Balkan Florence Express

Con la collaborazione della Fondazione Sistema Toscana e con il Trieste Film Festival torna a Firenze la mostra del cinema balcanico di Oxfam Italia.

Torna anche quest’anno a Firenze il Balkan Florence Express, la rassegna del miglior cinema dei Balcani occidentali organizzato da Oxfam Italia in collaborazione con la Fondazione Sistema Toscana e con il contributo della Regione Toscana. Il festival per la prima volta istituisce un premio per la fiction e uno per i documentari: i Balkan Florence Bridges Awards con una giuria mista di esperti di cinema, rappresentanti del mondo della cultura e della cooperazione internazionale per premiare il film che meglio di tutti coniuga l’espressione cinematografica con l’attenzione ai diritti umani.
Anche quest’anno, come i due precedenti, parte della programmazione sarà condivisa con il Trieste Film Festival, mentre la nostra rete di contatti con le realtà cinematografiche dei Balcani si amplia sempre di più.

Il programma che vi offriamo sarà ricco, e le proiezioni dei film saranno affiancate da spettacoli, mostre, presentazioni di libri e tavole rotonde per riflettere sul senso della cooperazione culturale e sul ruolo sociale della cultura al livello globale. Quest’anno saremo anche ad Empoli, grazie alla collaborazione con il programma SPRAR, per riflettere sul tema delle migrazioni a partire dai film, spettacoli teatrali e ospiti speciali della rassegna.

Vi aspettiamo anche quest’anno alla Casa del Cinema di Firenze e della Toscana – Cinema La Compagnia (Via Cavour 50/r – FIRENZE) dal 22 al 25 febbraio 2018.
Tanto cinema ed eventi anche quest’anno per raccontarvi i Balcani come non li avete mai visti!
Stay tuned!

PROGRAMMA 2018

18:00

INAUGURAZIONE VI EDIZIONE DEL BALKAN FLORENCE EXPRESS
Saluti istituzionali

MARE CORTO, presentazione del reportage sull’Adriatico di Ignacio Maria Coccia e Matteo Tacconi. Alla presenza degli autori.

SOPRAVVIVERE A SARAJEVO, Bébert EdizioniMatteo Pioppi presenta il libro dedicato alla “Resistenza artistica” durante l’assedio di Sarajevo tra il 1992 e il 1995

20:30

DRUGA STRANA SVEGA/ THE OTHER SIDE OF EVERYTHING, di Mila Turajlić

Serbia 2017, 100’, v.o. sott. ita. /eng. sub.

In collaborazione con il Trieste Film Festival. Sarà presente l’autrice.

Una porta chiusa dentro un appartamento di Belgrado ha tenuto una famiglia separata dal proprio passato per oltre settant’anni. Nel momento in cui la regista inizia una conversazione intima con la propria madre, la faglia politica che scorre attraverso la famiglia rivela una casa e un paese infestati dalla storia. Dalla regista di Cinema Komunisto (Miglior documentario al Trieste Film Festival 2011), che con quest’ultima opera ha vinto il premio IDFA ad Amsterdam.

22:30

KRATKI IZLET/ A BRIEF EXCURSION, di Igor Bezinovic

Croazia 2017, 75’, v.o. sott. it. / eng. subt.

In collaborazione con il Trieste Film Festival.

Nella campagna istriana, d’estate, un gruppo di giovani con la voglia di divertirsi. Una breve gita diventa un viaggio allegorico nell’ignoto. Vincitore del Golden Arena al Pula Film Festival.

MATINÉE

9:30

ETHNOPHOBIA, di Joan Zhonga

Albania 2017, 15′, animazione.

Una storia allegorica di popoli di diversi colori che ci racconta la continua tensione tra l’appartenenza a un gruppo e il bisogno di conflitto con chi è ritenuto diverso, da un lato, e il riconoscimento delle similitudini e la voglia di mescolarsi dall’altro.

 

10:00

DVIJE ŠKOLE/ TWO SCHOOLS di Srđan Šarenac

Bosnia Erzegovina 2017, 42′ v.o. sott.ita. Anteprima italiana.

Travnik, in Bosnia Erzegovina, è una città che dopo la guerra è rimasta irrimediabilmente divisa tra cattolici croati e musulmani bosniaci. Allo stesso modo, il famoso ginnasio Travnik è un edificio diviso per colore in due parti: in una c’è la scuola per studenti cattolici e nell’altra quella per i musulmani. Il torneo di calcio di Natale è l’unico momento in cui gli studenti delle due scuole si incontrano e interagiscono. Il film racconta la storia dei capitani di due squadre del torneo.

16:00

PLAYING MEN, di Matjaž Ivanišin

Slovenia 2017, 60’, v.o. sott. it. / eng. subt.
In collaborazione con il Trieste Film Festival

Tutti sanno che il gioco è una cosa seria. Il regista Matjaž Ivanišin ne è convinto e ha scelto di portarci in un mondo rigorosamente maschile, in cui vedremo uomini colpire sacchi da boxe in un parco divertimenti o lottare ferocemente gli uni con gli altri come i loro antenati… in un lungo viaggio che ci porta dalla Croazia alla Turchia, passando per la Slovenia, l’Italia del Sud e la Sardegna. Tuttavia, durante le riprese del documentario, il regista entra in crisi creativa…

 

17:15

USKAKAN/ CARAVAN, di Zharko Ivanov e Viktor Sokolovski

Macedonia 2016, 22′, v.o. sott. it. / eng. subt.  Anteprima Italiana.

Questo documentario mostra cosa succede quando un gruppo di musicisti Rom della piccola città di Berovo, nella Macedonia orientale, incontra la musica di grandi del jazz come Dizzy Gillespie, Miles Davis, John Coltrane, Louis Armstrong, Chet Baker. I re della musica Rom reagiscono ai ritmi complessi, alle armonie e alle improvvisazioni caratteristiche degli standard del jazz, completamente diversi dal loro approccio e stile e dal loro jamming quotidiano. È possibile proporre questo stile musicale dall’altra parte del mondo? È possibile formare una jazz band gitana che regga il confronto con la scena jazz americana?

18:00

ŽABA/ THE FROG, di Elmir Jukić

Bosnia Erzegovina 2017, 78′  v.o. sott. it. / eng. Subt. Anteprima Italiana.
Sarà presente l’autore.

Zeko, barbiere ed ex soldato, affetto da DPTS, chiama suo fratello Braco e l’amico Svabo, tassista e suo unico amico,  durante l’Eid (festa del fine Ramadan) con l’intenzione di usare il proverbiale buon umore delle vacanze per parlare con suo fratello, giocatore d’azzardo e alcolizzato, e provare a farlo riflettere e a farlo cambiare. Braco non ascolta Zeko, scherza, si rifiuta di prenderlo sul serio. La tensione sale e le cose prendono una strada inaspettata. Vent’anni dopo la guerra, sono in molti gli abitanti della Bosnia ed Erzegovina che vivono ancora in uno stato mentale post traumatico. Premier al Sarajevo Film Festival 2017.

20:30

DITA ZË FILL / DAY BREAK, di Gentian Koçi

Albania, 2017, col., 85’ v.o.  sott. it. / eng. subt.
Sarà presente l’autore.

Leta è in una situazione economica difficile e non è riesce a pagare l’affitto da diversi mesi. Quando lei e il figlio di un anno vengono buttati fuori dal loro appartamento, vanno a vivere con Sophie, una vecchia donna malata la cui figlia ha appena assunto Leta come badante. Per mantenere il suo lavoro e il nuovo tetto, Leta deve mantenere viva Sophie ad ogni costo. Ornela Kapetani, la protagonista, ha vinto il premio come MIglior Attrice al Sarajevo Film Festival 2017.

 

22:30

GLASNIJE OD ORUŽJA/ LOUDER THAN GUNS, di Miroslav Sikavica

Croazia, 2017, col., 86’ v.o.. sott. it. / eng. subt.
In collaborazione con il Trieste FIlm Festival.
Sarà presente l’autore.

Alla fine degli anni ‘80 e nei primi anni ‘90, la musica pop ha avuto un ruolo importante nei cambiamenti politici di tutti i paesi dell’ex-Jugoslavia: in particolare in Croazia, dove cantanti e gruppi sia folk che rock hanno sostenuto la propaganda nazionalista attraverso la Tv di Stato. A distanza di quasi 30 anni incontriamo i protagonisti di quella stagione.

MATINÉE

9:30

ETHNOPHOBIA, di Joan Zhonga

Albania 2017, 15′, animazione.

Una storia allegorica di popoli di diversi colori che ci racconta la continua tensione tra l’appartenenza a un gruppo e il bisogno di conflitto con chi è ritenuto diverso, da un lato, e il riconoscimento delle similitudini e la voglia di mescolarsi dall’altro.

10:00

ŽABA/ THE FROG, di Elmir Jukić

Bosnia Erzegovina 2017, 78′  v.o. sott. it. / eng. subt.

Zeko, barbiere ed ex soldato, affetto da DPTS, chiama suo fratello Braco e l’amico Svabo, tassista e suo unico amico,  durante l’Eid (festa del fine Ramadan) con l’intenzione di usare il proverbiale buon umore delle vacanze per parlare con suo fratello, giocatore d’azzardo e alcolizzato, e provare a farlo riflettere e a farlo cambiare. Braco non ascolta Zeko, scherza, si rifiuta di prenderlo sul serio. La tensione sale e le cose prendono una strada inaspettata. Vent’anni dopo la guerra, sono in molti gli abitanti della Bosnia ed Erzegovina che vivono ancora in uno stato mentale post traumatico. Premier al Sarajevo Film Festival 2017.

16:00

MINISTARSTVO LJUBAVI / MINISTRY OF LOVE, di Pavo Marinković

Croazia, 2016, 103′, v.o.. sott. it. / eng. subt.
Anteprima Italiana

Il governo indaga sulle vedove dei soldati croati per rintracciare chi vive in unioni extraconiugali e portare via le pensioni dei loro mariti morti nell’ultima guerra. Krešo, un biologo disoccupato con una bassa autostima e una crisi matrimoniale, è uno degli uomini assunti per fare il lavoro. Ma le cose si complicano quando si innamora di una delle vedove…

18:00

PINK ELEPHANT, di Ado Hasanovic

Bosnia Erzegovina 2017, 18′, v.o. sott. ita.

Il film racconta di una famiglia borghese bosniaca nel momento in cui la figlia, studentessa all’estero, torna a fargli visita in compagnia del nuovo fidanzato italiano. Dopo il grande entusiasmo iniziale, le cose cominciano a cambiare quando il padre nota un tatuaggio sulla schiena della ragazza. La cosa lo sconvolge a tal punto da non riuscire più a guardare la figlia allo stesso modo…

18:30

KADA DOĐU SVINJE/WHEN PIGS COME, di Biljana Tutorov

Serbia 2017, 72′, v.o.. sott. it. / eng. subt.
Anteprima Italiana
Sarà presente l’autrice

Dragoslava ha quattro televisori, tre nipoti, due migliori amiche e un marito con cui litiga per il telecomando. Ha vissuto in vari paesi senza mai trasferirsi dalla sua piccola città di confine in Serbia. I media e la politica entrano nella vita familiare, ma lei li affronta con umorismo e determinazione. Racconta storie dalla vita reale ai bambini, invece di fiabe irreali, alimentata dal suo desiderio di creare un futuro di speranza. Per lei, ogni singolo gesto dalla mattina alla sera è un atto di responsabilità che provoca cambiamenti nel mondo.

20:00

CONSEGNA DEL PRESTIGIOSO BALKAN FLORENCE BRIDGES AWARDS ai registi che più degli altri hanno saputo valorizzare l’aspetto dei diritti umani nelle loro pellicole. La Giuria eleggerà un vincitore per la categoria Documentari e uno per la categoria Fiction.

20:30

TRI DENA VO SEPTEMBRI/ THREE DAYS IN SEPTEMBER, di Darijan Pejovski,

Macedonia 2015, 90’, v.o. sott. it. / eng. subt.
Anteprima Italiana
Sarà presente l’autore

Due donne con vite completamente diverse si incontrano in treno. Marika, una giovane prostituta, sta fuggendo dal suo passato mentre Jana, al contrario, si è messa in viaggio per affrontare il suo. Le due giungono a un piccolo villaggio della Macedonia, dove la vita scorre apparentemente tranquilla… finché il loro incontro con un uomo sulle loro tracce non le costringerà a fare i conti con gli irrivelabili segreti e le reali intenzioni che ognuna nasconde all’altra…

22:30

REQVIEM ZA MRS J./ REQUIEM FOR MRS J, di Bojan Vuletić

Serbia 2017, 94′, v.o. sott. it. / eng. subt.
Anteprima Italiana
Sarà presente l’autore

La signora J., ex impiegata pubblica, è stanca di vivere e ha deciso di suicidarsi nel giorno del primo anniversario della morte del marito. Manca solo una settimana a quella data e J. decide di risolvere tutte le questioni ancora in sospeso, amministrative e non, in questo breve tempo… ma in un paese in transizione niente è facile, nemmeno morire. Una black comedy imperdibile.

16:00

ETHNOPHOBIA, di Joan Zhonga

Albania 2017, 15′, animazione.

Una storia allegorica di popoli di diversi colori che ci racconta la continua tensione tra l’appartenenza a un gruppo e il bisogno di conflitto con chi è ritenuto diverso, da un lato, e il riconoscimento delle similitudini e la voglia di mescolarsi dall’altro.

16:20

DVIJE ŠKOLE/ TWO SCHOOLS di Srđan Šarenac

Bosnia Erzegovina 2017, 42′ v.o. sott.ita.

Travnik in Bosnia Erzegovina è una città che dopo la guerra è rimasta irrimediabilmente divisa tra cattolici croati e musulmani bosniaci. Allo stesso modo, il famoso ginnasio Travnik è un edificio diviso per colore in due parti: in una c’è la scuola per studenti cattolici e nell’altra quella per i musulmani. Il torneo di calcio di Natale è l’unico momento in cui gli studenti delle due scuole si incontrano e interagiscono. Il film racconta la storia dei capitani di due squadre del torneo.

17:15           

UJË PËR TRËNDAFILAT/ WATER FOR ROSES, di Luli Bitri

Albania 2017, 15′, v.o. sott.ita.
Anteprima italiana

È il 1997 e l’Albania è in fermento. Lena, una bambina di 5 anni, trascorre la sua estate in un piccolo villaggio nel sud del paese. Sua madre e sua nonna si prendono cura del fratellino appena nato. La famiglia attende il ritorno del padre, emigrato all’estero. Un giorno un visitatore inaspettato capovolgerà la loro vita…

18,00

In esclusiva per il Balkan Florence Express, grazie al contributo del Progetto SPRAR dell’Unione dei Comuni del Circondario Empolese Valdelsa

ALBANIA, CASA MIA, di e con Aleksandros Memetaj
regia: Giampiero Rappa
aiuto regia: Alberto Basaluzzo
Ingresso gratuito

Eccezionale monologo che ha vinto il Premio Cervi (2016) e il premio Avanguardie 20 30. In esso scopriamo la storia di Alexandre Toto, che, all’indomani della caduta del regime comunista albanese di Enver Hoxha, scappa da Valona a bordo del peschereccio “Miredita” (“Buongiorno”) e giunge a Brindisi. Su quel peschereccio c’è anche Aleksandros Memetaj, bimbo di 6 mesi. Albania casa mia è la storia, raccontata con pathos ma anche con forte ironia, di un figlio che crescerà lontano dalla sua terra natia, in Veneto, luogo che non gli darà mai un pieno senso di appartenenza. Ma è anche la storia di un padre, dei sacrifici fatti e dei tanti pericoli corsi per evitare di crescere suo figlio nella miseria di uno Stato che non esiste più.

A seguire “I DIALOGHI TRA TEMPI, RADICI, RAGIONI DI FUGA”

La storia del protagonista di Albania Casa mia offre numerosi spunti di riflessione… Tra questi la volontà di tracciare un parallelo storico tra immigrati che nel nostro paese si trovano da moltissimo tempo e altri, appena arrivati, di provenienza da regioni del mondo distanti tra loro, tutti qui per una ragione diversa, tutti qui con una storia da raccontare, un futuro da costruire, da vivere e da condividere. I “dialoghi” non mancheranno di emozionarvi, regalandovi più di una riflessione sul valore della speranza e della perseveranza e sulle tante opportunità derivanti dall’immigrazione nel nostro paese.

Con Pape Diaw.

20:30

REPLICA del film premiato con il BFE Bridge Award nella categoria Documentari

22:30

REPLICA del film premiato con il BFE Bridge Award nella categoria Fiction

CONTATTI

Coordinatore Generale

Selma Nametak
selma.nametak@oxfam.it

Ufficio Stampa Oxfam Italia

David Mattesini
Cell: +39 349 4417723
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Ufficio Stampa Balkan Florence Express

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Cell: +39 320 8505052
Email: malacino@inwind.it

Balkan Florence Express 2018
YEMEN
Dal marzo 2015, violenze e raid aerei hanno spinto 3.1 milioni di persone ad abbandonare le proprie case; 21 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria, e 14.1 milioni non possono permettersi abbastanza cibo. Dai primi di agosto, dopo un periodo di trattative e parziale cessate il fuoco, le violenze sono ricominciate; i prezzi del cibo sono alle stelle e sono milioni i bambini che rischiano letteralmente di morire di fame. Oxfam ha aiutato a oggi più di 900.000 persone portando acqua, buoni pasto, aiuti in denaro e kit igienico sanitari.
SUDAN
El Nino, aggravato dai cambiamenti climatici, sta spingendo alla fame e alla sete milioni di persone nel mondo. In Sudan 3,5 milioni di persone, di cui 250.000 in Darfur, sono stati colpiti dall’emergenza siccità. Oxfam lavorerà con le comunità pastorali e agro-pastorali più vulnerabili e i rifugiati provenienti dalle aree di conflitto al confine con il Sud Sudan, riabilitando pozzi e fornendo kit igienici e latrine nei campi per sfollati Nei territori meridionali dello stato del nord Darfur, dove si concentra il maggior numero di sfollati e comunità colpite dalla siccità, Oxfam riabiliterà 3 pozzi dotandoli di pompa manuale per fornire acqua potabile a circa 30.000 persone.
SUD SUDAN
Dalla crisi politica del 2013, il Sud Sudan è precipitato in una spirale di violenza che sembra non avere fine. Più di 2.5 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case nel tentativo di salvarsi: 1.6 milioni di loro sono sfollati all’interno del paese, e più di 830.000 hanno cercato rifugio nei paesi vicini come Etiopia, Kenya, Sudan e Uganda. 4.8 milioni di persone hanno disperatamente bisogno di assistenza umanitaria. Dall’inizio della crisi, Oxfam ha portato aiuto a quasi 860.000 persone in otto stati, garantendo accesso ad acqua potabile, costruendo latrine e servizi igienici nei campi per sfollati, coordinando la distribuzione di cibo, provvedendo carburante e incentivando la creazione di fonti di reddito. Abbiamo lavorato a fianco di 350.000 contadini e produttori per aiutarli a migliorare la produzione agricola e ricostruire il proprio futuro. A Juba, abbiamo aiutato 20.000 persone a fronteggiare l’epidemia di colera somministrando acqua potabile e promuovendo pratiche igieniche.
SIRIA
In Siria, centinaia di migliaia di persone vivono sotto la minaccia della violenza e delle bombe. Metà degli abitanti del paese sono fuggiti, e coloro che rimangono hanno disperato bisogno di aiuto. Più di 4.8 milioni di persone hanno trovato rifugio nei paesi limitrofi, come Giordania, Libano e Turchia. Tre quarti di loro sono donne e bambini. Il continuo arrivo di rifugiati preme drammaticamente sulle fragili infrastrutture ed economie di questi paesi: nel solo Libano, una persona su quattro è un rifugiato siriano, e la Turchia ospita più di 2.7 milioni di siriani, oltre a un quarto di rifugiati di altre nazionalità, più di ogni altro paese nel mondo. In Siria, Giordania e Libano, Oxfam aiuta più di 1.5 milioni di persone garantendo acqua potabile, servizi igienico sanitari e sostegno economico.
ITALIA
Tra gennaio e agosto 2016 più di 100.000 persone sono arrivate in Europa dal Mediterraneo, una delle rotte più pericolose al mondo. Purtroppo molto spesso, anche all’arrivo, queste stesse persone sono vittime di abusi e violazioni dei propri diritti. Oxfam lavora con i richiedenti asilo in Sicilia e in Toscana garantendo assistenza legale e psicologica, attraverso progetti di accoglienza diffusa che hanno come obiettivo quello della piena indipendenza e integrazione delle persone, nel rispetto dei loro diritti fondamentali.
ITALIA
Le scosse degli ultimi giorni in Centro Italia hanno pesantemente aggravato le condizioni della popolazione coinvolta nel terremoto del 24 agosto scorso, che ha causato 297 vittime e 4.013 sfollati, già ospitati nelle strutture allestite in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Oggi siamo di fronte a ulteriori danni alle infrastrutture, alle strutture pubbliche, alle vie di comunicazione e al patrimonio culturale e a un aumento considerevole del numero di sfollati. Oxfam Italia si è attivata nei giorni immediatamente successivi al sisma di agosto insieme alle organizzazioni sul territorio per valutare i bisogni prioritari non ancora coperti, in linea con la propria missione e visione. Il nostro intervento, allora come oggi, si focalizza sull'assistenza psicologica comunitaria alle vittime, attraverso il sostegno e la collaborazione con il partner GUS (Gruppo Umana Solidarietà), offrendo un aiuto personalizzato in base alle singole esigenze, con una media di 30 interventi realizzati e 20 utenti raggiunti ogni settimana.
IRAQ
La situazione in Iraq si sta facendo sempre più grave. Più di 10 milioni di persone – metà delle quali bambini – hanno bisogno di assistenza umanitaria, mentre 3.4 milioni sono sfollati. Dal marzo di quest’anno le operazioni militari hanno causato la fuga di quasi 150 mila profughi lungo il cosiddetto “corridoio di Mosul” e oggi centinaia di migliaia di civili rischiano di essere intrappolati durante l’offensiva in corso per riprendere la città dall’ISIS, che rischia di creare più di un milione di profughi. Oxfam lavora in più di 50 villaggi lungo il governatorato di Diyala; recentemente ha incrementato le proprie attività lungo il corridoio di Mosul, nei governatorati di Salah Al-Din e Ninewa. Lavoriamo inoltre a Qayyarat, 80 km a sud di Mosul, una zona strategica tra due territori controllati dall’ISIS, garantendo acqua, servizi igienici, coperte e rifugi. Durante l’offensiva verso Mosul prevediamo di aiutare 60.000 persone.
HAITI
Sono 1,4 milioni le persone che hanno bisogno di aiuto umanitario in seguito al passaggio dell’uragano Matthew su Haiti, che ha lasciato dietro di sé morte e distruzione in un contesto già enormemente vulnerabile, in cui ancora oggi vi sono 60.000 sfollati dal terremoto del 2010. Migliaia di abitazioni sono andate distrutte, e in intere regioni i raccolti sono andati perduti; c’è un reale rischio di epidemie di colera e di casi di malnutrizione. Il nostro staff sta distribuendo kit igienico-sanitari, pasticche per la potabilizzazione dell’acqua e installando serbatoi di acqua pulita.
GAZA
Dopo nove anni di blocco israeliano, 1.8 milioni di palestinesi sono ancora intrappolati nella Striscia, e due anni dopo la guerra del 2014 la loro vita è peggiorata. I bisogni umanitari sono enormi: più di 100.000 persone non hanno più una casa, 75.000 sono sfollati, il 96% dell’acqua non è potabile e solo il 9.7% delle abitazioni è stato ricostruito. Oxfam sta aiutando 700.000 persone garantendo acqua potabile, servizi igienico sanitari e sostenendo l’economia locale, facendo pressione per la fine del blocco e perché venga fatta una pace duratura che garantisca sicurezza ai civili.
ECUADOR
Il 18 aprile 2016 un terremoto di 7.8 gradi della scala Richter ha colpito l’Ecuador causando 670 morti, , più di 6.274 feriti, oltre 10.500 edifici distrutti colpendo quasi 750.000 persone. Oxfam ha iniziato fin da subito, in collaborazione con le istituzioni governative e le associazioni locali, le attività relative alla somministrazione di acqua potabile e l'installazione di strutture igieniche (docce e latrine) a beneficio delle persone ospitate nel rifugio vicino al vecchio aeroporto di Portoviejo, lavorando per riabilitare le condotte idriche in 5 municipalità e 8 comunità della provincia più colpita. Fino a oggi, abbiamo aiutato 75.000 persone in 30 comunità.
BACINO DEL LAGO CHAD
Quasi sette anni di violento conflitto che ha coinvolto le milizie di Boko Haram e l’esercito ha portato a una crisi umanitaria devastante nel bacino del Lago Chad, interessando Nigeria, Niger, Chad e Camerun. 2.6 milioni di persone hanno abbandonato le proprie case e terre. Una crisi che riporta livelli allarmanti di violenze sessuali e violazioni dei diritti umani, che ha devastato le attività agricole e produttive, spingendo alla fame intere comunità. In alcune regioni da tre anni non vi sono raccolti e i prezzi degli alimenti sono alle stelle. 6.3 milioni di persone sono vittime di insicurezza alimentare, e mezzo milione di bambini sono gravemente malnutriti. Dal maggio 2014, Oxfam ha aiutato 268.000 persone; stiamo lavorando oggi in tre paesi, e pianifichiamo di raggiungere più di 1.5 milioni di persone per la fine del 2017. Distribuiamo cibo, acqua potabile, kit igienico sanitari, rifugi di emergenza, semi e attrezzi agricoli, promuovendo attività generatrici di reddito e prevenendo la trasmissione di malattie all’interno dei campi per sfollati.
Cibo per la mente
Gli alunni analizzano le disparità del sistema alimentare globale per imparare, pensare e agire come cittadini globali attivi.
Educazione interculturale attraverso gli studi religiosi
Educazione interculturale per favorire il rispetto delle identità culturali, sociali e religiose.
Make the Link. Tecnologia e Scienza Contro la Povertà
Sviluppa le competenze scientifico-tecnologiche degli alunni inserendoli nel contesto dell’attualità globale per comprendere i problemi che affrontano i paesi in via di sviluppo.
Casebook
Fornisce strumenti concreti per il lavoro quotidiano degli orientatori professionali, formatori di orientatori professionali, studenti universitari e profili che lavorano nell’integrazione lavorativa dei migranti.
Mobnet
Un progetto di mobilità finanziato dalla Commissione Europea che vuole incoraggiare uno scambio transfrontaliero di conoscenze, esperienze e capitale umano fra giovani e aspiranti imprenditori della sponda nord e sud del Mediterraneo.
Be your own boss
Educazione e imprenditorialità, per uno sviluppo incrociato e trasversale del lavoro e un percorso di apprendimento creativo e dinamico, capace di lasciare i futuri imprenditori liberi di lanciare il loro progetto aziendale con successo.
Mednet
Un progetto finanziato dalla Regione Toscana per rafforzare la consapevolezza e il lavoro di associazioni giovanili della sponda nord e sud del Mediterraneo che vogliono giocare un ruolo attivo nella comprensione dei processi di cambiamento culturale, economico, politico e sociale.
Douglas
La prestigiosa catena di profumerie anche quest’anno ospiterà i volontari Oxfam per fare i pacchetti di Natale, per sostenere le nostre attività nelle principali emergenze umanitarie.
Huawei
L’azienda quest’anno ha sostenuto per il secondo anno consecutivo, in diverse scuole italiane il progetto “Make the Link, Technology Supporting Emergencies” per evidenziare il ruolo della tecnologia nelle emergenze. L’azienda ha coinvolto anche i propri dipendenti e devoluto il ricavato del Huawei Christmas Concert 2016 a favore di Oxfam Italia.
Molino Rossetto
La storica azienda di Padova, impegnata con noi dal 2015 in Ecuador, ha risposto al terremoto che ha colpito il Paese nel giugno del 2016 con attività di raccolta fondi e sensibilizzazione, e con l’impegno personale di Chiara Rossetto, CEO dell’azienda di famiglia e testimonial Oxfam.
Lavazza
A fianco di Oxfam Italia da molti anni, conferma il proprio sostegno alle attività dell’organizzazione e in particolare la propria sensibilità per gli aiuti in situazioni di emergenza.
Yoga Essential
A fianco di Oxfam Italia da alcuni anni, anche con una linea di abiti dedicata, ha risposto ancora una volta con entusiasmo alla richiesta di appoggiare la raccolta fondi per reagire alle emergenze. Fondamentale l’entusiasmo della sua fondatrice, Elena Vitale, nel creare occasioni ad hoc per coinvolgere un pubblico sempre più vasto di sostenitori.
Aveda
In Italia Aveda prosegue la sua collaborazione con Oxfam con la quale dà vita a numerose attività volte ad accrescere l’attenzione e la visibilità della campagna per il Mese della Terra e a incrementare la raccolta fondi per intervenire nelle più gravi emergenze del mondo portando acqua potabile.
Fondazione Zegna
Insieme nei Territori Occupati Palestinesi per migliorare la condizione di vita della comunità beduina dando voce ai loro diritti e per rilanciare il ruolo delle donne e dei giovani.
Fondazione Lavazza
Ci aiuta a sostenere le attività dell’organizzazione con una particolare sensibilità per gli aiuti in situazioni di emergenza.
Aziende al nostro fianco
Alessandro Enriquez, Alessi, Artoni Trasporti, Aveda, Banner Boutique, Barilla, Chopard, Coin, Coop, Cordenons, Costa Crociere, Damiani, Edenred, Expo 2015, Fao & Ifad, Ferrero, Fidenza Village, Fondazione Cariplo, Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza, Fondazione Intesa Sanpaolo, Fondazione Telecom, Fondazione Zegna, Goodyear, Gucci, Huawei, Il Gufo, Intesa San Paolo, Io Donna, Iswa, Kedrion, Lario Hotels, Lavazza, Lebole Gioielli, Living, Metroweb, Mondelez, Molino Rossetto, Montblanc, Next Economia, Nielsen, Okite, Private Griffe, Qc Terme, Qvc, Roger Vivier, The Circle Italia, Torrefazione Marchi, Trevalli Cooperlat, UBS, Uila, Wearessential.
filarete srl
Digital Agency Firenze

www.filarete.eu
Lettera aperta di Oxfam ai leader dei gruppi politici che si presentano alle elezioni italiane del 4 Marzo 2018
Gentile…

Ci rivolgiamo a Lei a nome di Oxfam Italia, affiliata a Oxfam International, una delle più grandi organizzazioni non governative del mondo, che da decenni è impegnata nella lotta contro la povertà.

Ogni anno in occasione del Forum Economico Mondiale che si tiene a Davos Oxfam propone all’attenzione dei leader politici, del mondo dell’impresa e dell’opinione pubblica un rapporto (chiamato quest’anno Ricompensare il lavoro, non la ricchezza, qui allegato) in cui viene posta l’attenzione sulla crescente disuguaglianza estrema di ricchezza e reddito. Un fenomeno che tocca tutti i paesi economicamente avanzati, emergenti, in via di sviluppo, ostacolando la coesione sociale e lo sviluppo economico sostenibile.

Oggi 7 cittadini su 10 vivono in un Paese, Italia compresa, in cui la disuguaglianza è aumentata negli ultimi 30 anni. L’1% più ricco della popolazione mondiale detiene più ricchezza del restante 99%. In Italia, il 40% della ricchezza nazionale netta nel 2017 è stata appannaggio del 5% più ricco di nostri connazionali.  E il divario nella distribuzione dei redditi non è da meno: secondo gli ultimi dati Istat disponibili il 20% più povero dei cittadini italiani dispone solo del 6,3% del reddito nazionale contro il 40% posseduto dal 20% più ricco. In un sondaggio realizzato da Demopolis per Oxfam Italia la maggioranza dei cittadini italiani intervistati (61%) ha dichiarato di aver percepito un trend crescente della disuguaglianza in Italia tra il 2011 e il 2016. L’80% del campione intervistato ritiene prioritario ed urgente il contrasto alle disuguaglianze.

Per operare in questo ambito, molte misure possono essere intraprese. Il rapporto Ricompensare il lavoro, non la ricchezza ne evidenzia alcune:

In merito alla fiscalità, secondo Oxfam una maggiore progressività dei sistemi fiscali e misure di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale garantiscono una più equa distribuzione delle risorse in Italia, mentre in ambito internazionale è necessario cooperare con altri Paesi per contrastare la deleteria corsa globale al ribasso in materia di tassazione d’impresa e per la messa al bando dei paradisi fiscali.

In ambito di politiche del lavoro, secondo Oxfam un lavoro ben retribuito e tutele solide per i lavoratori sono indispensabili perchè tutti i cittadini possano beneficiare dei vantaggi derivanti dalla crescita economica che lentamente sta riprendendo anche nel nostro paese, inoltre sono auspicabili misure e incentivi a sostegno di modelli imprenditoriali virtuosi che praticano una maggiore equità retributiva e garantiscono livelli salariali dignitosi; l’introduzione di un tetto agli stipendi dei manager, in modo da contenere il divario retributivo nel rapporto 20:1; l’eliminazione del divario retributivo di genere.

In tema di spesa pubblica, secondo Oxfam per ridurre le disuguaglianze sono fondamentali servizi pubblici di qualità in ambito sanitario ed educativo, adeguatamente sostenuti dal bilancio pubblico, a cui tutti i cittadini possano avere accesso senza discriminazioni di alcun tipo e senza disparità dovute al contesto territoriale in cui vivono, insieme a misure di protezione sociale per le fasce più povere della popolazione.

In qualità di cittadini, elettori e rappresentanti di una società civile attenta ai grandi problemi del nostro tempo e del nostro paese, Le chiediamo quali politiche Lei ed il suo gruppo politico intendono perseguire una volta al Governo per ridurre i livelli di disuguaglianza, in particolare sui temi sopra evidenziati: fiscalità, lavoro e spesa pubblica.

Nel ringraziare per l’attenzione, confermiamo che tutte le risposte pervenute saranno pubblicate sul sito di Oxfam Italia così da poter informare i nostri soci, donatori e sostenitori della posizione del Suo partito sui temi da noi sollevati.

Restando a disposizione, attendiamo fiduciosi una risposta. Grazie e buon lavoro,

Roberto Barbieri, Direttore Generale, Oxfam Italia
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