Report “Forced from Home” – Climate-fuelled displacement

Roma, 2/12/2019_Le catastrofi naturali alimentate dall’impatto del cambiamento climatico sono la prima causa al mondo di migrazioni forzate all’interno di paesi spesso già poverissimi o dilaniati da conflitti. Negli ultimi 10 anni hanno infatti costretto oltre 20 milioni di persone ogni anno, 1 persona ogni 2 secondi, a lasciare le proprie case per trovare salvezza altrove.

E’ l’allarme lanciato da Oxfam, attraverso un nuovo rapporto, diffuso in occasione dell’apertura del vertice ONU sul clima in programma fino al 13 dicembre a Madrid. Un dossier che rivela come cicloni, inondazioni e incendi hanno 7 volte più probabilità di causare migrazioni forzate rispetto a terremoti o eruzioni vulcaniche e 3 volte di più rispetto a guerre e conflitti.

Report “La violenza delle armi esplosive su donne e bambini in Yemen”

Lettera società civile italiana a Ministro Gualtieri

Report “DAL FALLIMENTO ALLA GIUSTIZIA” – La crisi in Palestina a 26 anni dagli accordi Oslo

Roma, 14/11/2019_In un momento particolarmente critico del conflitto israelo-palestinese in cui l’escalation di violenza sui civili non accenna a fermarsi, qualsiasi nuovo passo in avanti nel processo di pace, compresa la proposta USA, sembra destinato a fallire, se gli attori in campo non apprenderanno dai gravissimi errori commessi nell’ultimo quarto di secolo.

E’ l’allarme lanciato oggi da Oxfam, attraverso un nuovo rapporto che a 26 anni dalla firma degli accordi di Oslo, raccoglie le testimonianze di tanti che hanno vissuto sulla propria pelle gli effetti del fallimento di un processo di pace, che sarebbe dovuto durare cinque anni, ma che si è trasformato in una situazione di stallo, compromettendo il presente e il futuro di intere generazioni. Un dossier che fotografa quindi gli errori commessi e le possibili strade da intraprendere per raggiungere una pace duratura.

Report “DAL FALLIMENTO ALLA GIUSTIZIA” – La crisi in Palestina a 26 anni dagli accordi Oslo

BASTA ACCORDI CON LA LIBIA DEI LAGER

A pochi giorni dall’ultima data utile per la revoca – il prossimo 3 novembre – Oxfam chiede al Governo di non rinnovare l’accordo Italia-Libia, mettendo la parola fine a una delle pagine più tristi e vergognose della nostra storia recente. L’accordo peraltro non è mai stato ratificato dal Parlamento italiano contrariamente a quanto previsto in Costituzione (ex.art.80).

Quasi 5 mila migranti nei “lager” ufficiali, decine di migliaia in mano alle organizzazioni criminali sotto le bombe

Report Fondo Globale per il Clima

A livello globale, solo nel 2018, gli investimenti in energia da fonti fossili come petrolio, gas e carbone hanno superato i 933 milioni di dollari, ossia circa 100 volte la quota che i paesi più ricchi dovrebbero destinare per supportare i processi di gestione del rischio e adattamento ai cambiamenti climatici che si abbattono sempre più devastanti, sulle comunità nei paesi più poveri.

È l’allarme lanciato oggi da Oxfam, con un nuovo report, pubblicato in occasione dell’apertura del summit di Parigi sul Fondo Globale per il Clima, che fotografa gli impegni insufficienti e le promesse non mantenute dai paesi più ricchi per sostenere l’adattamento alla crisi climatica dei paesi in via di sviluppo. Un impegno di stanziamento che al momento è fermo a 7,5 miliardi di euro di finanziamenti nei prossimi quattro anni, ossia a poco più della metà di quanto Oxfam stima necessario a sostenere le oltre 300 azioni e progetti, già in cantiere, che potrebbero essere messe in campo nei paesi più poveri, per mitigare la crisi climatica al fianco delle comunità più vulnerabili.

MENTRE IL CLIMA UCCIDE, SI CONTINUA AD INVESTIRE NELLE FONTI FOSSILI. OLTRE 933 MILIARDI DI DOLLARI NEL 2018

A livello globale, solo nel 2018, gli investimenti in energia da fonti fossili come petrolio, gas e carbone hanno superato i 933 miliardi di dollari, ossia circa 100 volte la quota che i paesi più ricchi dovrebbero destinare per supportare i processi di gestione del rischio e adattamento ai cambiamenti climatici che si abbattono sempre più devastanti, sulle comunità nei paesi più poveri.

YEMEN SENZ’ACQUA

Oltre 15 milioni di persone in Yemen stanno letteralmente restando senz’acqua per bere, cucinare, lavarsi a causa della gravissima carenza di carburante che colpisce un Paese già messo in ginocchio da oltre 4 anni e mezzo di conflitto.

E’ l’allarme lanciato oggi da Oxfam, di fronte a una situazione che si fa sempre più drammatica. Nelle ultime settimane, 11 milioni di persone, che sino ad oggi sopravvivevano grazie all’acqua erogata dalle poche reti idriche ancora in funzione, e altri 4 milioni già costretti a rifornirsi da autocisterne private, hanno dovuto ridurre al minino il consumo di acqua.