Oxfam e Unilever We-Care: il valore del lavoro delle donne nelle ore dedicate alle cure familiari

In alcuni paesi, le donne trascorrono dalle sei alle otto ore al giorno per cure non retribuite e lavori domestici come il bucato, la cucina, la pulizia e la raccolta di acqua, nonché la cura di familiari giovani, anziani o disabili. Questo lavoro è prezioso ma spesso arduo, sottovalutato e raramente supportato. Affrontare le sfide dell’assistenza non retribuita è un pilastro fondamentale del nostro lavoro. Con il recente Briefing aziendale sull’assistenza non retribuita e sul lavoro domestico, Oxfam e Unilever stanno spingendo le aziende a responsabilizzare le donne prendendo provvedimenti per il tema delle ore di lavoro in cure verso la famiglia e trasformando il modo in cui dipendenti, fornitori e consumatori pensano al ruolo delle donne nella società.

Come parte di questa collaborazione, con il marchio di Unilever Surf, Oxfam sta lavorando per consentire a 73.000 donne e ragazze in Zimbabwe e nelle Filippine di ridurre il tempo che dedicano alle cure non pagate e influenzare l’opinione pubblica affinché cambi le norme sociali in modo che l’assistenza sia condivisa. Con il supporto di Surf, abbiamo già aiutato quasi 54.000 donne e ragazze ad ottenere un migliore accesso all’acqua e nuove o migliorate strutture di lavanderia in comune e domestiche, creando loro più tempo per seguire un’istruzione, guadagnare un reddito e svolgere altre attività.

Abbiamo anche sfidato gli stereotipi di genere relativi all’assistenza non retribuita addestrando quasi 3.600 persone a promuovere il cambiamento nelle loro comunità e raggiungendo oltre 34 milioni di persone attraverso campagne sui social media, TV e radio. Inoltre, abbiamo appoggiato politiche progressiste, incoraggiando i decision leaders a investire in servizi e a collegare più comunità all’elettricità pulita e all’acqua potabile. Il team We-Care di Oxfam è attivo anche a livello internazionale, influenzando i dibattiti sull’emancipazione femminile nei principali eventi globali guidati dalle Nazioni Unite e dal Forum economico mondiale.

ETICA E MODA SI INCONTRANO: I WAS A SARI IN ESCLUSIVA SU LUISAVIAROMA

I was a sari è un progetto che ha alla base una trasformazione, che comporta un aumento di valore sia per un tessuto che non ne aveva più, e che viene trasformato in qualcosa che ha un valore aggiunto molto più alto, sia per alcune donne che non avevano prospettive, e che riescono a realizzare sogni e bisogni.

Dal 2013, I was a Sari ha garantito opportunità di impiego decine di donne vulnerabili di Mumbai. Nel 2018, ha coinvolto 90 artigiane in 5 centri di produzione, vendendo più di 66.000 prodotti in 10 paesi in più di 250 negozi in Europa, in India e negli Stati Uniti, per un totale di 72.000 ore lavoro retribuite. Negli ultimi 4 anni il tasso annuo di crescita è stato del 77%. Da uno studio indipendente emerge che le donne coinvolte hanno migliorato non solo la loro vita ma anche quella delle loro famiglie. Il 60% è stato in grado di contribuire alle spese familiari, e il 52% a quelle per l’istruzione dei figli. Il 64% ha investito o risparmiato parte dei propri guadagni. Il 98% delle intervistate ha dichiarato di aver visto un sostanziale miglioramento nelle condizioni di vita, essendo in grado di contribuire alle spese per la gestione della casa, per la salute della famiglia e per l’educazione dei figli. I was a Sari nasce dalla collaborazione tra Stefano Funari, il dipartimento di design della moda del Politecnico di Milano, e CORP India, Srujna e Reality Gives, ONG che lavorano nel territorio di Mumbai.

Una speciale collezione composta da 24 creazioni in esclusiva tra magnifici outfit-kimono e bellissime mule, impreziosite con il ricamo e’ stata proposta online su LuisaViaRoma Capi e accessori moda di alto artigianato, che reinventano la tradizione del sari con un progetto che ha come obiettivo finale il miglioramento del tessuto sociale locale, attraverso l’emancipazione e la crescita professionale delle donne degli slum di Mumbai. Ogni articolo è un pezzo unico, interamente realizzato a mano, in un’ottica di piena sostenibilità, di riduzione dell’impatto ambientale e di riuso creativo dei materiali, come nelle parole di Stefano Funari, fondatore del marchio I was a Sari: “Dove altri vedono scarto noi vediamo opportunità. Lavoriamo con materiali, persone, talenti e proviamo a dare un senso e un valore più alto alle cose e alle persone che incrociamo nel nostro percorso. Siamo particolarmente orgogliosi di questa linea di prodotti, perché il ricamo e la trasformazione sempre più sofisticata dei materiali li rendono ancora più speciali, e sono il segno concreto della crescita professionale delle donne che li creano”.

Filosofia in perfetta armonia con l’impegno di Oxfam Italia, che tra le sue attività promuove prodotti unici ed etici realizzati da artigiani e agricoltori delle comunità più vulnerabili, in Italia e nel mondo, garantendo loro un giusto guadagno e condizioni di lavoro e di vita dignitose. Il ricavato delle vendite dei prodotti I was a Sari genera un profitto che Oxfam Italia reinveste in programmi di natura sociale.

Roberto Barbieri, Direttore Generale di Oxfam Italia, spiega “Lavoriamo in Italia e nel mondo per salvare vite colpite da emergenze umanitarie, per sostenere lo sviluppo delle comunità locali e per costruire un futuro più giusto, dove nessuno sia lasciato indietro. Per questo promuoviamo anche modelli di business innovativi, sostenibili ed etici, che valorizzano le persone lungo tutta la filiera di produzione. Per questo incoraggiamo i consumatori ad acquistare con maggiore consapevolezza e a pretendere prodotti davvero migliori e virtuosi, come quelli di I was a Sari.

Per saperne di più

AVEDA & OXFAM ITALIA

Ad Aprile, ricorre l’appuntamento annuale con il Mese della Terra. Aveda ha rinnovato negli ultimi anni il suo impegno nel fornire l’accesso all’acqua potabile nei paesi in via di sviluppo con una partnership strategica pluriennale con Oxfam Italia.  Oxfam e Aveda intervengono insieme, laddove le emergenze sono in atto, per portare acqua e così aiutare a garantire l’accesso all’acqua pulita nelle aree più colpite da emergenze improvvise o protratte: riabilitando le reti idriche; riabilitando pozzi; installando nuove cisterne e pompe ad energia solare per le zone prive di sistemi di distribuzione; distribuendo kit di filtraggio dell’acqua e acqua pulita alla comunità locali attraverso autocisterne. Per tutto Aprile è possibile sostenere il Mese della Terra effettuando un servizio colore in un salone Aveda, grazie al quale Aveda devolverà 2€ a Oxfam Italia. Inoltre, quest’anno. Non solo: si potrà sostenere Aveda e Oxfam Italia con una seduta di hairstyling e/o haircolor (taglio; piega; colore Aveda), curata dagli Aveda HairStylist, presso l’Aveda Education Center. Infine, per contribuire alla raccolta fondi si può fare anche una donazione libera al link dedicato

Oxfam e il Gufo

Una partnership di lunga durata quella tra Oxfam e Il Gufo, incentrata sulla tematica delle emergenze umanitarie e in particolare a tutte quelle situazioni in cui Oxfam è in prima linea per portare acqua e kit igienico sanitari dove manca acqua e igiene.

La partnership, sotto il cappello #20 seconds, che è il tempo necessario per pulirsi le mani ed evitare la diffusione delle malattie,  si è svolta lungo una serie di attività e iniziative sia di raccolta fondi che di comunicazione sul tema emergenze, con un focus specifico sull’acqua e sull’igiene.

Le attività sono state tutte incentrate sull’acqua potabile e pulita come diritto fondamentale per la vita e sull’igiene come azione fondamentale per salvaguardare la salute di bambini, famiglie e comunità.

Dalle capsule di T-shirt dedicate alla partnership e incentrate sul tema acqua, alle saponette personalizzate e vendute alle casse, ai laboratori per bambini con il Mudec e con la California Bakery, alle special sale ogni sei mese integralmente dedicate a Oxfam, agli incontri in azienda per coinvolgere i dipendenti e la rete vendita: tutto questo, insieme a una corporate donation annuale garantita per sostenere i progetti di Oxfam nel mondo, hanno reso la partnership con Il Gufo una best practice per diffusione del messaggio ed engagement di tutti gli stakeholder.