A fianco delle coltivatrici e dei coltivatori di caffè con Fondazione Lavazza

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Oxfam ha lavorato per più di 10 anni, anche grazie alla partnership con la Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza Onlus, sostenendo le cafficoltrici e i cafficoltori di piccola scala in Repubblica Dominicana, Haiti e dal 2017 a Cuba.
Abbiamo contribuito ad aumentare i redditi per circa 4.000 produttrici e produttori:

  • costruendo strutture per la trasformazione del caffè
  • rafforzando o creando associazioni e cooperative
  • incrementando le capacità produttive e commerciali.

L’introduzione del concetto e della pratica di controllo integrale della qualità ha permesso di differenziare i mercati: una parte del caffè viene esportata, il resto è destinato al mercato interno, che garantisce comunque ottimi margini. Una parte del caffè viene esportata già tostata, macinata e imbustata in pacchi da 250 gr, attraverso il commercio equo: in questo modo un’ulteriore e rilevante parte del costo rimane ai produttori.

Riguardo al mercato interno, in Repubblica Dominicana si è sviluppata una specifica strategia commerciale per il caffè prodotto nell’area di frontiera, il Cafè de la Sierra. Una strategia che tiene conto delle esigenze del mercato locale. Oltre alle classiche buste da 450 e 225 gr, si commercializzano anche confezioni più piccole da 28 gr, per andare incontro alle spesso ridotte disponibilità di contante delle persone nelle aree rurali. È in corso la promozione di caffè prodotto e torrefatto in loco da parte di una microimprese giovanile creata e rafforzata col contributo del progetto, anche nelle principali catene di supermercati del paese.
Abbiamo inoltre incrementato la produttività:

  • migliorando le tecniche tradizionali di produzione
  • introducendo sistemi integrati di lotta agli insetti
  • ringiovanendo le piantagioni.

credit: Tatiana Fernandez/Oxfam

credit: Tatiana Fernandez/Oxfam

credit: Oxfam

Un programma che ha rischiato seriamente di essere messo in ginocchio, assieme a milioni di piccoli produttori, dall’epidemia di una malattia, già presente ma in maniera non così invasiva: la ruggine del caffè (Hemileia vastatrix). Una malattia che si è diffusa a livello globale (complice anche il cambiamento climatico), che si previene migliorando le tecniche produttive e sostituendo le piantagioni con varietà resistenti. Per molti produttori di piccola scala, questo è impossibile senza un appoggio esterno: così, la ruggine del caffè colpisce soprattutto l’economia di sussistenza, mentre la media e grande impresa riesce a ridurre i danni grazie alle maggiori capacità economiche.

Abbiamo dunque sviluppato insieme a Lavazza un’iniziativa specifica contro la ruggine del caffè. In oltre 4 anni di lavoro, abbiamo distribuito oltre 10 milioni di piante di una varietà resistente, che garantisce ottima qualità. Siamo riusciti a ottenere questi numeri attraverso il recupero ed il miglioramento di una tecnica vivaistica tradizionale, quella dei vivai in terra. Invece di portare con i camion le piantine con la terra, prodotte nei vivai, abbiamo dotato i produttori di sementi formazione e un minimo di assistenza tecnica, così da permettere loro di autoprodursi le piantine di varietà resistente, per sostituire le piante vecchie e malate. Questa innovazione ha portato a una riduzione del costo di ciascuna piantina dell’800%. Il progetto ha vinto il Sodalitas Social Award 2018 nella categoria “Clima, energia e Acqua”.

Nel quadro di questo programma è stato anche possibile formare 11 assaggiatori di caffè haitiani, cubani e dominicani, grazie alla disponibilità di Lavazza a offrire i propri esperti professionisti e le proprie strutture di trasformazione. Una iniziativa di grande impatto, data la difficoltà ad accedere a questo tipo di formazione, difficilmente disponibile sul mercato locale.

Questo video racconta la storia di una famiglia di cafficoltori della Repubblica Dominicana coinvolti nel programma e di come la cafficoltura, anche grazie ai benefici portati dal programma, affascini anche i giovani.

credit: Tatiana Fernandez/Oxfam

credit: Tatiana Fernandez/Oxfam

credit: Oxfam

Con il supporto di un’esperta di Lavazza e con il coinvolgimento di Indocafè, è stato inoltre condotto uno studio sul Carbon Footprint del caffè della Repubblica Dominicana, per identificare le pratiche che contribuiscono maggiormente alle emissioni di gas serra e incoraggiare l’uso di buone partiche agricole per ridurre la quantità di emissioni di CO2 equivalente e implementare azioni tecnologiche a livello nazionale, verso un modello di produzione del caffè a emissioni zero.

In Repubblica Dominicana è stata anche disegnata e realizzata la campagna pubblica: «un caffè por…», per rendere visibile la situazione del settore raccontando storie di produttori e produttrici, e sensibilizzare il pubblico dei consumatori sulle esigenze dei giovani e delle donne coltivatrici di caffè.

Leggi il reportage di Famiglia Cristiana sul progetto in Repubblica Dominicana qui.

Oxfam Italia ha partecipato anche al progetto Coffee Study Program di Lavazza: 4 studenti coinvolti in un viaggio da Torino alla Repubblica Dominicana per toccare con mano buone pratiche per migliorare l’impatto della produzione del caffè sull’ambiente e sulla comunità.

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