Bando CoPower

Supporto integrato e inclusivo per donne e ragazze vittime e sopravvissute alla violenza di genere, con erogazione di sovvenzioni a soggetti terzi

Candidati ora

Descrizione progetto e bando:

In Italia, la violenza contro donne e ragazze continua a rappresentare una grave violazione dei diritti umani e una manifestazione delle persistenti disuguaglianze di genere. Donne migranti e rifugiate, donne con disabilità, donne anziane, persone LGBTQIA+ possono affrontare forme intersezionali di discriminazione che aumentano l’esposizione alla violenza e limitano l’accesso alla protezione, ai servizi e alla giustizia, ma anche alla piena partecipazione sociale, economica e politica e all’esercizio dei propri diritti in condizioni di uguaglianza e autonomia. È pertanto necessario sostenere interventi che adottino una prospettiva intersezionale e basata sui diritti, capaci di rimuovere le barriere esistenti e garantire risposte inclusive, accessibili e adeguate alle diverse esperienze di vita.

Le pratiche dannose continuano inoltre a rappresentare una specifica manifestazione della violenza di genere anche nel contesto italiano. Sebbene i dati disponibili siano ancora limitati e il fenomeno risulti ampiamente sottostimato, persistono pratiche quali i matrimoni forzati e precoci, le mutilazioni genitali femminili, i cosiddetti crimini “d’onore” e altre forme di controllo dell’autonomia, dell’identità e della libertà di scelta delle donne e delle ragazze.

In Italia, il bando CoPower è strutturato in modo tale da sovvenzionare direttamente iniziative a contrasto della violenza contro donne, ragazze e bambine/i adottando un approccio intersezionale, mettendo a disposizione un totale di 300.000 € di sovvenzioni a cascata per sostenere le Organizzazioni della Società Civile (OSC) impegnate nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere. Le sovvenzioni saranno assegnate attraverso due fasi di selezione, con 200.000 € destinati alla prima fase e 100.000 € alla seconda.

Le risorse disponibili consentiranno di sovvenzionare almeno 10 progetti.  I progetti potranno ricevere sovvenzioni a importo fisso comprese tra 5.000 € e 50.000 €, a sostegno sia di singole organizzazioni sia di piccoli partenariati, con particolare attenzione alle OSC di base e alle organizzazioni di piccole e medie dimensioni.

Il bando è articolato in due linee di intervento complementari:

  1. Rafforzamento del sistema di protezione per donne e ragazze sopravvissute alla violenza di genere secondo un approccio intersezionale. Questa linea si concentrerà sulla fornitura di servizi di protezione e supporto personalizzati, tra cui case rifugio, assistenza medica e psicologica per donne e ragazze, in tutta la loro diversità, vittime di violenza domestica, sessuale e di altre forme di violenza di genere. A questa linea di intervento sarà destinato il 60% del budget del bando nazionale.
  2. Riduzione delle pratiche dannose (harmful practices), con particolare attenzione al miglioramento degli interventi di contrasto a pratiche quali le mutilazioni genitali femminili, le mutilazioni genitali su persone intersessuali, l’aborto forzato, la sterilizzazione forzata, i matrimoni precoci e forzati, la violenza legata al cosiddetto “onore”, le pratiche di conversione. A questa linea di intervento sarà destinato il 40% del budget del bando nazionale.

Attraverso questo programma, il bando mira non solo a finanziare progetti, ma anche a rafforzare le risposte transfemministe e i sistemi di supporto inclusivi per donne e ragazze in tutta la loro diversità.

Coming soon

Il bando mette a disposizione una sovvenzione di € 300,000 totali, e rimarrà aperto dal 24 agosto al 23 novembre 2026 e dal 1° dicembre 2026 al 1° marzo 2027

Apertura della call

24 agosto 2026
1° dicembre 2026

Scadenza per la presentazione delle proposte

23 novembre 2026 h. 15:00
1° marzo 2027 h. 15:00

Esito della valutazione

Febbraio 2027
Maggio 2027

Si raccomanda vivamente alle organizzazioni candidate di presentare la propria proposta durante il primo round, poiché in questa fase sarà assegnata la maggior parte delle risorse disponibili.

Come candidarsi: per presentare una proposta progettuale, compilare i campi riportati di seguito e allegare la documentazione richiesta.

Oxfam CoPower National Call ITALY Oxfam CoPower National Call ITALY

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Per inviare la proposta progettuale, compila i campi di fianco e allegare la documentazione richiesta.

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    FAQs.

    Tutto ciò che c’è da sapere su requisiti di ammissibilità, tempistiche, finanziamenti e procedura di concessione delle sovvenzioni secondarie.

    Possiamo candidarci come singola organizzazione o è obbligatorio creare un partenariato?

    No, il partenariato non è obbligatorio.

    Un progetto può essere presentato:

    • da una singola organizzazione (Ente Proponente);
    • oppure, da un consorzio composto da 1 Ente proponente (in qualità di Capofila) e fino a 2 Partner.

    I criteri di ammissibilità delle organizzazioni sono consultabili al paragrafo 4.1 del Bando CoPower

    In particolare:

    • L’Ente proponente/Capofila, deve essere legalmente costituito da almeno 2 anni e dimostrare almeno 2 anni di esperienza nella prevenzione e contrasto della violenza di genere, nella promozione dei diritti delle donne e/o dei diritti umani;
    • il Partner deve essere legalmente costituito da almeno 2 anni e dimostrare almeno 1 anno di esperienza negli stessi ambiti.

    La scelta del partenariato è particolarmente importante per organizzazioni piccole e medie che desiderano mettere in comune competenze ed esperienze complementari, favorendo una lettura femminista e intersezionale della violenza di genere e dei bisogni diversificati di donne, ragazze e bambini/e. Attraverso il partenariato, le organizzazioni possono integrare diverse specializzazioni, ad esempio nell’ambito della disabilità, delle migrazioni, dell’inclusione sociale, dell’età, dei diritti LGBTQIA+ o della tutela dei minori, rafforzando al contempo la copertura territoriale, la capacità operativa e la sostenibilità dell’intervento. In caso di consorzio, il budget può essere distribuito tra le organizzazioni partner, ma ciascuna organizzazione deve rispettare i requisiti di eleggibilità previsti dalla Call. È inoltre possibile coinvolgere Partner Associati (ad esempio enti pubblici, università, cooperative sociali o altre organizzazioni), che possono contribuire alle attività del progetto ma non ricevono né gestiscono fondi del progetto.

    Come facciamo a capire quale importo possiamo richiedere?

    L’importo richiedibile dipende sia dalla capacità economica dell’organizzazione sia dalle soglie di finanziamento previste dal Bando. I criteri di ammissibilità delle proposte, e dell’importo ammissibile, sono consultabili nella tabella al paragrafo 4.2, e nel capitolo 3 del Bando CoPower.

    La regola generale prevede che il contributo richiesto non possa superare il 40% della media delle entrate degli ultimi due bilanci approvati (non antecedenti all’esercizio 2023).

    Ad esempio:

    • media entrate €125.000 → si può richiedere fino a €50.000;
    • media entrate €75.000 → si può richiedere fino a €30.000;
    • media entrate €62.500 → si può richiedere fino a €25.000;
    • media entrate €12.500 → si può richiedere fino a €5.000.

    I candidati dovrebbero pertanto scegliere la fascia di finanziamento che corrisponde meglio sia alla loro capacità organizzativa sia alla portata dell’intervento proposto.

    Quali tipologie di progetti e attività possono essere sovvenzionate?

    Il Bando sostiene iniziative che contribuiscano a prevenire e contrastare la violenza di genere contro donne, ragazze e minori, con particolare attenzione alle persone che affrontano forme multiple e interconnesse di discriminazione ed esclusione. I progetti dovranno adottare un approccio victim-centred, survivor-centred, trauma-informed e intersezionale, riconoscendo che l’esperienza della violenza può essere aggravata da fattori quali disabilità, età, origine migratoria, appartenenza etnica, orientamento sessuale, identità di genere, condizione socioeconomica o isolamento geografico.

    Le organizzazioni che lavorano con minori dovranno inoltre garantire il pieno rispetto dei principi e delle procedure di child safeguarding e promuovere modalità adeguate di partecipazione dei bambini e delle bambine.

    Maggior informazioni sulle linee di intervento specifiche e sulle attività ammesse, sono consultabili nel capitolo 2 e al paragrafo 4.3 del Bando CoPower.

    L’elenco delle attività riportato nel Bando non è esaustivo. Saranno valutate positivamente anche altre proposte capaci di contribuire in modo chiaro e concreto agli obiettivi di prevenzione e risposta alla violenza di genere in chiave intersezionale, in coerenza con le priorità del progetto CoPower e della Direttiva europea sulla violenza contro le donne.

    Quando e come posso candidare il mio progetto? Conviene partecipare al primo round?

    Il Bando nazionale prevede due finestre di candidatura:

    Prima fase

    • Scadenza: 23 novembre 2026, ore 15:00
    • Durata massima dei progetti: 20 mesi
    • Budget totale disponibile: 200.000 €

    Seconda fase

    • Scadenza: 1° marzo 2027, ore 15:00
    • Durata massima dei progetti: 16 mesi
    • Budget totale disponibile: 100.000 €

    Maggiori informazioni sull’apertura delle candidature sono consultabili nel capitolo 2 e al paragrafo 4.2 del Bando CoPower.

    Le organizzazioni che non saranno selezionate nel primo round riceveranno un feedback sulla propria proposta e potranno presentare una nuova candidatura nel secondo round, tenendo conto delle osservazioni ricevute.

    Per questo motivo, si raccomanda fortemente di partecipare già al primo round. Presentare la proposta nella prima scadenza offre infatti diversi vantaggi:

    • mette a disposizione una dotazione finanziaria complessiva più elevata per ogni Paese coinvolto dalla call;
    • consente di realizzare progetti di durata maggiore (fino a 20 mesi anziché 16);
    • permette, in caso di mancato finanziamento, di beneficiare dei commenti della commissione di valutazione e ripresentare una proposta migliorata nel secondo round;
    • aumenta le opportunità di partecipare fin dall’inizio alle attività di capacity sharing, apprendimento reciproco e networking previste dal progetto CoPower.

    Le organizzazioni interessate sono quindi incoraggiate a utilizzare il primo round non solo come opportunità di accesso al finanziamento, ma anche come occasione per costruire partenariati, rafforzare approcci femministi e intersezionali e in caso di mancato finanziamento poter riapplicare al secondo round migliorando la proposta inviata alla luce della valutazione ricevuta.

    Nella costruzione della proposta progettuale, è possibile collaborare con un gruppo informale di attivist* e/o valorizzarne la presenza, anche se non è registrato come associazione o ente?

    Sia l’Ente proponente che il Partner devono essere Enti del Terzo Settore (ETS) non societario come definito dal D.Lgs. 117/2017 Codice del Terzo Settore e successive modifiche; oppure, una Fondazione, un’associazione riconosciuta o non riconosciuta, un comitato, un ente non ETS (artt. 14- 42 c.c.).

    Per quanto riguarda i partenariati esistenti con gruppi informali, possono essere senz’altro valorizzati nel testo della proposta progettuale e anche tramite una lettera di supporto da parte loro al progetto.

    È possibile finanziare iniziative di sensibilizzazione più ampie, di cui una parte è co-finanziata da altri enti? Nello specifico vorremmo candidare l'organizzazione di un grande evento di sensibilizzazione/formazione che verosimilmente non sarebbe coperto unicamente da questo bando. 

    Non è necessario specificare altri co-finanziamenti per le attività in virtù del fatto che il bando CoPower non prevede co-finanziamento. Le “attività di sensibilizzazione più ampie”, devono comunque essere attinenti agli obiettivi di progetto e coerenti con l’analisi presentata, inoltre, il loro finanziamento non deve risultare una sovrapposizione di altri finanziamenti ricevuti.

    Nelle “Linee Guida di Gestione e Rendicontazione”, alla voce “Risorse umane” rientra quindi il solo personale dipendente (assunto con contratto di dipendenza a tempo determinato o indeterminato) o anche il personale non dipendente che collabora con l’ente con contratti di collaborazione professionale (es. prestazione autonoma professionale o prestazione autonoma occasionale).

    Nella categoria di spesa “Risorse umane” si considerano:

    • Dipendenti (o equivalenti): I costi per i dipendenti sono ammissibili se lavorano per il beneficiario con contratto di lavoro e sono assegnati all’azione. Sono inclusi stipendi, contributi, imposte e altri costi obbligatori, calcolati sulla base della tariffa giornaliera e delle giornate lavorate. Pagamenti supplementari sono accettati se coerenti con le pratiche del beneficiario. Il massimo di giornate equivalenti ammissibili per persona è 215 per anno.
    • Contratti diretti o distacco da terzi: I costi per personale con contratti diretti (non di lavoro) o distaccati da terzi sono ammissibili se le condizioni lavorative sono simili a quelle dei dipendenti e il risultato del lavoro appartiene al beneficiario. Devono riflettere i costi effettivi senza differenze significative rispetto ai dipendenti. In questa definizione possono rientrare casi di professionisti/e con partita IVA, purché soddisfino specifiche condizioni:
    • Condizioni lavorative simili a quelle di un/una dipendente;
    • Risultato del lavoro appartenente al beneficiario;
    • Il consulente, nello svolgere il proprio incarico, deve essere sotto la supervisione del beneficiario;
    • Costi basati su tariffe effettive, ragionevoli, in linea con le normative nazionali e in linea con il costo azienda di un dipendente con mansioni uguali e con un livello contrattuale paragonabile all’impiego svolto dal consulente;
    • Tariffa oraria/giornaliera indicata chiaramente;

    Ove previsto dal progetto e dalle mansioni, il consulente deve operare all’interno degli spazi del beneficiario.

    Se la mia organizzazione non è iscritta al RUNTS, posso comunque partecipare al bando?

    Sì, non è necessario essere iscritti al RUNTS. Ma ricordiamo che sia l’Applicant che il Co-applicant devono essere Enti del Terzo Settore (ETS) non societario come definito dal D.Lgs. 117/2017 Codice del Terzo Settore e successive modifiche; oppure, una Fondazione, un’associazione riconosciuta o non riconosciuta, un comitato, un ente non ETS (artt. 14-42 c.c.). 

    Posso candidarmi come lead applicant in una proposta e co-applicant in un’altra?

    No, si può presentare soltanto una proposta per ente, per scadenza. Se il progetto viene accettato l’ente non può più candidarsi in altre proposte. Se invece la proposta viene rigettata, l’ente può decidere di riformulare la proposta e ripresentarla alla scadenza successiva.

    Posso presentare un unico progetto trasversale sulle 2 linee di intervento?

    No, ogni proposta deve essere presentata nell’ambito di una sola linea di intervento. Il Bando CoPower prevede infatti che le organizzazioni inseriscano la propria proposta in un’unica linea di intervento e che le attività siano coerenti con gli obiettivi della Linea selezionata (par. 4.3 del Bando).

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