
Roma, 28 gennaio 2024 – Nell’ultimo anno Israele ha sistematicamente limitato la fornitura e distribuzione di aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, nonostante il 26 gennaio 2024 la pronuncia della Corte Internazionale di Giustizia avesse richiesto di adottare tutte le misure necessarie a tutelare i diritti fondamentali dei civili coinvolti nel conflitto, prevenendo e punendo qualsiasi violazione della Convenzione sul genocidio del 1948.
A rivelarlo è una nuova indagine condotta tra 35 organizzazioni umanitarie impegnate nella risposta umanitaria, tra cui Oxfam, Islamic Relief, Médecins du Monde, ActionAid e Norwegian Refugee Council.
Molto chiari i dati su quanto successo nel periodo tra la pronuncia della Corte Internazionale di Giustizia e l’inizio del cessate il fuoco temporaneo in corso:
Dall’indagine emerge inoltre come sia stato impedito l’ingresso nella Striscia di materiali essenziali come teloni per affrontare il freddo dell’inverno, cucine mobili, kit per l’igiene, cibo e materiale educativo. Questo perché le forniture sono state catalogate da Israele come “a doppio uso”, ossia potenzialmente utilizzabili anche per scopi militari.
“L’attuale e consistente flusso di aiuti, che finalmente stanno entrando a Gaza, rende ancora più evidente quanto Israele abbia ostacolato la risposta umanitaria negli ultimi 15 mesi. – ha detto Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia – Non solo non è intervenuto per migliorare l’accesso umanitario della popolazione ma ha impedito l’ingresso di aiuti salvavita, in spregio al diritto internazionale e alla pronuncia della Corte. Per questo è fondamentale che durante la tregua in corso siano accertate le responsabilità per quanto avvenuto fino ad oggi. Scongiurando il rischio che si ripetano impunemente gli stessi errori e milioni di persone siano lasciate senza alcuna speranza”.
L’indagine tra le organizzazioni umanitarie, fa parte inoltre di una ricerca che fotografa l’effettivo accesso umanitario oggi a Gaza. I dati raccolti confermano non solo come Israele abbia ignorato le misure indicate dalla Corte Internazionale di Giustizia, ma come abbia impedito l’ingresso di beni essenziali quali cibo, acqua, carburante, riparo e servizi igienici a Gaza necessari a sostenere la popolazione. In altre parole come le politiche e le azioni del governo israeliano abbiano in definitiva smantellato il sistema di risposta umanitaria nella Striscia.
L’indagine mette in luce infine le condizioni proibitive in cui gli operatori umanitari hanno lavorato a Gaza, a causa dei bombardamenti sistematici che hanno distrutto le infrastrutture essenziali e colpito lo stesso personale umanitario.
Basti pensare che:
“Tutto questo poteva essere evitato o fermato molto prima. – conclude Pezzati – Ci sono delle responsabilità precise da parte degli Stati terzi, che sono stati incapaci nell’ultimo anno di prevenire i crimini e le atrocità commesse a Gaza, tra cui il rischio di genocidio. Alcuni Stati continuano inoltre a fornire armi a Israele, tra cui l’Italia, evitando di denunciare le violazioni commesse o non intraprendendo le azioni necessarie per prevenirle”.
In questo contesto, le organizzazioni umanitarie lanciano perciò un appello urgente affinché da qui in avanti venga garantito l’accesso umanitario alla popolazione senza alcuna restrizione; chiedono inoltre alla comunità internazionale di intervenire al più presto per fermare le continue violazioni del diritto internazionale compiute, garantendo che Israele sia chiamato a risponderne.
Ufficio stampa Oxfam Italia
Mariateresa Alvino – 348.9803541 – [email protected]
David Mattesini – 349.4417723 – [email protected]
NOTE