Un milione di sud sudanesi trova rifugio in Uganda

L’86% dei rifugiati sono donne e bambini, che è necessario proteggere da torture, maltrattamenti, stupri e fameÈ di oggi l’annuncio dell’UNHCR secondo cui il numero di profughi provenienti dal Sud Sudan ha raggiunto il milione in Uganda.

Cosa succede in Sud Sudan

In Sud Sudan ci sono 1,94 milioni di sfollati interni: da dicembre 2013, 1 su 3 è stato costretto a lasciare il proprio paese. Circa 6 milioni hanno bisogno di aiuto umanitario e Oxfam lavora in 10 comunità per portare cibo, acqua e kit igienico-sanitari, in particolare nella Panyijar County, dove arrivano moltissime persone in fuga dalla carestia.

L’86% dei rifugiati sono donne e bambini, che è necessario proteggere da torture, maltrattamenti, stupri e fame.

L’Uganda accoglie profughi e rifugiati

Oggi la politica di accoglienza dell’Uganda consente a un milione di rifugiati di trovare un luogo sicuro in cui vivere.

L’Uganda ospita anche profughi provenienti da Repubblica democratica del Congo, Burundi e Repubblica Centrafricana

Eppure, tra i paesi ospitanti, l’Uganda è tra quelli che ricevono meno fondi.

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Sud Sudan sull’orlo della carestia

In alcune aree del Paese 1 famiglia su 5 è già colpita dalla carestia. Oltre 1 milione di bambini sotto i 5 anni sono colpiti da malnutrizione acuta. Non possiamo aspettare una formale dichiarazione dello stato di carestia per intensificare l’intervento in soccorso della popolazione: le persone stanno morendo adesso

Uragano Irma, migliaia di sfollati

Uragano Irma, gravi danni ad Haiti e in Dominicana Il passaggio dell’uragano Irma, il più intenso ad aver attraversato l’Atlantico…

Il dramma delle persone in fuga dall’ISIS

Aiutamo i civili esausti e traumatizzati, in fuga da Tal Afar e dal’ISIS, distribuendo loro alimenti salvavita e acqua. Tutti hanno urgentemente bisogno di acqua, cibo e riparo.

Laureen Karayi, Uganda.

La storia di Laureen che lotta contro la disuguaglianza

Laureen Karayi, è un avvocato che è riuscita a portare il tema del lavoro femminile non retribuito nel dibattito politico nazionale.
Attraverso la rete UWONET (rete delle donne ugandesi) ha contribuito alla crescita del movimento femminile ugandese, coinvolgendo donne parlamentari e diversi uomini nel dialogo sul lavoro non retribuito.

Ha organizzato una marcia di donne per sollecitare l’attenzione del Ministero riguardo il tema dell’accesso all’acqua.
La raccolta dell’acqua, infatti, obbliga tradizionalmente donne e ragazze a lunghe camminate in ambienti difficili.
Grazie al suo lavoro, il Governo ha riservato due posti su cinque alle donne all’interno dei comitati di gestione idrica e l’istituto ugandese di statistica ha iniziato a contabilizzare il lavoro femminile non retribuito.

Progetto WEMIN

Il progetto mira a sviluppare e realizzare un modello innovativo di integrazione per donne migranti e rifugiate di tutte le età nelle comunità coinvolte.

Le condizioni di disparità per le donne nel mondo del lavoro

Ancora oggi in Europa le donne sono pagate meno degli uomini, più esposte a lavori precari, in ruoli che non tengono conto delle loro reali qualifiche di studio o capacità professionali

Giornata internazionale della donna

Giornata internazionale della donna. Un esempio del nostro lavoro per promuovere la parità tra i sessi: la storia di Pauline e Opheus.