Lettera a Renzi sull’immigrazione "Promuova un’Europa dei diritti"

Profughi al confine con l’Ungheria

Dopo giorni in cui la pressione dei profughi bloccati ai confini dell’Europa sulla rotta balcanica ha provocato atti estremi e rischia di esplodere in maniera ancora più dolorosa, Oxfam – insieme alle associazioni Acli, Arci, Asgi, Caritas, Centro Astalli, Consiglio Italiano per i Rifugiati, Medu e Senza Confine – ha inviato ieri sera una lettera di appello al Presidente del Consiglio Matteo Renzi affinché, in occasione del Consiglio europeo sulla crisi migratoria del 17 e 18 marzo, si faccia promotore di una politica in grado di mettere fine alla disastrosa situazione umanitaria creatasi in Grecia e nei Balcani e di garantire il diritto alla protezione internazionale sancito dalle normative europee e dalla convenzione di Ginevra.


L’appello chiede al Premier italiano di promuovere una politica che dica basta ai respingimenti collettivi verso i paesi di origine e di transito e garantisca a tutti i migranti l’accesso a una piena e chiara informazione sulla possibilità di chiedere protezione internazionale. Le associazioni chiedono inoltre che venga data una risposta alla crisi umanitaria in Grecia garantendo la protezione delle persone in viaggio, soprattutto quella dei più vulnerabili e che si discuta concretamente sull’apertura di canali legali, sia riservati ai richiedenti protezione internazionale che alla migrazione per lavoro.


Queste azioni rappresentano per le organizzazioni promotrici dell’appello “l’unica risposta possibile per evitare che le persone seguano rotte pericolose e illegali e per smantellare le reti di trafficanti”. I negoziati in corso tra Unione europea e Turchia per il respingimento di tutti i migranti giunti sulle coste greche, vengono definiti nella lettera “una violazione senza precedenti del diritto europeo alla protezione internazionale e della Convenzione di Ginevra sulla protezione dei rifugiati”. “I principi fondanti l’Unione europea non permettono di stabilire respingimenti collettivi di tutti i migranti verso l’ultimo paese di transito né tanto meno la possibilità di rinviare tutti i richiedenti asilo verso un paese terzo considerato sicuro – sottolinea la lettera – al contrario, prevedono l’accesso alla procedura di protezione internazionale anche ai valichi di frontiera, nonché delle acque territoriali e delle zone di transito”. “Come e chi deciderà che le persone respinte sono migranti irregolari? Seguendo quali procedure e applicando quali garanzie, in una situazione al collasso come quella greca?”, si chiedono le associazioni in relazione agli accordi in discussione. Sulla parte dell’accordo che prevede che siano respinti anche i cittadini siriani, in quanto oggetto di uno scambio con altri siriani provenienti da campi profughi in Turchia, la lettera specifica come sia “inaccettabile vincolare i programmi di reinsediamento al respingimento di un pari numero di migranti irregolari, come se le persone fossero pacchi da spostare, prive di bisogni e di diritti”.


Le associazioni sottolineano inoltre come la Turchia non possa essere definita un paese sicuro secondo le norme dell’Unione europea e non riconosce ai profughi siriani la possibilità di accedere allo status di rifugiato.

Vertice UE sull’immigrazione: adesso servono corridoi sicuri

Confine Serbia-Ungheria

Urgenti ulteriori interventi per il reinsediamento dei tanti accolti fuori dalla Ue, anche attraverso i ricongiungimenti familiari. Inaccettabile che oltre 3 mila migranti perdano la vita ogni anno nel Mediterraneo: occorre potenziare le operazioni di soccorso.


In vista della riunione dei capi di Stato e di Governo dell’Unione europea prevista per oggi pomeriggio a Bruxelles, Oxfam esprime apprezzamento per la decisione presa ieri a maggioranza dalla riunione dei ministri Giustizia e Affari interni di procedere all’adozione di un sistema di ripartizione dei richiedenti asilo giunti sul territorio europeo.


L’Unione Europea ha finalmente dato prova di saper uscire dall’attuale situazione di stallo, dimostrando di poter prendere decisioni significative grazie alla guida della grande maggioranza degli Stati membri. – afferma Alessandro Bechini, direttore dei programmi in Italia di Oxfam –  Ci auguriamo che la stessa volontà politica venga espressa e trovi attuazione concreta per rispondere ai bisogni delle persone che richiedono asilo sul territorio europeo, rispettando i loro diritti”.


Servono ulteriori passi in avanti per far fronte ai bisogni dei tanti migranti che scappano per terra e per mare da guerra, fame e persecuzioni. – continua Bechini –  Chiediamo pertanto ai capi di Stato e di Governo che si riuniranno oggi pomeriggio di assumere impegni concreti volti a istituire corridoi legali e sicuri per permettere a chi è in fuga di rifugiarsi nei paesi dell’Unione europea”.
In particolare, Oxfam chiede agli Stati dell’Unione europea di rafforzare il meccanismo di reinsediamento (resettlement) dei tantissimi rifugiati accolti oggi al di fuori dell’Unione europea, a partire da una revisione e un ampliamento delle possibilità di ricongiungimento familiare, permettendo così alle persone più vulnerabili di poter arrivare in maniera sicura in Europa.


E’ urgente rafforzare le operazioni di soccorso umanitario – conclude BechiniNon possiamo accettare che ogni anno oltre 3.000 persone perdano la vita cercando di attraversare il Mediterraneo. Chiediamo inoltre che gli ‘hotspot’ in Italia e Grecia siano luoghi in cui le persone che arrivano vengano trattati con dignità, rispettando i loro diritti fondamentali”.


Oxfam ritiene essenziale aumentare la cooperazione con i Paesi terzi per combattere le cause profonde che spingono oggi migliaia di persone a fuggire dal proprio paese, anche in vista del prossimo vertice tra l’Unione europea e l’Unione africana del 6-7 novembre a La Valletta.


Il lavoro di Oxfam per l’accoglienza dei migranti
Oxfam Italia lavora per l’accoglienza dei richiedenti asilo che arrivano sul territorio italiano, con programmi di assistenza legale e sanitaria. E’ inoltre impegnata in Serbia e Macedonia per dare risposte ai bisogni delle tantissime persone che transitano su questa rotta per chiedere asilo ai paesi dell’Unione.

Oxfam all’Unione Europea: accoglienza vuol dire salvezza

2750 morti nel Mediterraneo nel 2015

Immediata adozione di un piano per rispondere ai bisogni di 500.000 migranti, che rappresentano lo 0,1% della popolazione europea (ovvero un richiedente asilo ogni 1.000 cittadini europei).


In occasione del vertice straordinario sulla migrazione, in programma oggi a Bruxelles, Oxfam chiede ai ministri dell’Unione europea di impegnarsi per garantire rifugio e protezione a chi sta rischiando la propria vita per entrare in Europa.


“Chiediamo ai leader europei di non aspettare un minuto di più e adottare immediatamente un piano di azione per rispondere ai bisogni più essenziali delle persone che sono arrivate in Europa quest’anno. – ha detto Alessandro Bechini, direttore dei programmi in Italia di Oxfam – Sono 500.000 persone, vale a dire lo 0,1% della popolazione europea (500 milioni di persone). Non è una invasione né una “crisi europea”. L’Europa ha i mezzi per accogliere queste persone”.


In fuga da guerre, abusi, repressioni, fame e siccità, questi migranti intraprendono la rotta più mortale del mondo, il Mediterraneo, o sono costretti a viaggiare stipati in camion lungo la non meno pericolosa via dei Balcani, stipati nei Tir o a piedi per centinaia di chilometri senza ricevere, nel cuore dell’Europa, un’assistenza coordinata, basata sul rispetto e sulla tutela dei diritti umani e della dignità dei richiedenti asilo.


Oxfam chiede ai Ministri dell’Unione Europea:

  • l’adozione di un piano chiaro per garantire che quanti si trovano al confine dell’Unione europea – da dovunque arrivino – ricevano un’assistenza dignitosa e possano avanzare richiesta di asilo, diritto universalmente riconosciuto. Questa è una responsabilità europea collettiva e non può essere lasciata solo ai paesi europei al confine;
  • impegno ad aprire canali sicuri e legali per la richiesta di asilo sul territorio europeo e nell’adottare un sistema comune di redistribuzione (resettlement) e ricollocamento dei rifugiati e dei richiedenti asilo, basandolo su un’equa divisione di responsabilità tra Stati membri. In particolare, stabilire meccanismi di redistribuzione è urgente per fare in modo che le persone più vulnerabili in fuga da guerre, come quella siriana, non debbano nuovamente mettere a rischio la propria vita su rotte mortali, cadendo vittima di trafficanti di esseri umani o di organizzazioni criminali;
  • mantenimento e rafforzamento delle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo, e un maggiore impegno sulla rotta balcanica. L’Italia e l’Unione europea hanno salvato centinaia di migliaia di vite dall’inizio dell’operazione Mare Nostrum e con le operazioni Triton e Poseidon, i cui fondi sono stati triplicati dall’Aprile 2015. 122.000 vite sono state salvate solo negli ultimi sei mesi;
  • impegno a lavorare su una strategia di lungo periodo per gestire la migrazione, ovvero affrontare le cause che oggi obbligano le persone a lasciare il proprio paese: conflitti, abusi, ma anche povertà e fame estrema.

Oxfam ribadisce ai Ministri Europei che accogliere significa agire per salvare vite, e che questa responsabilità può essere condivisa su basi eque tra tutti gli Stati membri. La politica deve ripartire dalla stessa solidarietà espressa in questi giorni dai cittadini di ogni angolo di Europa.