Insieme per vincere la povertà.

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Un codice rosa per le donne della Repubblica Dominicana

Il Codice Rosa rappresenta oggi infatti, un modello di lavoro sempre più innovativo ed efficace di intervento, a salvaguardia di chi può trovarsi vittima di abusi anche tra le mura di casa propria

Il codice rosa si estende

Dalla Toscana alla Repubblica Dominicana. Con Oxfam Italia il Codice Rosa a tutela delle donne, dei minori e di tutte le fasce più deboli della popolazione attraversa l’oceano


Nato a Grosseto nel 2010, il Codice Rosa a tutela delle donne, dei minori e di tutte le fasce deboli della popolazione assume sempre più una dimensione regionale, nazionale e internazionale. Oggi per la prima volta, a seguito della visita in Repubblica Dominicana di Vittoria Doretti, medico responsabile del Codice Rosa di Grosseto, realizzata grazie alla collaborazione con Oxfam Italia, guarda alla salvaguardia dei diritti dei più “deboli” del Sud del mondo. Per l’esattezza alla frontiera tra Repubblica Dominicana e Haiti, in una delle zone più povere del Paese, (dove Oxfam lavora da anni con progetti in ambito sanitario, educativo, di lotta alla povertà e gestione dell’emergenza umanitaria).

Il Codice Rosa rappresenta oggi infatti, un modello di lavoro sempre più innovativo ed efficace di intervento, a salvaguardia di chi può trovarsi vittima di abusi anche tra le mura di casa propria o nelle situazioni più impensabili e nascoste. Partito due anni fa, grazie al lavoro congiunto di Asl 9 di Grosseto, Procura della Repubblica e Forze dell’ordine, il servizio si è esteso nel tempo con ottimi risultati anche alle Asl di Arezzo, Prato, Lucca e Viareggio in Toscana,  e successivamente anche a quelle di Bari, di Potenza, di diverse Province della Sardegna e del Veneto. Una Task Force inter-istituzionale, composta da medici, infermieri, assistenti sociali, polizia e  carabinieri, in grado di identificare, non solo i casi di violenza domestica e poter quindi dare una risposta adeguata alla vittima, ma anche di applicare una metodologia efficace all’arresto tempestivo dell’aggressore.

“Particolarmente innovativa nell’approccio del Codice Rosa – spiega Vittoria Doretti –  è la sinergia tra le procedure applicate da ciascuna Istituzione nei casi di violenza, volta a creare un ambiente protetto in un unico locale di ciascun territorio dove viene applicato il servizio, la cosiddetta Stanza Rosa. Il Codice Rosa negli anni ha infatti permesso di far venire alla luce casi di violenza, che altrimenti avrebbero rischiato di restare nell’ombra. Ad esempio, il caso di maltrattamento del figlio disoccupato sulla madre anziana, verificatosi l’anno scorso a Grosseto e denunciato dalle infermiere della nostra Task Force, a seguito dei lividi trovati sulla signora. Un tipo di violenza domestica, che se non identificato tempestivamente può durare per anni”.


I risultati in Toscana nel 2012
Il lavoro del Codice Rosa ha portato solo nel 2012 ad affrontare in Toscana 1.418 casi di violenza domestica, sessuale, stalking, abusi e maltrattamenti. Ad evidenziare un fenomeno che necessita di sempre maggiore attenzione. Nel dettaglio, solo l’anno scorso sono stati 241 i casi affrontati ad Arezzo, 430 a Grosseto, 250 a Lucca,  337 a Prato e 160 a Viareggio. E nella maggior parte delle casistiche riscontrate, le vittime sono state donne che hanno subito maltrattamenti di varia natura. Meno sono stati invece i casi di violenza su minori.


Il Codice Rosa alla frontiera tra Repubblica Dominicana e Haiti
Da un’idea semplice quanto rivoluzionaria come quella del Codice Rosa, nasce oggi la sfida di Oxfam Italia e della Provincia di Grosseto: promuovere il Codice Rosa in Repubblica Dominicana, dove la violenza domestica è in continua crescita con numeri allarmanti, coinvolgendo organizzazioni femminili della società civile, istituzioni e altre ong. Grazie al progetto “Alla ricerca di un lavoro dignitoso. Diritti, lavoro e migrazione tra Repubblica Dominicana e Haiti” (finanziato dalla Regione Toscana e nato dalla collaborazione fra Oxfam Italia, Provincia di Grosseto, ASL9 di Grosseto, Collettiva Mujeres y Salud), è stato dunque possibile organizzare in Repubblica Dominicana la missione di Vittoria Doretti. Obiettivo? Presentare l’esperienza del Codice Rosa nel Paese de “Las Hermanas Mirabal”.

In Repubblica Dominicana, – spiega Francesco Torrigiani di Oxfam Italia – la violenza domestica rappresenta un problema sociale estremamente grave. Qui si registrano ogni anno circa 230 casi di femminicidio e oltre 50 mila denunce. Una situazione assai più grave di quella, già drammatica, italiana, dove con una popolazione sei volte maggiore, i casi di femminicidio, ogni anno sono 136”.

“Grazie alla visita nella provincia di Elias Piña, alla frontiera tra Repubblica Dominicana e Haiti  e agli incontri che abbiamo avuto con le Istituzioni e i vari attori coinvolti nella prevenzione del fenomeno, –  conclude Doretti – abbiamo potuto riscontrare notevoli similitudini con la situazione italiana. La Procura Generale della Repubblica di Santo Domingo ha creato negli ultimi 6 anni, 17 centri sperimentali di attenzione integrata in cui le vittime si possono recare per sporgere denuncia e ricevere assistenza da parte di medici legali, psicologi. Questa esperienza, molto innovativa, non vede però la partecipazione del Ministero della Salute che rappresenta la controparte fondamentale che ha concontribuito il successo in Italia. Senza dubbio, il Codice Rosa potrebbe rappresentare per la Repubblica Dominicana un’esperienza replicabile a basso costo. Le similitudini incontrate, infatti, indicano la volontà delle Istituzioni di intraprendere un cammino, che inconsciamente a 8 mila km di distanza, sta seguendo le orme del Codice Rosa, orme che portano a una stretta collaborazione fra tutti gli attori della rete per rispondere adeguatamente al problema della violenza contro le donne in tutti i suoi aspetti”.
Ufficio stampa Oxfam Italia:
David Mattesini – david.mattesini@oxfamitalia.org  – 348.6509705

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HAITI
Sono 1,4 milioni le persone che hanno bisogno di aiuto umanitario in seguito al passaggio dell’uragano Matthew su Haiti, che ha lasciato dietro di sé morte e distruzione in un contesto già enormemente vulnerabile, in cui ancora oggi vi sono 60.000 sfollati dal terremoto del 2010. Migliaia di abitazioni sono andate distrutte, e in intere regioni i raccolti sono andati perduti; c’è un reale rischio di epidemie di colera e di casi di malnutrizione. Il nostro staff sta distribuendo kit igienico-sanitari, pasticche per la potabilizzazione dell’acqua e installando serbatoi di acqua pulita.
SIRIA
In Siria, centinaia di migliaia di persone vivono sotto la minaccia della violenza e delle bombe. Metà degli abitanti del paese sono fuggiti, e coloro che rimangono hanno disperato bisogno di aiuto. Più di 4.8 milioni di persone hanno trovato rifugio nei paesi limitrofi, come Giordania, Libano e Turchia. Tre quarti di loro sono donne e bambini. Il continuo arrivo di rifugiati preme drammaticamente sulle fragili infrastrutture ed economie di questi paesi: nel solo Libano, una persona su quattro è un rifugiato siriano, e la Turchia ospita più di 2.7 milioni di siriani, oltre a un quarto di rifugiati di altre nazionalità, più di ogni altro paese nel mondo. In Siria, Giordania e Libano, Oxfam aiuta più di 1.5 milioni di persone garantendo acqua potabile, servizi igienico sanitari e sostegno economico.
SUDAN
El Nino, aggravato dai cambiamenti climatici, sta spingendo alla fame e alla sete milioni di persone nel mondo. In Sudan 3,5 milioni di persone, di cui 250.000 in Darfur, sono stati colpiti dall’emergenza siccità. Oxfam lavorerà con le comunità pastorali e agro-pastorali più vulnerabili e i rifugiati provenienti dalle aree di conflitto al confine con il Sud Sudan, riabilitando pozzi e fornendo kit igienici e latrine nei campi per sfollati Nei territori meridionali dello stato del nord Darfur, dove si concentra il maggior numero di sfollati e comunità colpite dalla siccità, Oxfam riabiliterà 3 pozzi dotandoli di pompa manuale per fornire acqua potabile a circa 30.000 persone.
GAZA
Dopo nove anni di blocco israeliano, 1.8 milioni di palestinesi sono ancora intrappolati nella Striscia, e due anni dopo la guerra del 2014 la loro vita è peggiorata. I bisogni umanitari sono enormi: più di 100.000 persone non hanno più una casa, 75.000 sono sfollati, il 96% dell’acqua non è potabile e solo il 9.7% delle abitazioni è stato ricostruito. Oxfam sta aiutando 700.000 persone garantendo acqua potabile, servizi igienico sanitari e sostenendo l’economia locale, facendo pressione per la fine del blocco e perché venga fatta una pace duratura che garantisca sicurezza ai civili.
BACINO DEL LAGO CHAD
Quasi sette anni di violento conflitto che ha coinvolto le milizie di Boko Haram e l’esercito ha portato a una crisi umanitaria devastante nel bacino del Lago Chad, interessando Nigeria, Niger, Chad e Camerun. 2.6 milioni di persone hanno abbandonato le proprie case e terre. Una crisi che riporta livelli allarmanti di violenze sessuali e violazioni dei diritti umani, che ha devastato le attività agricole e produttive, spingendo alla fame intere comunità. In alcune regioni da tre anni non vi sono raccolti e i prezzi degli alimenti sono alle stelle. 6.3 milioni di persone sono vittime di insicurezza alimentare, e mezzo milione di bambini sono gravemente malnutriti. Dal maggio 2014, Oxfam ha aiutato 268.000 persone; stiamo lavorando oggi in tre paesi, e pianifichiamo di raggiungere più di 1.5 milioni di persone per la fine del 2017. Distribuiamo cibo, acqua potabile, kit igienico sanitari, rifugi di emergenza, semi e attrezzi agricoli, promuovendo attività generatrici di reddito e prevenendo la trasmissione di malattie all’interno dei campi per sfollati.
SUD SUDAN
Dalla crisi politica del 2013, il Sud Sudan è precipitato in una spirale di violenza che sembra non avere fine. Più di 2.5 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case nel tentativo di salvarsi: 1.6 milioni di loro sono sfollati all’interno del paese, e più di 830.000 hanno cercato rifugio nei paesi vicini come Etiopia, Kenya, Sudan e Uganda. 4.8 milioni di persone hanno disperatamente bisogno di assistenza umanitaria. Dall’inizio della crisi, Oxfam ha portato aiuto a quasi 860.000 persone in otto stati, garantendo accesso ad acqua potabile, costruendo latrine e servizi igienici nei campi per sfollati, coordinando la distribuzione di cibo, provvedendo carburante e incentivando la creazione di fonti di reddito. Abbiamo lavorato a fianco di 350.000 contadini e produttori per aiutarli a migliorare la produzione agricola e ricostruire il proprio futuro. A Juba, abbiamo aiutato 20.000 persone a fronteggiare l’epidemia di colera somministrando acqua potabile e promuovendo pratiche igieniche.
ECUADOR
Il 18 aprile 2016 un terremoto di 7.8 gradi della scala Richter ha colpito l’Ecuador causando 670 morti, , più di 6.274 feriti, oltre 10.500 edifici distrutti colpendo quasi 750.000 persone. Oxfam ha iniziato fin da subito, in collaborazione con le istituzioni governative e le associazioni locali, le attività relative alla somministrazione di acqua potabile e l'installazione di strutture igieniche (docce e latrine) a beneficio delle persone ospitate nel rifugio vicino al vecchio aeroporto di Portoviejo, lavorando per riabilitare le condotte idriche in 5 municipalità e 8 comunità della provincia più colpita. Fino a oggi, abbiamo aiutato 75.000 persone in 30 comunità.
ITALIA
Tra gennaio e agosto 2016 più di 100.000 persone sono arrivate in Europa dal Mediterraneo, una delle rotte più pericolose al mondo. Purtroppo molto spesso, anche all’arrivo, queste stesse persone sono vittime di abusi e violazioni dei propri diritti. Oxfam lavora con i richiedenti asilo in Sicilia e in Toscana garantendo assistenza legale e psicologica, attraverso progetti di accoglienza diffusa che hanno come obiettivo quello della piena indipendenza e integrazione delle persone, nel rispetto dei loro diritti fondamentali.
ITALIA
Le scosse degli ultimi giorni in Centro Italia hanno pesantemente aggravato le condizioni della popolazione coinvolta nel terremoto del 24 agosto scorso, che ha causato 297 vittime e 4.013 sfollati, già ospitati nelle strutture allestite in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Oggi siamo di fronte a ulteriori danni alle infrastrutture, alle strutture pubbliche, alle vie di comunicazione e al patrimonio culturale e a un aumento considerevole del numero di sfollati. Oxfam Italia si è attivata nei giorni immediatamente successivi al sisma di agosto insieme alle organizzazioni sul territorio per valutare i bisogni prioritari non ancora coperti, in linea con la propria missione e visione. Il nostro intervento, allora come oggi, si focalizza sull'assistenza psicologica comunitaria alle vittime, attraverso il sostegno e la collaborazione con il partner GUS (Gruppo Umana Solidarietà), offrendo un aiuto personalizzato in base alle singole esigenze, con una media di 30 interventi realizzati e 20 utenti raggiunti ogni settimana.
IRAQ
La situazione in Iraq si sta facendo sempre più grave. Più di 10 milioni di persone – metà delle quali bambini – hanno bisogno di assistenza umanitaria, mentre 3.4 milioni sono sfollati. Dal marzo di quest’anno le operazioni militari hanno causato la fuga di quasi 150 mila profughi lungo il cosiddetto “corridoio di Mosul” e oggi centinaia di migliaia di civili rischiano di essere intrappolati durante l’offensiva in corso per riprendere la città dall’ISIS, che rischia di creare più di un milione di profughi. Oxfam lavora in più di 50 villaggi lungo il governatorato di Diyala; recentemente ha incrementato le proprie attività lungo il corridoio di Mosul, nei governatorati di Salah Al-Din e Ninewa. Lavoriamo inoltre a Qayyarat, 80 km a sud di Mosul, una zona strategica tra due territori controllati dall’ISIS, garantendo acqua, servizi igienici, coperte e rifugi. Durante l’offensiva verso Mosul prevediamo di aiutare 60.000 persone.
YEMEN
Dal marzo 2015, violenze e raid aerei hanno spinto 3.1 milioni di persone ad abbandonare le proprie case; 21 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria, e 14.1 milioni non possono permettersi abbastanza cibo. Dai primi di agosto, dopo un periodo di trattative e parziale cessate il fuoco, le violenze sono ricominciate; i prezzi del cibo sono alle stelle e sono milioni i bambini che rischiano letteralmente di morire di fame. Oxfam ha aiutato a oggi più di 900.000 persone portando acqua, buoni pasto, aiuti in denaro e kit igienico sanitari.