Conferenza ONU sul Cambiamento Climatico

23 Novembre 2011

Il cambiamento climatico va oltre l’ambiente, va oltre la politica. Riguarda le persone.

Verso Durban, la Carovana transafricana della speranza. Credits:James Akena/PACJA

Festa per la Carovana transafricana della speranza

In tutto il mondo il clima cambia. È più difficile trovare acqua pulita. Case vengono distrutte. Sempre più persone soffrono la fame. Il cambiamento climatico sta colpendo tutti noi, ma più di tutte le persone che vivono nei paesi del Sud del mondo.

In Africa, dove quest’anno si terrà la principale conferenza ONU sul Cambiamento Climatico, molte persone, principalmente donne, dipendono dalla capacità di coltivare il proprio cibo. Il cambiamento nel clima ha un impatto devastante sui loro raccolti. Variazioni nel ciclo delle piogge, stagioni secche più lunghe, alluvioni e temperature in aumento rappresentano delle vere e proprie sfide per gli agricoltori, rendendo sempre più difficile capire quando seminare, coltivare, raccogliere.

Il cambiamento climatico e l’aggravarsi delle condizioni climatiche estreme hanno già influenzato la quantità di cibo che viene prodotto, in particolare da pescatori e da piccoli agricoltori. Ricerche suggeriscono che la produzione di molti cereali, fondamentali per la nostra alimentazione e sopravvivenza, sarà seriamente colpita nei prossimi anni.

Oggi, i prezzi alimentari sono ai massimi storici e destinati a salire ancora se la questione del cambiamento climatico non viene affrontata.

Le sfide sono enormi, ma lo sono anche le opportunità.

Il futuro non è scritto e possiamo ancora cambiare rotta. I negoziati delle Nazioni Unite sul Clima continuano. Possono essere lenti, e talvolta imperfetti ma sono estremamente importanti. Solo su scala multi-laterale e globale potremo vedere la collettività di azioni e di impegni finanziari necessari a contrastare il cambiamento climatico. Il processo delle Nazioni Unite non è di rapida definizione. È a lungo termine, ed è quello giusto. Non possiamo aspettarci una soluzione lampo, ma dobbiamo e possiamo aspirare ad un solido progresso.

Al Summit delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, a Durban, Sud Africa, ci sono alcuni passi ovvi e raggiungibili che i governi devono intraprendere per assicurare il progresso:

  • mantenere vivo il protocollo di Kyoto. Il protocollo di Kyoto, accordo globale per contrastare il cambiamento climatico, sta giungendo rapidamente verso la fine del suo primo periodo. È l’unica cornice legalmente vincolante e deve proseguire con un secondo periodo, come pietra miliare per un accordo globale equo e ambizioso sul clima.
  • Accordarsi su una linea di finanziamento e raccolta di fondi da stanziare in favore dei paesi in via di sviluppo per contrastare il cambiamento climatico ora e nel futuro. Ci sono alcune reali opportunità di progresso quest’anno, incluse due nuove e innovative fonti di finanziamento: un’imposta sulle emissioni delle imbarcazioni e una tassa sulle transazioni finanziarie. È inoltre importante che questi soldi siano spesi in maniera equa e ripartiti tra l’aiuto alle popolazioni colpite dal cambiamento climatico per aiutarle a far fronte ai danni e ad adattarsi alla reale condizione del clima.
  • Rendere attivo il Green Climate Fund, che sia in linea con i bisogni delle donne, e che i fondi vengano erogati nelle modalità identificate dai paesi del Sud del mondo.