Una partnership per agire dove l’acqua è una questione di vita o di morte
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2026, la Fondazione Il Fatto Quotidiano ha scelto di essere al fianco di Oxfam Italia con la campagna “Acqua che salva la vita”, con l’obiettivo di sostenere la risposta umanitaria nelle aree colpite dal conflitto in Medio Oriente, dove l’accesso all’acqua potabile è diventato uno dei bisogni più urgenti e critici.
Acqua come diritto, anche nei contesti di conflitto
La partnership ha sostenuto la risposta umanitaria di Oxfam a Gaza, in Cisgiordania e in Libano, contesti in cui la distruzione delle infrastrutture idriche e il collasso dei servizi essenziali mettono quotidianamente a rischio la salute e la sopravvivenza delle comunità.
Garantire acqua pulita e servizi igienico-sanitari significa prevenire epidemie, proteggere le persone più vulnerabili e favorire condizioni minime di dignità in situazioni di emergenza prolungata.

Il valore della comunicazione indipendente
La collaborazione è stata rafforzata da un importante lavoro di informazione e approfondimento giornalistico sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, con articoli dedicati all’emergenza idrica nei contesti di conflitto e al lavoro di Oxfam sul campo.
Un racconto autorevole che ha contribuito a mantenere alta l’attenzione pubblica sul tema, coniugando informazione indipendente e impegno umanitario e favorendo un coinvolgimento consapevole della community.

Risultati della campagna
Grazie ai tanti donatori che si sono mobilitati per questa campagna, sono stati raccolti quasi 17.000 euro, grazie ai quali Oxfam ha potuto rafforzare il suo lavoro sul campo: il contributo si è infatti trasformato in acqua potabile e kit igienico-sanitari contenenti sapone, prodotti per l’igiene personale e orale, pannolini, distribuiti da Oxfam e dai suoi partner a più di 2300 persone sfollate nel sud del Libano e nei governatorati di Gaza e Khan Younis nella Striscia.