Con SEBACH per garantire il diritto all’acqua e all’igiene nelle emergenze
Sebach, azienda leader nel noleggio di servizi igienico-sanitari mobili, è stata la prima realtà ad aderire in qualità di Impresa Ambassador al network di Oxfam Italia “La Nostra Impresa: Acqua per Salvare Vite”. Questa partnership strategica nasce da una visione comune: considerare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari non come una comodità, ma come un diritto umano fondamentale che garantisce salute, sicurezza e dignità.
Una partnership basata sulla missione aziendale
La collaborazione con Oxfam si integra perfettamente nella strategia di Sostenibilità di Sebach. Come sottolineato da Claudia Batini, Sustainability Manager dell’azienda, la missione di Sebach è fornire servizi igienici in ogni situazione di necessità, allineandosi direttamente con l’Obiettivo n. 6 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua.
Attraverso questa sinergia, Sebach mette a disposizione la propria esperienza quotidiana nella gestione del risparmio idrico per sostenere gli interventi d’emergenza di Oxfam, trasformando l’efficienza operativa in un impatto sociale tangibile.

Oltre l’infrastruttura: sicurezza e dignità
Un pilastro fondamentale della partnership è l’attenzione alla protezione delle persone più vulnerabili. La mancanza di bagni sicuri espone spesso donne e ragazze al rischio di aggressioni e ostacola il loro diritto allo studio e al lavoro. Insieme a Sebach, Oxfam lavora per garantire che i servizi igienici siano privati e sicuri, promuovendo attivamente l’uguaglianza di genere anche nelle situazioni di crisi.
Una cultura della sostenibilità condivisa
Per Sebach, la partnership con Oxfam non è solo una leva di marketing, ma un impegno autentico che coinvolge l’intero team aziendale. Come evidenziato nell’intervista alla Sustainability Manager, le aziende sono fatte di persone, e mettere i dipendenti nella condizione di conoscere e partecipare a progetti solidali è una priorità per evitare il rischio di social washing e costruire una consapevolezza diffusa sul valore dell’acqua come risorsa esauribile