Chiediamo politiche di accoglienza che mettano al centro le persone

19 Giugno 2019

Oltre 70 milioni di persone nel mondo in fuga da guerre, persecuzioni e miseria

Violenze di ogni genere, detenzioni illegali, stupri e torture in LibiaGli ultimi dati pubblicati oggi dall’UNHCR confermano che un triste record è stato superato: per il settimo anno di fila è aumentato nel mondo il numero di persone costrette a migrazioni forzate.

Dietro a questi numeri ci sono persone che vivono storie drammatiche, fatte di viaggi lunghissimi e molto pericolosi, durante i quali subiscono spesso torture e abusi indicibili, come i tanti che arrivano ancora oggi in Libia.

Viaggi che non avrebbero mai voluto intraprendere se non vi fossero stati costretti per salvare la propria vita o quella dei propri figli, se non fossero stati privati dei più basilari diritti fondamentali e della possibilità di condurre una vita dignitosa.

Ancora oggi alcuni dei Paesi poveri del mondo si fanno carico del maggior numero di profughi e rifugiati

Il paradosso, ancora oggi, è che sono i paesi più poveri del mondo o quelli in via di sviluppo ad accogliere il maggior numero di rifugiati, come nel caso delle più gravi crisi umanitarie originate dai conflitti che dilaniano l’Africa sub sahariana.

Emblematico il caso dell’Uganda, che si fa carico da sola di oltre 800 mila rifugiati in fuga dalla guerra in Sud Sudan; o quello della crisi siriana, dove buona parte dei rifugiati è accolta da paesi come Libano e Giordania da oltre 8 anni.

È proprio in queste aree del mondo che dovrebbe arrivare un immediato e maggior aiuto economico da parte dei paesi ricchi, offrendo la possibilità di reinsediamento ai rifugiati più vulnerabili. In questa direzione, il Global Refugee Forum in programma a dicembre a Ginevra sarà l’occasione, coinvolgendo direttamente i paesi ospitanti, per mettere in campo azioni concrete ed efficaci. Un’opportunità che non può essere sprecata ancora una volta.

Cosa chiede Oxfam ai governi?

Tutti i Governi, soprattutto dei Paesi ricchi, dovrebbero aumentare il proprio impegno per l’accoglienza di uomini, donne e bambini che ogni giorno sono costretti a fuggire dalla propria casa o dal proprio Paese, per trovare scampo da conflitti atroci, persecuzioni o carestie causate dal cambiamento climatico.

E anche l’Italia, che ha sempre avuto una forte tradizione di solidarietà e accoglienza, dovrebbe fare la sua parte assieme al resto dell’Unione europea, promuovendo politiche sostenibili che mettano al centro le persone e i loro diritti.

La campagna “Io accolgo”

La campagna “Io accolgo”Campagna #ioaccolgo nasce per dar voce alle tantissime esperienze di buona accoglienza e integrazione realizzate in Italia negli ultimi anni.

Il gesto simbolico è esporre una coperta termica fuori dal proprio balcone di casa o dovunque si voglia, per testimoniare la propria solidarietà a chi attraversa il Mediterraneo in cerca di salvezza.

Mentre il Governo italiano ha appena approvato un decreto legge che si accanisce ulteriormente contro chi cerca di effettuare salvataggi in mare, nel Mediterraneo si registra una crescita esponenziale del tasso di mortalità rispetto all’anno scorso: 1 vittima ogni 6 migranti che tentano la traversata, contro 1 su 30 registrate nel 2018.

La Libia,  come più volte ribadito dalle Nazioni Unite e ieri dalla pronuncia del Consiglio d’Europa, non può esser considerato un porto sicuro.

Allo stesso tempo, non si arresta l’azione di smantellamento del sistema di accoglienza italiano, in assenza del quale non si garantirà affatto maggiore sicurezza.

Per questo abbiamo aderito alla campagna “#IoAccolgo”, che chiede al Governo italiano e agli stati europei:

  • una diversa politica di accoglienza
  • il ripristino immediato di una missione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo
  • l’adozione di un sistema di equa ridistribuzione dei richiedenti asilo tra i vari Paesi europei. 

Le iniziative di Oxfam per la Giornata mondiale del rifugiato

Ad oggi stiamo accogliendo oltre 130 migranti nei centri Sprar che gestiamo in Toscana e abbiamo organizzato alcune iniziative per la Giornata mondiale del rifugiato (all’interno di un fitto calendario realizzato in tutta Italia dalle organizzazioni che aderiscono alla campagna #ioaccolgo) che testimoniano come un processo di integrazione positivo è, oltre che necessario, possibile e in tantissimi casi già attivo.