20 Novembre 2023

Crisi idrica: cause, conseguenze e paesi più colpiti

 

La crisi idrica riguarda oggi 2,2 miliardi di persone che non hanno accesso a fonti d’acqua sicure. Ma è bene chiarire che l’acqua nel mondo sta finendo: crisi idrica significa che la sua distribuzione, la sua gestione e l’accesso a essa dipendono da scelte politiche, economiche e infrastrutturali precise, non da un limite naturale del pianeta. Capire questa distinzione è il primo passo per capire correttamente le cause, la situazione nei paesi colpiti e le prospettive future della crisi idrica globale.

Cos’è la crisi idrica

Si parla di crisi idrica quando una popolazione non ha accesso sostenibile a quantità adeguate di acqua sicura per bere, cucinare, coltivare e mantenere condizioni igieniche dignitose. Il problema non è quasi mai la quantità assoluta di acqua disponibile sul pianeta, ma la capacità di raggiungere le persone con quell’acqua in modo sicuro e continuo.

Circa 2 miliardi di persone vivono già in regioni caratterizzate da scarsità idrica strutturale. A questo si aggiunge chi ha accesso solo formale all’acqua, ma non a servizi igienico-sanitari adeguati: quasi la metà della popolazione mondiale. Il risultato combinato di questi due fattori, scarsità fisica e mancanza di infrastrutture, è quello che definiamo crisi idrica globale.

Per un’analisi più ampia di come si distribuisce l’acqua nel mondo e di chi la consuma, puoi approfondire con l’articolo crisi idrica mondiale: non è scarsità, è disuguaglianza.

Crisi idrica: una donna raccoglie acqua dal fiume per la sua famiglia

Le cause della crisi idrica

Tre fattori concorrono, spesso insieme, a determinare dove e quanto la crisi idrica colpisce una comunità.

Cambiamento climatico e siccità

Il riscaldamento globale altera i regimi di precipitazione, riduce le riserve di acqua dolce rinnovabile e intensifica i periodi di siccità. In Africa orientale, la regione ha attraversato tra il 2020 e il 2023 la siccità più lunga e grave mai registrata, con cinque stagioni delle piogge consecutive fallite. Da allora le piogge stagionali continuano a mancare, e la regione fatica a riprendersi.

Gestione delle risorse e consumo industriale

L’agricoltura e l’industria agroalimentare consumano la quota più ampia delle risorse idriche mondiali. Le monocolture destinate all’export, spesso coltivate in paesi già in stress idrico, prelevano acqua da falde che non si rigenerano per produrre beni consumati a migliaia di chilometri di distanza. Spesso quindi non è un problema di scarsità naturale ma di priorità nell’uso di una risorsa limitata.

Conflitti e infrastrutture colpite

Nelle aree di conflitto attivo, le infrastrutture idriche vengono danneggiate o distrutte, spesso deliberatamente. Ne abbiamo raccontato meccanismi e conseguenze in Acqua nei conflitti: cause, scenari e diritto internazionale.

Le conseguenze della crisi idrica sulla pelle delle persone. Una donna sposta l'acqua tra le taniche

Quali paesi sono più colpiti dalla crisi idrica

Le aree più esposte oggi combinano più fattori di rischio contemporaneamente: siccità prolungata, conflitti in corso, infrastrutture fragili.

Africa orientale: una crisi umanitaria in corso

In Somalia, Kenya ed Etiopia, quasi 26 milioni di persone si trovano oggi in condizioni di fame estrema, e oltre 58 milioni non hanno accesso ad acqua potabile sicura. In alcune zone della Somalia il prezzo dell’acqua è aumentato di oltre il 2000% rispetto a un anno fa: da 6 centesimi di dollaro a 1,50 dollari per una singola tanica. Sono soprattutto donne e ragazze a percorrere lunghe distanze per procurarsi acqua, spesso in condizioni di insicurezza. Ne parliamo nel dettaglio in Siccità in Africa orientale: una crisi umanitaria senza precedenti.

Yemen: quando anche l’energia diventa un ostacolo all’acqua

In Yemen, anni di conflitto e crisi economica hanno reso l’accesso all’acqua sempre più difficile, spesso aggravato dal costo del carburante necessario a far funzionare le pompe idriche. A Farjat Adeem, nel governatorato di Taiz, un progetto Oxfam ha sostituito un sistema idrico al collasso con un impianto di pompaggio alimentato a energia solare, garantendo accesso all’acqua sicura a 665 famiglie, circa 4.650 persone. Qui trovi il racconto completo Yemen: l’energia solare porta acqua pulita alle comunità colpite dalla crisi idrica.

Cosa succederà entro il 2050

Le proiezioni delle Nazioni Unite indicano che il numero di persone che vivono in zone a rischio di scarsità idrica, oggi stimato tra 2,7 e 3,2 miliardi entro il 2050, è destinato ad aumentare rispetto agli 1,9 miliardi registrati all’inizio degli anni 2010. Il cambiamento climatico e la crescita demografica sono i due fattori che, combinati, spingono questa proiezione verso l’alto.

Questo dato è la misura di quanto le scelte politiche e gli investimenti fatti oggi nelle infrastrutture idriche possano e debbano ancora cambiare la traiettoria.

Un volontario Oxfam porta taniche di acqua alla popolazione locale

Cosa fa Oxfam nelle emergenze idriche

Da oltre ottant’anni Oxfam lavora al fianco delle comunità colpite da crisi idriche, offrendo acqua pulita, servizi igienico-sanitari e supporto tecnico. Gli interventi comprendono:

  • la costruzione di cisterne e sistemi di pompaggio, come in Yemen
  • il supporto diretto alle famiglie più vulnerabili in Africa orientale
  • il ripristino di infrastrutture idriche danneggiate da conflitti.

Il lavoro sul campo si accompagna ad attività di advocacy verso le istituzioni, perché l’accesso all’acqua sia riconosciuto e trattato come il diritto umano fondamentale che è, non come una risorsa da gestire secondo le sole logiche del mercato.

Contribuisci a garantire acqua pulita e sicura alle comunità colpite da crisi e conflitti.

Sostieni la campagna di Oxfam “Dona acqua, salva una vita”

Domande frequenti

Cosa significa crisi idrica? Significa che una popolazione non ha accesso sostenibile a quantità adeguate di acqua sicura per bere, cucinare, coltivare e mantenere condizioni igieniche dignitose. Non equivale a una mancanza assoluta di acqua sul pianeta, ma a un problema di distribuzione, gestione e infrastrutture.

Quando finirà l’acqua nel mondo? L’acqua sulla Terra non sta finendo in termini assoluti. Il problema è che entro il 2050 fino a 3,2 miliardi di persone potrebbero vivere in zone a rischio di scarsità idrica, a causa del cambiamento climatico, della cattiva gestione delle risorse e della crescita della domanda.

Quali sono le cause principali della crisi idrica? Le tre cause principali sono il cambiamento climatico, che altera precipitazioni e riserve d’acqua dolce, la gestione delle risorse, in particolare il consumo agricolo e industriale, e i conflitti armati, che spesso colpiscono direttamente le infrastrutture idriche.

Articoli correlati