Oxfam e Fondazione CR Firenze: cinque anni per una sanità più inclusiva e vicina alle persone
Data di pubblicazione: 11 Dicembre 2025
Negli ultimi cinque anni, grazie al sostegno continuativo della Fondazione CR Firenze, Oxfam ha potuto sperimentare azioni innovative per avvicinare i servizi socio-sanitari alle persone più vulnerabili, con particolare attenzione alle donne con background migratorio, nel territorio di Arezzo e provincia.
Il fenomeno migratorio rappresenta una sfida cruciale per il sistema sanitario: garantire risposte efficaci ai bisogni di salute emergenti significa superare barriere che spesso ostacolano l’accesso ai servizi. Queste barriere possono essere organizzative, legate alla diversa cultura dei servizi; burocratiche, con procedure complesse; economiche, ma anche linguistiche e culturali.
Per affrontare queste criticità, Oxfam ha lavorato per abbattere gli ostacoli e garantire pari opportunità di accesso ai servizi territoriali, costruendo insieme agli operatori socio-sanitari e alle comunità percorsi di educazione alla salute realmente rispondenti ai bisogni delle persone.
Abbiamo messo in campo competenze diverse in modo sinergico: antropologhe, mediatrici linguistico-culturali, operatrici sociali hanno affiancato il personale sanitario per offrire una risposta a 360 gradi e favorire una conoscenza più approfondita del tema migratorio anche da parte delle istituzioni.
Il ruolo chiave delle Educatrici Sanitarie di Comunità
Una figura innovativa e fondamentale è stata quella delle Educatrici Sanitarie di Comunità: donne provenienti da minoranze etniche o comunità svantaggiate, formate per partecipare attivamente alla promozione della salute nelle proprie aree di residenza, in collaborazione con il Servizio Sanitario e gli sportelli territoriali. Questo modello non si limita a facilitare l’accesso ai servizi, ma permette di far emergere bisogni nascosti e costruire relazioni di fiducia, sviluppando capacità personali e collettive in materia di tutela della salute.

Cinque anni di risultati concreti
Grazie alle iniziative messe in campo, abbiamo lavorato con:
- circa 60 professionisti socio-sanitari coinvolti nelle attività
- 50 mediatrici linguistico-culturali, molte delle quali sono diventate Educatrici Sanitarie di Comunità grazie alla formazione
- oltre 100 donne coinvolte in percorsi di educazione sanitaria e alfabetizzazione
- oltre 1.000 persone raggiunte con attività sul territorio, tra cui momenti di informazione nei luoghi di culto, all’uscita delle scuole, nei luoghi di ritrovo, affiancamento durante le vaccinazioni anti-COVID
- oltre 4.000 persone supportate da remoto tramite call center e canali digitali
Un nuovo passo avanti
Nell’ultimo anno, il progetto è entrato nelle Case della Comunità, con la presenza stabile di un’Educatrice Sanitaria di Comunità: un nuovo servizio che sta favorendo ancora di più l’integrazione tra sistema sanitario pubblico e terzo settore, per dare risposte efficaci ai bisogni della comunità.