabile e alla riattivazione dei servizi igienici nella Provincia di Camaguey. In una seconda fase, il nostro lavoro si concentrerà sulla sicurezza alimentare e sulla riattivazione produttiva, considerando i gravi danni che l’agricoltura ha subito, da cui dipende principalmente la sopravvivenza della popolazione cubana.

I danni dell’uragano ad Haiti

Ad Haiti, 22 comuni nei dipartimenti di Artibonite, Centro, Nord, Nord Est, Nord-Ovest e Ovest hanno subito inondazioni a causa dello straripamento di alcuni fiumi, come il Rio Masacre. La zona di Ouanaminthe è la più colpita da allagamenti e inondazioni.

8.015 abitazioni sono state inondate, 2.646 case hanno subito gravi danni e 466 sono state distrutte.

Cosa facciamo ad Haiti

Stiamo intervenendo nei dipartimenti Nord, Nord-est e Centro soprattutto per portare soccorso alle persone evacuate, portando acqua e servizi igienici. La priorità è evitare l’insorgenza di focolai di colera, presente nel paese dal 2010.

L’intervento in Repubblica Dominicana

Sulla base di una stima dei danni e della capacità di risposta delle autorità locali, abbiamo deciso di dare priorità di intervento alle province di Monte Cristi, Samaná y María Trinidad Sanchez, in cui risultano perdite pari al 30% della produzione di banane e al 40% di quella di riso. Si tratta di zone già colpite da una prolungata siccità, legata al Fenomeno di El Nino.

L’accesso a acqua sicura è la nostra prima priorità: decine di acquedotti rurali sono stati colpiti, in aree in cui la dotazione di acqua era già deficitaria prima di Irma. Si temono epidemie di cólera, leptospirosi (malattia in recrudescenza, con 44 molti nell’ultimo anno, il doppio dell’anno precedente), zika e chicungonya (favoriti dalla moltiplicazione degli insetti vettori).

15mila persone hanno subito gravissimi danni alle loro abitazioni, e Oxfam seguirà gli impegni del governo dominicano nella loro riallocazione e nella ricostruzione delle abitazioni.

Uragano Irma, migliaia di sfollati

Allagamenti nella zona di frontiera con Haiti

Gli effetti del passaggio dell’uragano Irma, crolli e allagamenti.

Uragano Irma, gravi danni ad Haiti e in Dominicana

Il passaggio dell’uragano Irma, il più intenso ad aver attraversato l’Atlantico negli ultimi dieci anni, ha provocato allagamenti e crolli nelle zone settentrionali di Haiti e della Repubblica Dominicana, danneggiando le abitazioni e provocando decine di migliaia di sfollati.

Il nostro staff è già al lavoro a fianco della popolazione per garantire rifugi, acqua e servizi igienici per scongiurare il diffondersi di malattie.

Appena un anno fa Haiti fu colpita dall’uragano Matthew, i cui danni sono visibili tutt’oggi; la nostra principale preoccupazione resta tuttavia la protezione delle vite umane:  “La nostra speranza è che il peggio sia passato e che le persone siano riuscite a scampare alla furia dell’uragano”, ha dichiarato durante la notte Gabriele Regio, responsabile degli interventi nella zona di frontiera tra Haiti e Repubblica Dominicana, dove stiamo portando avanti un importante programma di sostegno ai lavoratori informali.

I danni provocati dal passaggio di Irma

Forti piogge e inondazioni hanno colpito il distretto di Ouanaminthie e la città di Fort Liberte, al confine di Haiti con la Repubblica Dominicana. Inoltre, il ponte sul fiume Massacre che collega i due paesi è crollato. In Repubblica Dominicana sono migliaia le case danneggiate, mentre si contano decine di migliaia di sfollati anche ad Haiti.

La preoccupazione principale riguarda lo stato delle infrastrutture sanitarie e idriche colpite dalle piogge e inondazioni provocate da Irma, inondazioni che hanno raggiunto un metro di altezza nei quartieri più poveri.

Molte persone qui non hanno voluto evacuare le loro case, e viste le forti piogge, si trovano in situazione di pericolo.

L’accumulo di detriti nelle strade allagate di Cap-Haïtien aumenta il rischio di diffusione di colera e di altre malattie.

I due paesi sono inoltre sulla traiettoria di un secondo uragano, Josè, mentre un terzo uragano, Katia, sta per colpire l’area di Veracruz, in Messico.

Come puoi aiutare la popolazione colpita dall’uragano

Mai come in questo contesto la rapidità d’azione, accompagnata dall’efficienza, quantità e qualità dell’aiuto, fanno la differenza nel salvare vite umane.

Oltre a compiere una valutazione dei danni, le nostre squadre coordinano l’intervento di emergenza, d’accordo con i partner e le autorità locali.

La priorità è impedire il diffondersi di epidemie legate all’acqua sporca o contaminata: puoi aiutarci a portare kit igienico sanitari, materiale per rifugi e acqua potabile.

 

 

Tifone Haiyan e tifone Hagupit nelle Filippine

Il tifone Haiyan ha portato distruzione e morte nelle Filippine

Abbiamo aiutato i pescatori a riprendere il mare

Il sostegno di Oxfam si è rivolto ai pescatori per far ripartire l’economia locale

Nei giorni intorno al 10 novembre 2013 sulle Filippine si è abbattuto un forte tifone con pioggia e venti ad oltre 240km/h che hanno portato distruzione e morte.

  • Circa 3.500.000 di famiglie sono state colpite
  • 1.140.000 case sono state danneggiate, di cui circa la metà andate completamente distrutte
  • oltre 6.300 persone hanno perso la vita.

Anche il sistema sanitario, idrico e produttivo di intere regioni sono stati pesantemente danneggiati dal passaggio del tifone.

L’emergenza continua nelle Filippine dopo il tifone Hagupit

Nei giorni 6 e 7 dicembre 2014 un altro forte tifone, Hagupit, con pioggia e venti ad oltre 200km/h si è abbattuto sulle stesse zone già martoriate un anno prima dal super tifone Haiyan e ha provocato l’evacuazione di 1 milione di persone. Oxfam è immediatamente intervenuta sul campo nella fase di preparazione e di prima emergenza, così da garantire l’adeguato supporto ai più vulnerabili, riparatesi nei rifugi.

Cosa ha fatto Oxfam Italia per rispondere all’emergenza nelle Filippine

Oxfam Italia si è immediatamente mobilitata per garantire una risposta adeguata e una immediata assistenza per soddisfare i bisogni di base della popolazione.

L’intervento è stato accompagnato da una pianificazione di lungo periodo, e si è concentrato sulle fasce più vulnerabili come ad esempio i bambini o abitanti di villaggi isolati.

Sull’isola di Bantayan abbiamo risposto all’emergenza:

  • Garantendo l’accesso all’acqua a 2.000 persone con 6.000 litri di acqua al giorno grazie alla fornitura di speciali depuratori completamente autonomi ed eco-sostenibili dotati di tecnologia Off-grid.
  • Fornendo latrine a 1.500 persone
  • Formando 40 persone sulla gestione dei depuratori
Queste attività sono state implementate in villaggi particolarmente isolati e hanno riguardato la fornitura di acqua alle scuole.

Attività di risposta all’emergenza nella zona di Nord Cebu:

  • Distribuzione di 3.023 kit pulizia latrine per famiglie
  • Distribuzione di 2000 kit igienico sanitari per bambini
  • 230 bambini formati come facilitatori di buone pratiche di igiene
  • 1.100 poster informativi sulla corretta gestione dei rifiuti

Attività di risposta all’emergenza nella zona di Samar Orientale

  • 6.4 km di reti idriche riparati
  • 3 bacini di raccolta acqua ripuliti
  • Accesso all’acqua a 62 ettari di terreni
  • 500 persone formate su tematiche legate all’agricoltura
  • distribuiti 500 kit agricoli
  • 121 lavoratori hanno beneficiato di cash for work

Questo intervento è stato possibile grazie alle ai seguenti donatori, oltre ai donatori privati: Fondazione Zegna, AGIRE, Regione Toscana.


Cosa ha fatto la confederazione Oxfam nelle Filippine

 Oxfam ha risposto all’emergenza con numerosi operatori sul campo e sta proseguendo l’implementazione delle attività di sviluppo che dovrebbero durare ancora due anni.
Immediatamente dopo il passaggio del tifone sono stati distribuiti:
  • Acqua potabile
  • strumenti per la sanificazione
  • tende e teli di plastica per shelter di emergenza
  • kit igienici

Abbiamo portato aiuto a un totale di 10.000 persone nella prima settimana mentre nelle prime 3 settimane sono state raggiunte 90.000 persone.

Successivamente si è lavorato per riattivare le attività economiche, riparando barche da pesca, ripulendo campi agricoli da alberi caduti e detriti in modo da riprendere le coltivazioni, riparando e ricostruendo le abitazioni, distribuendo 400 tonnellate di semi di riso ad agricoltori locali che hanno beneficiato anche del supporto per la ripulitura dei terreni.

Durante il primo anno  Oxfam ha aiutato 868.000 persone.