Wemin – Integrazione donne migranti e rifugiate

L’integrazione delle donne nel tessuto della comunità passa attraverso attività connesse alla vita quotidiana. Foto: Pablo Tosco

Obiettivi e attività

Il progetto, durato due anni e conclusosi lo scorso febbraio 2020, ha inteso sviluppare e realizzare un modello innovativo di integrazione per donne migranti e rifugiate di tutte le età per favorirne un ruolo attivo nelle comunità, con il fine ultimo di divenire a loro volta moltiplicatrici di competenze sociali all’interno delle famiglie e dei contesti locali.
Promuovendo una stretta interazione tra le donne delle comunità ospitanti e donne migranti, ha affrontato gli stereotipi e sfidato le narrative esistenti sulla migrazione, al fine di rafforzare il confronto, la comunicazione e l’inclusione.
Le attività hanno riguardato le comunità di otto paesi europei (Irlanda, Svezia, Portogallo, Spagna, Francia, Germania, Italia e Grecia), e sono state:

  • Identificazione di buone pratiche di integrazione rivolte a donne migranti e rifugiate: ricerca integrata e raccomandazioni/linee guida per politiche di inclusione sociale
  • Corsi di lingua per principianti e di livello intermedio
  • Orientamento ai servizi e tutoring
  • Laboratori di attività manuali e di socializzazione destinati a donne migranti e rifugiate e comunità locale ospitante.

Le attività di formazione sono state strutturate per migliorare le competenze di comunicazione e la sicurezza di movimento e interazione nella società ospitante delle donne migranti e rifugiate, e sono state pensate in modo da essere il più possibile connesse alla vita quotidiana, in modo che le partecipanti potessero mettere subito in pratica conoscenze e abilità apprese. In particolare, in Toscana sono state coinvolte 200 donne migranti, richiedenti asilo e rifugiate e di nazionalità italiana abitanti delle città di Arezzo, San Casciano ed Empoli, che hanno partecipato alle seguenti attività:

  • Corso di lingua e cultura Italiana per donne migranti e rifugiate – da ottobre 2018 a settembre 2019 – durata 80 ore
  • Formazione per l’orientamento ai servizi e il rafforzamento delle competenze di donne migranti e rifugiate – da gennaio a ottobre 2019 – 40 ore
  • Sessioni di mentoring per piccoli gruppi di donne migranti e rifugiate – da gennaio a ottobre 2019 – 40 ore
  • Laboratori pratici e di socializzazione aperti a donne migranti e rifugiati e donne della comunità locale – da aprile a novembre 2019 – 40 ore

Grazie al progetto è stata inoltre organizzata una formazione online specifica sulla preparazione al corso per il conseguimento della patente di guida, uno strumento essenziale per muoversi in autonomia, per essere competitivi nel mondo del lavoro e per sentirsi concretamente integrati all’interno della società. Il percorso tematico “la segnaletica stradale” tocca uno degli argomenti più ostici e vasti del manuale teorico e il corso ha voluto facilitare la comprensione dei segnali della strada e del linguaggio complesso dei quiz laddove manchino le competenze linguistiche necessarie per accedere ai corsi di scuola guida ed allo studio in autonomia. 
La formazione è stata organizzata da Oxfam Italia Intercultura in collaborazione con le istituzioni e le associazioni dei diversi territori. A conclusione del progetto, si è tenuta una conferenza dal titolo “Donne in fuga: genere, migrazione e le sfide dell’integrazione nell’Europa di oggi“, organizzata l’8 e il 9 dicembre 2019 dal gruppo di ricerca DAISSy  della Hellenic Open University (HOU), che ha suscitato l’interesse di studiosi, esperti e professionisti, rappresentanti di autorità, istituzioni nazionali e internazionali, organizzazioni e associazioni, cittadini, attivisti e, più in generale, chiunque sia coinvolto nello studio, nella ricerca e nella pratica nel settore della migrazione, della politica migratoria, dell’empowerment e dell’integrazione sociale dei rifugiati e delle rifugiate.

Partner di progetto: Istituti di ricerca e università, istituti di formazione e organizzazioni della società civile presenti in Grecia, Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Germania e Svezia.

Enti finanziatori: Unione Europea con il sostegno della Commissione Europea attraverso il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (AMIF).

Risultati e impatto

150 donne migranti e rifugiate hanno preso parte alle attività del progetto Wemin; insieme a 50 donne di nazionalità italiana hanno inoltre partecipato ai laboratori e alle iniziative di condivisione. Decine di associazioni e istituzioni del territorio toscano hanno contribuito alla realizzazione delle attività e implementato le buone pratiche promosse dal partenariato europeo per l’inclusione sociale delle donne e delle giovani coinvolte dal programma.

Al fine di condividere esperienze e divulgare le attività del progetto, è stato creato un opuscolo che contiene le testimonianze delle donne migranti e rifugiate che hanno partecipato alle attività in tutti i paesi partner. Il libretto, disponibile in inglese e dal titolo Storie di cambiamento“, raccoglie 34 storie toccanti, ispiranti, coraggiose. Leggendole si può comprendere cosa abbiano passato le protagoniste, e come il progetto le abbia aiutate sia a livello personale che professionale. Sfide e difficoltà hanno riguardato tutti i partner impegnati nel progetto.

L’associazione spagnola “Colectic” ha affermato che “ciò che è stato più difficile per noi è raggiungere le donne. In effetti, abbiamo esperienza di lavoro con le migranti e rifugiati, ma la nostra esperienza ci sostiene principalmente con gli uomini”. È stato infatti necessario tenere particolare conto della specificità delle partecipanti. Le condizioni di vita dei migranti o dei richiedenti asilo non sono le stesse delle persone regolarizzate, di cittadini stranieri da tempo presenti nel paese ospitante. Ottenere una frequenza regolare ai corsi è molto complicato, ed è vitale costruire prima un rapporto di fiducia, che richiede tempo ed energie non quantificabili.

Il progetto ha anche permesso alle donne di conoscere e rivendicare i propri diritti: in Spagna le partecipanti hanno esposto pubblicamente il proprio lavoro durante gli eventi organizzati in occasione della giornata internazionale contro la violenza di genere, e questo è stato motivo di grande orgoglio. In Germania, i membri della IFA Akademie Association hanno dichiarato che “la conoscenza e consapevolezza dei diritti da parte delle donne ha avuto un chiaro impatto sulla loro vita quotidiana”.I laboratori creativi hanno avuto approccio innovativo, variando a seconda del paese: fotografia, ricamo, cucina, riciclaggio, attività tessili. Alda, il partner francese, ha proposto laboratori di ricami e tinture a base di erbe, riciclaggio creativo e fotografia. Questi laboratori hanno il vantaggio di consentire alle partecipanti di parlare di sé e condividere la propria cultura nonostante le barriere linguistiche. Oxfam ha offerto laboratori di cucina, dai quali è nato il libro “Storie del mondo in cucina”: cucinare insieme si è dimostrato un modo semplice ed efficace per parlare di sé, portare il proprio mondo allo scoperto e oltrepassare possibili barriere linguistiche, vincendo la lontananza tra culture che a volte appare insormontabile.

Il progetto ha avuto un impatto concreto e importante sulla vita delle donne che vi hanno partecipato, ma anche a livello delle autorità pubbliche. Il team Wemin Portugal, membri dell’Associazione Renovar, e le donne partecipanti, hanno organizzato una mostra delle loro creazioni e una presentazione del progetto durante la conferenza “A Travessia – Climate Refugees, che futuro? “ alla quale hanno partecipato il segretario di Stato per le migrazioni, l’ex Ministro degli affari interni, rappresentanti delle organizzazioni della società civile, ricercatori e membri della società civile.