LESVOS BULLETIN – Oxfam’s update on the EU ‘hotspot’ of Moria

Roma, 14_10_2019_Tra agosto e settembre oltre 18 mila persone, soprattutto famiglie siriane e afghane, sono arrivate nelle isole greche, più del doppio di quelle arrivate nello stesso periodo un anno fa. Un numero record dal 2016, che va ad aggiungersi agli oltre 35 mila migranti respinti nello stesso periodo alla autorità greche e turche lungo la rotta del Mar Egeo. Una situazione esplosiva e prossima al collasso (come dimostrano i tragici episodi delle ultime settimane) soprattutto in campi come quello di Moria a Lesbo, dove in questo momento a fronte di una capienza di 3.000 posti sono costrette a sopravvivere in condizioni disumane oltre 13 mila persone, per il 42% minori tra i 7 e 12 anni, tra cui quasi 1.000 bambini e ragazzi arrivati da soli.

E’ l’allarme lanciato oggi da Oxfam con un nuovo report, che fotografa una situazione umanitaria disastrosa a oltre 3 anni e mezzo da quell’accordo tra Ue e Turchia, che sta intrappolando nelle isole greche, nel cuore dell’Europa, oltre 30 mila persone che ogni giorno continuano a vedersi negati i propri diritti fondamentali.

“LESBO, CAMPO DI MORIA, DISUMANITÀ NEL CUORE DELL’EUROPA”

Tra agosto e settembre oltre 18 mila persone, soprattutto famiglie siriane e afghane, sono arrivate nelle isole greche, più del doppio di quelle arrivate nello stesso periodo un anno fa. Un numero record dal 2016, che va ad aggiungersi agli oltre 35 mila migranti respinti nello stesso periodo alla autorità greche e turche lungo la rotta del Mar Egeo

“LA TRAGEDIA DELLO YEMEN TRA BOMBE E COLERA”

Cresce l’emergenza colera. Superati i 2 milioni di casi sospetti in meno di 3 anni: in media quasi 80 persone ogni ora. Nel 2019 in 1 caso su 4 colpiti bambini sotto i 5 anni. 18 milioni di yemeniti sono esposti al contagio per mancanza di acqua pulita e servizi igienico-sanitari, 2 su 3 sono senza assistenza sanitaria di base, 14 milioni sull’orlo della carestia. 

 

Da giugno ad agosto l’intensificarsi di un conflitto atroce, anche nel sud del Paese, ha causato il 54% di vittime civili e il 79% di abitazioni civili colpite. Sono oltre 700 i civili uccisi e 1.600 quelli feriti dall’inizio dell’anno. Dall’Italia solo 5 milioni all’anno in aiuti.  

 

Oxfam lancia la campagna #SOSYEMEN per chiedere al Governo un cambio di rotta.

DISUGUAGLIANZE, GIOVENTÙ BLOCCATA

L’ascensore sociale in Italia è bloccato e le aspirazioni dei giovani a un futuro più equo appaiono oggi fortemente compromesse.Gli sforzi individuali, la dedizione, il talento sono sempre meno determinanti per il miglioramento delle condizioni di vita rispetto alle condizioni socio-economiche della famiglia d’origine. Condizioni che persistono nel passaggio generazionale a tal punto che i figlidelle persone collocate nel 10% più povero della popolazione italiana, sotto il profilo retributivo, ad oggi avrebbero bisogno di 5 generazioni per arrivare a percepire il reddito medio nazionale.

Report_NON RUBATECI IL FUTURO

Report_”Who takes the heat?”

Roma, 23/9/2019_La sopravvivenza di decine di milioni di persone in tutto il mondo – soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, e in particolare in Africadipende già oggi e dipenderà sempre di più nel prossimo futuro dalla capacità di adattarsi e resistere all’impatto del cambiamento climatico e di eventi sempre più estremi, come siccità prolungate e durissime, alluvioni, cicloni e uragani. Tuttavia nei paesi più poveri del pianeta ogni persona, esposta ad un rischio continuo, riceve in media circa 3 dollari l’anno in aiuti utili a mettere in sicurezza sé stessi e le proprie famiglie dalla perdita di raccolti, allevamenti e tutte quelle risorse essenziali da cui ne dipende la sopravvivenza..I 48 Paesi più poveri del pianeta ricevono da 2,4 a 3,4 miliardi di dollari  l’anno in aiuti e finanziamenti diretti a ridurre l’impatto della crisi climatica. Una cifra irrisoria che equivale a meno di 1 centesimo di dollaro al giorno.

 

E l’allarme lanciato oggi da Oxfam, organizzazione che lotta contro le disuguaglianze, in occasione dell’inizio del Climate Summit delle Nazioni Unite a New York, attraverso un nuovo rapporto che pone l’accento in particolare sulla catastrofe climatica che sta devastando il Mozambico e il Corno d’Africa. Un‘area già poverissima dove milioni di persone subiscono l’alternarsi e le conseguenze di siccità prolungate e cicloni distruttivi.

LE PERSONE PIU’ POVERE DEL MONDO HANNO MENO DI UN CENTESIMO AL GIORNO PER RESISTERE AGLI EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

La sopravvivenza di decine di milioni di persone in tutto il mondo – soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, e in particolare in Africadipende già oggi e dipenderà sempre di più nel prossimo futuro dalla capacità di adattarsi e resistere all’impatto del cambiamento climatico e di eventi sempre più estremi, come siccità prolungate e durissime, alluvioni, cicloni e uragani. Tuttavia nei paesi più poveri del pianeta ogni persona, esposta ad un rischio continuo, riceve in media circa 3 dollari l’anno in aiuti utili a mettere in sicurezza sé stessi e le proprie famiglie dalla perdita di raccolti, allevamenti e tutte quelle risorse essenziali da cui ne dipende la sopravvivenza. I 48 Paesi più poveri del pianeta ricevono da 2,4 a 3,4 miliardi di dollari  l’anno in aiuti e finanziamenti diretti a ridurre l’impatto della crisi climatica. Una cifra irrisoria che equivale a meno di 1 centesimo di dollaro al giorno.

Report integrale “The power of education to fight inequality”

Roma,18/9/2019_In un mondo sempre più disuguale sono le nuove generazioni a pagare il prezzo più alto in termini di opportunità, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. In media i bambini nati in famiglie povere hanno infatti 7 volte meno probabilità di terminare la scuola rispetto ai loro coetanei nati in famiglie ricche o benestanti. È l’allarme lanciato oggi da Oxfam attraverso un nuovo rapporto pubblicato oggi.

 

Summary_report “THE POWER OF EDUCATION TO FIGHT INEQUALITY”

Roma,18/9/2019_In un mondo sempre più disuguale sono le nuove generazioni a pagare il prezzo più alto in termini di opportunità, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. In media i bambini nati in famiglie povere hanno infatti 7 volte meno probabilità di terminare la scuola rispetto ai loro coetanei nati in famiglie ricche o benestanti. È l’allarme lanciato oggi da Oxfam attraverso un nuovo rapporto pubblicato oggi.

 

OXFAM: “I BAMBINI POVERI HANNO 7 VOLTE MENO PROBABILITA’ DI FINIRE LA SCUOLA RISPETTO AI BAMBINI RICCHI”

In un mondo sempre più disuguale sono le nuove generazioni a pagare il prezzo più alto in termini di opportunità, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. In media i bambini nati in famiglie povere hanno infatti 7 volte meno probabilità di terminare la scuola rispetto ai loro coetanei nati in famiglie ricche o benestanti. È l’allarme lanciato oggi da Oxfam attraverso un nuovo rapporto pubblicato oggi.

 

Il dossier mette in luce un quadro preoccupante in tema di disparità nell’accesso alle opportunità formative. Una situazione scioccante di cui sono vittime ancora oggi milioni di bambini e bambine in tutto il mondo, a seconda del reddito e della ricchezza della famiglia di appartenenza.