
Roma, 23/11/2023 – Con gli ospedali e il sistema sanitario al collasso, a Gaza tantissimi neonati, con meno di 3 mesi di vita, stanno morendo per cause del tutto prevenibili come diarrea, ipotermia, disidratazione e infezioni.
È l’allarme lasciato oggi da Oxfam, di fronte alla catastrofe umanitaria in corso, che sta costringendo la popolazione a sopravvivere in condizioni sempre più disperate.
“Tante madri in questo momento non possono contare su quasi nessun supporto medico e sono costrette ad andare avanti senza acqua, servizi igienici, riscaldamento e cibo – spiega Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia – Se anche la pausa umanitaria di quattro giorni sarà mantenuta, non basterà assolutamente per far fronte agli immensi bisogni della popolazione”.
Senza attrezzature vitali e supporto medico, i bambini nati prematuri e sottopeso hanno pochissime o nessuna possibilità di sopravvivere.
Juzoor, organizzazione partner di Oxfam, tra le poche che ancora operano nel nord di Gaza riferisce di una situazione drammatica.
Al momento ci sono 500 donne incinte tra le 35.000 persone stipate in 13 rifugi privi di acqua potabile e servizi igienici, con 600 persone costrette a condividere un solo bagno. Le nascite premature sono aumentate del 25-30% a cause delle condizioni di incredibile stress a cui sono sottoposte le donne: costrette spesso a fuggire e camminare per lunghe distanze per salvarsi dai bombardamenti o a sopravvivere in centri sovraffollati.
In questo contesto, ad esempio, nel nord di Gaza i casi di distacco della placenta durante la gravidanza sono più che raddoppiati, mettendo a rischio la sopravvivenza di madri e figli.
“Nell’ultimo mese abbiamo perso almeno un neonato in ogni rifugio, ed è una cosa straziante. – aggiunge Umaiyeh Khammash, direttore di Juzoor – L’accesso agli ospedali è estremamente pericoloso o impossibile, per cui molte donne sono costrette a partorire nei rifugi spesso senza aiuto. Il cibo sta finendo e tra poco le scorte saranno esaurite. Gli ospedali e i centri per sfollati nel nord di Gaza sono senza riscaldamento e elettricità. Intanto l’inverno sta arrivando e fa sempre più freddo. È una situazione disastrosa per tutti i pazienti, ma soprattutto per le donne incinte”.
La maggior parte degli ospedali nel nord di Gaza in questo momento non riesce a fornire assistenza medica a causa degli attacchi in corso e i pochi rimasti in funzione nel sud sono presi d’assalto e privi delle attrezzature essenziali. Il tutto in un contesto, dove già prima del conflitto in corso, si registrava uno dei tassi di mortalità neo-natale più alti al mondo, pari al 68% di tutti i decessi infantili.
“I nostri partner ci raccontano che in alcuni casi le madri sono costrette a partorire in stanze sovraffollate con fino a 70 persone stipate insieme, senza assistenza medica e condizioni igieniche minime, nessuna dignità. Quanto sta accadendo è semplicemente disumano e credo che su questo possiamo essere tutti d’accordo”, conclude Pezzati.
Oxfam è al lavoro con Juzoor per soccorrere gli sfollati che si trovano nei 13 rifugi presenti nel nord di Gaza, distribuendo kit igienici e cibo. Juzoor ha mobilitato un team di 60 operatori sanitari, tra cui medici, infermieri, ostetriche e psicologi, per fornire assistenza. Ma il conflitto, l’assedio di Gaza e la grave carenza di carburante e di acqua potabile stanno rendendo sempre più difficile soccorrere la popolazione.
È possibile sostenere la risposta di Oxfam su https://www.oxfamitalia.org/appello-emergenza-gaza-assedio
Oxfam rilancia quindi un appello urgente perché sia raggiunto il prima possibile un cessate il fuoco totale e duraturo, che garantisca l’ingresso in sicurezza degli aiuti umanitari necessari attraverso Israele e l’Egitto. Con l’obiettivo prioritario di rimettere in funzione gli ospedali e le infrastrutture e i servizi essenziali per la popolazione, in particolare per le donne incinte e i neonati.
Ufficio stampa Oxfam Italia
David Mattesini – 349.4417723 – [email protected]
NOTE:
– A Gaza in questo momento oltre 50.000 donne sono in attesa di un figlio e 5.500 dovrebbero partorire nel corso del prossimo mese – per una media di circa 180 nascite al giorno – secondo il Ministero della Sanità di Gaza. Secondo le stime però il 30% potrebbe avere complicazioni legate alla gravidanza o al parto e avrà bisogno di ulteriori cure mediche.
Fonte: Rapporto Juzour sulla salute materna – 11 novembre 2023.
– Juzoor, partner di Oxfam, ha intervistato il dottor Nabil AlBarqouni, presidente della Rete neonatale di Gaza, il quale ha dichiarato che nell’ultimo mese a Gaza si è registrato un aumento complessivo del 25-30delle nascite premature.
– Secondo l’UNICEF, i primi 28 giorni di vita – il periodo neonatale – sono il momento più delicato per la sopravvivenza di un bambino. Nel 2021, il tasso medio di mortalità globale era di 18 morti per 1.000 nati vivi. Fonte: Dati UNICEF sulla mortalità neonatale
– Secondo l’OMS: nel 2016, le morti neonatali nella Striscia di Gaza hanno rappresentato il 68% delle morti infantili.