Una filiera del pomodoro 100% Made in Italy più etica e trasparente
Princes Industrie Alimentari (PIA), società che gestisce il più grande stabilimento europeo per la trasformazione del pomodoro, ha scelto di stringere una partnership triennale con Oxfam per rafforzare la sostenibilità sociale della filiera pugliese.
La decisione risponde sia a un’esigenza etica sia alla crescente richiesta dei consumatori, sempre più attenti alla provenienza del cibo Made in Italy e alla sua tracciabilità.
Una filiera trasparente e responsabile rappresenta oggi un elemento competitivo decisivo.
Un modello multi‑stakeholder per la filiera
Oxfam Italia e PIA, insieme a Coldiretti e ai sindacati di Foggia, hanno avviato una collaborazione per diffondere pratiche etiche, strumenti operativi e formazione lungo l’intera filiera del pomodoro della Capitanata.
Le attività coinvolgono imprese agricole, cooperative partner e agricoltori, con l’obiettivo di:
- migliorare le condizioni di lavoro nei campi
- aumentare la consapevolezza dei diritti dei lavoratori e della sostenibilità sociale, economica e ambientale
- valorizzare il prodotto 100% Made in Italy sui mercati esteri

Impatto sui lavoratori e sulla filiera pugliese
Un miglioramento tangibile delle condizioni sociali e lavorative:
- Supporto all’integrazione socio‑lavorativa, inclusa l’assunzione regolare di 9 lavoratori migranti nello stabilimento di Foggia.
- Accesso a informazioni e tutela grazie a sportelli dedicati all’orientamento e ai diritti dei lavoratori.
- Rafforzamento delle competenze di produttori e agricoltori su contrattualistica, sicurezza, diritti e gestione etica.
- Creazione di un modello collaborativo replicabile che migliora la resilienza delle comunità agricole vulnerabili.
Premio Oxfam – Combattere la disuguaglianza, si può fare
Princes Industrie Alimentari ha ricevuto nel 2021 la prima edizione del Premio Oxfam “Combattere la disuguaglianza, si può fare”, ideato in collaborazione con Amici di Salvataggio – Associazione Alessandra Appiano e con il patrocinio di RAI per il Sociale, nella categoria “Costruire alternative alla disuguaglianza” per aver promosso condizioni di lavoro etiche nella filiera del pomodoro.
“Un contributo concreto al miglioramento delle condizioni lavorative di coloro che, in mancanza di alternative, possono finire nella rete di chi sfrutta la manodopera a basso costo, compreso il fenomeno del caporalato”: questa la motivazione della giuria, composta tra gli altri da Leonardo Becchetti, Riccardo Bonacina, don Antonio Rizzolo.